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Lavorare come Freelance: realtà o chimera?
Thread poster: Cristina Manzotti

Cristina Manzotti  Identity Verified
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Oct 16, 2018

Buongiorno a tutti. Immagino che dell'argomento si sia già parlato abbondantemente, ma non sono riuscita a risalire a qualche post a tema. Vi scrivo perché sono piuttosto scoraggiata in questo periodo. Ho iniziato questa professione con entusiasmo e speranze, prima come volontaria traduttrice per i TED Talks, poi sono entrata in due, tre, 4 agenzie americane, sempre come traduttrice di sottotitoli. Nonostante questo, sono mesi che non lavoro. Sono segnata come freelancer in non so quante agenz... See more
Buongiorno a tutti. Immagino che dell'argomento si sia già parlato abbondantemente, ma non sono riuscita a risalire a qualche post a tema. Vi scrivo perché sono piuttosto scoraggiata in questo periodo. Ho iniziato questa professione con entusiasmo e speranze, prima come volontaria traduttrice per i TED Talks, poi sono entrata in due, tre, 4 agenzie americane, sempre come traduttrice di sottotitoli. Nonostante questo, sono mesi che non lavoro. Sono segnata come freelancer in non so quante agenzie, dopo aver compilato i soliti form, fatto test, aver ricevuto lavoro occasionale. Da un'agenzia in particolare alle volte ricevo lavoro per un mese filato, ma ora sono due mesi che non mi mandano nulla. Epppure ho consegnato il lavoro sempre con puntualità, anzi prima della scadenza molto spesso, ho ricevuto feedback molto positivi dall'editor, ho risposto sempre con la massima velocità ed educazione, ho seguito tutte le loro direttive. Risultati zero, meritocrazia nessuna. Allora mi chiedo, dove ho sbagliato? C'è qualcuno che davvero fa il freelancer? Non c'è la possibilità di lavorare stabilmente per qualcuno, perché così, nonstante tutta la passione e l'impegno, non è proprio possibile campare. Scusate lo sfogo, ma dopo anni di tentativi, non riuscire ad avere la benché minima stabilità, è davvero frustrante. Si accettano consigli e confronti. Grazie.Collapse


Mirko Mainardi
 

Mayumi Sasao  Identity Verified
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Specializzati, associati e aggiornati Oct 16, 2018

Cara Cristina
Sono laureata in lingua e litteratura francese in Giappone e lavoro come freelance dal 1993.
Ma devo dire che solo dal 2001 lavoro come professionista convinta. Nel 2001 sono entrata nell'AITI. Da quel momento, ho cominciato a osservare colleghi pur con combinazioni linguistiche diverse, partecipare a corsi su vari argomenti (a tutt'oggi sono grata a Giuseppe Nuzzolese, collega che organizzò un corso su Trados 2007, mi ha letteralmente aperto gli occhi sul settore man
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Cara Cristina
Sono laureata in lingua e litteratura francese in Giappone e lavoro come freelance dal 1993.
Ma devo dire che solo dal 2001 lavoro come professionista convinta. Nel 2001 sono entrata nell'AITI. Da quel momento, ho cominciato a osservare colleghi pur con combinazioni linguistiche diverse, partecipare a corsi su vari argomenti (a tutt'oggi sono grata a Giuseppe Nuzzolese, collega che organizzò un corso su Trados 2007, mi ha letteralmente aperto gli occhi sul settore manualistico che richiede l'utilizzo di un CAT tool), informarmi sui problemi fiscali e previdenziali.
Nonostante la mia laurea in letteratura, ho tradotto poco di letteratura. Attualmente il mio lavoro tocca vari settori tecnici che si sono consolidati man mano che studio, mi aggiorno. Ci sono settori che un tempo mi davano tanto lavoro ma che sono ormai diventati scarsi, tra cui turismo, cinema. E' paradossale, siamo nell'era di Netflix, di booking.com. Devo dire che una volta c'erano tanti editori che pubblicavano guide turistiche, RAI che trasmettevano film con sottotitoli. Ma ora editori non stampano più, e RAI non sembra far tradurre tante cose come prima. Alla fine le mie esperienze con l'editoria e il cinema sono utili quando devo tradurre dépliant, manuali impaginati o filmati che presentano prodotti.
Quindi ti dico, per rimanere al mercato, uscire dal tuo attuale settore, in ricerca di nuovi orizzonti. Non rimanere sola, ma trova alleati, colleghi e condividi problemi. Soprattutto aggiornati!
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Angie Garbarino
Franco Rigoni
Josephine Cassar
Silvina Dell'Isola Urdiales
 

