INPS e pensioni
Thread poster: Nicholas Stedman

Nicholas Stedman  Identity Verified
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Feb 4

Cari colleghi, a mie spese, ho appena scoperto un "requisito" straordinario dell'INPS per le persone iscritte alla gestione separata di cui alcuni di voi potrebbero non essere a conoscenza
In pratica, per poter andare in pensione a 67 anni bisogna avere versato una somma minima di contributi in Italia. Tale somma deve consentire di avere diritto ad un pensione pari a 1,5 volte l'importo della cosiddetta "pensione sociale".
Questo requisito significa che c'è di fatto una discriminazi
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Cari colleghi, a mie spese, ho appena scoperto un "requisito" straordinario dell'INPS per le persone iscritte alla gestione separata di cui alcuni di voi potrebbero non essere a conoscenza
In pratica, per poter andare in pensione a 67 anni bisogna avere versato una somma minima di contributi in Italia. Tale somma deve consentire di avere diritto ad un pensione pari a 1,5 volte l'importo della cosiddetta "pensione sociale".
Questo requisito significa che c'è di fatto una discriminazione attiva nei confronti delle persone che lavorano solo per una parte della loro vita in Italia. Questa discriminazione può riguardare anche coloro che smettono di lavorare per occuparsi dei bambini, ad esempio, o che guadagnano meno nel corso della loro carriera.
Come tutti voi sapete, il 26,2% del nostro beneficio viene versato ogni anno alla gestione separata. Immaginate ora due persone di 67 anni, una che ha versato 180.000 euro di contributi per una pensione di circa 9900 euro all'anno e un'altra che ha versato solo 120,000 euro di contributi con una pensione del valore di 6.600 euro all'anno (secondo alcuni calcoli molto approssimativi). Il fatto è che la prima persona può smettere di lavorare a 67 anni per ricevere la pensione di €9900, mentre il secondo deve ora aspettare di aver superato i 71 anni per ricevere la sua pensione di €6.600. Non c'è bisogno di essere un matematico per vedere che la persona con più contributi ottiene un rendimento molto migliore per il suo investimento rispetto alla persona che paga meno. Se la seconda persona smette di lavorare a 67 anni con una pensione di un altro paese europeo dovrà aspettare altri 5 anni prima di ricevere la frazione italiana della sua pensione. L'importante è capire che, anche se gli anni di lavoro fuori dall'Italia contano per determinare il numero minimo di anni di contribuzione (20), non contano per l'ammontare effettivo dei contributi necessari per ricevere la pensione a l'età di 67 anni..
Spero che queste informazioni possano essere d'aiuto a chi intende venire a lavorare qui per una parte della propria vita. Potrebbe valere la pena di versare contributi volontari supplementari oltre il 26,2% obbligatorio per raggiungere il tetto massimo prima dei 67 anni di età, in quanto queste contribuzioni (credo) sono deducibili!
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Magdalena Legerska Brighetti
 

Luca Tutino  Identity Verified
Italy
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Sì, è ingiusto. Purtroppo ne avevo un forte sentore Feb 6

Dubito che la soluzione dei contributi supplementari funzioni, perché non mi è stata prospettata né dai commercialisti più esperti da me consultati in diversi periodi, né - ultimamente - dall'addetta del mio ufficio INPS cui mi sono rivolto per conoscere le modalità di erogazione della parte di pensione relativa ai miei 8 anni di lavoro Olanda. Tutti costoro si sono dimostrati scettici persino sul fatto che persino riscattando 4 anni universitari (a un prezzo stratosferico peraltro) la sit... See more
Dubito che la soluzione dei contributi supplementari funzioni, perché non mi è stata prospettata né dai commercialisti più esperti da me consultati in diversi periodi, né - ultimamente - dall'addetta del mio ufficio INPS cui mi sono rivolto per conoscere le modalità di erogazione della parte di pensione relativa ai miei 8 anni di lavoro Olanda. Tutti costoro si sono dimostrati scettici persino sul fatto che persino riscattando 4 anni universitari (a un prezzo stratosferico peraltro) la situazione sarebbe cambiata.

In ogni caso è una situazione ingiusta e demoralizzante, considerato che si aggiunge agli ulteriori svantaggi di chi, come me, al ritorno in Italia dopo un periodo di lavoro all'estero è stato assoggettato alla gestione complementare...

