Differenza tra ditta individuale e lavoro autonomo
Thread poster: Amy Villafranca

Amy Villafranca  Identity Verified
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Jan 25

Lavorando dopo qualche anno sotto il profilo lavoro occasionale, ho finalmente deciso di aprire la partita iva. Mi sono documentata un pò sull'argomento e mi pare che la scelta migliore è iscrivermi come lavoratrice autonoma, cioè libera professionista, sotto il regime forfettario.

Il commercialista mi ha fatto la iscrizione e quando mi ha consegnato le documentazioni, noto che nel tipo soggetto, sono iscritta come "ditta individuale" ma sempre con regime forfettario.

La mia domanda è, ma non è una cosa diversa? Leggendo un pò su internet, mi pare di aver capito che una ditta individuale è tenuta anche a iscriversi al Registro delle Imprese e REA, cose che non sono richieste se si apre la P.IVA come un lavoratore autonomo.

Qualcuno può darmi chiarimenti su questo argomento? E se sono due cose diverse, di che cosa esattamente consiste un soggetto ditta individuale in termini di obblighi fiscali e previdenziali?

Si può richiedere la variazione del tipo soggetto fiscale anche se la p.iva è stata appena attribuita?

Grazie in anticipo per le vs. risposte.


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Miranda Drew  Identity Verified
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sono la stessa cosa penso Jan 26

Io ho la partita iva da 10 anni. Sono registrata come "ditta individuale" ma non ho mai dovuto iscrivermi alla camera di commercio.

Ovviamente, non sono una commercialista, ed è sempre meglio avere la conferma da tua commercialista.


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Dragomir Kovacevic  Identity Verified
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non sei libero professionista e non sei tenuta ad iscriverti alla CCIAA Jan 26

Di solito il termine "libero professionista" si applica alle professioni regolarizzate, mi viene a dire, "albizzate", di cui i lavoratori sono iscritti negli albi, cioè ben definite e protette con codice lavorativo, professionale e previdenziale, come lo sono, per esempio, i notai, gli avvocati, dentisti, ecc. Non nuoce abusare di questa definizione, in Italia ci sono tanti dottur!

L'iscrizione alla Camera di Commercio è necessaria se uno vorrebbe esercitare l'attività come impresa, sebbene "individuale", nel senso di voler eventualmente impiegare ulteriori lavoratori nella ditta individuale e nel senso di volersi, e doversi iscrivere nelle Casse previdenziali previste per le imprese (nel tuo caso del settore di attività, potresti pensare alla Cassa di Artigiani e Commercianti). Nel caso di iscrizione alla CCIAA e nella Cassa previdenziale di questo tipo, uno comincia a versare le rate all'INPS, nel senso che queste sono obbligatorie, e non come quando uno è iscritto nella Gestione separata, dove versa solo quando ha lavorato-fatturato-guadagnato.

Inoltre, se uno vuole iscriversi negli appositi albi interni, ovvero sezioni per i periti (traduttori e interpreti per esempio), si deve presentare, chiedere iscrizione, versare un centinaio di euro annui oltre alla solita quota camerale, e passare un esamino molto probabilmente. Ma, è utile iscriversi in questi albi interni delle Camere di Commercio, perché potrai accedere a tutti i tribunali in Italia, come traduttore - perito, senza che tu debba iscriversi a ciascun Tribunale. D'accordo, da pochi mesi fa, comincia benissimo funzionare l'iscrizione di un traduttore in una delle due associazioni professionali, che comincia ad aprirci le porte a tutti i tribunali o quasi

Nei termini fiscali, ti rimane soltanto il conteggio annuale IRPEF tramite la dichiarazione dei redditi. Sopra ti ho spiegato per i versamenti all'INPS. Non avrai alcun ulteriore tipo di costo da giustificare, perché i costi sono accaparrati nello sconto di 22% sul reddito lordo che è anche imponibile. Non gestisci IVA, solo se ti capita di comprare qualcosa dall'estero, con IVA e come ditta individuale, ed in tal caso tu o il tuo commercialista dovete versare IVA in Italia. Meglio evitare queste operazioni per duplice motivo: sono costose per te, se te li fa il commercialista, e se vorrai farli tu, sono spinose e fonte del prurito mentale.

Il fattore di tua complicanza professionale corrisponde alle spese e servizi non di un commercialista che ti chiede 800 e più euri annui, ma corrisponde ai servizi dei centri CAF, di incirca 250 euro.

In verità, partita IVA quasi diventa superflua quando uno non maneggia IVA nel senso della domanda ontologica per quale motivo alcun singolo lavoratore o traduttore, tutti autonomi, debbano girare IVA su e giù, ma il tuo regime forfettario aiuta che questo numero IVA diventi soltanto una registrazione formale, il che è uno delle sue funzioni, ma bisogna averla per motivi della storia del lavoro, ecc.

[Edited at 2018-01-26 11:00 GMT]


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Elisabetta De Vecchis  Identity Verified
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Ditta individuale Jan 26

Ciao,
anche io sono registrata come ditta individuale, da ormai 9 anni. Non ci sono grosse differenze, quelle principali sono a livello previdenziale: i liberi professionisti sono iscritti alla gestione separata INPS (che racchiude i lavoratori senza cassa), le ditte individuali alla Cassa commercianti.
Poi possono cambiare forse un paio di cose a livello di fatture, ritenute e diciture (ora non ricordo esattamente cosa).
A suo tempo però il commercialista mi aveva illustrato le due possibilità con vantaggi e svantaggi e avevamo deciso insieme.
Ti consiglio di riparlarne con lui (facendo presente che la maggior parte dei tuoi colleghi è libera professionista) e di farti illustrare le caratteristiche delle due gestioni.

Elisabetta


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Amy Villafranca  Identity Verified
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Grazie! Jan 26

Grazie per le vostre risposte! Aspetto ancora che mi richiami il commercialista, ma la sua assistente mi ha confermato che anche se è iscritto ditta individuale nel certificato di attribuzione p.iva, sono considerata comunque come lavoratrice autonoma ed il codice ATECO che fa la distinzione tra ditta individuale come artigianato, ecc. e "ditta individuale" come lavoro autonomo.

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