Mirko Mainardi  Identity Verified
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Stabilità Oct 16, 2018

Purtroppo se quelle che cerchi sono stabilità e continuità, il lavoro da freelance non è esattamente il più indicato, per definizione... Poi ovviamente le esperienze individuali cambiano da persona a persona, anche in base a campo di specializzazione, coppie linguistiche, ecc. C'è chi si ritrova in situazioni simili alla tua e chi trova clienti che gli forniscono regolarmente lavoro ogni mese. Io per ora sono tra i secondi, ma so anche che le cose potrebbero cambiare da un momento all'altro... See more
Purtroppo se quelle che cerchi sono stabilità e continuità, il lavoro da freelance non è esattamente il più indicato, per definizione... Poi ovviamente le esperienze individuali cambiano da persona a persona, anche in base a campo di specializzazione, coppie linguistiche, ecc. C'è chi si ritrova in situazioni simili alla tua e chi trova clienti che gli forniscono regolarmente lavoro ogni mese. Io per ora sono tra i secondi, ma so anche che le cose potrebbero cambiare da un momento all'altro, senza spiegazioni, senza garanzie.

L'unica cosa che posso dirti è: continua a cercare. Ci sono molte agenzie (fin troppe) che vedono i traduttori come "risorse" intercambiabili o "dipendenti usa e getta" e che quindi operano di conseguenza, ma è anche possibile costruire un rapporto di fiducia con alcuni clienti (specie se finali) e ricevere lavoro con continuità, anche se, secondo me, poi il problema può diventare quello di riuscire a gestire una moltitudine di contatti e richieste cercando anche di non scontentare nessuno (nei limiti del possibile).

Come ultima cosa, hai mai pensato a cercare attivamente e a candidarti per un posto come traduttrice in-house?
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Teresa Borges
Franco Rigoni
Luciana Trevisi
Cristina Manzotti
Josephine Cassar
 

Cristina Manzotti  Identity Verified
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autocandidature in abbondanza Oct 16, 2018

Mirko Mainardi wrote:

Purtroppo se quelle che cerchi sono stabilità e continuità, il lavoro da freelance non è esattamente il più indicato, per definizione... Poi ovviamente le esperienze individuali cambiano da persona a persona, anche in base a campo di specializzazione, coppie linguistiche, ecc. C'è chi si ritrova in situazioni simili alla tua e chi trova clienti che gli forniscono regolarmente lavoro ogni mese. Io per ora sono tra i secondi, ma so anche che le cose potrebbero cambiare da un momento all'altro, senza spiegazioni, senza garanzie.

L'unica cosa che posso dirti è: continua a cercare. Ci sono molte agenzie (fin troppe) che vedono i traduttori come "risorse" intercambiabili o "dipendenti usa e getta" e che quindi operano di conseguenza, ma è anche possibile costruire un rapporto di fiducia con alcuni clienti (specie se finali) e ricevere lavoro con continuità, anche se, secondo me, poi il problema può diventare quello di riuscire a gestire una moltitudine di contatti e richieste cercando anche di non scontentare nessuno (nei limiti del possibile).

Come ultima cosa, hai mai pensato a cercare attivamente e a candidarti per un posto come traduttrice in-house?


Sì, lo faccio di continuo. Mandare cv per autocandidarmi, offrendomi come freelancer o come lavoratore in-house. Sono disponibile anche a un trasferimento pur di accaparrarmi un posto fisso. Poi questa modalità da freelancer non la capisco proprio, che giovamenti porta a noi ma soprattutto alla società? Cambiare sempre traduttore non è un vantaggio nè in termini di traduzione nè in termini di tempistiche. C'è qualcuno che fa contratti a distanza ma fissi?


 

Cristina Manzotti  Identity Verified
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thanks Oct 16, 2018

Mayumi Sasao wrote:

Cara Cristina
Sono laureata in lingua e litteratura francese in Giappone e lavoro come freelance dal 1993.
Ma devo dire che solo dal 2001 lavoro come professionista convinta. Nel 2001 sono entrata nell'AITI. Da quel momento, ho cominciato a osservare colleghi pur con combinazioni linguistiche diverse, partecipare a corsi su vari argomenti (a tutt'oggi sono grata a Giuseppe Nuzzolese, collega che organizzò un corso su Trados 2007, mi ha letteralmente aperto gli occhi sul settore manualistico che richiede l'utilizzo di un CAT tool), informarmi sui problemi fiscali e previdenziali.
Nonostante la mia laurea in letteratura, ho tradotto poco di letteratura. Attualmente il mio lavoro tocca vari settori tecnici che si sono consolidati man mano che studio, mi aggiorno. Ci sono settori che un tempo mi davano tanto lavoro ma che sono ormai diventati scarsi, tra cui turismo, cinema. E' paradossale, siamo nell'era di Netflix, di booking.com. Devo dire che una volta c'erano tanti editori che pubblicavano guide turistiche, RAI che trasmettevano film con sottotitoli. Ma ora editori non stampano più, e RAI non sembra far tradurre tante cose come prima. Alla fine le mie esperienze con l'editoria e il cinema sono utili quando devo tradurre dépliant, manuali impaginati o filmati che presentano prodotti.
Quindi ti dico, per rimanere al mercato, uscire dal tuo attuale settore, in ricerca di nuovi orizzonti. Non rimanere sola, ma trova alleati, colleghi e condividi problemi. Soprattutto aggiornati!


Grazie della tua testimonianza, ma io voglio proprio rimanere nell'ambito dei sottotitoli, perché, alla fine, più spazi e meno trovi e poi questo campo è molto affascinante. Proverò a dare l'esame con AITI e aggiungere specializzazioni al cv, sperando che possa aiutare.

[Edited at 2018-10-16 13:49 GMT]


 

Gianluca Attoli  Identity Verified
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- Oct 17, 2018

Io lavoro continuativamente, anzi in leggera crescita costante, dal 2009. Con alcune delle prime agenzie che mi diedero fiducia lavoro ancora, con una particolare a cadenza praticamente quotidiana. Nel primo anno di ingresso in questo mestiere avevo contattato qualcosa come 1500-2000 agenzie, ricontattando l'anno dopo quelle che non mi avevano risposto l'anno prima, e così via (non so se tu abbia già tentato strategie del genere, eventualmente ti consiglierei di farlo; tampinare a tappeto non ... See more
Io lavoro continuativamente, anzi in leggera crescita costante, dal 2009. Con alcune delle prime agenzie che mi diedero fiducia lavoro ancora, con una particolare a cadenza praticamente quotidiana. Nel primo anno di ingresso in questo mestiere avevo contattato qualcosa come 1500-2000 agenzie, ricontattando l'anno dopo quelle che non mi avevano risposto l'anno prima, e così via (non so se tu abbia già tentato strategie del genere, eventualmente ti consiglierei di farlo; tampinare a tappeto non sarà elegantissimo, ma paga). Quindi sì, se dovessi guardare alla mia esperienza direi che come freelancer si può tranquillamente lavorare "stabilmente". Anche se va detto che la grande differenza con la tua situazione è che io non ho, né voglio avere, una specializzazione così specifica come la tua (anche se ironicamente mi è capitato di tradurre sottotitoli)... come tanti mi occupo di materiali tecnici e commerciali di complessità medio-bassa e va benissimo così.

Sinceramente però non capisco il motivo di volersi a tutti i costi fossilizzare in un ambito così specifico ("ma io voglio proprio rimanere nell'ambito dei sottotitoli"). Non mi stupisce che di lavoro ce ne sia poco, quanta potrà essere la domanda di sottotitoli in italiano, da spartire fra quanti traduttori esistenti? Pecunia non olet, tradurre ogni tanto il manuale di un forno a microonde o la brochure di una catena di alberghi non ti rende meno capace di continuare a tradurre sottotitoli, né sottrae tempo alla tua ambizione principale (che anzi, se ho ben capito, di tempo libero sembra lasciartene anche troppo...).
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Edoardo Lorenzo Corda
Cristina Manzotti
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Erika Ballardin
 

Mirko Mainardi  Identity Verified
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Concorrenza, globalizzazione e "paesi emergenti" Oct 17, 2018

Cristina Manzotti wrote:

Sì, lo faccio di continuo. Mandare cv per autocandidarmi, offrendomi come freelancer o come lavoratore in-house. Sono disponibile anche a un trasferimento pur di accaparrarmi un posto fisso. Poi questa modalità da freelancer non la capisco proprio, che giovamenti porta a noi ma soprattutto alla società? Cambiare sempre traduttore non è un vantaggio nè in termini di traduzione nè in termini di tempistiche. C'è qualcuno che fa contratti a distanza ma fissi?


