massimale assicurazione per traduttore
Thread poster: Matteo S.

Matteo S.  Identity Verified
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Nov 7, 2017

Buongiorno a tutti,
non ho ancora un'assicurazione che mi protegga da eventuali richieste di danni da parte delle agenzie, ma sembra che in tutti i contratti che mi capitano è previsto che io debba pagare qualsiasi danno io possa arrecare a loro (causa scarsa qualità lavoro, tempistiche, e motivazioni generali). Ovviamente mi sto informando per sottoscrivere un contratto di assicurazione. La mia curiosità è questa: qual'è il massimale della vostra assicurazione? E questo massimale, lo fate inserire nel contratto come soglia massima di indennizzo che l'agenzia può richiedervi? Mi sembra assurdo che un'agenzia possa rivalersi su un traduttore per un danno che può essere quantificato in cifre astronomiche, potenzialmente tendenti all'infinito.


 

Luca Tutino  Identity Verified
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Non firmate clausole di responsabilità scorrette! Nov 7, 2017

Prima di tutto chiariamo un punto: fatto salvo il dolo e la negligenza grave, la responsabilità delle agenzie verso i clienti non è praticamente mai in capo all'imprenditore né ai suoi dipendenti. Questo è un elemento di fondamentale differenza tra il lavoro del freelance e quello dell'agenzia. I rischi dell'impresa (cioè al massimo quello del fallimento), comportano costi operativi più elevati che giustificano in parte la differenza tra il prezzo pagato dal cliente finale e la remunerazione del collaboratore freelance. Ma se l'impresa fallisce onestamente l'imprenditore non perde nulla delle sue proprietà personali.

La dabendaggine dei traduttori che firmano simili clausole non leggendole o fingendo di non averle viste crea di fatto una situazione di indebito vantaggio competitivo per l'agenzia che le impone, che può così presentarsi ai clienti come coperta da assicurazione e/o certificata XXX e YYY senza pagare nessun premio di assicurazione (o pagandone uno molto ridotto). E in poco tempo questo finisce per inquinare il mercato in cui lavoriamo - giacché molti concorrenti finiranno di adeguarsi o abbassando le tariffe pagate ai collaboratori o adottando simili pratiche.

Per me l'unico modo sensato di agire è rispettare la mia professionalità e rifiutarmi esplicitamente di firmare simili clausole vessatorie.

Ultimamente una notissima agenzia inglese (che alcuni anni fa cambiò nome dopo essersi fatta una cattiva nomea) ha fatto un tentativo a mio avviso molto scorretto, infilando in un contratto di 12.000 parole da accettare al volo online per potere accedere al "portale" e ai file di una traduzione, tra l'altro già concordata col PM per email, una clausola secondo la quale mi sarei impegnato ad essere coperto da assicurazione con massimale di 500.000 sterline per ogni singola eventuale contestazione ricevuta da parte dei clienti finali in relazione alle traduzioni da me eseguite.

Pur sapendo che anni fa era già stato appurato che una simile assicurazione non era disponibile per i traduttori italiani, per curiosità ho cercato sul web ed ho scritto ad alcune società di assicurazione. Ho contattato alcuni colleghi italiani che secondo la BB hanno recentemente lavorato per l'agenzia, ma quelli che hanno risposto sono caduti dalle nuvole, dicendo di non essersi mai resi conto dell'esistenza di tale clausola. Ho anche chiesto all'agenzia inglese di indicarmi un possibile assicuratore, e loro hanno fatto il nome di una società che non esiste più: o meglio, a ben vedere anche quella società ha cambiato completamente di nome. Sono quindi riuscito a contattare un assicuratore della società col nuovo nome, e lui mi ha chiesto di compilare un formulario con dettagliate informazioni sul mio lavoro, i nomi dei miei principali clienti e il mio fatturato, e di scegliere un massimale entro una forchetta tra 500 e 5.000 euro! Da quando gli ho accennato la modesta entità del mio fatturato stimato ricordandogli che il mio potenziale cliente chiedeva 500.000 £ sterline di massimale, l'assicuratore non mi ha più risposto.