Ma su che base dici che dopo i 71 anni la situazione potrebbe cambiare? Ne sei certo?
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Angie Garbarino  Identity Verified
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Discorso interessante Feb 6

Sembrerebbe che al contrario funzioni, parlo per me che ne ho una decina in Italia e una decina in Spagna, mi spiego meglio: sono andata nuovamente a chiedere in Spagna (dove risiedo adesso) e mi assicurano che a 65 anni+ 10mesi potrò ricevere la pensione con l'aggiunta proporzionale dell'Italia. (In Spagna ne bastano 15)

Dite che fa testo (legge) esclusivamente il paese erogante (di residenza)?
Quello che capisco dal tuo post Luca non tornerebbe secondo quanto mi hanno detto
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Sembrerebbe che al contrario funzioni, parlo per me che ne ho una decina in Italia e una decina in Spagna, mi spiego meglio: sono andata nuovamente a chiedere in Spagna (dove risiedo adesso) e mi assicurano che a 65 anni+ 10mesi potrò ricevere la pensione con l'aggiunta proporzionale dell'Italia. (In Spagna ne bastano 15)

Dite che fa testo (legge) esclusivamente il paese erogante (di residenza)?
Quello che capisco dal tuo post Luca non tornerebbe secondo quanto mi hanno detto gli spagnoli, secondo i quali in Europa è tutto collegato (a livello di parte proporzionale). Mando anche un link che parrebbe confermare quanto dettomi dalla Seguridad Social (corrispondente all'Inps) https://news.fidelityhouse.eu/lavoro/inps-pensioni-contributi-versati-allestero-come-utilizzarli-235659.html

[Edited at 2020-02-06 19:37 GMT]
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Luca Tutino  Identity Verified
Italy
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Non qui, non credo Feb 6

Grazie Angie, in effetti mi pare una delle esposizioni più chiare che abbia mai visto fin'ora! Tuttavia anche qui si legge:

"È da considerare che l’importo della pensione sarà calcolato dall’INPS solo sugli anni lavorati in Italia."

E qui mi pare che si confermi quanto detto da Nicholas: se i contributi totalizzati in Italia non generarno una pensione pari a 1,5 volte la pensione sociale, ecco che a 67 anni sarà possibile per l'INPS rifiutare il requisito per l
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Grazie Angie, in effetti mi pare una delle esposizioni più chiare che abbia mai visto fin'ora! Tuttavia anche qui si legge:

"È da considerare che l’importo della pensione sarà calcolato dall’INPS solo sugli anni lavorati in Italia."

E qui mi pare che si confermi quanto detto da Nicholas: se i contributi totalizzati in Italia non generarno una pensione pari a 1,5 volte la pensione sociale, ecco che a 67 anni sarà possibile per l'INPS rifiutare il requisito per la pensione contributiva e, a quanto ho capito, anche non attivare il pagamento della porzione totalizzata all'estero.

Infatti comunque questa parte (di questo sono certo perché confermatomi in Olanda e in Italia) non sarà pagata direttamente a me, ma sempre attraverso l'INPS. E quindi valgono le regole dell'INPS.

[Edited at 2020-02-06 20:18 GMT]
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Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
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La frase intera Feb 6

Luca Tutino wrote:

Grazie Angie, in effetti mi pare una delle esposizioni più chiare che abbia mai visto fin'ora! Tuttavia anche qui si legge:

"È da considerare che l’importo della pensione sarà calcolato dall’INPS solo sugli anni lavorati in Italia."


Nota che la frase intera dice:

è da considerare che l’importo della pensione sarà calcolato dall’INPS solo sugli anni lavorati in Italia quindi farà riferimento ai tot anni. Spetterà alla Francia liquidare la pensione corrispondente agli altri tot anni di lavoro.


Per cui secondo me (in base a questa frase e a quello che mi hanno detto gli spagnoli) nel tuo caso l'Olanda invierà la sua parte proporzionale all'Inps che la incorporerà nella parte proporzionale italiana, e l'Inps te la erogherà. Nel mio caso parrebbe succedere il contrario.
Non credo che nessun paese europeo possa rifiutarsi di inviare la sua frazione, perché l'articolo dice anche.

La totalizzazione ha l’obiettivo di sommare i periodi assicurati esteri e italiani garantendo l’accesso alla pensione. La pensione emessa dall’INPS verrà calcolata con il sistema pro-rata considerando sia i contributi versati in Italia che quelli versanti nei paesi della Comunità Europea. In questo modo ogni ente previdenziale liquiderà un assegno in relazione agli anni di contributi versati nel paese corrispondente.