Alla "società", nel senso di collettività, porta solo ulteriore precarizzazione e insicurezza, alle società, nel senso di agenzie di traduzione, porta indubbi vantaggi a livello economico e di pianificazione. Le aziende non devono sostenere i costi fissi di un dipendente e possono far fronte a qualsiasi richiesta dei clienti finali, perché in molte coppie linguistiche (tra cui sicuramente EN>IT) l'offerta è talmente vasta che sono sempre in grado di trovare qualcuno disposto ad accettare qualsiasi tariffa, scadenza e condizione impostagli. Tutto questo ovviamente va tendenzialmente a scapito della qualità, ma purtroppo per molti operatori del settore non sembra essere proprio in cima alla lista delle priorità...

Qualche giorno fa una collega ha linkato un thread vecchio di 16 anni in cui l'OP si lamentava per un'offerta di 6 centesimi di euro a parola per un lavoro di localizzazione SAP. Beh, oggi, a distanza di 16 anni, non solo trovi ancora offerte di 6 centesimi (di dollaro), anche per lavori che richiedono una certa specializzazione, ma anche tutta la gamma che va da 1 a 5... (e qualche volta credo di aver letto anche di offerte sotto al centesimo). Cioè, in altre parole, a distanza di 16 anni, non solo le tariffe (in generale) non si sono adeguate all'andamento del costo della vita, ma si sono addirittura ridotte. Cos'è cambiato quindi? Globalizzazione e nascita di agenzie come funghi nei cosiddetti "paesi emergenti", che offrono tariffe stracciate ai clienti (spesso e volentieri di "paesi avanzati") sfruttando però (nel vero senso della parola) la "manodopera" di fornitori che si trovano in paesi con un costo della vita molto più alto rispetto al loro, ma, come dicevo prima, l'offerta in alcune coppie è talmente vasta che a quanto pare c'è sempre qualcuno disposto a lavorare a qualsiasi condizione (specie se l'alternativa è non lavorare affatto, suppongo...).

Si potrebbe andare avanti per ore, aggiungendo anche lo sviluppo della MT e il dilagare della PEMT, l'influenza nefasta di alcuni portali online che pubblicizzano e "normalizzano" le tariffe di cui parlavo sopra, ecc. ecc.

Venendo a questioni un po' più materiali, condivido quanto hanno scritto Mayumi e Giovanni sulla specializzazione. Se ti concentri SOLO sul sottotitolaggio ed escludi tutto il resto, trovare lavoro (per di più pagato decentemente) diventerà ancora più difficile. A differenza di Giovanni però penso anche che una specializzazione non si possa "improvvisare" e che non si dovrebbe tradurre qualsiasi cosa capiti a tiro, tanto per lavorare e fare esperienza. Ecco perché lavorare in-house o anche fare uno stage secondo me potrebbe essere doppiamente utile, visto che saresti seguita da un collega esperto in campi specifici, riceveresti feedback da parte di un revisore, impareresti la terminologia e a usare diversi CAT tool, a seguire routine specifiche dall'hand off all'hand back, ecc. ecc.

Come esperienza puramente personale riguardo ad AITI, io posso dirti che sono socio ordinario da due anni e credo di aver ricevuto solo un paio di offerte, non interessanti. Il fatto che (paradossalmente) il sito dell'associazione non è localizzato in inglese (inclusa la maschera di ricerca e dei risultati dell'annuario) di certo non fa nulla per attrarre potenziali clienti, anzi...

Quanto alla tua domanda finale, su proz capita molto raramente di vedere offerte di lavoro dipendente o stage. Probabilmente ne passano già molte di più su LinkedIn, tanto per fare un esempio. A volte poi sono stato contattato da agenzie di collocamento (straniere, ovviamente), per cui forse potrebbe essere una buona idea cercarne qualcuna e candidarsi anche con loro. Poi dovrebbero esserci anche mailing list e portali dedicati (tipo Indeed), tra cui anche uno della UE. Inoltre (ma probabilmente lo sai già), spesso le varie agenzie hanno una sezione dedicata sui loro siti in cui trovi le istruzioni per contattarli per lavoro da freelance ed eventualmente le posizioni aperte come dipendente.

So che esiste anche un programma di "mentoring" su proz, ma (incomprensibilmente secondo me) è riservato ai soli membri paganti: https://www.proz.com/guidance-center/mentoring-program


Cristina Manzotti
 

Fiona Grace Peterson  Identity Verified
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Com'è il tuo CV? Oct 17, 2018