Intanto, visto che l'agenzia inglese continuava a insistere perché firmassi il loro contratto, ho ottenuto che mi inviassero una deroga alla clausola sulla rcp. Purtroppo però la deroga contiene il mio impegno personale e illimitato a "defend, hold harmless and fully indemnify [nome agenzia] against any loss, claims, costs, liabilities, damages [ecc. ecc. ecc.], suffered or incurred by [nome agenzia] or any Client" in relazione alle traduzioni da me consegnate. Non si parla di errori commessi in cattiva fede, o nemmeno per grave negligenza, ma di qualsiasi errore che causi danni!

Come dire che, per avere il diritto di lavorare devo essere pronto a mettere a rischio tutto quello che ho e che potrò mai avere in futuro per me e per la mia famiglia. In caso contrario tanto peggio per me. Si cercheranno un altro pollo e sicuramente troveranno qualche ragazzino sprovveduto che non si rende conto di ipotecare la sua intera vita - o qualcuno che vedendo cosa succede ai big in TV crede scioccamente che anche lui finirebbe comunque per non pagare mai. Ma io so che chi firmerà non sarà un vero professionista, e quindi la sua concorrenza non sarà in grado di impensierirmi. O meglio, se dovesse mai riuscire a togliermi lavoro in questo modo, sarò ben lieto di uscire da questo mercato e occuparmi di qualcos'altro.

[Edited at 2017-11-07 17:27 GMT]


 

Giuseppina Gatta, MA (Hons)
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La penso esattamente come Luca Nov 8, 2017

A me una volta è capitato il contratto di un'agenzia (fra le tante, ma sempre dallo stato di NY, uno dei peggiori in termini di leggi assurde), secondo cui potevano farmi causa senza neanche dirmi il motivo e per un ammontare di denaro illimitato. Inutile dire che non ho firmato e ho assolutamente lasciato perdere l'agenzia in questione, così come tutte le altre che mi hanno mandato contratti con clausole vessatorie. Detto questo, se non si risiede nello stesso paese dell'agenzia risulta loro comunque abbastanza difficile applicare determinate clausole. Per finire, ho avuto un'assicurazione per alcuni anni, ma in 23 anni di carriera non ho mai avuto rivendicazioni o lamentele con richieste di danni in relazione a errori di traduzione, per cui ho lasciato perdere le assicurazioni. Che lo si creda o no, noi traduttori in queste cose siamo l'ultima ruota del carro, per cui è assurdo che ci si debba rivalere su di noi.

 

Luca Tutino  Identity Verified
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Il fatto di risiedere in un altro paese non basta Nov 9, 2017

Giuseppina Gatta, MA (Hons) wrote:
Detto questo, se non si risiede nello stesso paese dell'agenzia risulta loro comunque abbastanza difficile applicare determinate clausole.


Non è detto. A giudicare da certi atti che traduco, almeno in Europa non così difficile ottenere provvedimenti urgenti in stati esteri. Inoltre conosco con certezza il caso inverso di una traduttrice che, difronte al rifiuto di pagare di un'agenzia che muoveva contestazioni incontestabilmente pretestuose, con l'aiuto di un conoscente avvocato nel paese estero ha in pochi giorni ottenuto il blocco dei conti dell'agenzia (e alla fine ha ottenuto soddisfazione senza nemmeno bisogno di farsi rappresentare dall'avvocato).


 

Mirko Mainardi  Identity Verified
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Problema di cui non si parla mai... Nov 11, 2017

Secondo me si tratta di pratiche (scorrette e) molto diffuse da parte delle agenzie (e a volte anche dei clienti finali), ma di cui si parla molto raramente, come se fosse una cosa normale, forse anche perché, come dicevi tu, si pensa che si tratti di eventualità che non si verificheranno mai (e allora perché inserirle in un contratto?). Io ho rifiutato di firmare MOLTI accordi (e quindi di collaborare con molti clienti) proprio per la presenza di clausole simili.

