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Proposta albo professionale: discussione sui tariffari
Thread poster: Ulrike Sengfelder

Ulrike Sengfelder  Identity Verified
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Mar 9, 2005

Riporto qui il mio intervento nello thread dedicato al requisito della residenza:

tariffario con onorari minimi 2:12pm


Intervento di Giuliana:


Chissà, magari è proprio il passo che aiuterà a indicare dei margini più alti sotto i quali non scendere.

Giuliana[/quote]

mio intervento:

Se non ho capito male intendi il tariffario stabilito dall'albo, vero?

E' proprio quella la mia paura ... perché chi stabilisce questi margini?? magari gli stessi che hanno stabilito gli studi di settore ... ?? (auguri!!!)

Se un giorno saremo costretti ad applicare una tariffa minima (che secondo me proprio nel nostro settore e in Italia non rispecchierà mai quella reale di mercato) - pena la radiazione dall'albo - tanti dei nostri clienti si rivolgeranno a traduttori residenti in paesi senza un tariffario obbligatorio.

E non ditemi che un tale tariffario tutelerebbe la nostra professione! Sono convintissima del contrario.

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
No so come il tariffario sia regolato nella proposta di legge ...

Secondo me, la nostra professione si svolge in un campo "senza frontiere" (come aveva già detto Giuliana) e le regole le detta il mercato.

E' il cliente a decidere, quanto vuole e può spendere per una traduzione - ed è il traduttore a decidere se accettare o meno il lavoro per questo cliente, non vi pare?

Come in tutte le professioni ci si mette un po' di tempo per arrivare ad un livello tariffario decente - e non è assolutamente vero che un bravo traduttore non abbia le stesse possibilità di un qualsiasi altro professionista per guadagnare (anche parecchi) soldi.

Io non mi lamento dell'attuale situazione - mi rendo conto che per i "novellini" è difficile (come del resto in tutti i campi), ma secondo me sarà ancora più difficile con un ipotetico tariffario oppure un ipotetico albo, perché si istaurerà un lobbismo (identico a quello esistente tra altre professioni) che secondo me nel nostro settore (visto che esiste una diversità tra i traduttori che sicuramente in nessun altro mestiere esiste) è ancora meno sopportabile.



[Subject edited by staff or moderator 2005-03-09 16:42]


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gianfranco  Identity Verified
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Citazioni relative all'istituzione di tariffari Mar 9, 2005

Riporto il link al documento con la proposta di legge, utile come riferimento all'inizio di ogni discussione
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0006810.pdf

Da cui stralcio e riporto, per convenienza, i due punti da cui si intende che viene proposta la creazione di tariffari.


Alla pagina 2 della presentazione:

Gli articoli da 2 a 7 disciplinano le modalita` di elezione, i compiti e l’articolazione interna del consiglio dell’ordine, composto da due sezioni, una relativa ai traduttori, l’altra agli interpreti.

A ciascuna delle due sezioni la legge affida la tenuta dell’albo professionale e le proposte relative alle tariffe professionali, con riferimento agli iscritti compresi nei rispettivi elenchi.

Le altre attribuzioni, riguardanti il governo centrale dell’ordine, sono di competenza del consiglio dell’ordine a sezioni riunite.


Alla sez.3 comma b) dell'articolo 2:

3. Ciascuna delle due sezioni del consiglio dell’ordine ha, con riferimento ai rispettivi elenchi, le seguenti attribuzioni:

a) cura la tenuta dell’albo professionale, provvedendo alle iscrizioni e alle cancellazioni, ed effettuandone la revisione
ogni due anni;

b) propone le tabelle delle tariffe minime degli onorari professionali, armonizzandole con quelle internazionali, da approvarsi annualmente con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita` e della ricerca.




Spero di non avere dimenticato altri punti salienti sull'argomento.
(*) I grassetti sono miei.


Gianfranco






[Edited at 2005-03-09 18:04]


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xxxtr.
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sono questioni da decidere in seguito, dai rappresentanti dell'albo stesso Mar 9, 2005

Come fa notare Gianfranco citando i passi relativi dalla proposta di legge.

