Regime fiscale: ordinario o forfettario?
Thread poster: Tommaso Martelli

Tommaso Martelli  Identity Verified
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Nov 27, 2016

Buongiorno colleghi,

mi piacerebbe avere la vostra opinione su questo tema fiscale. Quest'anno scade per me il periodo di 5 anni in cui ho potuto usufruire del regime dei minimi (quello con aliquota sostitutiva al 5%, per intenderci). A partire dal 2017 mi si prospettano quindi due possibilità:

1 - regime forfettario: niente IVA, aliquota sostitutiva del 15 % su base imponibile pari al 78% dei ricavi (quindi se ho capito bene non si può detrarre niente), niente studi di settore e varie semplificazioni burocratiche (credo, poi comunque è sempre necessario un commercialista penso, almeno io finora non ho mai fatto da solo)

2- regime ordinario: applicazione IVA (con relativi versamenti), irpef variabile in base al reddito (ma si parte dal 23%), Irap ? (non ho capito bene come si calcola), studi di settore e varia burocrazia in più.

Ora, così di primo acchito mi verrebbe da pensare che il primo regime è più conveniente, anche se ovviamente non lascia molto spazio a cambiamenti (se per esempio un anno si sostengono spese maggiori non si possono comunque detrarre). In più non applicando l'iva quando si acquista qualcosa la relativa Iva diventa una spesa extra.

Prima dell'appuntamento con il commercialista mi piacerebbe sapere la vostra esperienza e se qualcuno si trova nella mia stessa situazione.
Buona giornata a tutti

Tommaso


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Giuseppe C.  Identity Verified
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Dipende Nov 27, 2016

Tommaso Martelli wrote:

Buongiorno colleghi,

mi piacerebbe avere la vostra opinione su questo tema fiscale. Quest'anno scade per me il periodo di 5 anni in cui ho potuto usufruire del regime dei minimi (quello con aliquota sostitutiva al 5%, per intenderci). A partire dal 2017 mi si prospettano quindi due possibilità:

1 - regime forfettario: niente IVA, aliquota sostitutiva del 15 % su base imponibile pari al 78% dei ricavi (quindi se ho capito bene non si può detrarre niente), niente studi di settore e varie semplificazioni burocratiche (credo, poi comunque è sempre necessario un commercialista penso, almeno io finora non ho mai fatto da solo)

2- regime ordinario: applicazione IVA (con relativi versamenti), irpef variabile in base al reddito (ma si parte dal 23%), Irap ? (non ho capito bene come si calcola), studi di settore e varia burocrazia in più.

Ora, così di primo acchito mi verrebbe da pensare che il primo regime è più conveniente, anche se ovviamente non lascia molto spazio a cambiamenti (se per esempio un anno si sostengono spese maggiori non si possono comunque detrarre). In più non applicando l'iva quando si acquista qualcosa la relativa Iva diventa una spesa extra.

Prima dell'appuntamento con il commercialista mi piacerebbe sapere la vostra esperienza e se qualcuno si trova nella mia stessa situazione.
Buona giornata a tutti
Tommaso


Se quest'anno supererai i 30.000 Euro di fatturato incassato (non relativamente alle fatture emesse nel 2016 ma con riferimento al totale di quanto incassato nel corso dell'anno solare) non avrai scelta: dovrai adottare il regime ordinario.
Se invece starai sotto i 30.000 Euro (+ altre condizioni che ti invito a consultare cercando su Internet), il regime forfettario è nella stragrande maggioranza dei casi il regime più conveniente, sia dal punto di vista dei costi del commercialista sia dal punto di vista delle incombenze da sbrigare e far quadrare e delle imposte da versare, anche perché non è facile che si riesca a dedurre il 22% del fatturato tutti gli anni, salvo tu abbia effettuato acquisti particolari. In ogni caso la scelta richiede assolutamente l'analisi della singola situazione, meglio se da parte del proprio commercialista.

Dal punto di vista semplicemente delle incombenze burocratiche, dell'ammontare delle imposte e dei costi per il commercialista (o CAAF che serva i lavoratori autonomi in regime forfettario) non c'è paragone. E' sicuramente meno noioso e stressante il regime forfettario.

Ma per il singolo contribuente non è detto che sia il regime sicuramente da preferire.


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Luisa Tono  Identity Verified
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Stessa situazione Nov 27, 2016

Ciao, anch'io mi trovo nella tua stessa identica situazione... e passerò al regime forfettario.
La mia commercialista non ha neanche preso in considerazione la possibilità di adottare il regime ordinario, per tutti i motivi che ti ha descritto il collega Giuseppe.
Ho considerato anch'io l'aspetto delle spese deducibili; in realtà, l'unico investimento "corposo" che mi spiacerebbe non poter portare in detrazione è il costo di un nuovo PC, che ho deciso per l'appunto di acquistare entro fine anno.
Per il resto non sostengo costi tali da rendere conveniente passare al regime ordinario. Anzi, considerando che nel regime forfettario posso portare in detrazione il 22% fisso di costi, forse risulta anche più conveniente degli anni scorsi.

