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Offerta spettacolare nel cuore dell'Europa: svista clamorosa o sconcertante realtà?
Thread poster: Gaetano Silvestri Campagnano

Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
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Nov 11, 2005

Cari colleghi

Questa volta non credo davvero ai miei occhi.

Si è parlato finora, in un recente thread, di offerte di lavoro provenienti da paesi extraeuropei considerate "scandalose" per le tariffe miserevoli proposte dai committenti. Molti, come è spesso è avvenuto già in passato in queste discussioni, hanno cercato di giustificare queste tariffe con spiegazioni di natura geografica, sociale ed economica, relative al contesto specifico dei paesi in cui si trovano i committenti. Indipendentemente dall'attendibilità di queste spiegazioni, non si può negare che esse avessero indubbiamente una loro logica e una certa verosimiglianza, almeno parziale.

Ma ora, invece, cosa si deve pensare quando si vede un'offerta come quella comparsa oggi nell'area "Jobs" provenire da uno dei paesi più ricchi ed avanzati della nostra Europa e da una delle aziende più rinomate e importanti di quel paese, che raccoglie giudizi entusiastici in tutti i siti di traduttori presenti in rete?

Non so se ve ne siete accorti: per il lavoro in questione, relativo a un numero abbastanza esiguo di parole (neppure 2500), è stata offerta una cifra che nel cambio in Euro, divisa per il numero di parole da tradurre, dà la bellezza di 0,024 Euro a parola!!!

A questo punto, e scusate il bisticcio verbale, sono davvero senza parole…

Finché si trattava di zone esotiche e remote rispetto all'Europa, che si trovano su ben altri lidi e oceani, per certi versi, determinate offerte irrisorie si potevano anche capire. Ma cosa dire ora di quest'offerta, che tutti vediamo oggi in ProZ? Occorre cedere alla tentazione di trarre delle conclusioni forse affrettate e gettare all'aria tutto il solito discorso sulla latitudine e sull'area geografica, concludendo semplicemente che ormai in realtà non c'è più limite al peggio, in qualsiasi zona e paese ci si trovi?

Oppure, come tutti vorremmo sperare (anche se se in genere veniamo sempre delusi), si è trattato di una svista colossale del committente che ha inserito il lavoro?

Non aggiungo più altro e sono davvero desideroso di sentire il vostro parere a riguardo, non nascondendo anche che continuo a sperare di avere avuto le traveggole e di sentirmi dire da uno di voi che ho preso una cantonata colossale...

Gaetano


[Edited at 2005-11-12 07:55]


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Roberta Anderson  Identity Verified
Italy
Local time: 13:28
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realtà locale Nov 12, 2005


Si è parlato finora, in un recente thread, di offerte di lavoro provenienti da paesi extraeuropei considerate "scandalose" per le tariffe miserevoli proposte dai committenti.


Più che il luogo di provenienza dei committenti, è utile considerare il luogo di provenienza dei service providers.
Due recenti quick poll forniscono questi dati:

- su quasi 1000 persone che hanno risposto al poll http://www.proz.com/?sp=polls&sp_mode=past&action=results&poll_id=424, quasi il 70% sono in Europa

- E su 650 persone che si trovano in Europa (in linea con il 70% del precedente poll) che hanno risposto all poll in corso, il 30% (la fetta più grande) si trova in Italia/Portogallo/Spagna, e un altro 25% tra UK/D/F

Non penso che tarderemo a vedere un poll tipo "dove si trovano i tuoi clienti", e azzarderei che le percentuali maggiori saranno Europa e USA.

Le tariffe basse non hanno niente a che fare con "altre regioni geografiche", ma con la nostra situazione locale

Ho più o meno gli stessi clienti da 7 anni, e applico più o meno le stesse tariffe di 7 anni fa (mentre la spesa al supermercato mi costa decisamente di più di 7 anni fa, anche se mangio sempre la stessa roba). E a intervalli regolari mi trovo a discutere con clienti fedeli sulla possibilità di abbassare le tariffe...

