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GDPR: cosa comporta per noi traduttori?
Thread poster: Giulia Sandrin

Giulia Sandrin  Identity Verified
Slovenia
Local time: 10:48
Member (2005)
Slovenian to Italian
+ ...
May 15

Buongiorno a tutti,
stavo cercando di capire cosa comporterà praticamente l'introduzione del GDPR per noi traduttori freelance.
A parte inserire il relativo disclaimer nell'eventuale sito internet, avremo degli obblighi in merito ai dati trasmessici dal cliente ai fini della fatturazione e della traduzione?
Sento voci discordanti e vorrei capire cosa fare.
Qualcuno di voi ha notizie certe in merito?

Grazie!


 

Claudia Cherici  Identity Verified
Italy
Local time: 10:48
Member (2010)
English to Italian
+ ...
seguo... May 15

ecco ti seguo!

 

Tom in London
United Kingdom
Local time: 09:48
Member (2008)
Italian to English
Mah May 15

Giulia Sandrin wrote:

Buongiorno a tutti,
stavo cercando di capire cosa comporterà praticamente l'introduzione del GDPR per noi traduttori freelance.
A parte inserire il relativo disclaimer nell'eventuale sito internet, avremo degli obblighi in merito ai dati trasmessici dal cliente ai fini della fatturazione e della traduzione?
Sento voci discordanti e vorrei capire cosa fare.
Qualcuno di voi ha notizie certe in merito?

Grazie!


Mah - intanto leggi questo e tremi...

https://www.proz.com/forum/business_issues/325262-huge_privacy_breach_of_machine_translated_materials_at_translatecom.html


 

Giulia Sandrin  Identity Verified
Slovenia
Local time: 10:48
Member (2005)
Slovenian to Italian
+ ...
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grazie May 15



Interessante, grazie!


 

Traduzioni Asseverate
Italy
Local time: 10:48
Sulla GDPR che protegge il consumatore (cliente privato) May 15

Buongiorno Giulia,

qualsiasi professionista o azienda, pubblica o privata, che abbia a che fare con clienti PRIVATI è tenuto a tenere un registro specifico per la GDPR, redigendo un documento specifico da tenere in caso di controlli, e un registro dei propri clienti con il loro consenso al trattamento dei dati (magari per ogni ordine di traduzione). Dovrai inoltre comunicare ai clienti, con un informativa da farti restituire firmata:

1) A chi possono essere comunicati i dati (ad esempio: Tribunali, Giudice di Pace, Prefettura, Uffici postali, Studio del commercialista, banche, altri traduttori, informatici o consulenti hardware, software, ecc.)

2) Se hai sistemi di sicurezza email o sul server (ad esempio, certificati di sicurezza, mail criptate, firewall, ecc.).

3) Dovrai comunicare se il tuo computer e i tuoi altri sistemi elettronici sono protetti da password, ad uso esclusivamente professionale, e chi potrebbe eventualmente accedere ai dati, anche incidentalmente.

2) Se collabori, anche occasionalmente con altri colleghi (ad esempio, traduttori o revisori o impaginatori, ecc.), devi comunicare ai clienti se i tuoi fornitori hanno sottoscritto con te o meno un accordo di assoluta riservatezza e in quali termini. Quindi i tuoi fornitori dovranno impegnarsi con te e comunicarti per filo e per segno (con un'informativa, per iscritto) come trattano i dati e a chi li comunicano. E di tutto tenere un registro.

3) Se utilizzi piattaforme elettroniche open source per la fatturazione (ad esempio, fattureincloud o altri) o software professionali online per le tue traduzioni, lo devi comunicare ai clienti e farti autorizzare (e inserire anche questo dato nel tuo documento interno GDPR).

4) Se utilizzi software di traduzione automatica, magari in combinazione con il tuo strumento CAT, lo devi comunicare (e possibilmente astenerti di farlo se l'azienda alla quale ti appoggi per questo servizio non ti presta le dovute garanzie al riguardo).

5) Se un cliente privato ti contatta per informazioni e poi ti conferma un incarico per un tuo servizio, dovrai dire al cliente per quanto tempo conserverai i suoi dati nei tuoi sistemi elettronici e/o cartacei. In Italia c'è l'obbligo di tenere i documenti fiscali (ad esempio, fatture) per un periodo di 10 anni.

6) Se un cliente privato ti contatta fornendoti anche solo nome, cognome e indirizzo email e al contatto non segue l'incarico, dovrai comunicare per quanto tempo manterrai i suoi dati nei tuoi sistemi, trascorso il quale dovrai cancellarli completamente.

7) Oltre ai dati, dovrai comunicare per quanto tempo manterrai le TRADUZIONI e i documenti originali dei clienti nel tuo computer.

8) Quanto ai dati eventualmente "profilati" (ad esempio su Facebook e altri Social o su Google Analitycs o la Search Console) ricorda che gli utenti hanno diritto all'oblio, così dice la normativa, e quindi devono acconsentire specificamente ad essere profilati.

