Responsabilità contrattuale: quali limiti?
Thread poster: Mirko Mainardi

Mirko Mainardi  Identity Verified
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Feb 21, 2017

Ciao a tutti.

Mi è appena capitato di rifiutare (per l'ennesima volta) una collaborazione per via dei termini contrattuali (e le tariffe) proposti, per cui ho pensato di chiedere un vostro parere.

In breve, la parte del contratto che (più di altre...) mi ha portato a rifiutare di firmare stabilisce che l'agenzia ha 60 giorni di tempo per contestare la qualità della traduzione, chiedendo al traduttore di giustificare le sue scelte, di correggere la traduzione oppure di effettuare una nuova traduzione da zero. Oltre a questo, l'agenzia si riserva il diritto di ridurre il compenso, di annullarlo totalmente nel caso in cui ritenga la traduzione inutilizzabile e di chiedere il risarcimento di eventuali danni subiti. Ma non è tutto. In aggiunta, il contratto prevede che il cliente finale (dell'agenzia) possa contestare la qualità della traduzione anche oltre il termine di 60 giorni e che in tal caso l'agenzia potrà comunque adottare le misure che ho elencato prima...

Un'altra clausola poi prevede la responsabilità diretta ed esclusiva del traduttore in caso di eventuali violazioni di diritti di PI di terzi (mentre, paradossalmente, il punto successivo dichiara espressamente che il traduttore cede il proprio diritto d'autore sulla traduzione all'agenzia).

Non so, ma a me tutto questo sembra far pensare a una responsabilità in pratica illimitata (a livello temporale, quantitativo e addirittura dei soggetti che possono invocarla...) e distante anni luce dai contratti tipo di associazioni di categoria come ATA, ITI, ecc., per cui volevo chiedervi se avete avuto esperienze simili (soprattutto con agenzie italiane, ma anche estere) o comunque come giudicate la cosa.


 

Luca Tutino  Identity Verified
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Termini inaccettabili e fallimentari Feb 22, 2017

Premesso che non sono un avvocato e non ho una competenza legale specifica, in base alla mia esperienza le mie opinioni sono le seguenti.

La parte sulla violazione della PI mi sembra corretta a condizione che l'agenzia si prenda la responsabilità di garantire che l'esecuzione della traduzione sia autorizzata dall'autore o dal proprietario del testo. Anche la cessione dei diritti intellettuali sulla traduzione a fronte del pagamento del compenso mi pare standard. Bene anche la richiesta iniziale di giustificare le scelte di traduzione o modificarle in caso di contestazione (anche fino al rifacimento se necessario).

La parte sul risarcimento dei danni va ovviamente negoziata e limitata e di solito è accettabile solo se il risarcimento è chiaramente delimitato ad una misura non superiore all'importo del compenso. L'annullamento totale del compenso poi avrebbe come conseguenza automatica che la proprietà intellettuale della traduzione resterebbe in capo al traduttore, quindi per non infrangere la legge l'agenzia si dovrebbe astenere dall'utilizzarla commercialmente o rimaneggiarla in qualsiasi modo.

Ma i termini di contestazione troppo lunghi o addirittura illimitati e la decurtazione automatica del compenso per me sono assolutamente inaccettabili (e forse illegali). Nel malaugurato caso di un irrimediabile disaccordo deve essere possibile rivolgersi a un arbitro e/o a un tribunale.

Ho dovuto anche io rinunciare a diverse collaborazioni a causa di simili termini irragionevoli, e non me ne sono mai pentito. Mi meraviglio che tali agenzie continuino a sopravvivere: o si tratta di sempre nuovi tentativi di soggetti incompetenti destinati a correggersi o fallire in poco tempo o ci sono traduttori che firmano a occhi chiusi i quali, date le premesse, probabilmente lavorano anche ad occhi chiusi, con i risultati che si possono immaginare...


 

Gianluca Attoli  Identity Verified
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- Feb 22, 2017

Luca Tutino wrote:

Ma i termini di contestazione troppo lunghi o addirittura illimitati e la decurtazione automatica del compenso per me sono assolutamente inaccettabili (e forse illegali). Nel malaugurato caso di un irrimediabile disaccordo deve essere possibile rivolgersi a un arbitro e/o a un tribunale.




Sono d'accordo, anche a me suonano scandalosi!


 

Mirko Mainardi  Identity Verified
Italy
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Grazie per le risposte Feb 22, 2017

Riguardo a quanto scrivi, Luca, volevo aggiungere che nemmeno io ho grossi problemi (anzi) con la richiesta di giustificare le proprie scelte, di correggere eventuali errori, fino al rifacimento della traduzione, a patto ovviamente che l'agenzia usi queste misure con giudizio e parsimonia (e soprattutto servendosi di revisori che sanno quello che fanno...). Se ogni 1000 parole tradotte un cliente mi chiedesse di "giustificare" 20 scelte di traduzione, non credo che la collaborazione potrebbe andare molto lontano... Discorso simile con le correzioni. Ci sono clienti che mandano la traduzione in revisione e non mi fanno risapere nulla, altri che mi mandano un report con le correzioni effettuate (chiedendomi di fargli sapere se non sono d'accordo con qualcosa), ecc. Molto dipenderebbe quindi anche dalle procedure interne adottate dall'agenzia.