Non sono riuscita a vedere il tuo CV perché non l'hai messo sul tuo profilo, ma sei sicura di aver creato un CV forte, di buon impatto, che colpisce favorevolemente chi lo legge? Non deve solamente elencare la tua esperienza e le tue qualifiche, ma le deve valorizzare, dimostrando i tuoi punti di forza, illustrando perché un'agenzia dovrebbe offrire del lavoro a te anziché a qualcun'altro. Perché è un conto fare un CV tipo Europass; è tutta un'altra cosa fare un CV eccellente, che dimostra... See more
Non sono riuscita a vedere il tuo CV perché non l'hai messo sul tuo profilo, ma sei sicura di aver creato un CV forte, di buon impatto, che colpisce favorevolemente chi lo legge? Non deve solamente elencare la tua esperienza e le tue qualifiche, ma le deve valorizzare, dimostrando i tuoi punti di forza, illustrando perché un'agenzia dovrebbe offrire del lavoro a te anziché a qualcun'altro. Perché è un conto fare un CV tipo Europass; è tutta un'altra cosa fare un CV eccellente, che dimostra che tu sia cosapevole di ciò che ti rende un buon traduttore, e che riesce a comunicare queste informazioni ai tuoi clienti potenziali.Collapse


Chiara Gavasso
 

Cristina Manzotti  Identity Verified
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CV Oct 17, 2018

Fiona Grace Peterson wrote:

Non sono riuscita a vedere il tuo CV perché non l'hai messo sul tuo profilo, ma sei sicura di aver creato un CV forte, di buon impatto, che colpisce favorevolemente chi lo legge? Non deve solamente elencare la tua esperienza e le tue qualifiche, ma le deve valorizzare, dimostrando i tuoi punti di forza, illustrando perché un'agenzia dovrebbe offrire del lavoro a te anziché a qualcun'altro. Perché è un conto fare un CV tipo Europass; è tutta un'altra cosa fare un CV eccellente, che dimostra che tu sia cosapevole di ciò che ti rende un buon traduttore, e che riesce a comunicare queste informazioni ai tuoi clienti potenziali.


Il CV l'ho tolto da Proz perché mi ha creato problemi di privacy. In pratica, mettendo su google il mio nome e cognome, usciva fuori il mio cv che avevo messo qui su proz, con tanto di indirizzo e numero di telefono. Inoltre, dopo un anno che ero segnata qui e ho mandato diverse offerte di lavoro man mano che usciva qualcosa che potevo fare, non ho mai dico mai ricevuto una risposta e quindi ho dedotto che la cosa era totalmente inutile. Non mi sono neanche mai iscritta come membro pagante, perché questa cosa che devi pagare per poter (forse) lavorare la trovo assurda. Qualcuno l'ha fatto ed è riuscito a prendere più lavori di prima?


 

Cristina Manzotti  Identity Verified
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1500-2000 agenzie Oct 17, 2018

Gianluca Attoli wrote:

Io lavoro continuativamente, anzi in leggera crescita costante, dal 2009. Con alcune delle prime agenzie che mi diedero fiducia lavoro ancora, con una particolare a cadenza praticamente quotidiana. Nel primo anno di ingresso in questo mestiere avevo contattato qualcosa come 1500-2000 agenzie, ricontattando l'anno dopo quelle che non mi avevano risposto l'anno prima, e così via (non so se tu abbia già tentato strategie del genere, eventualmente ti consiglierei di farlo; tampinare a tappeto non sarà elegantissimo, ma paga). Quindi sì, se dovessi guardare alla mia esperienza direi che come freelancer si può tranquillamente lavorare "stabilmente". Anche se va detto che la grande differenza con la tua situazione è che io non ho, né voglio avere, una specializzazione così specifica come la tua (anche se ironicamente mi è capitato di tradurre sottotitoli)... come tanti mi occupo di materiali tecnici e commerciali di complessità medio-bassa e va benissimo così.

Sinceramente però non capisco il motivo di volersi a tutti i costi fossilizzare in un ambito così specifico ("ma io voglio proprio rimanere nell'ambito dei sottotitoli"). Non mi stupisce che di lavoro ce ne sia poco, quanta potrà essere la domanda di sottotitoli in italiano, da spartire fra quanti traduttori esistenti? Pecunia non olet, tradurre ogni tanto il manuale di un forno a microonde o la brochure di una catena di alberghi non ti rende meno capace di continuare a tradurre sottotitoli, né sottrae tempo alla tua ambizione principale (che anzi, se ho ben capito, di tempo libero sembra lasciartene anche troppo...).