Certo in Italia bisogna aver maturato 20 anni e raggiungere i 67. Questo link è di un articolo direttamente dell'INPS, in pratica dice le stesse cose.

https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=49888

[Edited at 2020-02-06 20:55 GMT]


 

Tom in London
United Kingdom
Local time: 03:59
Member (2008)
Italian to English
discriminazione ? Feb 7

Nicholas Stedman wrote:
.....
Questo requisito significa che c'è di fatto una discriminazione attiva nei confronti delle persone che lavorano solo per una parte della loro vita in Italia....


Sì ma se per l'altra parte della tua vita lavori altrove, avrai anche la pensione lì.

Io per esempio ho lavorato e contribuito in Italia per un lungo periodo e (dopo aver espletato le procedure burocratiche) ricevo già dall'INPS (avendo superato il limite d'età) un pagamento mensile sul mio conto bancario in Inghilterra. Non è molto ma...non è poco.

Durante la mia (lunga) assenza dall'Inghilterra, ovviamente non contribuivo alla pensione inglese ma quando ho lasciato l'Italia (smettendo quindi di versare contributi all'INPS) e ho ripreso i contributi alla pensione inglese, ho pagato dell'extra alla pensione inglese per portare la pensione al massimo possibile.

Insomma ovunque tu lavori (almeno nell'UE), se contribuisci, avrai diritto ad almeno una parte della pensione di quel paese. E' più complicato - ovviamente - ma i meccanismi tra paese e paese esistono.

Nel mio caso particolare, la mia unica preoccupazione adesso è che con la Brexit, tali meccanismi non funzioneranno più...

[Edited at 2020-02-07 08:17 GMT]


Angie Garbarino
 

Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Accordi come con la Svizzera Feb 7

Tom in London wrote:
Nel mio caso particolare, la mia unica preoccupazione adesso è che con la Brexit, tali meccanismi non funzioneranno più...

[Edited at 2020-02-07 08:17 GMT]


Sono già in atto accordi con la Svizzera c'è da supporre che ci saranno anche con il Regno Unito


 

Christel Zipfel  Identity Verified
Member (2004)
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+ ...
Questo thread è stato visto solo poco più di 500 volte Feb 10

e questo dimostra quanto poco l'argomento interessi. Lo trovo triste, ma forse comprensibile, fino ad un certo punto, dato che finché si è giovani si pensa assai poco alla propria pensione.

Quello che è veramente scandaloso a mio avviso è che con la gestione separata per andare in pensione devi raggiungere 1,5 volte l'assegno sociale, altrimenti aspetti fino a 71 anni. Il calcolo è comunque contributivo, quindi se ti spettano 300 euro o quello che è, quello prendi alla fine!
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e questo dimostra quanto poco l'argomento interessi. Lo trovo triste, ma forse comprensibile, fino ad un certo punto, dato che finché si è giovani si pensa assai poco alla propria pensione.

Quello che è veramente scandaloso a mio avviso è che con la gestione separata per andare in pensione devi raggiungere 1,5 volte l'assegno sociale, altrimenti aspetti fino a 71 anni. Il calcolo è comunque contributivo, quindi se ti spettano 300 euro o quello che è, quello prendi alla fine! Il fatto è che la gestione separata è stata istituita solo nel 1996, e all'inizio l'aliquota era del 10% e per diversi anni è rimasta intorno al 15%. E per avere una pensione pari a 1,5 volte l'assegno sociale uno dovrebbe aver versato circa 170.000 euro di contributi in 13 anni, il che a mio avviso è altamente improbabile per la nostra categoria. Tanto vale dire subito a chi oggi vorrebbe andare in pensione che deve aspettare (salvo novità) comunque fino ai 71 anni. E intanto, se continua a lavorare, deve ancora buttare i suoi soldini nelle fauci dell'INPS.