Il tariffario non è regolamentato nella proposta di legge, perché non spetta alla legge farlo. E' come per la questione sulle modalità del praticantato, sollevata in un altro thread. La proposta dell'On. Napoli non può anticipare regolamentazioni specifiche che verranno discusse e decise dall'ordine (tramite il Consiglio rappresentativo); si limita ad avanzare l'istituzione dell'ordine stesso e le modalità in cui viene istituito.

Ci mancherebbe solo che una parlamentare tutta da sola si mette a stabilire pure le tariffe minime...


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Ulrike Sengfelder  Identity Verified
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Tariffario comunque previsto Mar 9, 2005

Questo è chiaro ... ma con l'istituzione dell'albo è prevista l'istituzione di un tariffario - secondo me è un punto della proposta di legge che proprio non va bene - penso anche riguardo alla norma Antitrust (questo aspetto comunque mi è stato segnalato da un altra collega). Se poi il tariffario dovrebbe essere redatto in un secondo momento non ha importanza, - il problema secondo me è proprio il fatto di volerne istituire uno.

(ups mi era partito l'invio senza volerlo...)

[Edited at 2005-03-09 18:48]


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paolamonaco  Identity Verified
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mah Mar 10, 2005

Uli Sengfelder wrote:


Come in tutte le professioni ci si mette un po' di tempo per arrivare ad un livello tariffario decente - e non è assolutamente vero che un bravo traduttore non abbia le stesse possibilità di un qualsiasi altro professionista per guadagnare (anche parecchi) soldi.



Certo che la possibilità di guadagno è limitata, se il mercato "gioca" al ribasso. Per non parlare poi del livello di qualità (anche se non sono poi così sicura che parametri per accedere all'albo, compreso eventuale esame di stato, diano garanzie di qualità).


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xxxtr.
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minimi tariffari e antitrust Mar 10, 2005

Uli Sengfelder wrote:
Questo è chiaro ... ma con l'istituzione dell'albo è prevista l'istituzione di un tariffario - secondo me è un punto della proposta di legge che proprio non va bene - penso anche riguardo alla norma Antitrust (questo aspetto comunque mi è stato segnalato da un altra collega). Se poi il tariffario dovrebbe essere redatto in un secondo momento non ha importanza, - il problema secondo me è proprio il fatto di volerne istituire uno.


Ho capito cosa intendi, Uli. Io mi riferivo alle domande su come opererebbe un tariffario, non alla sua istituzione in sé. Che però è già in pratica la conseguenza ovvia dell'istituzione di un albo...

I minimi tariffari infatti sono già previsti da altri albi e ordini professionali già esistenti in Italia (giornalisti, geometri, architetti, ingegneri, ecc.). Non so se letteralmente tutti gli ordini hanno i loro tariffari, ma sicuramente la maggioranza, è cosa comune nell'ordinamento attuale.

Il parere dell'Antitrust - non era una norma, il garante non può legiferare - risale al dibattito sulla riforma delle professioni sotto il governo D'Alema (vedi un riferimento qui: http://www.odg.mi.it/dlgs.htm ). L'Antitrust non ha imposto niente perché non può imporre niente.

Per chiarire: a prescindere dai pareri discordi, sto solo dicendo che in Italia i minimi tariffari sono ancora validi e in funzione per le professioni, e non c'è alcuna norma specifica contraria a ciò, né a livello italiano né europeo.

Per quanto riguarda le opinioni, è chiaro, esistono pareri discordi, che c'è chi vuole abolire del tutto i tariffari, anzi, gli ordini e albi stessi. Non mi è chiaro però come si possa essere a favore dell'albo ma contrari a un tariffario minimo. Almeno, nella pratica, le due cose vanno di pari passo, per come sono concepiti gli ordini professionali in Italia.


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Ulrike Sengfelder  Identity Verified
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Grazie delle info Mar 10, 2005

Il mio non voleva essere un intervento polemico - era soltanto una perplessità/un dubbio e ammetto che non mi ero documentata in merito.

