Che fine ha fatto la traduzione italiana dei nomi geografici?
Thread poster: Gaetano Silvestri Campagnano

Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
Local time: 13:06
Member (2005)
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Oct 30

Mi dispiace dover prendere spunto, per questo argomento, dal triste episodio sismico di oggi nell'Egeo, ma avrete notato che praticamente tutti i media italiani, in queste ore, utilizzano il nome "Samos" per indicare l'isola greca che in italiano avevamo sempre conosciuto come "Samo".

Questo è, senza dubbio, un vecchio punto dolente, più volte oggetto di discussione in questo forum, che a sua volta fa parte di un punto ancora più dolente, cioè il livello di preparazione cultural
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Mi dispiace dover prendere spunto, per questo argomento, dal triste episodio sismico di oggi nell'Egeo, ma avrete notato che praticamente tutti i media italiani, in queste ore, utilizzano il nome "Samos" per indicare l'isola greca che in italiano avevamo sempre conosciuto come "Samo".

Questo è, senza dubbio, un vecchio punto dolente, più volte oggetto di discussione in questo forum, che a sua volta fa parte di un punto ancora più dolente, cioè il livello di preparazione culturale di molti nostri giornalisti, soprattutto dei telegiornali, ma non solo.

Tuttavia, come immagino che pure avrete osservato, la tendenza a ignorare la traduzione italiana di diversi nomi geografici sembra, purtroppo, prendere piede sempre più, anche al di là dell'ambito giornalistico.

Il tema è comunque molto dibattuto, e alcuni sostengono che determinate traduzioni italiane di nomi geografici, soprattutto di città, sono ormai passate di moda, e riproporle sarebbe ormai anacronistico. Un esempio tipico sono i nomi di alcune città tedesche, che ormai vengono menzionate soltanto come Augsburg, Trier e Ulm, e non più come Augusta, Treviri e Ulma.

Ora, sarà anche vero che molte traduzioni sono passate di moda e che utilizzare, in contesti attuali, nomi come "Acquisgrana" al posto di "Aachen" rischierebbe quasi di suscitare ilarità. Però il fenomeno della non traduzione è ormai talmente diffuso da sembrare quasi generalizzato, e la mia sensazione è che questa tendenza a non tradurre derivi proprio da una mancanza di conoscenza o, ancor peggio, dal rifiuto della conoscenza stessa. Si tratterebbe, perciò, della vera e propria pigrizia mentale di chi non vuole fare il minimo sforzo per apprendere e documentarsi. E temo che i suddetti giornalisti contribuiscano anch'essi a questo atteggiamento non certo rassicurante.

Concludo con un episodio abbastanza emblematico della questione, che riguarda la mia esperienza personale e risale a diversi anni fa. Ebbene, in quell'occasione, nel quadro di una revisione a una mia traduzione dall'inglese, il revisore, abbastanza preparato e solitamente molto discreto, mi segnò come errore la traduzione "Nimega" per "Nijmegen", nome della nota città olandese che in inglese, come sappiamo, rimane invariato. Il revisore, in quel caso, sostenne che anche in italiano il toponimo doveva rimanere nella forma originale, e che la traduzione "Nimega" era ormai superata da tempo.

In quell'occasione, anche per la buona considerazione che avevo del revisore, accettai la sua modifica senza discutere, prestando totalmente fede alla sua tesi. Tempo dopo, però, me ne dovetti pentire, perché scoprii per puro caso che, contrariamente a quanto sosteneva il revisore, la traduzione "Nimega", riguardo alla città olandese in questione, è ancora ben viva, perfettamente attuale e diffusissima. O, almeno, tale sembra essere finora e, visto il problema in oggetto, non so per quanto tempo lo sarà ancora...

Buon fine settimana a tutti,

Gaetano


[Modificato alle 2020-10-30 23:34 GMT]
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Emanuele Vacca
Luca Tutino
P.L.F.Persio
Teresa Borges
marco mataloni
Angie Garbarino
 

Luca Tutino  Identity Verified
Italy
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Spero di non essere stato io... Oct 31

A me sembra che questa "discesa scivolosa" abbia preso avvio con i cambiamenti di nome di Bombay, Pechino e anche di Ceylon, e della Birmania. Tutti cambiamenti che sono generalmente stati motivati da cause più o meno precise, tranne Beijing per la quale, non ho mai capito perché, forse seguendo una moda dei paesi anglofoni, improvvisamente giornali e telegiornali decisero che la versione latinizzata fosse da rifiutare, pur mantenendo sempre inalterata Nanchino.

