Scelta tra traduttore e interprete: SSLMIT migliore in Italia e preparazione per i test d'ammissione
Thread poster: Metapod91

Metapod91
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Apr 7, 2016

Buongiorno a tutti! Mi sono iscritto recentemente su questo sito e lo trovo davvero utile ed entusiasmante.
Tra poco mi devo laureare alla triennale in Mediazione Linguistica e Culturale a Padova. Un corso di laurea di cui non sono soddisfatto completamente, nonostante abbia migliorato le mie competenze linguistiche. Ma migliorato solo in una delle due lingue.
Ora come ora mi sorge la domanda veramente cruciale e cioè: dove andare. Ho visitato i siti delle tre SSLMIT migliori in Italia con le sedi a Trieste, Forlì e Milano (Scuola Civica, non IULM, in quanto ne ho sentito parlare veramente male). Riferendomi a voi cercherò di essere concreto nelle domande. Innanzitutto ho un dubbio su cosa andare a fare: traduzione o interpretariato. Entrambi i settori sono affascinanti: da una parte vorrei diventare l'interprete perché mi piacerebbe entrare nel mondo dello sport, soprattutto in calcio, e conosco un paio di persone che lavorano in quel settore e sono, come me, appassionati del calcio, oppure lavorare anche nel Tribunale. E credo che gli interpreti siano pagati di più che i traduttori. Ma non posso scegliere naturalmente la professione in base economica. E' bello vedere le conferenze e come gli interpreti lavorano e trasmettono con la leggerezza ciò che ha detto precedentemente l'oratore. Però la mia paura (e qui non più il dubbio) è di sentire troppo la pressione e anche paura lecita di non ricordarsi una parola o dimenticare qualche parte del discorso, figuriamoci nell'interpretazione simultanea che non immagino neanche come si fa ad ascoltare e, allo stesso tempo, riprodurre il messaggio in altra lingua. Dall'altra parte anche il traduttore non è male: oltre al lavoro nelle istituzioni pubbliche puoi lavorare nelle agenzie di traduzione o comunque correggere i discorsi politici, articoli tradotti. Insomma, anche questa parte ha dei suoi vantaggi. Però qui la paura è poter fare SOLO il traduttore, ma non essere invece considerato come l'interprete. Visto che le scuole specialistiche offrono i curriculum separati, la domanda è: Uno che finisce la traduzione specializzata potrebbe fare anche l'interprete e viceversa? Insomma, uno che finisce la magistrale, potrebbe lavorare in entrambe le professioni? Ad esempio, rispetto agli altri istituti, la SSLMIT di Trieste ha un curriculum dove puoi fare sia traduzione specializzata sia interpretazione. Nella mia mente non riesco a separare entrambe le professioni. Voi cosa ne dite? Quali sono le possibilità migliori per gli sbocchi lavorativi? Cosa scegliere, in base ai miei dubbi?
Qual'è secondo voi la SSLMIT migliore in Italia per l'offerta didattica?

Per quanto riguarda invece gli esami di idoneità, ciascuna delle scuole hanno modalità diverse: quella di Forlì, ad esempio, per l'interpretazione offre una parte dell'esame che consiste nell'inserimento delle espressioni mancanti, e l'altra è la riproduzione simultanea di un brano in italiano. A Trieste, invece, è totalmente diverso: là devi semplicemente discutere dell'argomento d'attualità proposto dalla commissione in due lingue prescelte (oltre comunque agli esami scritti). A Milano per l'interpretazione c'è la parte scritta (due esami) dopodiché l'orale che consiste nell'ascolto di un testo in italiano e la sintesi, poi TRADUZIONE SPEDITA di frasi (mi spiegate cosa sia?) o di breve conversazione della commissione dalla lingua straniera all'italiano, dopodiché la traduzione a vista verso l'italiano di un brano breve e poi la parafrasi di un testo in inglese.

Per il curriculum di traduzione invece gli esami hanno più o meno la stessa tipologia. Come voi vi siete preparati e quali consigli mi potreste dare per migliorare la comprensione passiva e attiva? Io ascolto la radio in inglese, leggo gli articoli sui siti in inglese, ma forse c'è qualcosa in più che dovrei fare?

L'altra cosa. Ho studiato inglese e tedesco a Padova, ma il mio livello di tedesco lascia veramente desiderare...sto pensando ad una follia che neanche immaginavo mi potesse venire in testa: sono madrelingua russo. Sarebbe ridicolo, secondo voi, scegliere la madrelingua come una delle lingue straniere alla magistrale o voi non la escludereste, visto che comunque saper parlare la tua lingua è una cosa, ma saper tradurre/interpretare non è da tutti.