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gianfranco  Identity Verified
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Dubbi sui tariffari minimi ufficiali Mar 10, 2005

Vorrei buttare sul tavolo un po' di domande sui tariffari, in particolare, sulla loro utilità e applicabilità pratica.


La proposta di legge cita l'istituzione di tariffari minimi, e mi chiedo:

Domanda 1. Varietà e complessità dei servizi linguistici

  • Siamo sicuri che l'esistenza di tariffari minimi abbia senso, considerando la varietà di fattori che intervengono nella formazione di un prezzo, come è possibile prevederli per legge, fissi e con rinnovo annuale?



  • Domanda 2. Conflitto con le tariffe individuali
    Ammettiamo per un momento che la risposta al punto 1 abbia risposta positiva, e che il tariffario abbia senso pratico, e che un bel giorno abbiamo un tariffario minimo ufficiale.
    In tal caso, ognuno di noi potrà trovarsi, per ogni particolare prestazione, in una delle tre situazioni seguenti, articolate in tre casi:

    Caso a) Il tariffario minimo per una data prestazione è più basso della nostra tariffa abituale.

  • Ci conviene avere un tariffario ufficiale più basso?

    Caso b) Il tariffario minimo per una data prestazione è più alto della nostra tariffa abituale.

  • Siamo sicuri che un vincolo per una tariffa alta ci consenta di mantenere il cliente, di fronte a colleghi/concorrenti, per esempio quelli residenti all'estero, non vincolati come noi?


    Caso c) Il tariffario minimo per una data prestazione è uguale alla nostra tariffa abituale.
    Apparentemente non cambia niente, quindi dovrebbe essere ininfluente, ma mi chiedo:

  • Se non cambia niente, siamo sicuri di volere un vincolo in più, per cui di fatto non siamo noi a decidere il prezzo per una data prestazione ma viene deciso da altri, con scadenza annuale?



  • Domanda 3. Riferimento a inesistenti tariffe internazionali
    La proposta di legge cita una armonizzazione dei futuri tariffari minimi a quelli internazionali.

  • Qualcuno mi sa dire in quale nazione esistono dei tariffari ufficiali o tariffari minimi di riferimento?



  • Domande 4. Esperienze e tentativi precedenti di istituire tariffari
    Domando ai membri delle associazioni italiane, perché pare che avranno voce in capitolo nella determinazione dei futuri tariffari minimi ufficiali, o quanto meno rappresentano un caso ed un'esperienza di cui tenere conto:

  • 4a) Esistono (o esistevano) tariffari nelle associazioni italiane?
  • 4b) Codesti tariffari, hanno (o hanno mai avuto) un qualche valore pratico?




  • Domanda 5. Problema del rispetto dei tariffari
    La proposta di legge effettivamente non cita la parola 'obbligatorio', ma solo 'minimo'. Per me le due cose coincidono logicamente, perché minimo significa anche "obbligatorio", come limite invalicabile, altrimenti non ha senso, ma nel dubbio, pongo due domande complementari e correlate:

  • Se i minimi non saranno obbligatori, che valore avranno mai?
  • Se i minimi fossero obbligatori, con quali metodi si potrà mai forzare la loro applicazione?




  • Sono tante domande, ma dobbiamo porcele e riflettere seriamente prima di accettare a scatola chiusa il concetto di tariffario minimo ufficiale per i nostri servizi.

    Gianfranco





    [Edited at 2005-05-05 16:55]


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    xxxtr.
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    nemmeno il mio Mar 10, 2005

    Uli Sengfelder wrote:

    Il mio non voleva essere un intervento polemico - era soltanto una perplessità/un dubbio e ammetto che non mi ero documentata in merito.


    Uli, sia chiaro, non l'ho affatto interpretato come intervento polemico, e nemmeno io stavo facendo polemica, mi spiace se può essere sembrato altrimenti. Volevo solo cercare di distinguere tra pareri e leggi.