Oltre a conoscere
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A me sembra che questa "discesa scivolosa" abbia preso avvio con i cambiamenti di nome di Bombay, Pechino e anche di Ceylon, e della Birmania. Tutti cambiamenti che sono generalmente stati motivati da cause più o meno precise, tranne Beijing per la quale, non ho mai capito perché, forse seguendo una moda dei paesi anglofoni, improvvisamente giornali e telegiornali decisero che la versione latinizzata fosse da rifiutare, pur mantenendo sempre inalterata Nanchino.

Oltre a conoscere la maggior parte di questi i nomi italiani, una volta giornalisti e redattori compravano e consultavano regolarmente annuari e atlanti autorevoli aggiornati per accertarsi che le varie denominazioni, comprese quelle geografiche, non avessero subito variazioni motivate. E, pur dovendo dettare i loro pezzi telefonicamente, magari a braccio, o sfornarli nelle ore notturne più avanzate, non omettevano di eseguire ulteriori controlli ove necessario. Oggi invece sembra inopportuno anche dare un'occhiata al sito della Treccani online o a Wikipedia (che invece anche in questo è meritevole).

Chi censura Nimega non dice Anvers o Antwerpen quando parla in italiano ma è solo comprensibilmente troppo orgoglioso per ammettere di avere ignorato il nome italiano fino a quel momento (ricordo ancora quando capitò momentaneamente anche a me, ma non credo fosse quella volta con Gaetano), o troppo pigro o poco "preparato" per consultare le fonti corrette quando necessario. A mio avviso neanche il nome di Aquisgrana può essere considerato un anacronismo, visto che gli olandesi continuano da sempre a chiamarla Aken e i francesi Aix-la-Chapelle. Il nome nella lingua originale non è cambiato nel tempo, sicché non c'è bisogno di complicare ulteriormente le cose cambiando il nome affermatosi in italiano. Eppure la lingua ha una vita propria, e se questa tendenza non si arresterà (come fortunatamente sembra sfumare l'uso improprio del "piuttosto che"), allora tra qualche decina d'anni questi nomi di città resteranno solo nei vecchi libri di storia. Per il momento a mio avviso è compito di noi traduttori è mantenere la dicitura italiana corretta.

Oppure si può scegliere l'esempio di chi, di fronte alle telecamere, trova molto fine mostrare di conoscere le coniugazioni ordinando continuamente agli interlocutori di consentirgli e infilare fettine di de cuius nelle interviste come cavoli a merenda, e quindi dire (se ci riesce!) che il parlamento olandese si riunisce a 's-Gravenhage per vedere se fa più effetto.
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P.L.F.Persio
Teresa Borges
PAOLA MARIANI
 

Tom in London
United Kingdom
Local time: 12:06
Member (2008)
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Che? Oct 31

Che fine ha fatto? Per me risale a Mussolini. Vorresti forse tornare a dire "ristoratore" anziché ristorante?

Francesca Grandinetti
 

P.L.F.Persio  Identity Verified
Netherlands
Local time: 13:06
Member (2010)
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Tjonge, jonge! Oct 31

Luca Tutino wrote:

Oppure si può scegliere l'esempio di chi, di fronte alle telecamere, trova molto fine mostrare di conoscere le coniugazioni ordinando continuamente agli interlocutori di consentirgli e infilare fettine di de cuius nelle interviste come cavoli a merenda, e quindi dire (se ci riesce!) che il parlamento olandese si riunisce a 's-Gravenhage per vedere se fa più effetto.


E ancora grazie che non si riunisca a Scheveningen o a 's-Hertogenbosch.

Guilty as charged: prima di emigrare nei Paesi Bassi, avevamo seguito un corso intensivo di lingua olandese (neerlandese, magari) presso l'Università di Groningen... avrei dovuto scrivere Groninga, ma mi suona così strano, come anche Nimega.
Detto questo, non posso certo piegare la lingua italiana ai miei gusti per cui, a beneficio dei miei ex connazionali, scriverò ufficialmente Nimega e Groninga, come d'altronde scrivo L'Aia e non Den Haag, Leida e non Leiden, ma forse pronuncerò Amsterdam con la s leggermente sibilante, tanto per mimetizzare il mio accento da Super Mario, conversando con i miei nuovi vicini.