La verità è che, come saprete, la gestione separata è una delle poche se non l'unica gestione in attivo e quindi finanziamo noi le altre gestioni dell'INPS in deficit. E veniamo ripagati con la trattenuta dei nostri soldi finché abbiamo compiuto 71 anni! Lo ritengo doppiamente penalizzante perché, come detto sopra, la pensione verrà comunque liquidata alla fine con il sistema contributivo. Quindi verrà erogato l'importo effettivamente maturato (che sarà sempre modesto, almeno per i prossimi anni a venire, vista la bassa aliquota iniziale della GS) e tanto meno si capisce il perché di questa lunga attesa. L'unica spiegazione a questo punto è che i nostri soldini, che starebbero molto meglio nelle nostre tasche, fanno tanto comodo all'INPS.
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Magdalena Legerska Brighetti
Nicholas Stedman
 

Dragomir Kovacevic  Identity Verified
Italy
Local time: 04:59
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non si neanche tratta di dover raggiungere l'assegno sociale Feb 10

Commento: trovo altamente improbabile che si debba PER FORZA, e con un desiderio appassionato, realizzare la pensione da GS, pari al 1,5 di assegno sociale: incirca 650-700 euro complessivi.

E' soltanto necessario avere un TOT delle settimane, un TOT del reddito, una specie di effetto cumulativo.

Lancio qui una carta da gioco e mi azzardo di dire che tutti avranno da GS, il minimo garantito oggi, da legge. Oggi, ai livelli odierni. A patto che avessero avuto quel predet
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Commento: trovo altamente improbabile che si debba PER FORZA, e con un desiderio appassionato, realizzare la pensione da GS, pari al 1,5 di assegno sociale: incirca 650-700 euro complessivi.

E' soltanto necessario avere un TOT delle settimane, un TOT del reddito, una specie di effetto cumulativo.

Lancio qui una carta da gioco e mi azzardo di dire che tutti avranno da GS, il minimo garantito oggi, da legge. Oggi, ai livelli odierni. A patto che avessero avuto quel predetto cumulo, settimane... Cioè, non derivante da GS, ma dallo Stato. Grazie, Stato!

Neanche in sogno pretendo di difendere questo "istituto" come lo è GS.

Christel, o te o qualcun'altro, molti anni fa, mi scuso e non accuso, qui ha scritto che neanche in sogno avrebbe voluto versare alla previdenza "anche quando non lavora".

Chiunque che ha scelto di rimanere nella GS, debba assumersi la responsabilità. All'ottica del paragrafo precedente: chi ha versato all'INPS solo quando fatturava e in base quanto fatturava, deve capire.

O siamo polli o siamo aquile, i falchi almeno, colombe perché no, ma polli e pecore, no.

[quote]Christel Zipfel wrote:


[Edited at 2020-02-10 20:52 GMT]
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Anthony Keily
Local time: 04:59
Member
Italian to English
+ ...
Io invece... Feb 11

...non mi aspetto niente dell'INPS. Pago il pizzo e taccio. La spesa pubblica pensionistica è una voragine destinata a crescere nel tempo.

 

Christel Zipfel  Identity Verified
Member (2004)
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+ ...
Non l'ho scritto io! Feb 13

Dragomir Kovacevic wrote:

Neanche in sogno pretendo di difendere questo "istituto" come lo è GS.

Christel, o te o qualcun'altro, molti anni fa, mi scuso e non accuso, qui ha scritto che neanche in sogno avrebbe voluto versare alla previdenza "anche quando non lavora".


e difatti per quanto ho sempre saputo, chi non guadagna non versa niente all'INPS e quindi non potevo avere questo timore. (D'altronde non mi sono mai trovata in questa situazione.) Da questo punto di vista, la GS è abbastanza democratica. Non c'è un importo minimo che tu devi versare anche se guadagni 0.
Per il resto, anch'io non ho mai difeso questo istituto.
Non mi è comunque chiaro quando scrivi

Chiunque che ha scelto di rimanere nella GS, debba assumersi la responsabilità. All'ottica del paragrafo precedente: chi ha versato all'INPS solo quando fatturava e in base quanto fatturava, deve capire.

O siamo polli o siamo aquile, i falchi almeno, colombe perché no, ma polli e pecore, no.


Nulla è gratis. Se non versi niente, non ti puoi aspettare niente e non c’entrano né polli o pecore né acquile o altri volatili. O c'è qualcosa che mi sfugge?


Tom in London
 

Christel Zipfel  Identity Verified
Member (2004)
Italian to German
+ ...
Mi sembra molto saggio Feb 13

Anthony Keily wrote:

...non mi aspetto niente dell'INPS. Pago il pizzo e taccio. La spesa pubblica pensionistica è una voragine destinata a crescere nel tempo.


a patto di avere abbastanza risorse quando sarà il momento di andare in pensione. Per molti invece sarà un amaro risveglio se hanno fatto le cicale per tutta la vita.


Tom in London
 


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