La partita IVA del cliente non è valida secondo il VIES
Thread poster: Anna Massera

Anna Massera  Identity Verified
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Dec 9, 2015

Gentili colleghi,
vi scrivo per sottoporvi un problema che sto cercando di risolvere da circa 1 mese, senza alcun esito positivo, nella speranza di potermi confrontare con qualcuno che, essendoci magari già passato, possa illuminarmi.

La partita IVA di un mio nuovo cliente tedesco per cui ho fatto una traduzione in novembre non risulta valida né sull'apposito sito di verifica della Commissione Europea (http://ec.europa.eu/taxation_customs/vies/vatResponse.html?locale=it) né sul sito della nostra Agenzia delle entrate, nella sezione dedicata al controllo delle partite IVA comunitarie.

Ho chiesto lumi al commercialista e mi ha detto che in questo caso devo applicare l'IVA. L'ho fatto presente al cliente che però mi dice che la sua partita IVA è corretta e non è tenuto a iscriversi al VIES. Io sono sempre più confusa... E inizio a nutrire anche dei dubbi sulla buona fede del cliente. Oltretutto non sono riuscita ancora a trovare delle indicazioni sull'eventuale procedura di iscrizione al VIES in Germania, ma come è possibile, non dovrebbe essere richiesto a tutti i residenti della UE che effettuano operazioni intracomunitarie?

Grazie fin da ora a chi vorrà aiutarmi,
Anna


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Serena Basili  Identity Verified
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. Dec 9, 2015

Qualche mese fa ho avuto un'esperienza analoga nell'azienda in cui lavoro....il cliente tedesco non era iscritto al VIES e allora ho scritto al Bundeszentralamt für Steuern che mi aveva detto che ogni Paese dell'UE ha un ufficio che controlla le p.IVA di aziende negli altri stati membri; io non ho proseguito la ricerca per altri motivi.....hai provato ad andare all'AdE e vedere se loro possono controllare l'effettiva esistenza di questa società? Anche se non possono, spero almeno che siano in grado di indirizzarti all'ufficio competente!

In bocca al lupo!


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Anna Massera  Identity Verified
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Una situazione kafkiana Dec 9, 2015

Ciao Serena,
grazie per la risposta.

Credo che il Bundeszentralamt für Steuern, se non erro, si riferisca al servizio per il controllo delle partite iva intracomunitarie dell'AdE e verificando da lì la partita IVA in questione risulta addirittura non più valida da luglio di quest'anno :-/

Il cliente non vuole pagarmi la fattura con IVA, mentre la burocrazia italiana pretende che la partita IVA in questione sia registrata nel VIES (almeno, così ha detto il mio commercialista e così hanno risposto dal call center dell'AdE) e io mi ritrovo a dover istruire il cliente, tutt'altro che disposto ad ascoltare ragioni, sull'ordinamento italiano. Una situazione kafkiana, insomma.

Grazie comunque e buona giornata,
Anna


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Controllo Dec 9, 2015

Puoi verificare le partite iva qui:

http://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/vies/vies.htm

Se non è iscritto devi semplicemente addebitare l'IVA. O per qualche motivo non gli hanno rinnovato l'iscrizione (magari per semplice dimenticanza) o è in cattiva fede.


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Giuseppe C.  Identity Verified
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Ma dove sta scritto? Dec 9, 2015

Anna Massera wrote:

Ciao Serena,
grazie per la risposta.

Credo che il Bundeszentralamt für Steuern, se non erro, si riferisca al servizio per il controllo delle partite iva intracomunitarie dell'AdE e verificando da lì la partita IVA in questione risulta addirittura non più valida da luglio di quest'anno :-/

Il cliente non vuole pagarmi la fattura con IVA, mentre la burocrazia italiana pretende che la partita IVA in questione sia registrata nel VIES (almeno, così ha detto il mio commercialista e così hanno risposto dal call center dell'AdE) e io mi ritrovo a dover istruire il cliente, tutt'altro che disposto ad ascoltare ragioni, sull'ordinamento italiano. Una situazione kafkiana, insomma.

Grazie comunque e buona giornata,
Anna


Secondo me il tuo commercialista è troppo prudente.

Il cliente risiede in Germania (UE) e ti ha comunicato una partita IVA tedesca. Posto che tale partita IVA in Germania sia effettivamente esistente (questo è il punto chiave) , non mi risulta da nessuna parte che debba essere tu a preccuparti che questa partita IVA sia iscritta o meno al VIES. Il tuo dovere è di iscrivere la TUA partita IVA al VIES e compilare le dichiarazioni INTRASTAT correttamente. Se il cliente non è iscritto al VIES e non provvede a quanto prescrive la legislazione tedesca ed europea per le sue transazioni con i fornitori di servizi comunitari, sarà l'Agenzia delle Entrate tedesca a provvedere con le sanzioni previste dalla legislazione tedesca per chi usufruisce del regime di inversione contabile dell'IVA senza averne alcun diritto.


