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5,8 euro a cartella al lordo della r.a.
Thread poster: Paola Grassi

Paola Grassi
Local time: 13:47
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May 19, 2005

Mi stavo chiedendo come un’agenzia possa retribuire un lavoro (postato su proz) solo 5.8 euro a cartella al lordo della r.a. e, al contempo, pubblicizzarsi con lo slogan:

’rapidità, flessibilità, competenza, grande affidabilità al servizio delle aziende’.

Esistono traduttori che riescono a produrre un servizio competente e di qualità a quel prezzo?


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dieter haake  Identity Verified
Austria
Local time: 13:47
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guarda qui ... May 19, 2005

job offers a prezzi errati
http://www.proz.com/topic/32154

didi


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Giovanni Guarnieri MITI, MIL  Identity Verified
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Local time: 12:47
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sì... May 19, 2005

se mamma e papà ti pagano tutte le spese o hai un coniuge milionario...

Giovanni


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Paola Grassi
Local time: 13:47
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TOPIC STARTER
quello che più mi sconvolge May 19, 2005

la cosa che mi sconvolge di più è quello che l'agenzia 'promette' ai suoi clienti.

come può vantarsi di offrire competenza e qualità?


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Jennifer Baker  Identity Verified
United States
Local time: 05:47
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Siamo tutti nella stessa barca... May 19, 2005

Check this out...
http://www.proz.com/job/78241

Jennifer


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Delphine Brunel  Identity Verified
Italy
Local time: 13:47
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purtroppo... May 19, 2005

... se ci sono ancora proposte di questo genere, io credo che è solo perchè ci sono ancora persone che si fanno chiamare "traduttori" che accettano queste tariffe, non credete ?

A me non dispiacerebbe se Proz decidesse si imporre un minimo a cartella, una base da rispettare prima di inserire un'offerta di lavoro.
Sarebbe anche una garanzia, sia per il traduttore, sia per l'agenzia, che dimostrerebbe un minimo di serietà e di rispetto, no ?

Solo un'idea, già discussa parecchie volte sul sito, ma senza esito positivo...

Delphine
Pouty


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gianfranco  Identity Verified
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Un concetto di base del lavoro professionale May 19, 2005

Sul problema delle tariffe, sono giunto da tempo ad una mia filosofica conclusione personale, che e' la seguente: in un libero mercato, dove nessuno è "obbligato" ad accettare un lavoro mal pagato, chi accetta tariffe basse vale quelle tariffe.

In forma di enunciato: Un traduttore che traduce per mestiere vale quello che viene pagato.

Insomma, se si pattuisce 100 si vale 100, se si pattuisce 1000 e si viene pagati 1000 significa che si vale 1000. Di conseguenza, chi accetta un lavoro pagato 10, vale 10.


Attenzione, che nel mondo reale, non solo nelle traduzioni, succedono cose strane. Ci sono traduttori, talvolta anche linguisticamente capaci, che avrebbero le doti per lavorare a tariffe di buon livello ma, non avendo capito a fondo il concetto di lavoro professionale accettano le tariffe ultra-basse che conosciamo.
Bene, queste persone, saranno anche linguisticamente capaci, ma come "professionisti" (concetto più ampio che include anche il saper far di conto e vendere il proprio servizio per quello che vale), bene, dicevo, come professionisti queste persone hanno un basso valore.

Non confondiamo le doti linguistiche con l'essere professionali, in senso lato. Sia chiaro che non voglio suonare offensivo verso nessuno, ma l'affidabilità, gli aggiornamenti tecnici, gli strumenti di lavoro, il tempo per riprendere fiato e fornire all'occasione successiva ancora un buon servizio, ecc. tutto questo costa ed è incluso nella tariffa di OGNI lavoro effettuato.
L'economia di sussistenza, il lavoro effettuato sotto-costo, ogni altro accidente tariffario, sono tutte situazioni estranee al lavoro di un professionista.