Ciao!
Luisa


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Laura Fenati  Identity Verified
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regime forfettario sì Dec 18, 2016

Per anni ho lavorato sempre nel regime ordinario o come si sarà chiamato nel tempo. Poi 'inventarono' il regime cosiddetto dei minimi e la comm.ta mi consigliò, data la mia situazione, di entrarvi. Credo sia durato solo qualche anno, poi mi fu detto che non potevo più restare in quel regime per vari motivi e così dovetti tornare all'ordinario sino all'1 gennaio 2016 quando è entrato in vigore il regime forfettario che ricalca quello dei minimi ma non è uguale. La condizione migliore direi che sia l'avere alzato il tetto del fatturato a 30 mila l'anno rispetto ai 15 mila di quello dei minimi. Quanto alle detrazioni, mi risulta che non sia affatto vero che non si detrae nulla. Non saprei dare maggiori indicazioni perché non me ne occupo in prima persona, ma sono tenuta a consegnare trimestralmente alla commercialista tutte le fatture di acquisti e bollette.

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Tommaso Martelli  Identity Verified
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Niente detrazioni per il forfettario 2017 Dec 19, 2016

Laura Fenati wrote:

Quanto alle detrazioni, mi risulta che non sia affatto vero che non si detrae nulla. Non saprei dare maggiori indicazioni perché non me ne occupo in prima persona, ma sono tenuta a consegnare trimestralmente alla commercialista tutte le fatture di acquisti e bollette.


Con il vecchio regime dei minimi era possibile portare in detrazione le spese, ma questo cambia con il nuovo regime forfettario, attivo da gennaio 2017. L'aliquota forfettaria del 15 % sarà calcolata su un imponibile pari al 78% (per la nostra categoria, professionisti) dei ricavi. Quindi è come se si detraesse automaticamente il 22%, indipendentemente da quante spese si sostengano.
Questo può rivelarsi un vantaggio o uno svantaggio, in base al proprio ammontare di spese alla fine dell'anno.

Io comunque ho optato per il regime forfettario, sicuramente se non si superano i 30.000 € di ricavi annui è il più conveniente (a meno che non si abbiano spese molto rilevanti da portare in detrazione, quali mutui, ristrutturazioni, più membri della famiglia a carico...)


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xxxPLR TRADUZIO  Identity Verified
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Non è tutto esatto..... Dec 19, 2016

Laura dice: La condizione migliore direi che sia l'avere alzato il tetto del fatturato a 30 mila l'anno rispetto ai 15 mila di quello dei minimi.

Scusa Laura, ma non è cosi: il tetto per i minimi era già di € 30.000.
Non si poteva portare in detrazione oltre € 15.000 in beni strumentali.
Adesso, con il forfetario, non puoi portare NULLA in detrazione; non a caso, paghi l'IRPEF sul 78%, come se portassi 22% in detrazione "fissa".
Quindi quando scrivi "sono tenuta a consegnare trimestralmente alla commercialista tutte le fatture di acquisti e bollette"....non so ....ma mi chiederei se la mia commercialista è ben informata

Per Tommaso....perdonami ma il nuovo regime forfettario non è attivo da gennaio 2017, ma 2016.

Invece si parla di una novità per il 2017: in caso di "sforamento" dei famosi €30.000/anno, piuttosto che perdere la possibilità di stare nel forfetario per dover entrare nel tradizionale, si parla di una tassa (IRPEF) non più al 15% ma al 27% sulle somme oltre € 30.000.
Se fosse vero, credo che sarebbe una bellissima cosa.
Ne sapete qualcosa ?


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Tommaso Martelli  Identity Verified
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Interessante Dec 19, 2016

PLR TRADUZIONI wrote:
Invece si parla di una novità per il 2017: in caso di "sforamento" dei famosi €30.000/anno, piuttosto che perdere la possibilità di stare nel forfetario per dover entrare nel tradizionale, si parla di una tassa (IRPEF) non più al 15% ma al 27% sulle somme oltre € 30.000.
Se fosse vero, credo che sarebbe una bellissima cosa.
Ne sapete qualcosa ?


Ecco, anche io avevo letto qualcosa del genere ma non ricordo più dove. Qualcuno ha qualche riferimento (magari da una fonte attendibile), riguardo quanto sopra detto da PLR?