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Purtroppo no Dec 9, 2015

Giuseppe C. wrote:
Il cliente risiede in Germania (UE) e ti ha comunicato una partita IVA tedesca. Posto che tale partita IVA in Germania sia effettivamente esistente (questo è il punto chiave) , non mi risulta da nessuna parte che debba essere tu a preccuparti che questa partita IVA sia iscritta o meno al VIES. Il tuo dovere è di iscrivere la TUA partita IVA al VIES e compilare le dichiarazioni INTRASTAT correttamente. Se il cliente non è iscritto al VIES e non provvede a quanto prescrive la legislazione tedesca ed europea per le sue transazioni con i fornitori di servizi comunitari, sarà l'Agenzia delle Entrate tedesca a provvedere con le sanzioni previste dalla legislazione tedesca per chi usufruisce del regime di inversione contabile dell'IVA senza averne alcun diritto.


Purtroppo non è così Giuseppe. Siamo noi a dover verificare, se necessario anche ogni volta che emettiamo una fattura, pena l'addebito a noi dell'IVA.

Ho notato adesso che parli del mese di luglio. A me è successa la stessa cosa, cioè un cliente non era a conoscenza che da quello stesso mese la sua partita iva non era più iscritta. Probabilmente andava confermata o qualcosa scadeva proprio in quel mese (forse semplicemente il semestre). In ogni caso non ho potuto fare altro che addebitargli l'IVA. Una volta risolto il problema si applica di nuovo l'inversione contabile.


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2G Trad  Identity Verified
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Errore Intrastat Dec 9, 2015

Se nella compilazione dell'Intrastat si inserisce un numero di P. IVA UE non valido in base al VIES, il modulo di controllo del programma restituisce un errore.

Ciao
Gianni


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Giuseppe C.  Identity Verified
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Dove sta scritto? Dec 9, 2015

Mariella Bonelli wrote:

Purtroppo non è così Giuseppe. Siamo noi a dover verificare, se necessario anche ogni volta che emettiamo una fattura, pena l'addebito a noi dell'IVA.

Ho notato adesso che parli del mese di luglio. A me è successa la stessa cosa, cioè un cliente non era a conoscenza che da quello stesso mese la sua partita iva non era più iscritta. Probabilmente andava confermata o qualcosa scadeva proprio in quel mese (forse semplicemente il semestre). In ogni caso non ho potuto fare altro che addebitargli l'IVA. Una volta risolto il problema si applica di nuovo l'inversione contabile.


Scusa se insisto, Mariella, ma siccome in questo forum ne ho lette di cotte e di crude, dovresti specificare in base a quale norma o quale circolare dell'AdE tu hai operato in questo modo.

Se è il tuo commercialista ad averti indirizzato in questo senso, per me non può fare testo, perché in questo forum i commercialisti hanno dato indirizzi a volte strampalati.

Ciò detto, non escludo che sia obbligatorio accertarsi che la partita IVA comunitaria del committente sia iscritta al VIES, ma vorrei un riferimento certo e valido per chiunque.


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Giuseppe C.  Identity Verified
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Questo è già un serio problema Dec 9, 2015

2G Trad wrote:

Se nella compilazione dell'Intrastat si inserisce un numero di P. IVA UE non valido in base al VIES, il modulo di controllo del programma restituisce un errore.

Ciao
Gianni


Io compilo l'Intrastat direttamente on line dal sito dell'Agenzia delle Dogane e non ho mai provato a inserire una partita IVA non iscritta al VIES o non valida.
Farò una prova nell'ambiente di prova per vedere che cosa succede.

Questo potrebbe essere un incentivo essenziale a verificare preventivamente l'iscrizione al VIES della P. IVA del cliente comunitario.

Ma sono alla ricerca del riferimento giuridico che imponga questa verifica.


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Anna Massera  Identity Verified
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Grazie Dec 9, 2015

Mariella Bonelli wrote:


Ho notato adesso che parli del mese di luglio. A me è successa la stessa cosa, cioè un cliente non era a conoscenza che da quello stesso mese la sua partita iva non era più iscritta. Probabilmente andava confermata o qualcosa scadeva proprio in quel mese (forse semplicemente il semestre). In ogni caso non ho potuto fare altro che addebitargli l'IVA. Una volta risolto il problema si applica di nuovo l'inversione contabile.


Grazie, Mariella. In effetti, ho fatto presente al cliente che la sua partita IVA non è più valida da luglio. A questo punto, se non è in mala fede, verificherà e, spero, risolveremo il problema.