9) Se hai un sito, non basta inserire la solita casellina preselezionata con l'autorizzazione. Per ogni cosa devi dare all'utente la possibilità di acconsentire o meno, o di acconsentire ad alcune cose sì e altre no.

Siccome qualsiasi utente che non sia sicuro di come gestisci i dati, o anche nel caso abbia dubbi su come tratti i dati, può fare una segnalazione al Garante, tieni presente che in caso di controllo e di non conformità alla GDPR le multe possono arrivare fino al 4% del fatturato.

Le agenzie di traduzioni con cui collaborate, se sono serie, dovranno - entro il 25 maggio p.v. - inviarvi un'informativa e un documento dove vi sarà chiesto come vengono da voi trattati (e per quanto tempo) i dati personali e i dati sensibili dei clienti delle agenzie stesse. Come sicuramente sapete, è considerato dato sensibile, ad esempio, anche solo un certificato del casellario da tradurre, un certificato medico, un atto giudiziale, un ricorso, una ricetta o qualsiasi documento che riporti notizie sul colore delle pelle, preferenze sessuali, ecc.

La GDPR non è una cosa da poco e non basta gestire i cookies del sito (che non riguardano direttamente la GDPR ma ne sono connessi) o inserire una semplice informativa privacy sul sito. È abbastanza più complesso e vi consiglio di confrontarvi con un legale specializzato (non con qualsiasi legale o con un legale improvvisato e opportunista, come molti che pullulano in questi giorni su Internet).

Quello che vi ho indicato qui sopra sono solo alcuni esempi, che ho riportato alla vostra attenzione solo per farvi riflettere, perché non è una cosa da guardare con superficialità.
Giulia, hai fatto bene a confrontarti.


 

Maria Giovanna Polito  Identity Verified
Italy
Local time: 10:48
Member (2009)
French to Italian
+ ...
Ok, ma... May 15

tutto molto chiaro, nella teoria, però in termini pratici, chi effettivamente lo sta facendo? Per quanto mi riguarda, a oggi, solo un'agenzia di quelle per cui collaboro mi ha inviato un documento da firmare, con queste specifiche, ma il resto? Poi, altro dubbio, dovrei rivolgermi a un legale per la redazione di questa informativa da sottoporre a eventuali clienti privati (fortunatamente collaboro più con agenzie che con privati)? E per il registro specifico vale quanto chiesto sopra (cioè da far redarre a un legale) o a cura mia, quindi come voglio? E in questo secondo caso cosa inserire in questo registro?

Attualmente, almeno nel nostro campo, vedo poco arrosto e molto fumo... ma forse solo perché in termini pratici ancora non si sa bene come muoversi...

Oggi ho anche chiesto al mio commercialista, e anche lui non sa ancora bene cosa e come comunicare, e anche per il consulente del lavoro di mio fratello, quindi immagino siamo tutti nella stessa barca.

Tra l'altro già si sono presentate molte ditte che offrono i loro servizi in merito, immagino a tariffe non proprio irrisorie. Qualcuno ne sa qualcosa? Ed eventualmente ha fatto già fare a queste ditte qualcosa?


 

Giulia Sandrin  Identity Verified
Slovenia
Local time: 10:48
Member (2005)
Slovenian to Italian
+ ...
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Quasi quasi... May 15

... cambio lavoro!

Tutto ciò mi sembra totalmente assurdo.
Mi fa passare la voglia di lavorare.
Anche perché, facendo due conti, perdo mezz'ora ogni volta che una persona mi contatta via mail per chiedermi un preventivo.


 

Cecilia Civetta  Identity Verified
Italy
Local time: 10:48
Member (2003)
Italian to Spanish
+ ...
.... May 15

Giulia Sandrin wrote:

... cambio lavoro!

Tutto ciò mi sembra totalmente assurdo.
Mi fa passare la voglia di lavorare.
Anche perché, facendo due conti, perdo mezz'ora ogni volta che una persona mi contatta via mail per chiedermi un preventivo.


Anche a me, a leggere, verrebbe voglia di cambiare, ma cosa vado a fare, dopo 26 anni, e con 49 di età?
Tutto questo mi sembra veramente assurdo. Ma veramente!!


 

Daniel Frisano
Switzerland
Local time: 10:48
Member (2008)
English to Italian
+ ...
Panico May 16

Finiremo per passare mezza giornata a mandare avanti e indietro mail legate alla ricezione e invio di messaggi a loro volta legati agli obblighi relativi alla ricezione e invio di informazioni riguardanti la trasmissione di dati contenenti dati di contatto usati per trasmettere mail legate alla ricezione e qui ricomincia dall'inizio.

Fioccheranno multe per il 2% del fatturato in caso di archivi non in regola, parecchie centinaia di euro all'anno fino a oltre un migliaio per i più bravi o duemila per i fenomeni (se esistono), che rischieranno di mandarci tutti in rovina.

Non potremo uscire di casa senza imbatterci nel Garante in persona che ci fisserà truce con aria di grave rimprovero per la nostra condotta sventata e deplorevole.

Ciliegina sulla "torta", l'impossibilità di comunicare effettivamente con i clienti, persi tra i meandri di misure impossibili da aggirare.

