Stabilire compenso forfettario
Thread poster: Gio_91

Gio_91
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Apr 25, 2017

Salve a tutti,prima di tutto mi scuso se faccio una domanda magari trita e ritrita,ma non riesco a trovare altre discussioni che rispondano alle mie esigenze,perciò provo a cominciarne una nuova.

Sono una traduttrice alle prime armi, ho cominciato un anno fa circa,ma solo ora inizio a vedere incarichi significativi, mentre di solito mi occupo più che altro di web content writing. Mi è stato proposto un progetto di traduzione dall'italiano all'inglese per una serie di 10 libri, si tratta di traduzione letteraria, i libri sono di carattere diciamo storico.

Quello che mi confonde però è la richiesta del cliente (una casa editrice piccolina) di stabilire un compenso forfettario. Normalmente io per le traduzioni mi baso sul numero di parole,visto che finora ho fatto solo traduzioni per articoli da 300-400 parole,per cui non so bene come muovermi nello stabilire una tariffa forfettaria...qualcuno di voi potrebbe darmi delle indicazioni?

Ad esempio,vale la pena basarsi su un prezzo a cartella e poi stabilire una media di qualche tipo? Ad esempio, partendo da una tariffa di 12 euro a cartella,dovrei contare le cartelle del libro e poi stabilire una sorta di media,cioè una tariffa che sia a metà fra le due.

Ringrazio chiunque vorrà rispondereicon_smile.gif


 

Luca Tutino  Identity Verified
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Il criterio sei tu Apr 26, 2017

Mi sembra che in questi casi il criterio più valido consista nel cercare di quantificare il tempo e la fatica che ti saranno necessari per completare (bene!) il lavoro e valutare nella tua situazione personale quale potrebbe essere un compenso soddisfacente per te. Non dimenticare il tempo necessario per le riletture, la correzione delle bozze ecc. ecc. Naturalmente lo puoi fare solo prendendo in visione i libri, o almeno un campione.

Certamente il calcolo del tempo sarà basato sul numero di cartelle, quindi va bene immaginare una tariffa a cartella dopo aver preso visione del testo e poi moltiplicare. Ma questo è solo uno dei dati utili. Per esempio puoi calcolare il numero di settimane che pensi siano necessarie e decidere quanto desideri/hai bisogno di guadagnare a settimana (considerando anche la necessaria discontinuità dovuta ai periodi in cui non hai commissioni). Puoi dare un certo peso all'importanza di avere una traduzione pubblicata. Se hai speranze di un significativo successo editoriale puoi contrattare delle royalties...

Biblit.it mi sembrava un'ottima risorsa per tutto quello che riguarda la traduzione letteraria. Però non mi pare raggiungibile.

Auguri.


 

Tommaso Martelli  Identity Verified
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traduzione letteraria dall'italiano all'inglese? Apr 26, 2017

Gio_91 wrote:

Sono una traduttrice alle prime armi, ho cominciato un anno fa circa,ma solo ora inizio a vedere incarichi significativi, mentre di solito mi occupo più che altro di web content writing. Mi è stato proposto un progetto di traduzione dall'italiano all'inglese per una serie di 10 libri, si tratta di traduzione letteraria, i libri sono di carattere diciamo storico.



Scusa se non rispondo alla tua domanda, ma mi è saltato subito all'occhio un dettaglio di non poco conto, cioè che la traduzione è dall'italiano all'inglese.
Considerando, oltre al fatto che ti autodefinisci una traduttrice alle prime armi, che si tratta di testi letterari, sei davvero sicura di poter fornire una traduzione di qualità?
Tradurre verso una lingua che non è la propria è un'operazione che richiede una grande esperienza e una familiarità con la lingua di arrivo (in questo caso l'inglese) che penso si possa acquisire solo dopo anni di esperienza (magari vivendo ed immergendosi totalmente nella lingua e nella cultura del paese), ed è comunque altamente improbabile riuscire a raggiungere il livello di un vero madrelingua.
Se questo vale per le traduzioni tecniche, a maggior ragione sarà difficile riuscire a produrre una traduzione letteraria verso una lingua che non è la propria.

Capisco che sia allettante una proposta del genere, ma secondo me prima ti dovresti chiedere se veramente sei in grado di offrire un prodotto finale professionale.

Qualunque cosa tu decida ti auguro buona fortuna!

Tommaso


 

Gio_91
Italy
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Capisco le perplessità Apr 26, 2017

Tommaso Martelli wrote:

Gio_91 wrote:

Sono una traduttrice alle prime armi, ho cominciato un anno fa circa,ma solo ora inizio a vedere incarichi significativi, mentre di solito mi occupo più che altro di web content writing. Mi è stato proposto un progetto di traduzione dall'italiano all'inglese per una serie di 10 libri, si tratta di traduzione letteraria, i libri sono di carattere diciamo storico.