In effetti sarebbe un aspetto molto, molto interessante, sopratutto perché nella nostra professione (almeno parlo per me) non sempre è possibile prevedere il volume d'affari e può capitare un anno "fortunato" seguito da uno meno fortunato...


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Silvia Pellacani  Identity Verified
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Il fisco per i traduttori, rubrica di consigli e approfondimenti contabili Dec 19, 2016

Buongiorno,

vi segnalo la rubrica dedicata al fisco per i traduttori curata dal Dott. Giuseppe Bonavia sul sito di STL:
http://stl-formazione.it/2016/11/30/il-fisco-per-i-traduttori-una-nuova-rubrica-di-consigli-e-approfondimenti-contabili/

L'elenco degli articoli usciti da novembre: http://stl-formazione.it/fisco-per-i-traduttori/

Buon lavoro,
Silvia Pellacani


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Giuseppe C.  Identity Verified
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limite max Dec 19, 2016

Tommaso Martelli wrote:

PLR TRADUZIONI wrote:
Invece si parla di una novità per il 2017: in caso di "sforamento" dei famosi €30.000/anno, piuttosto che perdere la possibilità di stare nel forfetario per dover entrare nel tradizionale, si parla di una tassa (IRPEF) non più al 15% ma al 27% sulle somme oltre € 30.000.
Se fosse vero, credo che sarebbe una bellissima cosa.
Ne sapete qualcosa ?


Ecco, anche io avevo letto qualcosa del genere ma non ricordo più dove. Qualcuno ha qualche riferimento (magari da una fonte attendibile), riguardo quanto sopra detto da PLR?

In effetti sarebbe un aspetto molto, molto interessante, sopratutto perché nella nostra professione (almeno parlo per me) non sempre è possibile prevedere il volume d'affari e può capitare un anno "fortunato" seguito da uno meno fortunato...


Per il 2016 era possibile sforare i 30.000 fino a un massimo di 45.000 senza enormi conseguenze né obbligo di ritorno al regime ordinario.

Per il 2017 non saprei.

Per quanto riguarda la conservazione delle fatture di acquisto, sono necessarie in quanto occorre dichiarare le spese sostenute per l'attività (ma non è possibile dedurle dal reddito) nel modello UNICO per fini statistici dell'Agenzia delle Entrate. Quindi si dovrebbe farsi rilasciare regolare fattura per tutte le spese effettuate per l'attività. Nel caso di fornitori stranieri, occorre integrare la fattura aggiungendo l'IVA e poi versare l'IVA antro il 16 del mese successivo all'acquisto (inversione contabile o "reverse charge" ).



[Edited at 2016-12-19 13:41 GMT]


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Mirko Mainardi  Identity Verified
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"Sforamento" Dec 19, 2016

Giuseppe C. wrote:

Per il 2016 era possibile sforare i 30.000 fino a un massimo di 45.000 senza enormi conseguenze né obbligo di ritorno al regime ordinario.


Quello che sapevo io era che lo sforamento dei 30k comportava il passaggio al regime ordinario nell'anno successivo, mentre il superamento dei 45k comportava il passaggio immediato all'ordinario.

P.S. Ecco un link, al volo: http://www.fiscomania.com/2015/07/regime-dei-minimi-e-superamento-dei-e-30-000/

[Edited at 2016-12-19 13:46 GMT]


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Tommaso Martelli  Identity Verified
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Superamento 2 volte in 5 anni senza fuoriuscita? Dec 19, 2016

http://www.guidafisco.it/regime-forfettario-superamento-limiti-reddito-aliquota-27-1734

L'articolo illustra una situazione ancora ipotetica, non saprei se nella legge di stabilità approvata sia effettivamente presente questo punto.

Qualcuno riesce a trovare fonti affidabili?


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Giuseppe C.  Identity Verified
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E' esatto Dec 19, 2016

Mirko Mainardi wrote:

Giuseppe C. wrote:

Per il 2016 era possibile sforare i 30.000 fino a un massimo di 45.000 senza enormi conseguenze né obbligo di ritorno al regime ordinario.


Quello che sapevo io era che lo sforamento dei 30k comportava il passaggio al regime ordinario nell'anno successivo, mentre il superamento dei 45k comportava il passaggio immediato all'ordinario.

P.S. Ecco un link, al volo: http://www.fiscomania.com/2015/07/regime-dei-minimi-e-superamento-dei-e-30-000/

[Edited at 2016-12-19 13:46 GMT]


Senza enormi conseguenze si riferiva all'anno in corso, perché cambiare regime a contabilità avviata sarebbe una faccenda non da poco. Occorrerebbe ritornare sulle fatture già emesse e ricalcolare tutto, oltre che diventare un fornitore terribile per i clienti che dovrebbero a loro volta ritoccare la loro contabilità pregressa.


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