L'unica eccezione possibile sono forse i lavori gratuiti, effettuati pro-bono per una causa meritevole, 100% gratis, per beneficienza. Ma questo non ha niente a che vedere col lavoro.


Il concetto equivalente vale per l'organizzazione che richiede il lavoro, che sia un cliente diretto, un'agenzia, un intermediario, un sub-appaltatore o un collega che chiede collaborazione. Se un lavoro viene proposta a tariffe molto basse significa che il committente, o intermediario, vuole che venga eseguito ad un livello di qualità molto basso.

Il concetto di professionista include (ma non solo) quanto segue "il professionista è colui che sa quanto vale il suo lavoro", altrimenti non è un professionista, per definizione.

Per tutto quanto detto, trovo abbastanza inutile lanciare i soliti lamenti, scandalizzarmi, chiedere restrizioni o imposizioni sulle tariffe offerte da parte di ProZ.com, o altri siti, o anche chiedere l'istituzione di tariffari ufficiali.
Tutto ciö ha poco senso. Ognuno lavora e si posiziona sul mercato per quello che vale. Se non ha ancora capito, non vale ancora molto.


Gianfranco



[Edited at 2005-05-19 14:24]


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Christine C.
Italy
Local time: 13:47
Member (2004)
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D'accordo con Delphine May 19, 2005

E' la prima volta che vedo un'agenzia europea proporre una tariffa a cartella così indecente. Questa gente non merita di portare il nome di agenzia di traduzione. Sono peggiori dei mercanti di tapetti. Penseranno di trovarsi in India o in un paese del genere, dove la vita e la manodopera costano molto meno che in Europa. Ma sembra che certe "agenzie" americane facciano lo stesso: ho visto di recente una proposta di collaborazione con delle tariffe di: 0,05 fino a 0,07 US$ a parola (il massimo consentito): il massimo corrisponde a 0,055 € a parola. Questi commercianti fanno di tutto per distruggere la professione. Ero e sarei tentata di scrivere allo staff di Proz, però come dice Delphine, sembra che questi discorsi non facciano reagire molto i fondatori del sito. Sono d'accordo con Delphine: io dico che bisognerebbe imporre una tariffa minima a parola, riga o cartella (quest'ultima essendo un'invenzione italiana che nessuno adopera al di fuori delle agenzie italiane).
Per me, è la stessa cosa che l'invasione della roba cinese (mi riferisco al settore tessile) sul mercato europeo, che ha per conseguenza diretta di ammazzare le poche fabbriche tessili europee che sono rimaste. Queste sono in vero pericolo e ora Bruxelle pensa di "sveglarsi", ma sarà forse troppo tardi, anche perché questa decisione va approvata da un organo superiore alla Commissione di Bruxelle.
Ora, queste ditte, e non agenzie, approfitano dei traduttori esordienti o poco esperti (perché quale traduttore con dell'esperienza accetterebbe un lavoro pagato così poco? Dovrebbe essere pagato almeno il doppio!), ma domanì saranno responsabili della distruzione della professione. E siamo lì ad assistere impotenti a questo spettacolo.

Christine


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Valentina_D  Identity Verified
Local time: 13:47
Member
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credevo.. May 19, 2005

che sotto a 8-9 euro a cartella al lordo della R.A non avessero il coraggio di spingersi....evidentemente non sono al passo con i tempi