Scusa se non rispondo alla tua domanda, ma mi è saltato subito all'occhio un dettaglio di non poco conto, cioè che la traduzione è dall'italiano all'inglese.
Considerando, oltre al fatto che ti autodefinisci una traduttrice alle prime armi, che si tratta di testi letterari, sei davvero sicura di poter fornire una traduzione di qualità?
Tradurre verso una lingua che non è la propria è un'operazione che richiede una grande esperienza e una familiarità con la lingua di arrivo (in questo caso l'inglese) che penso si possa acquisire solo dopo anni di esperienza (magari vivendo ed immergendosi totalmente nella lingua e nella cultura del paese), ed è comunque altamente improbabile riuscire a raggiungere il livello di un vero madrelingua.
Se questo vale per le traduzioni tecniche, a maggior ragione sarà difficile riuscire a produrre una traduzione letteraria verso una lingua che non è la propria.

Capisco che sia allettante una proposta del genere, ma secondo me prima ti dovresti chiedere se veramente sei in grado di offrire un prodotto finale professionale.

Qualunque cosa tu decida ti auguro buona fortuna!

Tommaso





Capisco le perplessità, ma lavoro con l'inglese, lingua con cui sono a contatto quasi 24h, molto più che con l'italiano,da ormai quasi tre anni scrivo (non li definirei romanzi, quindi diciamo storie più o meno lunghe) in inglese, pubblicate su siti in lingua e per lettori madrelingua, ho un livello di inglese tra il C1 e il C2 (secondo il QCER),quindi mi sento piuttosto sicura in questo senso, tanto più che questa non è la prima traduzione ita>eng in cui mi cimento,seppure è certamente la più lunga.

In ogni caso grazie per l'interessamentoicon_smile.gif


 

Gio_91
Italy
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Perfetto Apr 26, 2017

Luca Tutino wrote:

Mi sembra che in questi casi il criterio più valido consista nel cercare di quantificare il tempo e la fatica che ti saranno necessari per completare (bene!) il lavoro e valutare nella tua situazione personale quale potrebbe essere un compenso soddisfacente per te. Non dimenticare il tempo necessario per le riletture, la correzione delle bozze ecc. ecc. Naturalmente lo puoi fare solo prendendo in visione i libri, o almeno un campione.

Certamente il calcolo del tempo sarà basato sul numero di cartelle, quindi va bene immaginare una tariffa a cartella dopo aver preso visione del testo e poi moltiplicare. Ma questo è solo uno dei dati utili. Per esempio puoi calcolare il numero di settimane che pensi siano necessarie e decidere quanto desideri/hai bisogno di guadagnare a settimana (considerando anche la necessaria discontinuità dovuta ai periodi in cui non hai commissioni). Puoi dare un certo peso all'importanza di avere una traduzione pubblicata. Se hai speranze di un significativo successo editoriale puoi contrattare delle royalties...

Biblit.it mi sembrava un'ottima risorsa per tutto quello che riguarda la traduzione letteraria. Però non mi pare raggiungibile.

Auguri.



Grazie mille!


 

Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
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Member (2005)
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Prima regola della traduzione May 7, 2017

Scopro questa discussione soltanto ora, ma non posso non manifestare un notevole stupore per il fatto che tu parli di traduzioni in una coppia inversa (per di più, dopo aver specificato che sei alle prime armi). Condivido perciò tutte le perplessità di Tommaso.

A costo di sembrare noioso, non mi stancherò mai di ricordare che la prima regola della traduzione è sempre quella di tradurre da una lingua straniera verso la propria lingua madre e mai l'inverso. E considero questa regola talmente scontata che, a una prima lettura del tuo post, non mi ero accorto che parlavi di una coppia linguistica inversa, ma me ne sono reso conto solo leggendo il post di Tommaso.

Ora, per quanto tu dica di essere estremamente pratica dell'inglese, e di essere persino autrice di testi letterari in lingua inglese, letti da madrelingua, mi riesce difficile pensare che la prospettiva di tradurre dei testi storico-letterari nella coppia inversa sia per te così normale. Sono abbastanza sorpreso poi anche dalla proposta avanzata dal cliente, che, con la massima naturalezza, propone queste traduzioni (peraltro né semplici né brevi) a una traduttrice italiana anziché a un madrelingua inglese, come sarebbe invece ovvio. Sarò forse antiquato, ma continuo a ritenere che proposte di questo genere non siano indice di professionalità da parte di un committente.

Non voglio certo ripetere per l'ennesima volta tutte le motivazioni dettagliate, peraltro molto evidenti, per cui non si può considerare corretto tradurre verso la lingua passiva. Del resto alcune di queste considerazioni sono state già accennate in modo efficace da Tommaso.

Non nego, certo, che ogni regola abbia le sue eccezioni, che, però, in questo caso, sono molto rare, anche se ti auguro sinceramente di farne parte. Infatti, neppure vivendo molti decenni in un altro Paese è automatico che si possa acquisire una padronanza della lingua del luogo talmente elevata da paragonarsi a quella di un madrelingua.