NOn è che ti sei sbagliato? Hai scritto proprio 1500- 2000??? Io avrò mandato il cv forse a un centinaio, ma sei sicuro che ce ne siano così tante in giro? Cercando su google mi sembra che escano fuori sempre le stesse.. Cmq di mandare cv non ho mai smesso, quello no. Per la specializzazione c'è chi dice che sia meglio concentrarsi su una cosa sola, per questo sto focalizzando su quello, non è che non mi piacerebbe tradurre un bel libro! E' solo una strategia, nè più nè meno di un'altra. Ho semplicemente pensato che, visto il boom di Netflix, Amazon Prime e via dicendo, di lavoro in questo settore ce ne fosse parecchio, cosa che sicuramente c'è, forse mi rivolgo alle agenzie sbagliate, boh!? Quello che non capisco è: ma chi glielo fa fare a un'agenzia di cambiare sempre traduttore, soprattutto se si tratta di una serie tv?? Una volta che entri nel contesto diventi molto più veloce a tradurre, conosci già i personaggi, i termini, lavori meglio insomma... perché loro invece ti mandano qualche episodio e poi cambiano serie?? Boh per me è un mistero...


 

Chiara Gavasso  Identity Verified
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Forse c'è da cambiare qualcosa... Oct 17, 2018

Ciao Cristina, come dice Fiona, forse mi concentrerei sull'impatto visivo e contenutistico del tuo CV e della lettera di presentazione. Anch'io all'inizio inviavo CV a raffica e non mi filava nessuno. Poi ho capito che doveva essere quello per forza il motivo, quindi ho cercato, letto e fatto tesoro per ore, ore e ore di blog, post, webinar, siti et similia che potessero far fare al mio curriculum e alla lettera di presentazione il salto di qualità. Io possedevo anche un'esperienza diretta di a... See more
Ciao Cristina, come dice Fiona, forse mi concentrerei sull'impatto visivo e contenutistico del tuo CV e della lettera di presentazione. Anch'io all'inizio inviavo CV a raffica e non mi filava nessuno. Poi ho capito che doveva essere quello per forza il motivo, quindi ho cercato, letto e fatto tesoro per ore, ore e ore di blog, post, webinar, siti et similia che potessero far fare al mio curriculum e alla lettera di presentazione il salto di qualità. Io possedevo anche un'esperienza diretta di alcuni anni nel marketing e me la sono giocata al meglio e - pum! - hanno iniziato ad arrivare i clienti.

Oltre a questo, mi rifarei pure a ciò che ti consiglia Gianluca: perché fossilizzarsi solo sui sottotitoli? Il mondo della traduzione è davvero vastissimo, quindi se vedi che questo non va, punta ad altro, a un settore che ti appassiona o su cui credi possa valere la pena investire. Segui dei corsi per conto tuo su una qualche disciplina, cerca, leggi, studia: nel mondo di Internet mi sembra uno spreco non approfittare delle risorse a disposizione. Purtroppo il lavoro del freelance ha tanti vantaggi, ma anche tanti svantaggi, tra questi la formazione continua, l'incertezza costante e - soprattutto - l'impegno molto maggiore rispetto a un dipendente per andare avanti e migliorarsi (e le tasse, purtroppo). Ma ripaga tantissimo. Quindi scervellati, chiedi ancora a chi ha più esperienza e mettiti in gioco. In bocca al lupo!

[Edited at 2018-10-17 16:19 GMT]
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Cristina Manzotti
Franco Rigoni
 

Fiona Grace Peterson  Identity Verified
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Reality check Oct 17, 2018

Cristina Manzotti wrote:

mettendo su google il mio nome e cognome, usciva fuori il mio cv che avevo messo qui su proz, con tanto di indirizzo e numero di telefono.



Veramente, l'idea è quello, è così che i clienti ti trovano....

Cristina Manzotti wrote:
questa cosa che devi pagare per poter (forse) lavorare la trovo assurda.


Non è affatto assurda; si chiama "investire". Bene o male che sia, è così che funziona Proz; chi paga ha più visibilità nei directory, ancora di più se comincia a rispondere ai Kudoz, e partecipa nei forum, così uno comincia a farsi conoscere tra i colleghi. Il sito non è una ricetta magica dove ti puoi iscrivere e i lavori arrivano come per magia: ci vuole pazienza, impegno e costanza. Se non hai lavoro, continua a mandare CV... se hai creato un buon curriculum (ma anche quello richiede tanto lavoro), mi viene da dire che il lavoro non può non arrivare.

Ho l'impressione che sei venuta qui a chiedere consigli che poi non vuoi ascoltare o accettare. I colleghi qui ti hanno dato dei ottimi consigli - comincia a metterli in pratica e vedrai che le cose cambieranno.


Josephine Cassar
Franco Rigoni
Karin Hellbom
 

Cristina Manzotti  Identity Verified
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CV Oct 17, 2018

Fiona Grace Peterson wrote:

Cristina Manzotti wrote:

mettendo su google il mio nome e cognome, usciva fuori il mio cv che avevo messo qui su proz, con tanto di indirizzo e numero di telefono.