Per Tom: mi sembra di ricordare che, durante il famigerato ventennio, alla canzone americana Saint Louis Blues fosse stato imposto l'italianissimo titolo di Le tristezze di San Luigi.


texjax DDS PhD
 

il barbaro
Italy
Local time: 13:06
Roba da scuola dell'obbligo Oct 31

La pace di Aquisgrana vi ricorda niente? E Barcellona con quante "l" la scrivete? Preferite Lisboa, Lisbon o Lisbona? Paris o Parigi? Bruxelles o Brussels? Berlin o Berlino? Munich o Monaco? Zurich o Zurigo? Geneve o Ginevra?
E gli stranieri come si comportano? Traslitterano i nomi? Ne "storpiano" la pronuncia? Ne modificano la morfologia? Li traducono?
Si tratta di una domanda che sembra cascare a pennello per i cittadini d'oltralpe o i sudditi di sua maestà britannica che ancora s
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La pace di Aquisgrana vi ricorda niente? E Barcellona con quante "l" la scrivete? Preferite Lisboa, Lisbon o Lisbona? Paris o Parigi? Bruxelles o Brussels? Berlin o Berlino? Munich o Monaco? Zurich o Zurigo? Geneve o Ginevra?
E gli stranieri come si comportano? Traslitterano i nomi? Ne "storpiano" la pronuncia? Ne modificano la morfologia? Li traducono?
Si tratta di una domanda che sembra cascare a pennello per i cittadini d'oltralpe o i sudditi di sua maestà britannica che ancora si ostinano a pronunciare parole e frasi latine (quando le conoscono) in modo a dir poco bizzarro, almeno per le consuetudini di quanti il latino l'hanno studiato a scuola. E magari credono che sponsor sia parola "loro" e ci aggiungono una "s" per indicarne più d'uno, mentre noi apprendiamo che i prestiti non si declinano.
E meno male che i traduttori dovrebbero essere per definizione aperti e internazionali...
C'è nessuno qui abbastanza vecchio da ricordare come salutava il buon Ruggero Orlando?
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Giovanni Guarnieri MITI, MIL  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 12:06
Member (2004)
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Se esiste... Oct 31

una traduzione ufficiale, io la uso, forse perché sono un po' avanti con gli anni e sono cresciuto con Nimega e Acquisgrana...

Angie Garbarino
P.L.F.Persio
Mariella Bonelli
Elena Simonelli
 

Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
French to Italian
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Anch'io Oct 31

Giovanni Guarnieri MITI, MIL wrote:

una traduzione ufficiale, io la uso, forse perché sono un po' avanti con gli anni e sono cresciuto con Nimega e Acquisgrana...


Eppure un solerte revisore qualche anno fece un commento al mio GAND, scrivendo "Never Heard".


 

texjax DDS PhD  Identity Verified
Local time: 07:06
Member (2006)
English to Italian
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Qui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando Oct 31

Indimenticabile!

Il primo corrispondente RAI da New York. Senz'altro impresso nella memoria dei non più giovanissimi.

Per chi non lo ricorda o non lo conosce, un piccolo estratto condito con un aneddoto storico.

"Anche per via di una dizione ben lontana dalla perfezione, unita a un incedere piuttosto singolare e alla particolare formula «Qui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando», con cui amava aprire i suoi collegamenti televisivi, divenne in b
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Indimenticabile!

Il primo corrispondente RAI da New York. Senz'altro impresso nella memoria dei non più giovanissimi.

Per chi non lo ricorda o non lo conosce, un piccolo estratto condito con un aneddoto storico.

"Anche per via di una dizione ben lontana dalla perfezione, unita a un incedere piuttosto singolare e alla particolare formula «Qui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando», con cui amava aprire i suoi collegamenti televisivi, divenne in breve tempo una vera e propria star dell’informazione televisiva, capace di raccontare l’America agli italiani con uno stile originale e personalissimo. Nella notte tra il 20 e 21 luglio 1969 fu proprio lui a narrare, dalla sede della NASA (National aeronautics and space administration) a Houston, la storica impresa del primo uomo sulla Luna (con una lunga diretta televisiva segnata da un gustosissimo battibecco con il collega Tito Stagno, che conduceva la trasmissione da Roma, colpevole di avere anticipato di quasi un minuto lo storico atterraggio del modulo lunare)."

-Enciclopedia Treccani-

È universalmente accettato che oggi Nuova York sia New York per tutti, tuttavia trovo che la forma tradotta, seppur desueta e della quale non intendo farmi paladina, conservi un certo fascino.
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P.L.F.Persio
PAOLA MARIANI
 

Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
Local time: 13:06
Member (2005)
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Altro argomento Oct 31

Tom in London wrote:

Che fine ha fatto? Per me risale a Mussolini. Vorresti forse tornare a dire "ristoratore" anziché ristorante?