Tornando al caso specifico, credo che quello che scrive questa agenzia sia uno slogan (neanche troppo originale)e niente più.
Non credo si possa garantire qualità pagando tariffe del genere.
Le agenzie che reclutano traduttori non qualificati, infatti, prima o poi secondo me si trovano a fare i conti con le loro scelte. Di recente, mi ha contattato un'agenzia italiana (con entusiastiche referenze su proz, tra l'altro)per propormi una collaborazione regolare per grossi volumi mensili...a 0,04 euro al lordo della ritenuta. Già questa offerta a mio parere è inaccettabile, infatti ho rifiutato(certo, rispetto alla chicca di Paola, neanche troppo)....Beh, il loro responsabile, al telefono, oltre a dirmi che questa era la loro migliore offerta, al di sopra della quale non potevano salire perchè "c'è sempre qualche agenzia pronta ad offrire di meno" (quindi, se già la concorrenza fra agenzie si basa solo e unicamente sul prezzo già partiamo bene...), mi ha anche raccontato che stavano lanciando questa campagna di reclutamento proprio perchè non riescono a trovare collaboratori qualificati ed affidabili....(!!!). Quindi, mi pare che raccolgano quello che seminano...

Io sono d'accordo con la proposta di Delphine e ...tifo per l'Albo





[Edited at 2005-05-19 14:30]


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Delphine Brunel  Identity Verified
Italy
Local time: 13:47
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Per rispondere a Gianfranco... May 19, 2005

... non voglio fare polemiche, né lamentarmi... non servirebbe a niente... così come non serve a niente discuttere di questo problema di tariffe da schiavi...

Però, non posso fare a meno di dire la mia, in quanto traduttrice vera, che fa fatica, come gli altri, ma che si rifiuta di lavorare a prezzi così bassi in quanto non rientrerei nelle spese, perderei tempo, e perderei dignità anche.

Dici questo : "Il concetto di professionista include (ma non solo) quanto segue "il professionista è colui che sa quanto vale il suo lavoro", altrimenti non è un professionista, per definizione."
E sono al 100% ok con te.

Proz potrebbe, perchè no ?, imporre un minimo (non una forchetta di prezzi, solo un minimo). Dato che noi non dipendiamo di Bruxelles (cf. Christine), potremmo almeno cercare di salvare quello che si può, e pulire quello che vediamo sporco, no ?
E' come dire che c'è polvere, ma che non la togli perchè intanto domani ce ne sarà altra...

Ma non mi illudo e vedo sempre più "traduttori" che rispondono a questi annunci-schiavi... chiamiamoli così...
E non posso fare a meno che arrabbiarmi un pò...

Dei disonesti, ce ne sono in tutti i settori.

Ma come Christine, mi fa fortemente pensare al problema attualissimo del settore tessile.
Il 600% di aumento di esportazioni in un mese...

Cari colleghi, mi potete rispondere ciò che volete, che far polemiche non vi piace, ecc...
Ma quando, fra 5-10 anni, non capirete perchè l'agenzia che vi dava 15 a cartella non esiste più... ne riparleremo...


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 08:47
Member (2001)
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L'imposizione di tariffe minime non puo' funzionare May 19, 2005

Delphine,
alcuni commenti sul tuo intervento.



Delphine Brunel wrote:
... non voglio fare polemiche, né lamentarmi... non servirebbe a niente... così come non serve a niente discuttere di questo problema di tariffe da schiavi...


Schiavi sono solo coloro che accettano di esserlo. Ripeto, a costo di essere noioso, nella prima frase sopra ho detto che nessuno è obbligato ad accettare. E' una libera scelta. Una proposta. Se vuoi, possiamo anche dire che ci tentano, ma non sono schiavisti, fanno i loro interessi. Se c'è qualcuno che non sa fare i suoi interessi, come fornitore di un servizio ricercato, sono affari suoi.


Delphine Brunel wrote:
...Però, non posso fare a meno di dire la mia, in quanto traduttrice vera, che fa fatica, come gli altri, ma che si rifiuta di lavorare a prezzi così bassi in quanto non rientrerei nelle spese, perderei tempo, e perderei dignità anche.


Bene. Hai fatto i tuoi conti e la una scelta.



Delphine Brunel wrote:
...Proz potrebbe, perchè no ?, imporre un minimo (non una forchetta di prezzi, solo un minimo). Dato che noi non dipendiamo di Bruxelles (cf. Christine), potremmo almeno cercare di salvare quello che si può, e pulire quello che vediamo sporco, no ?
E' come dire che c'è polvere, ma che non la togli perchè intanto domani ce ne sarà altra...