    Hai perfettamente ragione ad avere quella e altre perplessità, ci possono essere mille motivi per non apprezzare l'idea di un tariffario, questo è scontato - solo che per me l'idea del tariffario in sé è talmente associata a quella dell'albo, che mi domando se possa pure esistere un albo senza indicazioni sui tariffari minimi, capisci? In teoria sì, ma non è la pratica italiana, almeno.

    Di solito, chi è contrario ai tariffari è contrario agli albi in sé, perché il concetto di un albo statale è che debba regolare cose di quel tipo, e non solo essere un'associazione.


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    Daniele Martoglio  Identity Verified
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    + ...
    A proposito di tariffari, avete visto, sull'AITI è scomparso! May 5, 2005



    http://www.aiti.org/tariffario.html

    In seguito al comunicato del Garante della Concorrenza e del Mercato del 19/11/2004 all'AITI, tutte le indicazioni tariffarie stabilite dall'associazione hanno dovuto essere rimosse per motivi di antitrust.



    Quindi il tariffario scompare dal sito AITI, per omologarsi agli standard europei, ma c'e' chi vuole l'Albo con tanto di tariffari "ufficiali".

    Qui a Cracovia durante il referendum polacco per decidere se entrare nell'Unione Europea, alcuni giorni prima delle elezioni una signora 50enne mi ha offerto un volantino ANTI-Europa. Io ho sorriso e ho detto che non aspetto altro che VINCANO i "SI" all'entrata in Europa, in quanto cittadino UE. Allora lei sdegnata, si è allontanata.

    Mi è venuta una curiosità, se fosse pagata o se fosse un'attivista "volontaria". Allora le ho chiesto perchè lo fa, se la pagano per dare questi volantini.

    Ha risposto "Lo faccio per Dio e per la Patria!".

    Sono ammutolito, e mi sono allontanato dalla pericolosa signora invasata... Da allora ho paura a chiedere "perchè lo fai" quando qualcuno fa cose molto molto strane..

    Daniele


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    Valentina Matone  Identity Verified
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    + ...
    Sono decisamente a favore di un tariffario comune May 5, 2005

    Ciao a tutti!
    Ho letto con piacere i vostri interventi e chiaramente mi trovo d'accordo con molte delle vostre perplessità. Ma ho anche delle considerazioni per così dire 'contrarie' che rispecchiano un po' la mia esperienza.

    Appena ho iniziato a fare la traduttrice ero immensamente contenta perché non avevo un albo. Avevo davanti a me l'esempio di mia sorella avvocato, alle prese con varie tasse da versare alla sua cassa e pensavo: "che fortuna! sono vermanete libera!".
    Poi con gli anni mi sono resa conto dei vantaggi di appartenere a un albo e di avere un tariffario ufficiale e comune a tutta la mia categoria, che purtroppo a noi manca. Ora vi spiego perché sono arrivata a questa convinzione. Prendendo sempre l'esempio degli avvocati (che come noi combattono con clienti esigenti solo al momento di richiedere il lavoro), quando presentano la loro parcella possono farlo con estrema semplicità e senza il dubbio di aver chiesto il giusto, perché sono tutelati da un tariffario nazionale a cui possono sempre appellarsi e che il cliente è tenuto a conoscere prima di rivolgersi a uno di loro. Inoltre, se il cliente non paga, l'avvocato può rivolgersi al proprio ordine e intraprendere un'azione di risarcimento (del tutto gratuita, perché è l'ordine stesso che prevede questo).
    Infine, e cosa secondo me molto importante, il tariffario comune (degli avvocati e delle altre categorie con albo) ha contribuito a creare "il mercato". Con delle tariffe minime per così dire obbligatorie o imposte si crea un costo del lavoro che con gli anni il mercato deve accettare. Inoltre, si dà alla professione il giusto riconoscimento e il giusto valore. Non sono d'accordo con Uli quando dice:

    "E' il cliente a decidere, quanto vuole e può spendere per una traduzione - ed è il traduttore a decidere se accettare o meno il lavoro per questo cliente, non vi pare?",

    perché è proprio questo che dobbiamo combattere e a cui dobbiamo ribellarci. Siamo noi a dover stabilire quanto costa il nostro lavoro, e solo con un tariffario ufficiale e avallato da un ordine possiamo realmente riuscirci e, conseguentemente, creare un mercato davvero vantaggioso.
    Altro vantaggio del tariffario comune è che il cliente non avrà mai dubbi sulla nostra buona fede: la tariffa è quella e basta, basta consultare il tariffario! Potrà sempre rivolgersi a un traduttore che va sotto il minimo 'imposto', ma vi assicuro che avrà sempre il dubbio di rivolgersi ad un professionista non molto esperto o improvvisato.

    Vorrei approfondire oltre e rispondere alle domande di Gianfranco, ma ho già scritto abbastanza....sorry! Lo farò in seguito, Ciao!
    Valentina

    [Edited at 2005-05-05 17:56]


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    gianfranco  Identity Verified
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    Nessuno mi ha risposto May 5, 2005

    Valentina Matone wrote:
    ...
    Vorrei approfondire oltre e rispondere alle domande di Gianfranco, ma ho già scritto abbastanza....sorry!
    Lo farò in seguito, Ciao!


    Sarei lieto se tu o qualcuno dei promotori o degli oltre mille firmatari in supporto alla proposta di legge rispondesse alle mie domande, possibilmente senza citare altre professioni, ma prendendo in esame specificamente i nostri servizi e il nostro mercato. Grazie

    Chiedo troppo? attendo dal 10 marzo e nessuno, non uno ha voluto articolare una risposta.
    Le mie non erano domande retoriche, ma dubbi ben fondati sul problema dell'istituzione di un tariffario.


    Gianfranco



    [Edited at 2005-05-05 16:47]


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    Jean-Marie Le Ray  Identity Verified
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    La mia risposta May 6, 2005

    Ciao Gianfranco,

    Scusa se aspetti dal 10 marzo ma scopro questo thread soltanto oggi.

    Gianfranco Manca wrote:

    Vorrei buttare sul tavolo un po' di domande sui tariffari, in particolare, sulla loro utilità e applicabilità pratica.



    La prima cosa che mi viene in mente leggendo la tua perplessità sulla loro utilità e applicabilità pratica, è di farti una contro-domanda:

    Gli interpreti hanno un tariffario ben precisa, largamente accettato dal mercato, per cui maggior parte del tempo non viene neanche in mente al cliente di discutere sui prezzi. Quindi nel loro caso, risulta uno strumento perfettamente utile e applicabile.
    Perchè mai quello che funziona a meraviglia per gli intrepreti non potrebbe funzionare per i traduttori?



    Domanda 1. Varietà e complessità dei servizi linguistici

  • Siamo sicuri che l'esistenza di tariffari minimi abbia senso, considerando la varietà di fattori che intervengono nella formazione di un prezzo, come è possibile prevederli per legge, fissi e con rinnovo annuale?



  • Il concetto di "tariffari minimi" non significa né deve significare una cifra fissata una volta per tutte ma una forbice flessibile e adattabile, in certi limiti ovviamente. Mi colpisce molto vedere che da quasi 20 anni che faccio questo lavoro il prezzo delle traduzioni non solo non è aumentato ma addirittura è diminuito in valore assoluto, ed anche parecchio.
    In confronto, solo per citarne una, in solo cinque anni il prezzo della benzina è più che raddoppiato (chi si ricorda che nel 2000 il prezzo del barile toccava 30$, e che siamo praticamente a 60$ oggi?). Poi ovviamente non parlo delle tasse, delle assicurazioni, del telefono, del gas, dell'acqua, della luce, ecc. e chi più ne ha più ne metta...


    Domanda 2. Conflitto con le tariffe individuali
    Ammettiamo per un momento che la risposta al punto 1 abbia risposta positiva, e che il tariffario abbia senso pratico, e che un bel giorno abbiamo un tariffario minimo ufficiale.
    In tal caso, ognuno di noi potrà trovarsi, per ogni particolare prestazione, in una delle tre situazioni seguenti, articolate in tre casi:

    Caso a) Il tariffario minimo per una data prestazione è più basso della nostra tariffa abituale.

