Regime fiscale agevolato - punti oscuri (per me)
Thread poster: Chiara_M

Chiara_M  Identity Verified
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Oct 18, 2005

Buongiorno a tutti,
siccome so che qui ci sono alcune persone sotto regime fiscale agevolato o forfettino che dir si voglia e siccome la mia commercialista è fuori sede in questi giorni, volevo approfittare di voi per chiarirmi le idee su alcuni punti. (Ho letto varie discussioni sull’argomento nel forum ma sono servite solo a confondermi ancora di più)

La premessa è ho deciso di aprire la partita IVA e pensavo proprio di usufruire del regime fiscale agevolato. Non sono però sicura, dopo aver letto il documento sul sito dell’agenzia delle entrate, di avere i requisiti necessari. Si dice infatti:

* l'attività da esercitare non deve costituire il proseguimento di un'altra attività svolta precedentemente anche in forma di lavoro dipendente o autonomo (tranne il caso del periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni)*

Io svolgo già l’attività di traduttrice, da diversi mesi, con collaborazioni occasionali, quindi secondo questo principio la mia sarebbe da considerarsi la prosecuzione di un’attività già in corso?

Entrando poi nello specifico leggo:

*riduzione del carico fiscale: infatti, è prevista una tassazione forfetaria del reddito d'impresa o di lavoro autonomo, con l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef, e relative addizionali regionali e comunali, nella misura del 10%. Il versamento dell'imposta sostitutiva si esegue entro i termini ordinari stabiliti per il versamento delle imposte sui redditi con il modello “F24” (indicando il codice tributo 4025). Il reddito di lavoro autonomo o d'impresa, giacché soggetto ad imposta sostitutiva, non concorre alla formazione del reddito complessivo netto ai fini Irpef*

E:

*non assoggettamento a ritenuta d’acconto, da parte del sostituto d'imposta, dei ricavi e dei compensi riguardanti il reddito oggetto del regime fiscale agevolato; a tal fine i contribuenti devono rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti che il loro reddito è soggetto ad imposta sostitutiva e che pertanto non deve essere effettuata la ritenuta d’acconto*

Quindi il sostituto di imposta (il cliente) non mi versa la ritenuta d’acconto che, però, dovrò poi versare io con il modello F24 (entro il 15 del mese successivo all'incasso dell'importo), giusto? E, escluse le varie addizionali del caso, la mia aliquota Irpef è del 10% quindi fissa, senza che sia calcolata in base al reddito annuo?

Insomma, se avessi la partita IVA con un regime ordinario ed emettessi una fattura con un imponibile di 100 euro avrei:
imponibile: 100
ra: -20
iva: +20
netto da pagere: 100
A me resterebbe solo da fare il conguaglio a fine anno (e considerando che la mia aliquota dovrebbe aggirarsi intorno al 18% andrei a credito).

Se invece avessi il regime agevolato ed emettessi sempre una fattura con un imponibile di 100 euro avrei:
imponibilie: 100
iva: 20
netto da pagare: 120
Io poi dovrei versare 20 di imposta sostitutiva e al momento del conguaglio dovrei pagare le varie addizionali e un 10% fisso (anziché il 18%).

È così oppure non ho capito niente?

Tra l’altro, per vari motivi, mi ero convinta che avrei fatto meglio ad aprire la partita IVA subito, pur “perdendo” un anno di regime agevolato (visto che siamo praticamente a fine ottobre). Ma un dipendente dello studio della mia commercialista con cui ho parlato ieri me lo ha sconsigliato vivamente, perché a sua detta, il 2005 sarebbe stato oggetto degli studi di settore. A me, invece, pare di aver letto da qualche parte che, nel periodo di regime agevolato, si è esonerati dagli studi di settore, ma non trovo conferme su questo punto.