Naturalmente, non voglio certo dare l'impressione di dare giudizi o emettere sentenze. Secondo me, l'unico vero giudice, in questi casi, è il madrelingua, ancor meglio se esperto del settore.

Perciò, se tu, a breve, potrai assicurarci di aver sottoposto una tua traduzione verso l'inglese a un bravo traduttore madrelingua inglese, e che quest'ultimo non vi abbia trovato alcun errore tipico dei non madrelingua, allora sarò il primo a fare tanto di cappello alla tua bravura ed a non avere nulla in contrario sulle tue traduzioni verso la lingua passiva.

Buona fortuna,

Gaetano


[Modificato alle 2017-05-07 00:52 GMT]


 

Gio_91
Italy
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Lo capisco May 7, 2017

Gaetano Silvestri Campagnano wrote:

Scopro questa discussione soltanto ora, ma non posso non manifestare un notevole stupore per il fatto che tu parli di traduzioni in una coppia inversa (per di più, dopo aver specificato che sei alle prime armi). Condivido perciò tutte le perplessità di Tommaso.

A costo di sembrare noioso, non mi stancherò mai di ricordare che la prima regola della traduzione è sempre quella di tradurre da una lingua straniera verso la propria lingua madre e mai l'inverso. E considero questa regola talmente scontata che, a una prima lettura del tuo post, non mi ero accorto che parlavi di una coppia linguistica inversa, ma me ne sono reso conto solo leggendo il post di Tommaso.

Ora, per quanto tu dica di essere estremamente pratica dell'inglese, e di essere persino autrice di testi letterari in lingua inglese, letti da madrelingua, mi riesce difficile pensare che la prospettiva di tradurre dei testi storico-letterari nella coppia inversa sia per te così normale. Sono abbastanza sorpreso poi anche dalla proposta avanzata dal cliente, che, con la massima naturalezza, propone queste traduzioni (peraltro né semplici né brevi) a una traduttrice italiana anziché a un madrelingua inglese, come sarebbe invece ovvio. Sarò forse antiquato, ma continuo a ritenere che proposte di questo genere non siano indice di professionalità da parte di un committente.

Non voglio certo ripetere per l'ennesima volta tutte le motivazioni dettagliate, peraltro molto evidenti, per cui non si può considerare corretto tradurre verso la lingua passiva. Del resto alcune di queste considerazioni sono state già accennate in modo efficace da Tommaso.

Non nego, certo, che ogni regola abbia le sue eccezioni, che, però, in questo caso, sono molto rare, anche se ti auguro sinceramente di farne parte. Infatti, neppure vivendo molti decenni in un altro Paese è automatico che si possa acquisire una padronanza della lingua del luogo talmente elevata da paragonarsi a quella di un madrelingua.

Naturalmente, non voglio certo dare l'impressione di dare giudizi o emettere sentenze. Secondo me, l'unico vero giudice, in questi casi, è il madrelingua, ancor meglio se esperto del settore.

Perciò, se tu, a breve, potrai assicurarci di aver sottoposto una tua traduzione verso l'inglese a un bravo traduttore madrelingua inglese, e che quest'ultimo non vi abbia trovato alcun errore tipico dei non madrelingua, allora sarò il primo a fare tanto di cappello alla tua bravura ed a non avere nulla in contrario sulle tue traduzioni verso la lingua passiva.

Buona fortuna,

Gaetano


[Modificato alle 2017-05-07 00:52 GMT]




Come ho già detto a Tommaso, capisco benissimo le vostre perplessità, e in altre circostanze sarei d'accordo, ma posso assicurarvi di aver dato un'occhiata al libro da tradurre prima di accettare, e credo di avere le competenze per farlo (considerato che si tratta di un romanzo storico ma comunque fiction, con molti dialoghi, scritto in maniera semplice).
In ogni caso nulla è dato per scontato, è per questo che prima ancora di finalizzare un contratto di traduzione mi sono accordata per far avere al cliente le prime 20 pagine tradotte,in caso sarà soddisfatto, si andrà avanti, in caso contrario, nulla di fatto. E' altrettanto ovvio che io abbia già pensato di servirmi di un revisore madrelingua.
Capisco che, perché sono alle prime armi (a livello lavorativo,se non altro) può sembrare un azzardo, persino una mossa arrogante, ma prendo il lavoro molto seriamente, ho studiato e fatto pratica anni per fare traduzione, non mi ci sono improvvisata all'improvviso giusto perché so l'inglese. Quando ho menzionato che scrivo romanzi brevi in inglese letti da madrelingua, intendo dire che il madrelingua non percepisce il fatto che io non lo sono, nei romanzi, perciò penso di avere le capacità per tradurre. Se poi mi sarò sbagliata, lo vedrò non appena consegnate le prime 20 pagine.

La ringrazio comunque per il consiglio.


 


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