Veramente, l'idea è quello, è così che i clienti ti trovano....

Cristina Manzotti wrote:
questa cosa che devi pagare per poter (forse) lavorare la trovo assurda.


Non è affatto assurda; si chiama "investire". Bene o male che sia, è così che funziona Proz; chi paga ha più visibilità nei directory, ancora di più se comincia a rispondere ai Kudoz, e partecipa nei forum, così uno comincia a farsi conoscere tra i colleghi. Il sito non è una ricetta magica dove ti puoi iscrivere e i lavori arrivano come per magia: ci vuole pazienza, impegno e costanza. Se non hai lavoro, continua a mandare CV... se hai creato un buon curriculum (ma anche quello richiede tanto lavoro), mi viene da dire che il lavoro non può non arrivare.

Ho l'impressione che sei venuta qui a chiedere consigli che poi non vuoi ascoltare o accettare. I colleghi qui ti hanno dato dei ottimi consigli - comincia a metterli in pratica e vedrai che le cose cambieranno.


Cara Fiona,
sono ben contenta dei consigli che ho ricevuto e cercherò di metterli in pratica. Sull'investimento se ne possono fare tanti. Io l'ho fatto in termini di tempo dedicato a mandare i cv, cercare le agenzie, compilare una miriade di form per iscriversi come freelancer. Il cv ho cercato di compilarlo con cura, così come la lettera di presentazione, fatta in collaborazione con la mia insegnante d'inglese. Forse ho indirizzato le energie nella direzione sbagliata. Sicuramente iscriversi qui su Proz aumenta la visibilità, ma non avrei tempo di mettermi sui forum, rispondere alle domande, eccetera, già la ricerca in sè del lavoro porta via ore e ore alla mia giornata, che non è fatta solo di quello, quindi ho solo valutato quale fosse la cosa più importante e ho letto altri, proprio qui su proz, che commentavano che l'iscrizione non aveva aumentato il lavoro. Che devo dirti? Prenderò i consigli che ritengo utili e proverò ad andare avanti. Grazie del tuo contributo.


 

Mirko Mainardi  Identity Verified
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Può essere un investimento che si ripaga da solo, ma, ci sono dei ma. Oct 17, 2018

Cristina Manzotti wrote:

Non mi sono neanche mai iscritta come membro pagante, perché questa cosa che devi pagare per poter (forse) lavorare la trovo assurda. Qualcuno l'ha fatto ed è riuscito a prendere più lavori di prima?


Sì, può sembrare assurdo... come anche pagare per sapere se un cliente paga o no... o pagare per sapere quanto devi pagare di tasse e contributi allo stato, ecc., ma purtroppo è così che va il mondo... (cioè male, a occhio e croce).

Per semplificare la questione al massimo riguardo ai vantaggi che ottieni pagando, direi che sono principalmente 2: 1) Saltare immediatamente davanti a tutti i membri non paganti nelle ricerche effettuate dai clienti; e 2) Avere la possibilità di inviare un'offerta in risposta a qualsiasi progetto pubblicato sulla "bacheca dei lavori" (sempre che il tuo profilo soddisfi i criteri stabiliti dal cliente).

In entrambi i casi devi comunque avere un profilo che comunichi il messaggio giusto al tipo di cliente che vuoi attirare. In altre parole: è inutile essere notati da un potenziale cliente se poi quello che vede non gli piace...

Poi, più nello specifico, per quanto riguarda 1, anche dopo aver pagato e aver superato "in classifica" tutti i membri non paganti, il tuo profilo verrà comunque ordinato in base ad altri parametri (che al momento i Signori di proz stanno studiando a tavolino nelle loro segrete stanze). Per ora (come in passato) si usano ancora i punti "kudoz" ottenuti rispondendo alle domande dei colleghi in determinati campi di specializzazione.

Riguardo a 2, in base alla mia esperienza personale, la stragrande maggioranza dei clienti (soprattutto agenzie) che pubblicano progetti (invece di cercare direttamente determinati profili - vedi 1) va semplicemente a caccia della tariffa più bassa, per cui è più che altro una perdita di tempo.

Detto questo, basta essere contattati da un solo cliente "giusto" per ripagare l'investimento fatto e, si spera, continuare a collaborarci anche in futuro. Poi ovvio, molto dipende dalla tua definizione di "giusto" e soprattutto da quella di "accettabile" riguardo a tariffe e condizioni della collaborazione. Io posso dire di aver ricevuto diverse richieste, ma di averne accettate davvero poche, per i due motivi che dicevo prima.