Grazie a tutti e buon lavoro,
Chiara


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Barbara Micheletto
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Fino a qualche anno fa... Oct 18, 2005

ho avuto anch'io il regime fiscale forfettario e mi ricordo che c'era un certo "tetto" di guadagno (se ben ricordo, all'epoca erano 20.000.000 di lire)oltre il quale era obbligatorio passare al regime ordinario. In ogni caso i clienti versavano per me la ritenuta in quanto l'eventuale superamento del suddetto "tetto" si poteva verificare solo a fine anno, e quindi con la dichiarazione dei redditi successiva. Quindi andavo a credito ed effettuavo una compensazione detraendo tale credito dall'lVA dovuta. La "fregatura" per me è stata che quando ho iniziato a guadagnare più della cifra stabilita (poco di più!), ho dovuto passare al regime ordinario, poi l'anno dopo ho guadagnato di meno e non mi è stato più possibile ripassare al regime forfettario (così almeno sostiene la commercialista...). Attualmente cmq il regime ordinario è per me migliorato in virtù della cosiddetta "no tax area" (reddito esentasse fino alla concorrenza di 7500 euro, a quanto ne so). In ogni caso cerca di consigliarti molto bene giacché da quanto ho capito non si può passare da un regime all'altro con facilità. Nel tuo conto dovresti inoltre considerare anche i contributi previdenziali (il 10% anno, con il 4% versato dal cliente).
Io mi fido della mia commercialista, però a mio parere mi fornisce sempre troppo poche spiegazioni ed è sempre un po' "criptica"... infatti non ho capito perché io non possa di nuovo cambiare il suddetto regime!
Auguroni.
Barbara


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Laura Gentili  Identity Verified
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Studi di settore Oct 18, 2005

Ciao,
posso solo dirti che quando, nell'ottobre 2002, ho aperto la P. IVA con regime agevolato, lo studio di settore non è stato fatto solo per il primo anno (2002). A partire dal secondo anno la mia commercialista ha predisposto lo studio di settore.

Laura


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Fabio Scaliti  Identity Verified
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Partito a luglio 2004... Oct 18, 2005

Ciao Chiara,

anch'io ho optato per il regime agevolato (forfettino) e anch'io avevo fatto (poche) prestazioni occasionali di traduzione. Il commercialista, al riguardo, ha fatto orecchie da mercante e ha detto che era ininfluente.

Per le tasse, nel mio caso

- i committenti non versano alcuna ritenuta d'acconto; in calce alle fatture, il commercialista mi ha detto di inserire la seguente dicitura:

"Prestazione esonerata dall’effettuazione della ritenuta d’acconto poiché trattasi di compenso soggetto ad imposta sostitutiva a seguito dell’adesione al regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali di cui all’art. 13 della Legge 388/2000."

- A giugno ho fatto la dichiarazione dei redditi; calcolato il reddito imponibile al netto delle spese, sto pagando il 10% esatto del reddito in sostituzione all'IRPEF + le addizionali locali + 4% IRAP.

- Per il 2004 pago il 10% di INPS perché versavo anche dei contributi come lavoratore dipendente; quest'anno avrò contributi soltanto da lavoro autonomo e il commercialista dice che sono il 18%

- Le mie fatture sono strutturate così:

[calcoli vari cartelle * tariffa]

Totale = 100

Contributo previdenziale
INPS gestione separata L.662/96 (4%) = 4

Imponibile IVA = 104

IVA 20% = 20.8

Totale fattura = 124.8

- Verso l'IVA una volta all'anno e non trimestralmente, dopo aver fatto la denuncia dei redditi; ho rateizzato tutto, imposte ed IVA, con interessi dello 0.4%

Spero di esserti stato utile; se saltano fuori errori, vado dal commercialista e lo strozzo

Saluti a tutti,

Fabio


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Fabio Scaliti  Identity Verified
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Il tetto massimo... Oct 18, 2005

... per il forfettino è di 36.000 euro.

Ciao,

Fabio


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Chiara_M  Identity Verified
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INPS Oct 18, 2005

Ma perché più leggo pareri e scampoli di esperienza più mi sento confusa?

L'INPS non è il 12% di cui il 4% a carico dell'agenzia e l'8% nel caso del traduttore?


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Befanetta81
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INPS Oct 18, 2005

Ciao Chiara,

Io devo pagare solo il 4% per quanto riguarda l'INPS.

Il mio commercialista mi ha detto che posso indicare anche il 4% sulle fatture estere, a patto che i miei clienti stranieri pagano questo 4% calcolato sull'importo, altrimenti devo pagare di tasca mia.

Cmq calcolo una fattura italiana così

Importo + 4% INPS +20 IVA

Io non capisco perchè alcuni aggiungono poi -20 % R.A.