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Anna Massera  Identity Verified
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Pochi riferimenti Dec 9, 2015

Giuseppe C. wrote:


Io compilo l'Intrastat direttamente on line dal sito dell'Agenzia delle Dogane e non ho mai provato a inserire una partita IVA non iscritta al VIES o non valida.
Farò una prova nell'ambiente di prova per vedere che cosa succede.

Questo potrebbe essere un incentivo essenziale a verificare preventivamente l'iscrizione al VIES della P. IVA del cliente comunitario.

Ma sono alla ricerca del riferimento giuridico che imponga questa verifica.


Ciao Giuseppe,
purtroppo il mio commercialista non mi ha dato nessun riferimento normativo, ma un semplice PDF preso da questo sito http://www.soluzioni24fisco.ilsole24ore.com/ che riporta quanto segue:

Operazione intracomunitaria
D: Prestazione di servizi resa e fatturata da un fornitore intracomunitario a un cliente anch'esso intracomunitario (il quale paga regolarmente la stessa fattura). Il fornitore emette fattura senza applicazione dell'iva, ma non verifica che il cliente non é iscritto al registro Vies. Cosa deve fare il cliente?

R: Nel caso in cui il cliente acquisti servizi intracomunitari, ma risulta non ancora incluso nell'Archivio vies, si producono le seguenti conseguenze. L'acquirente non regolarmente iscritto al vies, che (erroneamente) riceve la fattura senza Iva dal fornitore europeo, non deve procedere alla doppia annotazione della stessa nel registro delle fatture emesse e nel registro degli acquisti, non essendo applicabile il meccanismo dell'inversione contabile; l'operazione è da considerarsi rilevante ai fini Iva nel paese del fornitore europeo il quale correttamente dovrebbe assoggettare ad imposta l'operazione nel suo Paese (l'Agenzia delle Entrate provvederà a segnalare tale operazione come irregolare e l'Amministrazione dell'altro Stato membro potrà, eventualmente, decidere di recuperare l'Iva non assolta per effetto dell'errata qualificazione dell'operazione come intracomunitaria).

Anche al call center dell'AdE (per quanto possa fare testo) mi è stato risposto che dato che la partita IVA del cliente non risulta valida in seguito a controllo delle partite IVA intracomunitarie devo applicare l'IVA in fattura.


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Giuseppe C.  Identity Verified
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Capisco Dec 9, 2015

Anna Massera wrote:

Giuseppe C. wrote:


Io compilo l'Intrastat direttamente on line dal sito dell'Agenzia delle Dogane e non ho mai provato a inserire una partita IVA non iscritta al VIES o non valida.
Farò una prova nell'ambiente di prova per vedere che cosa succede.

Questo potrebbe essere un incentivo essenziale a verificare preventivamente l'iscrizione al VIES della P. IVA del cliente comunitario.

Ma sono alla ricerca del riferimento giuridico che imponga questa verifica.


Ciao Giuseppe,
purtroppo il mio commercialista non mi ha dato nessun riferimento normativo, ma un semplice PDF preso da questo sito http://www.soluzioni24fisco.ilsole24ore.com/ che riporta quanto segue:

Operazione intracomunitaria
D: Prestazione di servizi resa e fatturata da un fornitore intracomunitario a un cliente anch'esso intracomunitario (il quale paga regolarmente la stessa fattura). Il fornitore emette fattura senza applicazione dell'iva, ma non verifica che il cliente non é iscritto al registro Vies. Cosa deve fare il cliente?

R: Nel caso in cui il cliente acquisti servizi intracomunitari, ma risulta non ancora incluso nell'Archivio vies, si producono le seguenti conseguenze. L'acquirente non regolarmente iscritto al vies, che (erroneamente) riceve la fattura senza Iva dal fornitore europeo, non deve procedere alla doppia annotazione della stessa nel registro delle fatture emesse e nel registro degli acquisti, non essendo applicabile il meccanismo dell'inversione contabile; l'operazione è da considerarsi rilevante ai fini Iva nel paese del fornitore europeo il quale correttamente dovrebbe assoggettare ad imposta l'operazione nel suo Paese (l'Agenzia delle Entrate provvederà a segnalare tale operazione come irregolare e l'Amministrazione dell'altro Stato membro potrà, eventualmente, decidere di recuperare l'Iva non assolta per effetto dell'errata qualificazione dell'operazione come intracomunitaria).

Anche al call center dell'AdE (per quanto possa fare testo) mi è stato risposto che dato che la partita IVA del cliente non risulta valida in seguito a controllo delle partite IVA intracomunitarie devo applicare l'IVA in fattura.