Luca Tutino wrote:

Come dire che, per avere il diritto di lavorare devo essere pronto a mettere a rischio tutto quello che ho e che potrò mai avere in futuro per me e per la mia famiglia. In caso contrario tanto peggio per me. Si cercheranno un altro pollo e sicuramente troveranno qualche ragazzino sprovveduto che non si rende conto di ipotecare la sua intera vita - o qualcuno che vedendo cosa succede ai big in TV crede scioccamente che anche lui finirebbe comunque per non pagare mai. Ma io so che chi firmerà non sarà un vero professionista, e quindi la sua concorrenza non sarà in grado di impensierirmi. O meglio, se dovesse mai riuscire a togliermi lavoro in questo modo, sarò ben lieto di uscire da questo mercato e occuparmi di qualcos'altro.


Io sono convinto che in effetti si tratta di casi molto rari (e non credo di averne mai letto/sentito, né in Italia né all'estero), ma non sono comunque disposto ad accettare clausole che ritengo ingiuste e vessatorie, ma d'altro canto, temo proprio che non siano solo "ragazzini sprovveduti" a farlo. Come dicevi tu stesso, quando hai contattato dei colleghi in passato per una questione simile, hai scoperto che molti avevo firmato comunque... Lo stesso può dirsi per le tariffe, per gli "sconti" e per moltissime altre condizioni peggiorative che si sono ormai diffuse a macchia d'olio, perché evidentemente sono in molti ad accettarle...

Quando un cliente ti dice: "questo è il nostro contratto standard", "queste sono le nostre tariffe per questa coppia", "questi sono gli sconti che applichiamo", "questo è il CAT tool che devi usare", "questa è la scadenza tassativa per questo progetto", ecc. lo fanno perché evidentemente sono ormai ABITUATI ad avere a che fare con gente che accetta di tutto, a partire dall'inversione dei ruoli cliente-fornitore di servizi, e non mi pare che la situazione stia migliorando.

@Matteo - Dai un'occhiata agli accordi tipo proposti da alcune associazioni di categoria (e.g. AITI, ATA, ITI, ecc.) e vedrai che in diversi casi si dice esplicitamente che la responsabilità del traduttore può al massimo corrispondere a una somma equivalente al singolo progetto o al lavoro effettuato per il cliente. Se poi vuoi comunque fare un'assicurazione, AITI ha una convenzione assicurativa che copre un massimale di 500.000 euro per singolo caso, a livello mondiale. Costa poco più di 100 euro l'anno, ma come dicevi tu stesso, il risarcimento di un danno per violazione di copyright o altro può potenzialmente andare ben oltre quella somma. E aggiungo anche che più di una volta mi è capitato di vedere clausole in cui si faceva esplicito riferimento anche alla responsabilità per danni causati a terzi (con cui il traduttore non ha cioè alcun tipo di rapporto).


 

Luca Tutino  Identity Verified
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Ma allora esiste! Nov 15, 2017

Mirko Mainardi wrote:

AITI ha una convenzione assicurativa che copre un massimale di 500.000 euro per singolo caso, a livello mondiale.


Questa era proprio l'informazione che non riuscivo a trovare. Ora proverò a verificarne l'effettiva disponibilità: se questa assicurazione è effettivamente disponibile, il problema è sostanzialmente risolto, almeno per l'NDA dell'agenzia di cui parlavo.