Certo, rispetto a 7 anni fa alcune spese di lavoro si sono notevolmente ridotte (solo i collegamenti telefonici, ad esempio, ridotti a 1/10; hardware e ram più economici; non devo più ricorrere alle spese del corriere...), ma la riduzione delle spese non dovrebbe giustificare un abbassamento delle tariffe (se le tariffe sono uguali a 7 anni fa, vuol dire che in proporzione sono più basse...)

[Edited at 2005-11-12 07:31]


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RB Translations  Identity Verified
Australia
Local time: 21:28
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Triste realtà! Nov 12, 2005

Ciao Gaetano,
purtroppo direi che il mercato va un po' così. Io personalmente vengo contattata frequentemente da agenzie che mi propongono lavori a 0,03 a parola, e si tratta di agenzie del nord Italia, non ubicate in lidi esotici o in paesi con un costo di vita inferiore...
E mi pare di capire che comunque non fatichino a trovare traduttori, quindi torniamo a un tema dibattuto estensivamente qui su proz.
Chissà, magari nel caso in questione era davvero una svista! Speriamo!


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 08:28
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Parliamo in soldoni Nov 12, 2005

Cari colleghi,

si parla sempre di tariffe in termini di centesimi o frazioni... per esempio, 0,08 o 0,05 o 0,024 a parola, e questi valore, secondo me, fanno un po' perdere di vista il lato pratico del totale di una giornata di lavoro o del reddito complessivo nell'arco di un mese.

Vorrei fare qualche trasformazione da centesimi per parola a reddito netto mensile, con due semplici moltiplicazioni che potrebbero aiutare qualcuno ad avere il polso della situazione.



Calcoliamo una produzione, non bassa, di 2000 parole al giorno, pari a 8 cartelle (7-8 ore di lavoro, per 350 parole medie per ora di traduzione, e aggiungendo il tempo necessario per la rilettura e revisione finale.

Calcoliamo inoltre un carico fiscale pari al 40%, per alcuni è più alto, per altri più basso, ma con il 40% in prima approssimazione non si sgarra di molto.

Otteniamo quanto segue:

0,03 EUR a parola corrispondono a 60 EUR di reddito lordo, pari a 36 EUR netti al giorno. In 22 gg lavorativi si guadagnano 1320 EUR lordi (792 EUR netti) al mese.

0,05 EUR a parola equivalgono a 100 EUR lordi (60 EUR netti) al giorno, ovvero 2200 EUR (1320 EUR) netti al mese.

0,08 centesimi a parola sono pari a 160 EUR lordi (96 EUR netti) al giorno, ovvero 3520 EUR lordi (2112 EUR netti) al mese.



Note:

1.
Essendo freelance, non siamo sicuri di lavorare 5 giorni su 7, ovvero 22 gg al mese, e bisogna tenerne conto nel fare un prezzo.
I calcoli che ho fatto sopra sono prudenti nei volumi, ma sono anche validi solo per chi ha un flusso pressoché continuo di lavoro. Ogni giorno senza lavoro riduce il totale a fine mese.

2.
Ho tenuto conto, indirettamente, dei tempi lavorativi necessari per il marketing, l'amministrazione e altre faccende di contorno collegate al lavoro, non superando "volutamente" il volume medio di 2000 parole finite al giorno.



Conclusione:
Visti i prezzi di affitti, vitto e ogni altro servizio o bene di consumo, nonché l'esigenza di prevedere accantonamenti per assicurazioni private o pensioni, ecc. le tariffe accettabili in un paese come l'Italia, a mio giudizio, partono da 8 centesimi a parola, equivalenti a circa 18 EUR a cartella.
Per ogni prestazione effettuata a tariffe inferiori si rimane a livelli di sussistenza o si lavora gravemente in perdita.


buon fine settimana
Gianfranco


[Edited at 2005-11-12 13:58]


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 08:28
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Il prezzo viene fatto dal fornitore, non dal cliente Nov 12, 2005

Roberta Bazzoni wrote:

...il mercato va un po' così. Io personalmente vengo contattata frequentemente da agenzie che mi propongono lavori a 0,03 a parola, e si tratta di agenzie del nord Italia, non ubicate in lidi esotici o in paesi con un costo di vita inferiore...