Ciao Tom,

Se è per questo, nel famoso nostro "ventennio", quanto a traduzioni forzate si è fatto di molto peggio, e ne ho parlato anch'io varie volte nel forum. Ma non è questo il punto. Qui si tratta di un altro argomento, e cioè il fatto che non si usino forme tradotte di toponimi consolidate da tempo, come esistono in ogni lingua.

Immagino che anche tu, in inglese, scriva o dica "Leghorn" e non "Livorno" (la forma inglese è sicuramente ignota a molti italiani, come pure il relativo aggettivo italiano "labronico"), "Ghent" e non "Gent", "Antwerp" e non "Antwerpen", "Gothenburg" e non "Göteborg" e così via, e che, se tu dovessi rilevare la versione non tradotta di questi nomi in un testo inglese, sia in qualità di revisore che di puro lettore, la considereresti un errore evidente. Come pure, sicuramente non ti sogneresti di revisionare in modo errato le forme tradotte, ripristinando la forma non tradotta con l'affermazione che la traduzione sarebbe "passata di moda".

Gaetano

[Modificato alle 2020-11-01 03:17 GMT]


Angie Garbarino
Elena Simonelli
 

Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
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Oct 31

Luca Tutino wrote:

Beijing per la quale, non ho mai capito perché, forse seguendo una moda dei paesi anglofoni, improvvisamente giornali e telegiornali decisero che la versione latinizzata fosse da rifiutare, pur mantenendo sempre inalterata Nanchino.

E io che sono anziana mi confondo, ci credi se ti dico che qualche anno fa andai a cercare in internet proprio Beijing per poi scoprire la verità.


 

Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
Local time: 13:06
Member (2005)
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Allora è proprio la fine Oct 31

Angie Garbarino wrote:

Luca Tutino wrote:

Beijing per la quale, non ho mai capito perché, forse seguendo una moda dei paesi anglofoni, improvvisamente giornali e telegiornali decisero che la versione latinizzata fosse da rifiutare, pur mantenendo sempre inalterata Nanchino.

E io che sono anziana mi confondo, ci credi se ti dico che qualche anno fa andai a cercare in internet proprio Beijing per poi scoprire la verità.


Confesso che sono veramente allibito dal fatto che qualcuno sia potuto arrivare a lasciare non tradotto il nome di Pechino. Personalmente, però, devo dire che, finora, non ho mai visto nulla del genere, e vedo che, per fortuna, sia nei media che nel web (compresi i siti più autorevoli e ufficiali), il nome "Pechino" è ancora normalmente utilizzato.

Si può capire che alcuni cambiamenti avvengano anche per motivi politici, come il fatto che, da quasi mezzo secolo, non si dice più "Formosa" (prestito dal portoghese) ma "Taiwan". Ma se dovesse persino scomparire l'abituale nome tradotto della ben nota capitale cinese, utilizzato da sempre, allora credo che sarebbe veramente la fine, e non solo della lingua italiana, ma forse anche della stessa intelligenza e di ogni minima volontà di apprendimento.

Gaetano

[Modificato alle 2020-10-31 16:04 GMT]


Angie Garbarino
 

Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
Local time: 13:06
Member (2005)
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Errata corrige Nov 1

Errata corrige: chiedo venia per la svista, rilevata solo adesso, nell'aver scritto "Acquisgrana" anziché "Aquisgrana". Ringrazio inoltre Luca per aver fatto presente che neppure il nome italiano di questa città è ancora superato. Ho scritto che mi sembrava comico utilizzarlo al giorno d'oggi perché, anche in quel caso avevo dato per buone delle affermazioni che poi si sono rivelate infondate. Avevo cioè prestato fede ad alcuni colleghi germanisti che, in una vecchia e ben nota "mailing lis... See more
Errata corrige: chiedo venia per la svista, rilevata solo adesso, nell'aver scritto "Acquisgrana" anziché "Aquisgrana". Ringrazio inoltre Luca per aver fatto presente che neppure il nome italiano di questa città è ancora superato. Ho scritto che mi sembrava comico utilizzarlo al giorno d'oggi perché, anche in quel caso avevo dato per buone delle affermazioni che poi si sono rivelate infondate. Avevo cioè prestato fede ad alcuni colleghi germanisti che, in una vecchia e ben nota "mailing list" di traduttori, mi assicuravano che, ormai da tempo, il nome della città di Carlo Magno non sarebbe stato più tradotto. D'ora in poi non devo fidarmi più di nessuna asserzione di questo genere...

Buona Domenica a tutti,

Gaetano

[Modificato alle 2020-11-01 14:30 GMT]
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Giovanni Guarnieri MITI, MIL  Identity Verified
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Local time: 12:06
Member (2004)
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Errata corrige 2 Nov 3

Per Aquisgrana...

 


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