Ahime', credo che questa proposta sia stata avanzata e discussa decine di volte nei forum di ProZ.com. Ci sono dei problemi.
Il primo problema principale è che non si può imporre un limite alle tariffe, per motivi legali.

Nota che ProZ.com, per aggirare i problemi, ha effettuato una scelta più sottile, ovvero viene data a tutti i membri la possibilità di dichiarare un proprio livello minimo "personale", e non vengono inviate le email quando viene proposto un lavoro a tariffe inferiori al proprio minimo.

La tua tariffa minima potrebbe non andare bene ad altri, e la mia ad altri ancora, quindi ciascuno è libero di impostare il proprio range di tariffe. Questo è consentito dalla legge, ed inoltre ha il vantaggio di non imporre a nessuno scelte o livelli tariffari "arbitrari".

Nota che come moderatore della Jobs Area ho avuto notizia di lavori, acquisiti tramite inserzione nel sito, dove i traduttori hanno risposto alle offerte dichiarando il minimo, perche' imposto dal campo di input, ma hanno poi smentito tale minimo nel corpo dell'offerta, ovvero hanno dichiarato di accettare molto di meno, a prescindere dalla cifra minima imposta. Capisci?!? Come puoi bloccare la volontà da entrambe le parti di aggirare un limite artificiale?
Ogni tentativo, anche sottile, di diffondere tariffe piu' decenti, è stato aggirato, e con piu' entusiasmo e furbizia proprio dalle persone danneggiate direttamente!!!

In questa situazione, come si puo' pensare che un limite minimo imposto artificialmente possa funzionare? E infatti, non funzionerebbe mai. Ne' imposto da un sito come ProZ.com, ne' da una associazione, ne' da un ordine, ne' dalla legge. Semplicemente, queste cose non sono regolabili artificialmente.


Un esempio parallelo e di efficacia lampante. In Italia, anni fa, esisteva una legge che stabiliva le tariffe degli affitti per abitazione (il cosidetto Equo canone). Per ogni casa esistevano tabelle per gli affitti, a seconda della superficie, della zona e delle finiture. Nota: non erano tariffe consigliate o facoltative, era obbligatorio per legge!! con tanto di sanzioni, eh!
Benissimo, il risultato è stata la scomparsa del mercato degli affitti legali, e tutti affittavano e prendevano in affitto case al mercato nero, ovvero dichiarando in un contratto l'importo dell'equo canone, ma pagando il resto a mano, in contanti, con relativa evasione fiscale (reato penale) da parte del padrone di casa!!
Di fatto, la realtà era che o accettavi questo sistema illegale o non trovavi casa in affitto. E stiamo parlando di un bene primario, e di un diritto di base, come quello di garantire una casa a tutti, di dare un tetto alle famiglie, di non lasciare i bambini per strada.

Ora, come possiamo pensare di regolare un mercato che, sarà anche importante ma certo non è un bene primario essenziale, come quello delle traduzioni? stabilendo tariffe minime in un sito come ProZ, uno dei tanti siti dove si trovano annunci di lavori? oppure con tariffari minimi nazionali, stabiliti da un comitato ministeriale o dalla burocrazia? Ho seri dubbi...


Gianfranco




[Edited at 2005-05-19 16:24]


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giogi
Local time: 12:47
E non soltanto il suo... May 19, 2005

Gianfranco Manca wrote:

Il concetto di professionista include (ma non solo) quanto segue "il professionista è colui che sa quanto vale il suo lavoro", altrimenti non è un professionista, per definizione.

.