Mandagli i conti qui sopra. Queste persone stanno semplicemente proponendo una paga vergognosamente bassa.


I loro motivi sono, solitamente, che il loro cliente non vuole spendere di più, ma questo non è un problema nostro, è un problema del cliente.
Questo è l'unico mestiere di mia conoscenza in cui i fornitori accettano che i prezzi vengano fatti dal cliente. Al rovescio del mondo normale.


* * *
Se entro in un negozio, e scelgo un abito, il prezzo lo chiedo al negoziante, e non lo decido io. Lo stesso discorso vale per i nostri servizi. Noi siamo i fornitori, noi esercitiamo l'attività di traduttori e noi facciamo il prezzo, non il cliente.

Se il cliente/agenzia propone una tariffa, per velocizzare il processo, si intende che l'ultima parola è sempre la nostra, accettando o non accettando.
E l'ultima parola è l'unica che conta.


ciao
Gianfranco




[Edited at 2005-11-12 14:16]


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Roberta Anderson  Identity Verified
Italy
Local time: 13:28
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abiti in saldo Nov 12, 2005

Gianfranco Manca wrote:

Se io entro in un negozio, e scelgo un abito particolarmente costoso, il prezzo lo chiedo al negoziante, e non lo decido io.


già, ma se vedo lo stesso abito due negozi più in là al 30% di sconto, lo compro sicuramente là!


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 08:28
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Cartellino virtuale del prezzo Nov 12, 2005

Roberta Anderson wrote:

Gianfranco Manca wrote:

Se io entro in un negozio, e scelgo un abito particolarmente costoso, il prezzo lo chiedo al negoziante, e non lo decido io.


già, ma se vedo lo stesso abito due negozi più in là al 30% di sconto, lo compro sicuramente là!


Roberta,
il mio esempio non intendeva dimostrare che il nostro mercato va gestito pari pari come il settore dell'abbigliamento al dettaglio...
Il concetto chiave che ho espresso rimane valido perché i negozianti (e non i clienti) decidono se fare una campagna di saldi, che sconto applicare e decidono anche su quali capi applicarlo.

Quello che trovo errato, si era capito, è il fatto che ci sono traduttori che "non hanno una politica dei prezzi" e prendono quello che viene offerto, al prezzo offerto dal committente. Hanno insomma un atteggiamento passivo, non hanno idea, non formano un prezzo deciso, e neppure hanno veramente capito dove si trova il livello minimo al di sotto del quale il lavoro diventa di fatto antieconomico.

Non credo che i negozianti di abbigliamento, sia pure quelli poco istruiti, abbiano una politica tanto suicida, altrimenti chiuderebbero l'attività in poco tempo. E infatti, fanno i loro conti e ad ogni capo applicano il suo bel cartellino col prezzo.

I traduttori, mal consigliati, o convinti di fare un lavoro troppo intellettuale per parlare apertamente di soldi, il cartellino lo fanno virtualmente appendere al committente, per poi scandalizzarsi se è troppo basso... bah!

ciao
Gianfranco


PS: dimenticavo, alcuni pensano di risolvere facendo decidere le tariffe a ProZ.com (chiedendo un livello minimo di tariffe nei lavori in questo sito), altri ancora, a centinaia, vorrebbero che questo compito venisse affidato alle associazioni, a un ordine, a misteriose commissioni ministeriali, o altre bizzarre entità...



