Regime forfettario e clienti esteri, chiariamo
Thread poster: Quistis25

Quistis25
Italy
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Jan 15

Ciao a tutti. Sono una giovane traduttrice che ha da pochissimo abbandonato il lavoro occasionale e ha deciso di aprire partiva IVA con regime forfettario agevolato. Purtroppo, come molti di voi sapranno, i commercialisti hanno difficoltà a inquadrare bene il nostro settore, quindi anche il mio non mi ha saputo convincere a pieno su cosa scrivere in fattura ai clienti esteri e quali siano gli obblighi del caso. Qualcuno che abbia le idee più chiare, anche considerando le ultime novità della legge di stabilità? Il mio dubbio maggiore riguarda la dicitura di reverse charge... Si inserisce con i clienti esteri passivi di IVA? E a quelli extra Ue cosa scrivere? I modelli intrastat li compila il commercialista ogni tre mesi o spetta a noi? Marca da bollo sí o no? Spero che qualcuno di voi colleghi abbia la pazienza di chiarire a chi vuole iniziare l'attività senza dubbi e in tranquillità Grazie!

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LINDA BERTOLINO  Identity Verified
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Alcuni chiarimenti Jan 16

Ciao,
purtroppo credo che il tuo problema sia stato un po' quello di tutti/e noi colleghi in questi anni. Il sistema fiscale italiano non è molto chiaro e ogni anno cambia qualcosa.
Pare che la nostra sia un'attività "particolare". Per questo anche i commercialisti, non proprio esperti nel nostro settore, a volte brancolano nel buio e ci dobbiamo arrangiare noi.
Come avrai sentito anche per il 2017 è prevista l'entrata in vigore di nuove norme. Anziché rispondere in dettaglio alle tue domande, rischiando di darti delle risposte parziali, ti consiglio, se vuoi) di iscriverti al webinar di Giuseppe Bonavia previsto per il 20 gennaio. Se non erro le iscrizioni si chiudono oggi.
Giuseppe Bonavia è un esperto in materia di fisco per i traduttori e interpreti. Per me i suoi consigli, sono sempre stati molto utili e ti posso confermare che ho cambiato tre commercialisti prima di farmi seguire direttamente da lui.
Puoi trovare le informazioni qui:
http://stl-formazione.it/2016/11/15/webinar-fisco-e-contributi-dei-traduttori-facciamo-il-punto/

Buona giornata
Linda


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Quistis25
Italy
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Grazie! Jan 16

LINDA BERTOLINO wrote:

Ciao,
purtroppo credo che il tuo problema sia stato un po' quello di tutti/e noi colleghi in questi anni. Il sistema fiscale italiano non è molto chiaro e ogni anno cambia qualcosa.
Pare che la nostra sia un'attività "particolare". Per questo anche i commercialisti, non proprio esperti nel nostro settore, a volte brancolano nel buio e ci dobbiamo arrangiare noi.
Come avrai sentito anche per il 2017 è prevista l'entrata in vigore di nuove norme. Anziché rispondere in dettaglio alle tue domande, rischiando di darti delle risposte parziali, ti consiglio, se vuoi) di iscriverti al webinar di Giuseppe Bonavia previsto per il 20 gennaio. Se non erro le iscrizioni si chiudono oggi.
Giuseppe Bonavia è un esperto in materia di fisco per i traduttori e interpreti. Per me i suoi consigli, sono sempre stati molto utili e ti posso confermare che ho cambiato tre commercialisti prima di farmi seguire direttamente da lui.
Puoi trovare le informazioni qui:
http://stl-formazione.it/2016/11/15/webinar-fisco-e-contributi-dei-traduttori-facciamo-il-punto/

Buona giornata
Linda


Grazie della gentile risposta, Linda. Sì, avevo anch'io letto di questa possibilità, ma ero un po' indecisa in merito, non avendo mai speso dei soldi per questo tipo di cose. Forse è la scelta migliore per stare un po' più sereni, sopratutto se mi confermi che il dottor Bonavia è un professionista valido e preparato in materia, come comunque immaginavo.