Gianfranco



[Edited at 2005-05-19 14:24]

ma anche quello degli altri...e che quindi sa come porsi sul mercato.
Il professionista "per definizione" non credo prenda nemmeno in considerazione offerte come queste...!
Mi pare che Gianfranco abbia detto tutto.
Giovanna
Dimenticavo di aggiungere che uno dei pochissimi clienti che ho acquisito attraverso il sito, mi aveva proposto, due anni fa, 0.05$ a parola...Ho risposto pechè il lavoro mi interessava, ma ho fatto presente la mia tariffa reale. Dopo un breve test, non solo mi hanno affidato il lavoro alla mia tariffa, ma collaboriamo tutt'ora su base regolare.

[Edited at 2005-05-19 16:13]


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Monique Laville  Identity Verified
Italy
Local time: 13:47
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+ ...
In effetti May 19, 2005

penso anch'io che Gianfranco abbia detto tutto ... o quasi.

Forse avrete notato che certi traduttori che hanno accettato di lavorare a tariffe da fame fanno poi una serie impressionante di domande Kudoz, le quali testimoniano delle difficoltà che affrontano. C'è poi l'agenzia che avendo ricevuto una traduzione poco soddisfacente si rivolge ad un revisore pure esso evidentemente in difficoltà! Non credo quindi che le agenzie facciano una bella figura con il cliente e in fin dei conti rientrino nelle spese. Ledono loro stesse la propria immagine senza che sia necessaria l'imposizione di tariffe minime.

Su un punto non sono interamente d'accordo con Gianfranco. Non sempre proporsi ad agenzie per traduzioni a costo inferiore a quello praticato da professionisti competenti significa che il traduttore che si propone per forza non è l'altezza. Per di più, credo che si scelga di lavorare per un'agenzia proprio perché si è consapevoli di non essere abbastanza preparati da offrire i propri servizi ad eventuali clienti diretti. L'agenzia non dovrebbe essere in grado di rileggere il lavoro ricevuto e segnalare al traduttore gli eventuali errori trovati nelle traduzioni?

Come Giovanna, mi è capitato qualche volta di rispondere a certe offerte a tariffe basse perché l'argomento m'interessava particolarmente o rientrava nelle mie poche competenze. Tuttavia, l'ho fatto indicando la mia tariffa. Non ho mai avuto alcuna risposta, ma forse non c'entra con la tariffa.

Gianfranco scrive: "Insomma, se si pattuisce 100 si vale 100, se si pattuisce 1000 e si viene pagati 1000 significa che si vale 1000. Di conseguenza, chi accetta un lavoro pagato 10, vale 10.": beh questo sarebbe da dimostrare! La mia esperienza di lavoro in grandi società mi fa invece pensare che spesso non si è pagati per quanto si vale ma per come ci si è saputo mettere in evidenza. Non mancano manuali a proposito o specialisti che studiano a tavolo il modo di rendere un curriculum o un colloquio di lavoro attraente ed efficace. Molte persone competenti non hanno autostima ed altre che lo sono poco si sopravalutano (un esempio a caso, certi capi di stato).

Insomma, il problema è questo. La legge dell'offerta e della domanda caratteristica delle società capitaliste c’impone di chiederci: c'è lavoro a sufficienza per permettersi di mantenere tariffe di un certo livello oppure l'offerta di lavoro scarseggia mettendo pertanto i traduttori di fronte ad una situazione che li costringe a considerare di lavorare ad una tariffa inferiore?

Non credo che la costituzione di un albo sia per il cliente una garanzia di qualità. Gli architetti hanno un albo eppure quanti obbrobri si vedono in giro! A mio parere, un albo ha per unico scopo di proteggere la professione, non garantisce ai clienti la fornitura di un lavoro di qualità.

Sarebbe forse opportuno impedire d’immettere sul mercato europeo prodotti d’importazione qualora le traduzioni di manuali o istruzioni che accompagnano tali prodotti non fossero corrette. Basterebbe creare una commissione a livello europeo che controlli l'intelligibilità dei manuali per automaticamente limitare o rallentare l’importazione di prodotti accompagnati da papiri incomprensibili. Una tale misura produrrebbe due effetti:
- assunzione di numerosi traduttori correttori,
- costringere i produttori ad adeguarsi a certi criteri di qualità potrebbe avere come risultato la limitazione degli effetti negativi della concorrenza.