  • Ci conviene avere un tariffario ufficiale più basso?

    Caso b) Il tariffario minimo per una data prestazione è più alto della nostra tariffa abituale.

  • Siamo sicuri che un vincolo per una tariffa alta ci consenta di mantenere il cliente, di fronte a colleghi/concorrenti, per esempio quelli residenti all'estero, non vincolati come noi?


    Caso c) Il tariffario minimo per una data prestazione è uguale alla nostra tariffa abituale.
    Apparentemente non cambia niente, quindi dovrebbe essere ininfluente, ma mi chiedo:

  • Se non cambia niente, siamo sicuri di volere un vincolo in più, per cui di fatto non siamo noi a decidere il prezzo per una data prestazione ma viene deciso da altri, con scadenza annuale?



  • Penso che un tariffario deve essere soltanto un riferimento. Per cui tocca ad ognuno regolarsi poi e decidere cosa fare. Ma in ogni caso è meglio avere un riferimento che nessuno. Poi se viene utilizzato e applicato con coerenza, come nel caso degli interpreti, finisce anche per diventare una regola di fatto.



    Domanda 3. Riferimento a inesistenti tariffe internazionali
    La proposta di legge cita una armonizzazione dei futuri tariffari minimi a quelli internazionali.

  • Qualcuno mi sa dire in quale nazione esistono dei tariffari ufficiali o tariffari minimi di riferimento?



  • Su questo sono alquanto perplesso e bisognerebbe approfondire oltre. Mi sembra una ca...



    Domande 4. Esperienze e tentativi precedenti di istituire tariffari
    Domando ai membri delle associazioni italiane, perché pare che avranno voce in capitolo nella determinazione dei futuri tariffari minimi ufficiali, o quanto meno rappresentano un caso ed un'esperienza di cui tenere conto:

  • 4a) Esistono (o esistevano) tariffari nelle associazioni italiane?
  • 4b) Codesti tariffari, hanno (o hanno mai avuto) un qualche valore pratico?



  • Gli interpreti. Che poi, non è proprio una professione così lontana dalla nostra (anche se sono anch'io interprete), o sbaglio ?



    Domanda 5. Problema del rispetto dei tariffari
    La proposta di legge effettivamente non cita la parola 'obbligatorio', ma solo 'minimo'. Per me le due cose coincidono logicamente, perché minimo significa anche "obbligatorio", come limite invalicabile, altrimenti non ha senso, ma nel dubbio, pongo due domande complementari e correlate:

  • Se i minimi non saranno obbligatori, che valore avranno mai?
  • Se i minimi fossero obbligatori, con quali metodi si potrà mai forzare la loro applicazione?



  • Vedere qui sopra la mia considerazione sul tariffario visto soltanto come riferimento rispetto al quale ognuno si regola poi in coscienza.

    Ciao, Jean-Marie


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    Daniele Martoglio  Identity Verified
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    Valentina, da quando gli avvocati lavorano per le AGENZIE? May 6, 2005

    Valentina Matone wrote:

    Prendendo sempre l'esempio degli avvocati (...) il tariffario comune (degli avvocati e delle altre categorie con albo) ha contribuito a creare "il mercato". (...)

    ...il cliente non avrà mai dubbi sulla nostra buona fede: la tariffa è quella e basta, basta consultare il tariffario!


    Obiezione logica

    AVVOCATI I clienti degli avvocati sono di solito "l'uomo della strada". Di solito il cliente di un'avvocato lo è per la prima volta. Quante volte nella vita si ricorre ad un avvocato? E' un fatto abbastanza raro (grazie a Dio).

    Quindi: il cliente dell'avvocato NON HA IDEA di quello che può costare l'avvocato. Fiduciosamente cerca un'informazione "ufficiale" sui costi. Di solito semplicemente ascolta l'avvocato che fa il prezzo, e la conferma che può trovare su un sito "ufficiale" ha un grande peso psicologico di conferma.