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Dragomir Kovacevic  Identity Verified
Italy
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qualche input Jan 16

La difficoltà dei commercialisti sta nel fatto che gli è difficile valutare correttamente un servizio talmente ridotto e semplificato, perfino rispetto al regime contabile semplificato; tutto quello che loro potrebbero offrire, lo fa un comune CAF per le cifre realistiche - per 40% di quel minimo, minimo che un commercialista potrebbe offrire come tariffa.
L'imbarazzo di un onesto commercialista sta nelle predette circostanze e nell'avere dinanzi a se una persona ai principi di propria carriera.
I tuoi obblighi materiali e fiscali:
- rilasciare le fatture ai clienti e conservarne le copie, con marca da bollo o senza, secondo il valore (oltre ai 77,47 euro, va messa). Queste vanno mostrate al commercialista o al CAF, su richiesta. E' comodo tenere un elenco nel PC sotto forma di un foglio di calcolo, del prospetto di tutte le fatture, con colonne separate per vari elementi delle fatture. Un esempio:
Nome cliente|Importo netto servizi|Onorario a forfait|Totale servizio|Spese a piè di lista|Sconto|Totale servizio, forfait, spese a pié lista|Imposta di bollo|Totale da pagare|N° Fatt.|Data fatt.|Termini di pag|Data valuta pag.|Commento|conteggio trad|conteggio assever|conteggio rev|conteggio interp|conteggio docenza ling|conteggio editing multimed|conteggio trascriz|tipologia lavoro|tipologia cliente (agenzia, impresa, privato, tribunale, ente p, ecc.|cartelle|forfait|Cartelle virtuali derivanti dai forfait|numero parole|cliente nazionale/estero|Area svolgimento (nazionale, 1=comune, 2=provincia, 3=fino a 3 regioni, 4=oltre 3 regioni. internazionale UE, internazionale extra UE) - Molte di queste voci sono valide per il regime contabile semplificato su cui si aggiunge l'obbligo di rilasciare Studio del settore, vale a dire, alcune di queste voci che ti espongo, possono essere necessarie se decidessi a rientrare nel regime normale con IVA e ti sarà più facile organizzarti.

- conservare le bollette, fatture o le spese, che "in teoria" potrebbero essere scaricate, soprattutto quelle in cui dovevi registrarti come un acquirente nel possesso di P.IVA.
- evita di comprare qualsiasi servizio o oggetto, dall'estero, con la P.IVA. Spetterebbe a te applicare Reverse charge e versare IVA in Italia, e tutto diventa un po' complesso. Se dall'estero, compra tutto come persona fisica.

- Tuo unico obbligo fiscale e previdenziale: pagare IRPEF nel momento della Dich. dei Reditti e pagare 4 rate annuali all'INPS. Queste due operazioni sono quelle uniche, vere uniche, che ti può offrire un commercialista o un CAF. Ho spiegato prima le grandi differenze far loro tariffe.

Fatture verso estero:
"Reverse charge" come modalità e regime, rimane, non ci sono modifiche per un regime forfettario. Spetterà ai clienti esteri di regolarizzare IVA, come nei regimi normalizzati.
La dicitura per le fatture UE, ma anche non UE, per esempio:
"Operation outside of the scope of the VAT (art. 7, c. 4, lett. e) of DPR n. 633/1972 with its further modifications and amendments (Circolare Ministeriale n. 147/E d.d. 10/06/1998).
Operation carried out pursuant to art. 1, paragraphs 54 to 89 of Law no. 190/2014 - flat-rate scheme. (Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario”).
Stamp Duty is applied on values greater than € 77,47"

Rimane discutibile la necessità di applicare per l'estero la predetta marca da bollo di 2 euro. Mi risulta che non esista una regola precisa oltre al fatto che questa marca sia incomprensibile e inaccettabile ai clienti esteri. E' difficile che un cliente estero capisca l'obbligo di pagartela, un caso identico è come se si trattasse di 4% per la partecipazione previdenziale che i colleghi sotto GS, tentano di applicare all'estero ma, quasi sempre sono impossibilitati di ottenerli. Vale a dire, se avessi contrattato una tariffa di 150 euro con il cliente estero, dovresti fatturargli 148 e aggiungere 2 euro per la voce della marca da bollo, se devi riceverne 150.