Ogni intervento da parte vostra è benvenuto!

Grazie per l'attenzione!


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Letizia S.
Italy
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Russo, perché no? Apr 11, 2016

Ciao,
mi sento in dovere di risponderti perché ho frequentato la triennale di Trieste (ex SSLMIT) perciò, anche se non conosco l'organizzazione delle magistrali, posso confermarti che come università è molto ben impostata, senza troppa teoria e un approccio abbastanza pratico alla lingua e alla professione.

Per quanto riguarda la traduzione, come sicuramente altri colleghi ti faranno notare, è bene che tu stia molto attento alla lingua italiana: nel tuo messaggio ci sono alcune imprecisioni (prima tra tutte: l'uso dell'apostrofo in QUAL È, nonché alcuni articoli "vorrei diventare l'interprete" non richiede l'uso dell'articolo).
Cerca di capire: non è cattiveria, ma si tratta solo di farti notare quanto sia difficile essere corretti. Per il resto, chapeau all'uso dell'italiano.

Anche per quanto appena detto, ti consiglio vivamente di fare largo uso delle tue capacità: sei madrelingua russo e hai un italiano molto buono, perciò non buttare al vento la tua risorsa principale e, qualsiasi decisione tu decida di intraprendere, non rinunciare allo studio del russo come lingua di lavoro, abbinata all'italiano (obbligatorio nelle scuole italiane) e di altre due combinazioni (en-it e de-it?).

Altro consiglio: non decidere che scuola scegliere in base al tipo di test, non vale la pena precludersi delle possibilità solo perché il test appare più difficile! Per esperienza, inoltre, posso assicurarti che, a parità di livello di lingua ma a seconda della scuola scelta, il risultato del test cambia parecchio (io il test di Forlì non l'ho passato, mentre a quello di Trieste ero passata con un ottimo punteggio!). Quindi prova entrambe le scuole, che sono sicuramente valide!

Cerca di capire cosa ti piacerebbe fare come professione: se sei una persona a cui piace guardare negli occhi i clienti, che non si fa intimidire da un errore commesso e che non ha paura di parlare in pubblico, segui la strada dell'interprete. Se invece ti piace giocare con le parole e il loro senso, soffermandoti ad analizzarne il significato in entrambe le lingue, professionalizzati come traduttore.
Sono entrambe professioni che richiedono una mente allenata e sveglia, sono processi mentali faticosi ma affascinanti.

Riguardo alla tua domanda: [QUOTE]Uno che finisce la traduzione specializzata potrebbe fare anche l'interprete e viceversa[QUOTE/] la risposta è IN TEORIA sì, nessuna legge te lo vieta, almeno qui in Italia.
Per la legge italiana, qualsiasi maggiorenne, anche se non in possesso di una conoscenza linguistica, può iscriversi all'elenco dei traduttori/interpreti del tribunale, dichiarare di essere maggiorenne e di sapere una lingua straniera oltre all'italiano e diventa un potenziale candidato all'interpretariato di tribunale. Lo stesso dicasi per l'interpretazione in ambito ospedaliero.
Il POTER FARE o NON POTER FARE entrambe le professioni allo stesso tempo sta nella tua deontologia professionale: sono in grado di fornire un servizio di ottima qualità come interprete? Sono in grado di fornire un servizio di ottima qualità anche come traduttore?
Finché non ci saranno norme che limitino tali professioni, è la nostra responsabilità che entra in gioco! Non dimenticarlo mai...

Ricorda che non necessariamente quello che studierai sarà quello che farai per il resto della tua vita e che le lingue sono una risorsa "jolly" spendibile in qualsiasi campo, anche se gli eventi dovessero portarti lontato dal mondo dei liberi professionisti.

A ogni modo hai tempo per decidere, perché i test non si terranno prima di settembre...
Potresti approfottarne per assistere a qualche lezione delle facoltà che ti interessano (gli orari sono scaricabili dai siti e le lezioni aperte a tutti, almeno a Trieste) e toccare con mano il tipo di approccio di ognuna di esse.

Spero di esserti stata d'aiuto

Letizia


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Metapod91
Italy
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Ringraziamento! Apr 12, 2016

[quote]Letizia S. wrote:

Ciao,
mi sento in dovere di risponderti perché ho frequentato la triennale di Trieste (ex SSLMIT) perciò, anche se non conosco l'organizzazione delle magistrali, posso confermarti che come università è molto ben impostata, senza troppa teoria e un approccio abbastanza pratico alla lingua e alla professione.