Un'altra soluzione potrebbe essere quella di informare il pubblico sulla professione di traduttore utilizzando mezzi di grande diffusione quali settimanali o mezzi pubblicitari. Ho notato che molte persone, pure educate, non hanno idea di cosa sia un lavoro di traduzione e sono convinte che un traduttore possa tradurre qualsiasi tipo di documento. Si tratterebbe di elaborare un testo che definisca le caratteristiche principali della professione di traduttore. Forse taluni clienti ci penserebbero due volte prima di confidare un lavoro ad un traduttore che pretende di tradurre egregiamente verso due o tre lingue.

Buona notte a tutti.


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 08:47
Member (2001)
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+ ...
Equilibrio tra domanda e offerta May 19, 2005

Vedo che ci sono alcuni consensi sul mio teorema, ma ovviamente deve essere considerato solo come il mio approccio personale, non come una spiegazione globale. Diciamo che mi sono espresso in modo semplicistico, per motivi di spazio e di tempo, ma il concetto di base è fondato sulla realtà pratica del lavoro autonomo.

Sicuramente noi stessi, i nostri clienti, i lavori proposti, e l'intero mercato, abbiamo tutti tanti aspetti, molte sfaccettature, per cui non si può definire il tutto con una sola cifra. Quello che conta, è che a lungo termine (ma senza poi esagerare con i tempi lunghi, eh?) in media, il concetto sia valido. Il mercato e gli eventi tendono in quella direzione.
Chi non si fa pagare per quello che vale, chi si fa sfruttare, in fondo, non ha capito quello che vale il suo lavoro. All'atto pratico, il nostro valore è quello che sappiamo e che ci sappiamo far pagare.


Sia chiaro poi che non esistono cifre assolute. Esiste anche una fascia di mercato a basso valore, i lavori banali, i lavori che vengono fatti con un budget all'osso, che richiedono pur qualcuno che li faccia. Questi sono lavori che rendono poco, ma vanno anche benissimo per i principianti, chi è alle prime armi, c'è anche qui una domanda e un'offerta. Non c'è dubbio. Per inciso, questo è un altro motivo reale per non avere tariffe minime o imposte burocraticamente. Esistono lavori di quel tipo.
L'importante è che il servizio richiesto sia adeguato alle competenze offerte e soprattutto alla tariffa pattuita. Se esiste questo equilibrio, l'affare è equo. Benissimo!
Soprattutto, deve essere chiaro alle due parti che si tratta di un lavoro a basso valore, che viene pagato poco. Patti chiari, e nessuno viene imbrogliato o sfruttato.

Quello che non mi sta bene sono le richieste irragionevoli, quando esiste una situazione in cui un lavoro richiede grosse conoscenze, o notevole esperienza, attrezzature e software adeguati, vengono giustamente richieste referenze, magari viene effettuato un severo test di selezione, e poi... viene offerta una tariffa bassissima!

In quei casi sbaglia chi fa la proposta, certo, con l'attenuante che lo fa per interesse diretto, ma sbaglia ancora di più chi la accetta.

Se per caso dovessi essere io la persona che riceve un tale tipo di offerta, come è accaduto, con garbo ma con decisione, semplicemente la declino, senza scandalizzarmi, senza mandare email infuocate alla controparte, senza scriverlo in nessun forum o mailing list. Rifiuto anche con una scusa, sempre con i 'please' e i 'thank you' al posto giusto, che domani quel cliente potrebbero tornare con un lavoro interessante.

Per questa volta, a questo prezzo, non se ne fa niente. Spiacente. Fine della storia e tanti saluti.