Intrastat - non si può parlare a chi spetta a fare la dichiarazione; spetta a te e tu potresti conferire la mansione al commercialista. Il costo per una dichiarazione trimestrale, fatta da un commercialista, potrebbe costarti un forfait di incirca 35 euro. Sarebbe meglio che tu impari a farla tramite sito di Agenzia di Entrate (FiscoOnLine) e con loro software, o con software di Agenzia delle Dogane "on-line" opp. "off-line" (è possibile compilare la dichiarazione off-line tramite software di Ag-Dogane e mandarla tramite il software di Ag-Entrate dal proprio PC. Va presentata entro i prossimi 20-24 giorni dopo il trimestre.

Rimango disponibile, come credo, altri colleghi. D


Quistis25 wrote:

Ciao a tutti. Sono una giovane traduttrice che ha da pochissimo abbandonato il lavoro occasionale e ha deciso di aprire partiva IVA con regime forfettario agevolato. Purtroppo, come molti di voi sapranno, i commercialisti hanno difficoltà a inquadrare bene il nostro settore, quindi anche il mio non mi ha saputo convincere a pieno su cosa scrivere in fattura ai clienti esteri e quali siano gli obblighi del caso. Qualcuno che abbia le idee più chiare, anche considerando le ultime novità della legge di stabilità? Il mio dubbio maggiore riguarda la dicitura di reverse charge... Si inserisce con i clienti esteri passivi di IVA? E a quelli extra Ue cosa scrivere? I modelli intrastat li compila il commercialista ogni tre mesi o spetta a noi? Marca da bollo sí o no? Spero che qualcuno di voi colleghi abbia la pazienza di chiarire a chi vuole iniziare l'attività senza dubbi e in tranquillità Grazie!


[Edited at 2017-01-16 09:52 GMT]


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Giuseppe C.  Identity Verified
Italy
Local time: 12:47
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Ottime informazioni Jan 16

Il quadro è praticamente completo.
Direi solo di non evitare di comprare qualsiasi servizio o oggetto, dall'estero, con la P.IVA, in quanto nel modello UNICO esiste un quadro in cui inserire a titolo statistico le spese effettuate per l'attività, anche se non deducibili. Sarebbe quindi meglio acquistare quanto afferente alla propria attività, anche dall'estero, inquadrandolo come tale e specificando la propria partita IVA acquirente. Questo potrebbe servire a non fare modificare quel 22% di spese forfettarie pre-dedotte dall'agenzia delle entrate per il regime forfettario. Se tutti evitassero di dichiarare spese reali per l'attività, magari tra qualche anno quella deduzione forfettaria potrebbe essere ridotta per effetto della percentuale calcolata in base al dato medio di spese per l'attività e sappiamo tutti che quando si tratta di imposte, lo Stato italiano cerca sempre di ricavare il massimo. Non è molto complicato integrare una fattura ricevuta dall'estero e pagare il mese dopo con un F24 l'IVA eventualmente dovuta a causa del Reverse charge.

Per quanto riguarda il 2017, occorre aggiungere che non si devono più dichiarare le fatture per l'acquisto di beni e servizi e che quindi resta da compilare solo la parte relativa alla cessione.

Al momento non dovrebbe esserci molto altro da sapere.



Dragomir Kovacevic wrote:

La difficoltà dei commercialisti sta nel fatto che gli è difficile valutare correttamente un servizio talmente ridotto e semplificato, perfino rispetto al regime contabile semplificato; tutto quello che loro potrebbero offrire, lo fa un comune CAF per le cifre realistiche - per 40% di quel minimo, minimo che un commercialista potrebbe offrire come tariffa.
L'imbarazzo di un onesto commercialista sta nelle predette circostanze e nell'avere dinanzi a se una persona ai principi di propria carriera.
I tuoi obblighi materiali e fiscali:
- rilasciare le fatture ai clienti e conservarne le copie, con marca da bollo o senza, secondo il valore (oltre ai 77,47 euro, va messa). Queste vanno mostrate al commercialista o al CAF, su richiesta. E' comodo tenere un elenco nel PC sotto forma di un foglio di calcolo, del prospetto di tutte le fatture, con colonne separate per vari elementi delle fatture. Un esempio:
Nome cliente|Importo netto servizi|Onorario a forfait|Totale servizio|Spese a piè di lista|Sconto|Totale servizio, forfait, spese a pié lista|Imposta di bollo|Totale da pagare|N° Fatt.|Data fatt.|Termini di pag|Data valuta pag.|Commento|conteggio trad|conteggio assever|conteggio rev|conteggio interp|conteggio docenza ling|conteggio editing multimed|conteggio trascriz|tipologia lavoro|tipologia cliente (agenzia, impresa, privato, tribunale, ente p, ecc.|cartelle|forfait|Cartelle virtuali derivanti dai forfait|numero parole|cliente nazionale/estero|Area svolgimento (nazionale, 1=comune, 2=provincia, 3=fino a 3 regioni, 4=oltre 3 regioni. internazionale UE, internazionale extra UE) - Molte di queste voci sono valide per il regime contabile semplificato su cui si aggiunge l'obbligo di rilasciare Studio del settore, vale a dire, alcune di queste voci che ti espongo, possono essere necessarie se decidessi a rientrare nel regime normale con IVA e ti sarà più facile organizzarti.

- conservare le bollette, fatture o le spese, che "in teoria" potrebbero essere scaricate, soprattutto quelle in cui dovevi registrarti come un acquirente nel possesso di P.IVA.
- evita di comprare qualsiasi servizio o oggetto, dall'estero, con la P.IVA. Spetterebbe a te applicare Reverse charge e versare IVA in Italia, e tutto diventa un po' complesso. Se dall'estero, compra tutto come persona fisica.

- Tuo unico obbligo fiscale e previdenziale: pagare IRPEF nel momento della Dich. dei Reditti e pagare 4 rate annuali all'INPS. Queste due operazioni sono quelle uniche, vere uniche, che ti può offrire un commercialista o un CAF. Ho spiegato prima le grandi differenze far loro tariffe.

Fatture verso estero:
"Reverse charge" come modalità e regime, rimane, non ci sono modifiche per un regime forfettario. Spetterà ai clienti esteri di regolarizzare IVA, come nei regimi normalizzati.
La dicitura per le fatture UE, ma anche non UE, per esempio:
"Operation outside of the scope of the VAT (art. 7, c. 4, lett. e) of DPR n. 633/1972 with its further modifications and amendments (Circolare Ministeriale n. 147/E d.d. 10/06/1998).
Operation carried out pursuant to art. 1, paragraphs 54 to 89 of Law no. 190/2014 - flat-rate scheme. (Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario”).
Stamp Duty is applied on values greater than € 77,47"

Rimane discutibile la necessità di applicare per l'estero la predetta marca da bollo di 2 euro. Mi risulta che non esista una regola precisa oltre al fatto che questa marca sia incomprensibile e inaccettabile ai clienti esteri. E' difficile che un cliente estero capisca l'obbligo di pagartela, un caso identico è come se si trattasse di 4% per la partecipazione previdenziale che i colleghi sotto GS, tentano di applicare all'estero ma, quasi sempre sono impossibilitati di ottenerli. Vale a dire, se avessi contrattato una tariffa di 150 euro con il cliente estero, dovresti fatturargli 148 e aggiungere 2 euro per la voce della marca da bollo, se devi riceverne 150.

Intrastat - non si può parlare a chi spetta a fare la dichiarazione; spetta a te e tu potresti conferire la mansione al commercialista. Il costo per una dichiarazione trimestrale, fatta da un commercialista, potrebbe costarti un forfait di incirca 35 euro. Sarebbe meglio che tu impari a farla tramite sito di Agenzia di Entrate (FiscoOnLine) e con loro software, o con software di Agenzia delle Dogane "on-line" opp. "off-line" (è possibile compilare la dichiarazione off-line tramite software di Ag-Dogane e mandarla tramite il software di Ag-Entrate dal proprio PC. Va presentata entro i prossimi 20-24 giorni dopo il trimestre.