In conclusione: se hai un buon profilo e accetti tariffe tendenti al basso e/o qualsiasi tipo di condizione imposta dal cliente, allora sicuramente l'investimento in proz "pagherà", in un modo o nell'altro. Stesso discorso (suppongo) se hai un buon profilo e lavori in coppie/specializzazioni molto richieste e meno comuni. Se invece cerchi clienti che ti trattino sempre con rispetto e professionalità, interessati soprattutto alla qualità e disposti a discutere, trattare e ad accordarsi in base a condizioni ragionevoli e a pagare buone tariffe, allora la ricerca potrebbe essere un "tantino" più lunga e difficoltosa, a prescindere dal fatto di essere o meno su proz.


Angie Garbarino
 

Gianluca Attoli  Identity Verified
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- Oct 17, 2018

Cristina Manzotti wrote:

Gianluca Attoli wrote:

Io lavoro continuativamente, anzi in leggera crescita costante, dal 2009. Con alcune delle prime agenzie che mi diedero fiducia lavoro ancora, con una particolare a cadenza praticamente quotidiana. Nel primo anno di ingresso in questo mestiere avevo contattato qualcosa come 1500-2000 agenzie, ricontattando l'anno dopo quelle che non mi avevano risposto l'anno prima, e così via (non so se tu abbia già tentato strategie del genere, eventualmente ti consiglierei di farlo; tampinare a tappeto non sarà elegantissimo, ma paga). Quindi sì, se dovessi guardare alla mia esperienza direi che come freelancer si può tranquillamente lavorare "stabilmente". Anche se va detto che la grande differenza con la tua situazione è che io non ho, né voglio avere, una specializzazione così specifica come la tua (anche se ironicamente mi è capitato di tradurre sottotitoli)... come tanti mi occupo di materiali tecnici e commerciali di complessità medio-bassa e va benissimo così.

Sinceramente però non capisco il motivo di volersi a tutti i costi fossilizzare in un ambito così specifico ("ma io voglio proprio rimanere nell'ambito dei sottotitoli"). Non mi stupisce che di lavoro ce ne sia poco, quanta potrà essere la domanda di sottotitoli in italiano, da spartire fra quanti traduttori esistenti? Pecunia non olet, tradurre ogni tanto il manuale di un forno a microonde o la brochure di una catena di alberghi non ti rende meno capace di continuare a tradurre sottotitoli, né sottrae tempo alla tua ambizione principale (che anzi, se ho ben capito, di tempo libero sembra lasciartene anche troppo...).


NOn è che ti sei sbagliato? Hai scritto proprio 1500- 2000??? Io avrò mandato il cv forse a un centinaio, ma sei sicuro che ce ne siano così tante in giro? Cercando su google mi sembra che escano fuori sempre le stesse.. Cmq di mandare cv non ho mai smesso, quello no. Per la specializzazione c'è chi dice che sia meglio concentrarsi su una cosa sola, per questo sto focalizzando su quello, non è che non mi piacerebbe tradurre un bel libro! E' solo una strategia, nè più nè meno di un'altra. Ho semplicemente pensato che, visto il boom di Netflix, Amazon Prime e via dicendo, di lavoro in questo settore ce ne fosse parecchio, cosa che sicuramente c'è, forse mi rivolgo alle agenzie sbagliate, boh!? Quello che non capisco è: ma chi glielo fa fare a un'agenzia di cambiare sempre traduttore, soprattutto se si tratta di una serie tv?? Una volta che entri nel contesto diventi molto più veloce a tradurre, conosci già i personaggi, i termini, lavori meglio insomma... perché loro invece ti mandano qualche episodio e poi cambiano serie?? Boh per me è un mistero...


Non mi esprimo in dettaglio sul mondo dei sottotitoli perché in effetti lo conosco poco, anche se temo che le serie che vengono sottotitolate non siano così tante da garantire lavoro a più di tanti colleghi. Ti rispondo soltanto alla domanda iniziale, sì, ho scritto proprio 1500-2000. Il mio riferimento per cercarle però non è stato Google ma la Blue Board di Proz (https://www.proz.com/blueboard) che ne ha indicizzate credo 13.000 e passa... (puoi ordinarle per valutazione da parte di colleghi che ci hanno lavorato: io ricordo che le scremai selezionando soltanto quelle con voti alti e le contattai, ovviamente è un lavoro noiosissimo e di settimane, ma è servito!)


Cristina Manzotti
 
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Lavorare come Freelance: realtà o chimera?

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