Gianfranco



[Edited at 2005-05-19 23:35]


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Federica D'Alessio
Italy
Local time: 13:47
Member (2005)
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+ ...
FT per Gianfranco: un esempio che non condivido May 20, 2005

Gianfranco Manca wrote:

Un esempio parallelo e di efficacia lampante. In Italia, anni fa, esisteva una legge che stabiliva le tariffe degli affitti per abitazione (il cosidetto Equo canone). Per ogni casa esistevano tabelle per gli affitti, a seconda della superficie, della zona e delle finiture. Nota: non erano tariffe consigliate o facoltative, era obbligatorio per legge!! con tanto di sanzioni, eh!
Benissimo, il risultato è stata la scomparsa del mercato degli affitti legali, e tutti affittavano e prendevano in affitto case al mercato nero, ovvero dichiarando in un contratto l'importo dell'equo canone, ma pagando il resto a mano, in contanti, con relativa evasione fiscale (reato penale) da parte del padrone di casa!!
Di fatto, la realtà era che o accettavi questo sistema illegale o non trovavi casa in affitto. E stiamo parlando di un bene primario, e di un diritto di base, come quello di garantire una casa a tutti, di dare un tetto alle famiglie, di non lasciare i bambini per strada.



[Edited at 2005-05-19 16:24]


Caro Gianfranco,

normalmente condivido le tue opinioni, mi scuserai se questa volta mi permetto di essere in disaccordo con te su questo esempio che hai usato. E conseguentemente andare anche un po' FT, ma cercherò di riportarmi sui binari.

IMHO, l'abolizione della legge sull'equo canone è stata un grandissimo regalo agli speculatori immobiliari e niente di più. Tutto quello che prima ti facevano pagare in nero, ora te lo fanno pagare al quintuplo (è così) di prima ed in più con il consenso della legge. Almeno un tempo sapevi che se il tuo padrone provava a fare il furbo, la legge era dalla tua parte. Potevi rivolgerti a un avvocato e far valere i tuoi diritti. Ora la legge è dalla sua parte!

Risultato: gli affitti delle case sono schizzati in alto senza alcun controllo, dopo l'avvento dell'Euro poi sono semplicemente triplicati (superando dunque anche il generale raddoppiamento dei prezzi), e ti dirò di più: non sono un'economista ma forse proprio per questo, metterei la mano sul fuoco nello scommettere che è proprio la casa la prima ragione di impoverimento della società italiana di oggi.

Gli affitti in nero non sono affatto spariti (pensa quanti affitti in nero a prezzi vertiginosi a immigrati clandestini, costretti ad ammassarsi in venti per pagare), a Roma ci sono proprietari di intere vie tutte affittate in nero (il mio proprietario), o con contratti non registrati in Comune (quindi finti), che il ricatto lo fanno tuttora, perché nel frattempo la gente continua a essere disperata. Anch'io sono in affitto in nero: non perché lo voglia ma perché non ho trovato altro, e pensa che ora pago per l'affitto un terzo del mio guadagno mensile, con un contratto d'affitto pagherei la metà. Intendo dire solo per l'affitto, tolte tutte le spese.

Ti faccio un esempio dei prezzi. Stanza singola per studenti o lavoratori in appartamento condiviso, a Roma: fra le 450 e le 700 € mensili più le spese. Non esagero! E' davvero così, e non a Piazza Navona. Sulla Tiburtina!

Secondo me i beni primari, proprio perchè tali, andrebbero sottratti al mercato. Perché il mercato implica le speculazioni, sempre e comunque, non esiste mercato senza i suoi speculatori. Dunque se posso essere d'accordo sul fatto che non si può tutelare un prezzo su una traduzione, non posso affatto esserlo per ciò che riguarda elementi della sopravvivenza: la casa, ma anche l'acqua, o l'energia stessa.

Sul tema "mercato delle traduzioni", inserisco un'altra opinione qui sotto.

Just IMHO,

Federica


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