Mah, io ho aperto la partita Iva a luglio e sinceramente il mio commercialista non capisce un bel tubo!

Saluti
Befanetta


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Laura Gentili  Identity Verified
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Ora sono il 18% Oct 18, 2005

Chiara M. wrote:

Ma perché più leggo pareri e scampoli di esperienza più mi sento confusa?

L'INPS non è il 12% di cui il 4% a carico dell'agenzia e l'8% nel caso del traduttore?



I contributi previdenziali ERANO il 12% ma ora sono il 18%.

Laura


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RB Translations  Identity Verified
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è complicato Oct 18, 2005

Ciao Laura,
all'inizio è un po' complicato, ma poi vedrai che con l'aiuto del commercialista ne vieni fuori.

Per il contributo INPS, la percentuale è del 18 e rotti per cento. Se il tuo cliente accetta ti puo pagare il 4% (che metti quindi in fattura e dichiari come entrata). Poi quando paghi le tasse metti tu il 15% in più da dare all'INPS.
In alcuni casi il cliente non ti da un 4% in più rispetto alla cifra pattuita; se vuoi puoi scorporare tu l'importo in fattura, ma alla fine della fiera sempre il 18% all'INPS devi versare. Non cambia nulla perché per noi è il 4% è considerato sempre un ricavo ed è imponibile.

La ritenuta d'acconto non c'è: a fine anno calcoli il 10% sul tuo fatturato e lo versi allo stato.
Quando finisci il regime agevolato il 20% del fatturato viene versato dal sostituto d'imposta. Poi a fine anno calcoli la tua irpef in base alle aliquote e al tuo fatturato e togli dalla somma la ritenuta d'acconto, che è già stata versata a tuo nome dai clienti.

Il limite massimo per il regime agevolato mi pare sia sui 31.000 euro, ma se guardi sul sito dell'agenzia delle entrate trovi la somma esatta.

Anch'io prima avevo lavorato come traduttrice con notule, ma per il mio commercialista non ha rappresentato un problema!

Buona fortuna!


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Claudia Mattaliano  Identity Verified
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Precisazione Oct 18, 2005

Nel caso del forfettino il tetto massimo è di 30.987,41 euro (ai tempi 60 mio.). Ho tirato scema la mia commercialista perché me lo dimenticavo ogni volta

In bocca al lupo!
Claudia


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.O.
regime agevolato Oct 18, 2005

Concordo con tutte le indicazioni fornite da Fabio (quindi, in caso di errore, i commercialisti da strozzare sono due!). Anch'io ho aperto la partita iva nel 2004 (a gennaio — proprio per la questione degli studi di settore, da cui si è esclusi durante il primo anno) optando per il regime agevolato. Similmente le mie esperienze precedenti con contratti diversi non sono state un ostacolo.

Nelle mie fatture riporto la stessa dicitura riferita all'esenzione dall'R.A. Pago l'iva tutta insieme a partire da marzo dell'anno successivo, e le varie tasse/contributi similmente a partire da giugno dell'anno successivo (si può richiedere la rateizzazione dei pagamenti).
Il regime agevolato dura 3 anni o fino al superamento del limite di reddito che a me risulta essere 28.000 EUR.

Per quanto riguarda l'INPS, anch'io l'anno scorso avevo un lavoro part-time da dipendente, quindi l'aliquota per me è stata del 10%. Quest'anno pagherò il 18%.
Il 4% è la rivalsa per la contribuzione INPS che possiamo richiedere ai clienti (inizialmente pensavo fosse un diritto, invece, mi par di capire che è facoltativa).

A parte il vantaggio economico di pagare l'irpef al 10 anziché 20%, e la maggiore disponibilità di liquidità rispetto al caso in cui il cliente trattenga la R.A. e l'iva sia corrisposta trimestralmente, io trovo molto semplice e comoda la mia gestione contabile e fiscale "degli onorari e degli acquisti": di fatto mi basta andare dal commercialista una sola volta l'anno (che pure abbatte i costi gestionali).

Ciao a tutti,
Oriana


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Chiara_M  Identity Verified
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TOPIC STARTER
Grazie... Oct 19, 2005

Ringrazio tutti per gli interventi che mi hanno, in parte, chiarito le idee.

Chiara


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