[Edited at 2005-11-12 23:27]


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 13:28
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Le tariffe le decide il mercato... Nov 12, 2005

E' vero che il prezzo dovrebbe deciderlo sempre il traduttore, ma il traduttore credo che si senta spesso "costretto" (se vuole lavorare) a stare a quello che il mercato indica. E se il mercato (che costruiamo noi) ha stabilito per questo momento storico che ci sia una differenza abissale tra la tariffa che possiamo richiedere ai nostri clienti diretti e quella che POSSIAMO proporre alle agenzie (e dico "possiamo" perché altrimenti per alcuni diventa difficile lavorare), non ci resta che decidere in base alle nostre esigenze, livello di vita, bollette, spese, famiglia, investimenti, tasse, mutui, ecc. con chi e come e quando vogliamo lavorare. E a quali condizioni.

Personalmente trovo assolutamente sproporzionato che da un cliente diretto possiamo ottenere (noi e le agenzie) 25 euro a cartella e certe agenzie italiane possano arrivare a proporre al traduttore tariffe di 8-9-10 euro a cartella (o meno, come dal post di oggi).
Trovo però che se il traduttore vuole lavorare con le agenzie (che vivono fra l'altro dell'intermediazione e che investono anche loro in pubblicità, ecc. per avere quei clienti che ti permettono di lavorare) ci piaccia o no diventa quasi impossibile mantenere abitualmente le tariffe al di sopra dei 0,080 €/cartella, che è esattamente quanto molte agenzie italiane riescono a spuntare dai clienti.

Allora diciamo invece che se non è più conveniente lavorare con le agenzie a quelle tariffe di mercato (ora non mi riferisco più agli 8 euro a cartella ma ai circa 11-12-13-14 € abituali IN ITALIA -in media- per le lingue più comuni) è meglio andare a cercare lavoro dai clienti diretti. Personalmente credo sia la cosa migliore e più redditizia (mantenendo magari le agenzie come scorta in quei periodi in cui potrebbe esserci meno lavoro o meno possibilità di investire), ma come abbiamo già detto altre volte non sempre i traduttori freelance hanno voglia o possibilità o tempo di investire personalmente in marketing, in pubblicità mirata in base al targeting, in domini web, in brochure, in biglietti da visita, in tempo da dedicarci (ci vuole parecchio)... Per qualcuno potrebbe essere più facile e meno impegnativo decidere di lavorare solo con le agenzie... E sarebbe una scelta come qualsiasi altra...

Personalmente sono convinta che in Italia è difficile lavorare con le agenzie (per le lingue normali) a 0,080 €/parola (o più), e questo anche se il traduttore offre qualità, cat, esperienza, precisione, risorse e tutto il resto. Caso mai, sarà nel tempo, forse negli anni, quando quel dato traduttore sarà diventato quasi "insostituibile" per quella data agenzia che lo stima moltissimo per la sua bravura e preparazione, che il traduttore potrà riuscire forse a farsi pagare alle SUE tariffe (più alte della media). Non mi risulta però abituale come dicevo che molte agenzie ITALIANE siano disposte, in generale, a compensare il traduttore 0,080/parola (20 euro a cartella), almeno all'inizio della collaborazione, pur bravo e preparato esso sia. Lo trovo difficile anche perché se il cliente diretto chiede diversi preventivi in rete e si rende conto che la maggior parte delle agenzie gli chiedono in media 22 o 23 euro a cartella per la sua traduzione, non cederà di sicuro agli incanti di quell'altra che con promesse di qualità eccelsa dovrà pagare il traduttore 20 €/cartella, poiché in quel caso, per avere un margine di guadagno accettabile dovrebbe incrementare ancora la sua tariffa, restando -la maggior parte delle volte- senza il cliente che sa quanto vuole spendere.

Io solo spero (dopo aver letto il primo post di Gaetano) che non succeda con i clienti diretti come già succede da anni con le agenzie e mi auguro (ci auguriamo) di poter continuare a decidere noi presso i nostri clienti quanto costa il nostro lavoro, anche se questo non succeda più -in generale- con le agenzie. Certo, il riufiutare del lavoro si può sempre, ma ripeto, ciascuno conosce la propria situazione.

Teniamo duro però (più che possiamo) perché ciò non accada, affinché il nostro mercato non si impoverisca sempre di più.


[Edited at 2005-11-12 23:27]

[Edited at 2005-11-12 23:32]


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