Ho dato un'occhiata rapida anch'io in giro e ci si perde in una marea di interpretazioni e circolari da parte della nostra AdE, nonché addirittura sentenze, e per giunta in contrasto l'una con l'altra.

Capisco che ci si rifaccia a quanto previsto, a seguito di interpretazione arbitraria, a quanto disposto dall'AdE dopo interpelli e circolari interpretative.

Ciò che al momento si conosce è l'interpretazione da parte dell'AdE italiana delle norme europee in materia di IVA comunitaria e le conseguenze per il contribuente italiano iscritto o non iscritto al VIES.
Chissà come l'hanno interpretata nelle altre nazioni europee.

Scrivono norme europee senza nemmeno valutare l'impatto all'atto pratico e non si decidono a unficare l'IVA in tutta Europa, costringendoci a questi assurdi artifici fiscali.

L'unico riferimento reale a cui rimandano è il Decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972 n. 633 artcolo 7-ter, che non chiarisce un bel nulla, o meglio, dovrebbe in realtà esonerare dall'IVA il cliente non italiano non residente in Italia, e quindi dovrebbe comportare il mancato addebito dell'IVA, salvo varie altre circolari interpretative in contrasto tra loro.

Nessuna norma o circolare in realtà specifica esattamente la faccenda nel caso di cessione di servizi a cliente comunitario soggetto passivo nel suo paese e non iscritto al VIES.
L'AdE italiana ha deciso di testa sua e ha dato la sua interpretazione: meglio considerare l'operazione come effettuata nel territorio italiano e aggiungere l'IVA. Mi pare una semplificazione che non regge, ma non c'è da meravigliarsi: moltissime circolari e interpretazioni dell'AdE italiana non reggono, ma è meglio rispettarle.

Allora facciamo finta che anche nelle altre nazioni europee la pensino come l'AdE italiana, ma è dura convincere qualcuno a rispettare una regola tutta italiana.

In bocca la lupo!


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Giuseppe C.  Identity Verified
Italy
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Aggiungo Dec 9, 2015

Giuseppe C. wrote:

Ho dato un'occhiata rapida anch'io in giro e ci si perde in una marea di interpretazioni e circolari da parte della nostra AdE, nonché addirittura sentenze, e per giunta in contrasto l'una con l'altra.

Capisco che ci si rifaccia a quanto previsto, a seguito di interpretazione arbitraria, a quanto disposto dall'AdE dopo interpelli e circolari interpretative.

Ciò che al momento si conosce è l'interpretazione da parte dell'AdE italiana delle norme europee in materia di IVA comunitaria e le conseguenze per il contribuente italiano iscritto o non iscritto al VIES.
Chissà come l'hanno interpretata nelle altre nazioni europee.

Scrivono norme europee senza nemmeno valutare l'impatto all'atto pratico e non si decidono a unficare l'IVA in tutta Europa, costringendoci a questi assurdi artifici fiscali.

L'unico riferimento reale a cui rimandano è il Decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972 n. 633 artcolo 7-ter, che non chiarisce un bel nulla, o meglio, dovrebbe in realtà esonerare dall'IVA il cliente non italiano non residente in Italia, e quindi dovrebbe comportare il mancato addebito dell'IVA, salvo varie altre circolari interpretative in contrasto tra loro.

Nessuna norma o circolare in realtà specifica esattamente la faccenda nel caso di cessione di servizi a cliente comunitario soggetto passivo nel suo paese e non iscritto al VIES.
L'AdE italiana ha deciso di testa sua e ha dato la sua interpretazione: meglio considerare l'operazione come effettuata nel territorio italiano e aggiungere l'IVA. Mi pare una semplificazione che non regge, ma non c'è da meravigliarsi: moltissime circolari e interpretazioni dell'AdE italiana non reggono, ma è meglio rispettarle.

Allora facciamo finta che anche nelle altre nazioni europee la pensino come l'AdE italiana, ma è dura convincere qualcuno a rispettare una regola tutta italiana.

In bocca la lupo!



Un esempio lo fa l'Unione Consulenti:

"Cessione di un bene da parte di operatore soggetto IVA italiano ad un operatore soggetto IVA francese senza che quest’ultimo abbia provveduto alla registrazione al sistema VIES per Euro 1.000,00 (imponibile).
Il venditore italiano emetterà fattura nei confronti del francese per Euro 1.220,00 pena una sanzione da Euro 220,00 a Euro 440,00 (oltre all’IVA non addebitata e quindi non versata).
Ovvero, l’importo totale che l’italiano si vedrebbe contestato in caso di verifica, va da Euro 440,00 a Euro 660,00 oltre a interessi."

Veramente demenziale, ma a questo punto è bene uniformarsi


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