    TRADUTTORI I clienti dei traduttori sono spesso le agenzie di traduzione. Le agenzie di traduzione già lavorano con decine di traduttori. Ogni giorno ricevono email su email con offerte di altri traduttori. Con tanto di tariffe. I clienti dei traduttori sanno BENISSIMO quando puo' "costare" un traduttore, in quanto osservano la rosa dei traduttori che si sono proposti.

    Se esistesse un tariffario ufficiale, che cosa importerebbe alle agenzie di traduzioni? Nulla. L'agenzia sa gia' "a che prezzo può comprare cosa". Quindi l'effetto del tariffario ufficiale sarebbe nullo.

    Quello che ho detto vale non solo per le agenzie in senso stretto ma per tutti i clienti che "trattano" con una certa quantità di traduttori. Quindi case editrici, e clienti che per loro esigenze contattano molti traduttori e conoscono il prezzo.

    L'unico "tipo" di cliente del traduttore che interagisce con il traduttore in modo simile al cliente dell'avvocato, è il piccolo cliente diretto, l'uomo della strada, o comunque qualcuno che non ha mai avuto a che fare con un traduttore. In questo caso nella mia esperienza personale, il cliente non discute il prezzo fatto dal traduttore.

    Perche nessuno risponde LOGICAMENTE a Gianfranco

    Il buon Gianfranco all'inizio mi era sembrato PRO-ALBO. Poi ho capito la sua intenzione nel discutere sull'albo. Voleva provare a fare semplici, dirette ed essenziali domande in modo che rispondendo, i sostenitori dell'albo capissero che essi stessi non avevano nulla da sostenere. Metodo socratico, estremamente raffinato.

    Sapete perchè non avevo capito che l'intenzione era quella? Perchè da tempo ho fatto l'esperienza dolorosa di scoprire che l'idea di Socrate&Gianfranco è una pia illusione.

    Purtroppo:

    - La logica NON E' il meccanismo in base al quale ragiona la grande massa della gente.

    - Se Tizio dice una stupidaggine, e tu fai a Tizio una domanda, in modo tale che Tizio rispondendo, dimostrerà di avere detto una stupidaggine, allora... Tizio non risponderà!

    La mia è una provocazione?

    - NO. Perche mi sto rendendo sempre più conto che l'essere privi di logica e il lavorare come traduttori sono fatti compatibili. Un traduttore privo di logica può produrre in molti casi una buona traduzione. Quindi se la traduzione va bene per lo scopo per cui e' destinata il traduttore e' un traduttore.

    Saro' contento se qualcuno rispondera alle domande di Gianfranco?

    - SI. Per favore se lo fare, rispettate la NUMERAZIONE delle sue domande.

    Daniele

    EDITATO dopo il posting (Jean Marie ed io scrivevamo in contemporanea):


    Jean Marie wrote:
    Penso che un tariffario deve essere soltanto un riferimento. Per cui tocca ad ognuno regolarsi poi e decidere cosa fare


    In questo caso non è un "tariffario dell'albo" ma solo un'indicazione come quella di AITI. Che guarda caso è scomparsa per legge dal sito internet.

    Cosa vuoi dire Jean Marie dicendo che gli interpreti hanno tariffe fissate?

    [Edited at 2005-05-06 08:24]


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    Jean-Marie Le Ray  Identity Verified
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    Tariffe degli interpreti May 6, 2005

    Daniele Martoglio wrote:

    Cosa vuoi dire Jean Marie dicendo che gli interpreti hanno tariffe fissate?



    Ciao Daniele,

    Voglio dire che in Italia, e almeno anche in Francia, per quanto ne so, ci sono delle cifre (che corrispondono poi ad un tariffario di fatto) al di sotto delle quali è praticamente impossibile trovare un interprete, ed è una cosa riconosciuta dal mercato, e per mercato intendo dire: 1) i clienti, 2) le agenzie, 3) gli interpreti stessi.
    Non so in Pologna.

    Ciao, Jean-Marie


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