La parte sulla violazione della PI, per com'è formulata, per me non riguarda tanto il testo sorgente, quanto piuttosto la traduzione. Ovvio che in caso di plagio evidente di una traduzione altrui, allora ha totalmente senso... ma il mio dubbio riguarda ad esempio casi come l'utilizzo (anche del tutto involontario e inconsapevole) di parole/espressioni/frasi che potrebbero essere coperte da marchio in determinati paesi. Faccio un esempio: a volte mi è capitato di lavorare in progetti in cui il cliente mi ha fornito una lista di termini da non utilizzare perché erano marchi registrati (anche se alcuni di essi erano di fatto di uso comune). Magari non ci sarà MAI una contestazione per casi simili, ma basta una volta... Non credo che essere citati per danni da una multinazionale proprietaria del marchio X sia un'esperienza da fare... (o anche solo da un cliente che ha magari dovuto modificare un testo pubblicato per evitare di essere a sua volta citato per danni).

Il punto sul trasferimento del diritto d'autore l'ho citato solo perché mi sembrava paradossale l'accostamento tra le due clausole: una prevede che tu sia direttamente responsabile per un'eventuale violazione di PI attraverso la tua traduzione, mentre con l'altra tu cedi la proprietà di quella traduzione (inclusi i diritti di PI) all'agenzia, che con la precedente clausola si è però esonerata da ogni responsabilità in merito.

Le cose che anch'io ho trovato del tutto inaccettabili sono: la durata lunga e potenzialmente illimitata del diritto di contestazione; il fatto che il cliente dell'agenzia (con cui io non ho rapporti) possa in qualsiasi momento opporre una contestazione; la mancanza di limiti quantitativi alla responsabilità. Poi, come dicevo, ho dei dubbi anche sulla clausola riguardante la PI.

Luca Tutino wrote:

Nel malaugurato caso di un irrimediabile disaccordo deve essere possibile rivolgersi a un arbitro e/o a un tribunale.


Io ho riportato solo le cose che mi hanno spinto a rifiutare di firmare, ma il contratto prevede anche che, nel caso in cui il traduttore non sia d'accordo con la contestazione da parte dell'agenzia, l'agenzia possa (ma senza alcun obbligo...) chiedere l'intervento di un "revisore indipendente", il cui giudizio sarà vincolante (e la parte soccombente dovrà pagare anche il revisore stesso), ma il fatto stesso che sia l'agenzia a scegliere il revisore "indipendente" e che comunque non sia tenuta a farlo mi lascia piuttosto perplesso.

Poi, in caso di controversie insanabili, è prevista in primo luogo una procedura arbitrale e, in caso di mancato accordo, il ricorso alle vie legali (foro competente presso il domicilio dell'agenzia, ovviamente...).

Luca Tutino wrote:

Ho dovuto anche io rinunciare a diverse collaborazioni a causa di simili termini irragionevoli, e non me ne sono mai pentito. Mi meraviglio che tali agenzie continuino a sopravvivere: o si tratta di sempre nuovi tentativi di soggetti incompetenti destinati a correggersi o fallire in poco tempo o ci sono traduttori che firmano a occhi chiusi i quali, date le premesse, probabilmente lavorano anche ad occhi chiusi, con i risultati che si possono immaginare...


In realtà si tratta di un'agenzia con decenni di storia e un'ottima valutazione sulla BB, per cui non ho particolari motivi per dubitare della loro onestà, ma non credo che questo possa rendere più accettabili quelle clausole.

Una delle cose che mi ha sorpreso sapere poi è che questo contratto sarebbe un "modello standard" elaborato da un'associazione di categoria di "fornitori di servizi linguistici", quindi non un caso isolato. Comunque sia, quando ho sollevato la questione, mi è anche stato chiesto di fornire ulteriori dettagli, perché, apparentemente, fino a quel momento nessuno dei loro collaboratori aveva avuto mai nulla da ridire... (motivo in più per cui ho pensato di chiedere qui)


 

Martina Boin
Italy
Local time: 20:55
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+ ...
Hai fatto bene! Feb 23, 2017

Ciao Mirko,

sono incappata, da poco, in una situazione come la tua. Pagine e pagine di due contratti diversi, clausole assurde, ho chiesto quindi un parere al mio avvocato, mi ha segnalato quali secondo lui erano i punti più gravosi e li ho segnalati all'agenzia che ha deciso di rivedere insieme il contratto.

Io ho deciso di non firmarlo comunque, quando un'agenzia già si pone così, potrebbe creare molti problemi e, soprattutto, se tu ti manifesti con tutte queste clausole e clausolette (alcune corrette per carità) devi anche accettare una tariffa medio/alta, perché stai "pagando" anche il mio tempo e la mia disponibilità e soprattutto....la mia pazienza.

Secondo me, questi contratti (per fortuna ho incontrato poche agenzie che funzionano in questo modo), tendono a tutelare moltissimo l'agenzia e proporzionalmente poco il traduttore!


 

Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
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Sono illegali si Feb 23, 2017

Luca Tutino wrote:
Ma i termini di contestazione troppo lunghi o addirittura illimitati e la decurtazione automatica del compenso per me sono assolutamente inaccettabili (e forse illegali). Nel malaugurato caso di un irrimediabile disaccordo deve essere possibile rivolgersi a un arbitro e/o a un tribunale.


Esiste un articolo di legge al riguardo, va da 7 a 10 giorni (non ho controllato ultimamente ma ormai penso sia lo stesso in tutta Europa).

[Edited at 2017-02-23 21:29 GMT]


 

Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
French to Italian
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Dimenticavo Feb 23, 2017

Mi sembra di poter dire (ma non sono un avvocato) che un contratto di tale natura sia soggetto anche ad annullamento perché contenente clausole vessatorie.
Un contratto non può essere troppo vantaggioso per una parte sola e svantaggioso per l'altra.


 


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