 

Matteo S.  Identity Verified
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TOPIC STARTER
interessante Nov 16, 2017

Interessante la risposta di Mirko relativa all'assicurazione AITI, ho richiesto 2 preventivi a 2 agenzie di assicurazioni ma valuterò anche questa alternativa. A me questo lavoro piace, non è possibile che per pochi spiccioli un traduttore si debba accollare responsabilità illimitate. Ho cercato varie volte di far modificare dei contratti che mi sono stati proposti, ma nulla da fare.
Poi trovo assurdo che un'agenzia mi abbia contestato una traduzione, presentandomi correzioni che non stanno né in cielo né in terra, per poi rispondermi:"riteniamo lei possa essere un buon traduttore, ma in questo caso la traduzione non era valida", giusto per non pagare il lavoro svolto, avendo il coltello dalla parte del manico comunque a priori.
C'è stato chi addirittura, tra le varie clausole di risarcimento danni, mi chiedeva l'esclusiva per tre anni.
A parte queste parentesi, qualcuno ha esperienza di agenzie che NON propongono clausole vessatorie?


[Modificato alle 2017-11-16 06:06 GMT]


 

Luca Tutino  Identity Verified
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Contrordine: per ora sembra continuare a non esistere Dec 16, 2017

Vorrei farvi sapere che con non poca fatica sono riuscito a trovare e a contattare un rappresentante dell'assicurazione che ha stipulato la supposta convenzione con AITI e gli ho chiesto se era possibile ricevere un preventivo pur non essendo membro di AITI.

Gentilissimo, sicuro di sì, il rappresentante si è informato con la direzione e dopo parecchi giorni mi ha inviato un modulo con numerose dettagliate domande su informazioni sensibili e riservate. Ottenuta una generica assicurazione di riservatezza ho risposto per quanto possibile e poi ho aspettato... finora per circa di 2 mesi, senza ricevere nessuna risposta.

Ho anche notato che l'ATA ha una simile convenzione per l'assicurazione rcp dei suoi membri (solo se americani). Però a quanto pare non funziona come si potrebbe pensare e chi ci è passato (nel 2010) ritiene che ci siano buoni motivi per considerarla più che altro un buon modo di buttare via soldi. Vi rimando a questo link per maggiori informazioni.

Nessuno di voi sa di qualcuno che abbia sottoscritto una simile assicurazione in Italia? Io non ho trovato ancora nessuno. Eppure chi l'avesse dovrebbe pubblicizzarla nel suo profilo come un vantaggio per il cliente, non vi pare?

Boh...


 

Luca Tutino  Identity Verified
Italy
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Com'è andata? Dec 16, 2017

Matteo S. wrote:
A parte queste parentesi, qualcuno ha esperienza di agenzie che NON propongono clausole vessatorie?


Sì, ci sono agenzie che non chiedono proprio di firmare contratti, agenzie che inviano solo ragionevoli NDA, altre che prevedono condizioni che mi sembrano equilibrate, altre ancora con cui si possono negoziare dei cambiamenti. E poi ci sono quelle che si ostinano a cercare di rifilare ostinatamente clausole vessatorie... e misteriosamente sopravvivono.


ho richiesto 2 preventivi a 2 agenzie di assicurazioni ma valuterò anche questa alternativa.


E poi...? A distanza di oltre un mese ci sono assicurazioni che ti hanno effettivamente mandato un preventivo? Sei riuscito a trovare una soluzione ragionevole?


 

Daniel Frisano
Monaco
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Ma a qualcuno è mai successo? Dec 17, 2017

Che un'agenzia vi abbia chiesto un risarcimento per danni, voglio dire. O sapere per certo che sia successo a qualche collega.

[Edited at 2017-12-17 01:57 GMT]


 

Matteo S.  Identity Verified
Italy
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TOPIC STARTER
nessuna assicurazione ancora Dec 19, 2017

Ciao Luca, ho chiesto 2 preventivi, una è un'assicurazione Irlandese di cui mi fido poco, una è italiana e deve farmi ancora avere il contratto, opterò per una copertura minima e poi eventualmente cercherò di trattare con le agenzie di traduzione.
La spesa comunque non sarà di poco conto, ma ho la fortuna che l'assicuratore che mi ha fatto la proposta è un amico di mio fratello e sento di poter riporre un po' di fiducia in questa persona. In Italia è comunque difficile trovare contratti di assicurazione per traduttori, l'agenzia ha dovuto fare delle ricerche per potermi pare una proposta.


 


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