Rimango disponibile, come credo, altri colleghi. D


Quistis25 wrote:

Ciao a tutti. Sono una giovane traduttrice che ha da pochissimo abbandonato il lavoro occasionale e ha deciso di aprire partiva IVA con regime forfettario agevolato. Purtroppo, come molti di voi sapranno, i commercialisti hanno difficoltà a inquadrare bene il nostro settore, quindi anche il mio non mi ha saputo convincere a pieno su cosa scrivere in fattura ai clienti esteri e quali siano gli obblighi del caso. Qualcuno che abbia le idee più chiare, anche considerando le ultime novità della legge di stabilità? Il mio dubbio maggiore riguarda la dicitura di reverse charge... Si inserisce con i clienti esteri passivi di IVA? E a quelli extra Ue cosa scrivere? I modelli intrastat li compila il commercialista ogni tre mesi o spetta a noi? Marca da bollo sí o no? Spero che qualcuno di voi colleghi abbia la pazienza di chiarire a chi vuole iniziare l'attività senza dubbi e in tranquillità Grazie!


[Edited at 2017-01-16 09:52 GMT]


[Edited at 2017-01-16 10:12 GMT]


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Silvia Di Profio  Identity Verified
Italy
Local time: 12:47
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Affidati ad un professionista Jan 16

Ciao Quistis25,
sono più o meno nella tua stessa situazione e la scelta che ho fatto è stata di affidarmi ad un commercialista esperto del settore. Non sono completamente a digiuno di contabilità ma, onestamente, in un paese come il nostro, dove la normativa e gli obblighi si muovono in ordine sparso, preferisco dedicare le mie energie alla traduzione e limitare le mie preoccupazioni a far quadrare il bilancio, emettere e conservare le fatture, inviarle al commercialista, pagare le tasse dovute.
Buona fortuna!

Silvia


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Laura Fenati  Identity Verified
Italy
Local time: 12:47
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Regime forfettario Jan 16

Dall'anno scorso ho optato per il regime forfettario e, sempre sull'onda dei precedenti confermati, nelle fatture per l'estero NON va apposta la marca da bollo.
In quelle per l'Italia sì fa a partire da un ammontare di € 77,47.
Non si devono più compilare INTRASTAT, spesometro e studi di settore.



Quistis25 wrote:

Ciao a tutti. Sono una giovane traduttrice che ha da pochissimo abbandonato il lavoro occasionale e ha deciso di aprire partiva IVA con regime forfettario agevolato. Purtroppo, come molti di voi sapranno, i commercialisti hanno difficoltà a inquadrare bene il nostro settore, quindi anche il mio non mi ha saputo convincere a pieno su cosa scrivere in fattura ai clienti esteri e quali siano gli obblighi del caso. Qualcuno che abbia le idee più chiare, anche considerando le ultime novità della legge di stabilità? Il mio dubbio maggiore riguarda la dicitura di reverse charge... Si inserisce con i clienti esteri passivi di IVA? E a quelli extra Ue cosa scrivere? I modelli intrastat li compila il commercialista ogni tre mesi o spetta a noi? Marca da bollo sí o no? Spero che qualcuno di voi colleghi abbia la pazienza di chiarire a chi vuole iniziare l'attività senza dubbi e in tranquillità Grazie!


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Mirko Mainardi  Identity Verified
Italy
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Che caos... Jan 16

Come al solito, il caos regna sovrano... -_-

Riguardo a bolli e INTRA, secondo quanto ho avuto modo di leggere io nei mesi scorsi, sono entrambi obbligatori (il bollo da un po' di tempo, la dichiarazione INTRA sui servizi resi dallo scorso anno). Cito anche l'ultimo post di una discussione di qualche mese fa: http://www.proz.com/forum/italian/302603-fattura_estero_ue_con_nuovo_regime_forfetario_2016-page2.html#2616016


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Quistis25
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Grazie a tutti Jan 17

Grazie a tutti per le risposte. Come pensavo ci sono opinioni più o meno contrastanti in merito, per questo ho deciso di seguire il webinar consigliatomi nel primo post per chiarire dei dubbi, ma sicuramente terrò conto anche dei post di colleghi esperti che hanno avuto la gentilezza di condividere le loro conoscenze. Grazie mille ancora e speriamo di avere tutti più chiarezza per il futuro!