Sì sì cambiamo mestiere va'.

[Edited at 2018-05-16 03:54 GMT]


 

Giulia Sandrin  Identity Verified
Slovenia
Local time: 10:48
Member (2005)
Slovenian to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Ma solo per clienti privati? May 16

Traduzioni Asseverate wrote:

Buongiorno Giulia,

qualsiasi professionista o azienda, pubblica o privata, che abbia a che fare con clienti PRIVATI è tenuto a tenere un registro specifico per la GDPR, redigendo un documento specifico da tenere in caso di controlli, e un registro dei propri clienti con il loro consenso al trattamento dei dati (magari per ogni ordine di traduzione). Dovrai inoltre comunicare ai clienti, con un informativa da farti restituire firmata:




Ieri sera ci pensavo e mi sorge un dubbio: tutto quanto scritto nel messaggio di Traduzioni Asseverate vale SOLO per clienti privati? Cioè, se io collaboro con agenzie di traduzione o aziende non ho nessuno di questi obblighi?
Se traduco, per conto di un'agenzia di traduzioni, un documento personale di un privato, cosa devo fare?
Perché se così fosse, la soluzione per me è molto semplice: non lavorare più per clienti privati (che già ora sono molto pochi).


 

Giulia Sandrin  Identity Verified
Slovenia
Local time: 10:48
Member (2005)
Slovenian to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
:D May 16

Daniel Frisano wrote:


Non potremo uscire di casa senza imbatterci nel Garante in persona che ci fisserà truce con aria di grave rimprovero per la nostra condotta sventata e deplorevole.



[Edited at 2018-05-16 03:54 GMT]


Ecco, questo scenario me lo immaginavo anch'io!
Ma chi diamine è che ci controlla? Cioè, qual è l'autorità preposta che ci viene a bussare alla porta per farci tirar fuori i registri?


 

Maria Giovanna Polito  Identity Verified
Italy
Local time: 10:48
Member (2009)
French to Italian
+ ...


Posted via
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Solo privati May 16

Si, Giulia, su questo sono piuttosto sicura perché me l'ha specificato anche il commercialista ed è solo per i privati. Le agenzie per cui lavoriamo dovrebbero farci firmare quella dichiarazione famosa in cui affermiamo di attenerci agli obblighi di questo nuovo regolamento e almeno nell'unico caso che mi è capitato finora, per quanto tempo dopo il completamento della traduzione conserveremo il documento e come lo distruggeremo (questa cosa mi pare assurda). Tra le varie cose c'era anche specificato che non dovrò stampare il documento, mandarlo via mail a me stessa e cose così.

Il dubbio più che altro mi sorge per le aziende...

Per l'autorità competente non so che dirti. ieri leggevo il sito del garante della privacy, perché il mio commercialista mi diceva che a giorni dovrebbe fornire ulteriori informazioni.

Comunque c'è anche da dire che la legge sulla privacy è sempre esistita ma chi vi si è mai conformato alla perfezione? Solo un esempio su tutti: quante volte entrando in uffici tipo assicurazioni, avvocati, ma anche medici si trovano in bella vista sulle scrivanie documenti con dati sensibili? La legge già esistente lo vieta. I documenti cartacei devono essere conservati in armadietti dotati di chiave e il responsabile deve indicare chi ha accesso a tali chiavi. Questo oltre a tanti altri obblighi (qualcosina la so perché mio padre aveva una semplice ditta di falegnameria, quindi dati sensibili quasi zero, e cercò nel suo piccolo di conformarsi ma di certo non in tutto).

Quindi niente panico direi. aspettiamo future comunicazioni o sviluppi.


 

Giulia Sandrin  Identity Verified
Slovenia
Local time: 10:48
Member (2005)
Slovenian to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Infatti May 16

Maria Giovanna Polito wrote:



Comunque c'è anche da dire che la legge sulla privacy è sempre esistita ma chi vi si è mai conformato alla perfezione? Solo un esempio su tutti: quante volte entrando in uffici tipo assicurazioni, avvocati, ma anche medici si trovano in bella vista sulle scrivanie documenti con dati sensibili? La legge già esistente lo vieta.


E quanti di noi lavorano in casa, con figli, mariti, cani e gatti che circolano?
Dovremmo far firmare una dichiarazione anche a loro e mettere la porta blindata allo studioicon_smile.gif


 

Tom in London
United Kingdom
Local time: 09:48
Member (2008)
Italian to English
Avvocato May 16

Tempo addietro avrei detto che non bisogna uscire di casa se non accompagnati dall'avvocato ed il commercialista.

Adesso direi che l'avvocato e il commercialista bisogna invitarli a letto.


 

Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 10:48
Member (2004)
English to Italian
+ ...
Aziende May 16

Maria Giovanna Polito wrote:

Il dubbio più che altro mi sorge per le aziende...



Per le aziende a me è stato detto che dipende: se traduciamo siti web, dépliant, ecc. non è necessario, in quanto non ci sono dati sensibili. Ma se traduciamo un contratto con tanto di nomi e altri dati, allora la dichiarazione va fatta firmare.


 
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