Per quanto riguarda la traduzione, come sicuramente altri colleghi ti faranno notare, è bene che tu stia molto attento alla lingua italiana: nel tuo messaggio ci sono alcune imprecisioni (prima tra tutte: l'uso dell'apostrofo in QUAL È, nonché alcuni articoli "vorrei diventare l'interprete" non richiede l'uso dell'articolo).
Cerca di capire: non è cattiveria, ma si tratta solo di farti notare quanto sia difficile essere corretti. Per il resto, chapeau all'uso dell'italiano.

Anche per quanto appena detto, ti consiglio vivamente di fare largo uso delle tue capacità: sei madrelingua russo e hai un italiano molto buono, perciò non buttare al vento la tua risorsa principale e, qualsiasi decisione tu decida di intraprendere, non rinunciare allo studio del russo come lingua di lavoro, abbinata all'italiano (obbligatorio nelle scuole italiane) e di altre due combinazioni (en-it e de-it?).

Altro consiglio: non decidere che scuola scegliere in base al tipo di test, non vale la pena precludersi delle possibilità solo perché il test appare più difficile! Per esperienza, inoltre, posso assicurarti che, a parità di livello di lingua ma a seconda della scuola scelta, il risultato del test cambia parecchio (io il test di Forlì non l'ho passato, mentre a quello di Trieste ero passata con un ottimo punteggio!). Quindi prova entrambe le scuole, che sono sicuramente valide!

Cerca di capire cosa ti piacerebbe fare come professione: se sei una persona a cui piace guardare negli occhi i clienti, che non si fa intimidire da un errore commesso e che non ha paura di parlare in pubblico, segui la strada dell'interprete. Se invece ti piace giocare con le parole e il loro senso, soffermandoti ad analizzarne il significato in entrambe le lingue, professionalizzati come traduttore.
Sono entrambe professioni che richiedono una mente allenata e sveglia, sono processi mentali faticosi ma affascinanti.

Riguardo alla tua domanda:
Uno che finisce la traduzione specializzata potrebbe fare anche l'interprete e viceversa[QUOTE/] la risposta è IN TEORIA sì, nessuna legge te lo vieta, almeno qui in Italia.
Per la legge italiana, qualsiasi maggiorenne, anche se non in possesso di una conoscenza linguistica, può iscriversi all'elenco dei traduttori/interpreti del tribunale, dichiarare di essere maggiorenne e di sapere una lingua straniera oltre all'italiano e diventa un potenziale candidato all'interpretariato di tribunale. Lo stesso dicasi per l'interpretazione in ambito ospedaliero.
Il POTER FARE o NON POTER FARE entrambe le professioni allo stesso tempo sta nella tua deontologia professionale: sono in grado di fornire un servizio di ottima qualità come interprete? Sono in grado di fornire un servizio di ottima qualità anche come traduttore?
Finché non ci saranno norme che limitino tali professioni, è la nostra responsabilità che entra in gioco! Non dimenticarlo mai...

Ricorda che non necessariamente quello che studierai sarà quello che farai per il resto della tua vita e che le lingue sono una risorsa "jolly" spendibile in qualsiasi campo, anche se gli eventi dovessero portarti lontato dal mondo dei liberi professionisti.

A ogni modo hai tempo per decidere, perché i test non si terranno prima di settembre...
Potresti approfottarne per assistere a qualche lezione delle facoltà che ti interessano (gli orari sono scaricabili dai siti e le lezioni aperte a tutti, almeno a Trieste) e toccare con mano il tipo di approccio di ognuna di esse.

Spero di esserti stata d'aiuto

Letizia



Ciao Letizia,
Vorrei innanzitutto ringraziarti per la risposta e per i complimenti al mio italiano. Certe volte mi scappano delle imprecisioni, ma sono errori che bisogna evitare=)

Riguardo il russo: ovviamente, madrelingua non va buttata ma mi chiedevo se fosse utile fare il russo alla magistrale, cosa ne pensi?

Inoltre, cosa mi consiglieresti per prepararmi al test d'ammissione? Io leggo ogni giorno qualche articolo di BBC, ho alcuni manuali di lessico specifico in inglese (ovviamente, nelle combinazioni ru-en, en-ru, visto che in rete è difficile trovare i manuali in italiano)...cos'altro potrebbe funzionare?


Grazie ancora della tua disponibilità,

Artiom


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