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Giuseppe C.  Identity Verified
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Local time: 12:47
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Più chiarezza sarà difficile Jan 17

Quistis25 wrote:

Grazie a tutti per le risposte. Come pensavo ci sono opinioni più o meno contrastanti in merito, per questo ho deciso di seguire il webinar consigliatomi nel primo post per chiarire dei dubbi, ma sicuramente terrò conto anche dei post di colleghi esperti che hanno avuto la gentilezza di condividere le loro conoscenze. Grazie mille ancora e speriamo di avere tutti più chiarezza per il futuro!


Fin quando non la smetteranno di cambiare con cadenza annuale le regole fiscali per le partite IVA, i commercialisti ne diranno di tutti i colori, soprattutto perché hanno più familiarità con i commercianti che con i liberi professionisti fornitori di servizi. Inoltre spesso le leggi e i decreti sono ambigui e occorre attendere le circolari dell'Agenzia delle Entrate che chiariranno mesi dopo i dettagli.

In ogni caso, l'errore più grave comparso in questo thread riguarda l'obbligo di compilazione delle Intrastat. Anche chi opera con il regime forfettario è tenuto a compilarle (o farsele compilare), ma dal 2017 solo relativamente ai servizi resi e alle cessioni. Nel 2016 è stato obbligatorio farlo anche per i beni e servizi acuistati.
Inoltre non è vero che l'INPS si versa in 4 rate. La rateazione è un'opzione e può variare nel numero di rate a proprio piacere, ma tutto può essere regolarizzato (saldo e primo acconto IRPEF e INPS) al momento della dichiarazione dei redditi, seguito dal secondo acconto IRPEF e INPS a fine anno solare. La rateazione è facoltativa se utile e il numero di rate dipende dalle proprie esigenze e da quanto disposto dalla legislazione in vigore.


[Edited at 2017-01-17 17:57 GMT]

[Edited at 2017-01-17 17:59 GMT]


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Serena Marangoni  Identity Verified
Italy
Local time: 12:47
Member (2016)
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Come si fa a capire chi ha ragione tra tante opinioni diverse? Jan 19

Che confusione. Anch'io ho appena aperto la partita iva (da inizio anno) e non ho capito la cosa dell'intrastat, mi sta seguendo un caf che mi ha accennato il discorso ma mi devono saper spiegare meglio in futuro (per ora avevo solo clienti italiani).

Commercialisti esperti del settore, a parte la persona già nominata (darò anch'io un occhio al webinar. se sono in tempo per iscrivermi), dove si trovano? Sarebbe interessante avere un elenco, non so se però se sia contro principi proz su pubblicità o altro.
Cosa vi prendono i commercialisti più o meno? A me l'associazione dove sto andando prende veramente pochissimo (meno di 300/anno), ma magari mi converrebbe "integrare" pagando una consulenza con qualcuno di esperto almeno il primo anno per essere sicura di fare tutto nel modo corretto.


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Giuseppe C.  Identity Verified
Italy
Local time: 12:47
Member
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Agenzia delle Entrate Jan 19

Serena Marangoni wrote:

Che confusione. Anch'io ho appena aperto la partita iva (da inizio anno) e non ho capito la cosa dell'intrastat, mi sta seguendo un caf che mi ha accennato il discorso ma mi devono saper spiegare meglio in futuro (per ora avevo solo clienti italiani).

Commercialisti esperti del settore, a parte la persona già nominata (darò anch'io un occhio al webinar. se sono in tempo per iscrivermi), dove si trovano? Sarebbe interessante avere un elenco, non so se però se sia contro principi proz su pubblicità o altro.
Cosa vi prendono i commercialisti più o meno? A me l'associazione dove sto andando prende veramente pochissimo (meno di 300/anno), ma magari mi converrebbe "integrare" pagando una consulenza con qualcuno di esperto almeno il primo anno per essere sicura di fare tutto nel modo corretto.


Per avere accesso alle regole corrette, alle circolari e alla legislazione pertinente, occorre munirsi di pazienza e visitare accuratamente il seguente sito:

www.agenziaentrate.gov.it


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