Come stabilire un prezzo
Thread poster: gianfranco

gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 22:25
Member (2001)
English to Italian
+ ...
Nov 30, 2005

cari colleghi,

non cessa mai di stupirmi l'incessante pioggia di domande che circolano in vari siti e mailing list sul problema delle tariffe, ovvero di traduttori che chiedono in giro, in pubblico (e chi sa quante consultazioni e dilemmi in privato) per sapere che prezzo stabilire per un particolare lavoro.

* * *

Domande tipiche:
- un cliente mi chiede dalla Francia di tradurre il diploma del figlio che si iscrive all'Università di Bologna.
Quali sono i prezzi dei diplomi sul mercato francese?

oppure
- un cliente di Singapore vuole fare il suo sito in italiano. Quali sono i prezzi per siti web a Singapore?

oppure
- il cliente mi chiede di creare un glossarietto bilingue di 50-60 termini essenziali utilizzati e allegarlo alla traduzione. Qual è la tariffa standard per questo tipo di servizio?
e infinite varianti.

* * *

Io sono quasi sempre abbastanza stupito. Voi no? Non sarebbe uno dei compiti più elementari per un libero professionista, per un lavoratore autonomo, il saper fare un prezzo per qualunque servizio offerto?

Secondo me esiste un metodo generale per fare un prezzo, o preventivo, in quasi qualunque caso, anche per lavori poco standard, e invece, la grandinata di domande di questo tipo non sembra diminuire, anzi...

Non vorrei sembrare, con questa domanda, supponente o peggio. Prendete questo intervento come un piccolo sfogo personale, ma anche un tentativo di ispirare la ricerca di un metodo, con una discussione in questo forum, per fornire le coordinate essenziali a tutti quelli che hanno il problema di formare un prezzo.


ciao
Gianfranco




[Edited at 2005-12-02 20:31]


Direct link Reply with quote
 

Francesco Barbuto  Identity Verified
Local time: 02:25
English to Italian
+ ...
Come stimare una tariffa Nov 30, 2005

Carissimi,

Il tempo è denaro, no?

Allora:

(1) Quante unità di tempo devo dedicare ad un lavoro per
completarlo nel migliore dei modi? Diciamo: N unità;

(2) Quanto debbo guadagnare per unità di tempo per poter vivere
dignitosamente? Diciamo: G Euro.

(3) Che tariffa T devo chiedere per un dato lavoro?
Semplice: T = N*G

Vi sembra troppo semplicistico?

Ovviamente, se ci chiedono una Tariffa a parola (carattere, cartella, etc.), dobbiamo semplicemente stabilire quante parole (caratteri, cartelle, etc.) riusciamo a tradurre nell'unità di tempo e fare quindi qualche semplice divisione e/o moltiplicazione.


Cheers,

DSH (DaSH)


Direct link Reply with quote
 

gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 22:25
Member (2001)
English to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Uscire dalla mentalità del lavoro a cottimo Nov 30, 2005

Certo, il tempo occorrente è una buona base per la valutazione, non è l'unica ma non si può fare a meno di ignorare questo fattore.



(1) Quante unità di tempo devo dedicare ad un lavoro per
completarlo nel migliore dei modi? Diciamo: N unità;


E qui potrebbe nascere il primo problema. Spesso non si sa a priori quanto tempo occorre, però occorre avere almeno un'idea di massima, oppure un intervallo min-max.
Se non si ha neppure questa, beh, allora forse ci sono problemi più gravi di fondo, ovvero si parla di un lavoro che non si è mai fatto prima o per il quale non si ha neppure un'esperienza minima.



(2) Quanto debbo guadagnare per unità di tempo per poter vivere
dignitosamente? Diciamo: G Euro.


Anche qui occorre avere un'idea già piuttosto precisa. Se non si ha un budget personale, non solo dei costi ma anche dei ricavi per mese-giorno-ora, occorre prepararlo. Proprio per avere uno dei punti di riferimento essenziali nell'accettare lavori e fare prezzi e preventivi, ma non solo. È utile, anzi essenziale, per gestire un'attività di lavoro autonomo.



(3) Che tariffa T devo chiedere per un dato lavoro?
Semplice: T = N*G


D'accordo, ma solo in prima approssimazione. Subito entrano in gioco altri fattori diciamo 'correttivi'. Ne cito solo alcuni fondamentali:

  • Esperienza nell'argomento

    Se ho molta esperienza e posso svolgere un lavoro complesso in metà del tempo rispetto ad altri, non necessariamente devo fare un calcolo puramente a ore o parole/righe/pagine. Entra in ballo il bagaglio di conoscenze personali.
    Parimenti, se non sono molto ferrato su una parte del lavoro e devo fare continui controlli e ricerche non devo far ricadere tutto l'onere su un cliente, nel senso che una parte di questo tempo va inevitabilmente a titolo di "formazione continua" del traduttore.

  • Carico di lavoro

    Se sono carico di lavoro posso fare un prezzo leggermente più alto e, viceversa, se ho bisogno impellente del lavoro, posso ritoccare verso il basso, ma con moderazione in entrambi i casi.

  • Rapporto con il cliente (se applicabile)

    Un rapporto di lavoro continuativo potrebbe essere basato su tariffe diverse rispetto a un cliente occasionale




    Ovviamente, se ci chiedono una Tariffa a parola (carattere, cartella, etc.), dobbiamo semplicemente stabilire quante parole (caratteri, cartelle, etc.) riusciamo a tradurre nell'unità di tempo e fare quindi qualche semplice divisione e/o moltiplicazione.


    Un'altra considerazione. Siamo abituati a fornire tariffe basate sul volume del lavoro, in varie unità di misura (parole, cartelle, righe, o anche ore) ma in sostanza quello che forniamo è un servizio basato su fattori non direttamente proporzionali al volume.

    In ultima analisi, una volta fatti i conti a ore o parole/righe/ecc.. quello che viene fuori è in'indicazione di massima, e il prezzo finale sarebbe giusto se venisse fatto "a corpo".

    Il tempo stimato e la lunghezza del testo sono solo due parametri di aiuto, ma il "servizio fornito" dovrebbe essere in ultima analisi ciò che viene fornito e quindi l'unità di misura migliore.


    Il mio prezzo per questo lavoro ...descrizione... è di ...cifra complessiva...

    Ho alcuni clienti (2) che quando mi offrono un lavoro mi chiedono: "puoi fare questo lavoro per il giorno XX a YYY euro?"
    Ed è giustissimo!! fanno i conti e mi offrono una tariffa 'a corpo'. Io faccio, a mia volta, i conti se mi conviene, spesso col testo di fronte per una corretta valutazione, e accetto oppure non accetto.

    Penso che se riuscissimo ad uscire dalla mentalità del "lavoro a cottimo" e acquisire, anche le agenzie, questo tipo di rapporto più professionale, forse si uscirebbe dalla trappola e dall'errore di valutare il nostro lavoro prendendo come unico criterio la quantità.


    ciao
    Gianfranco




    [Edited at 2005-12-03 18:25]

    Direct link Reply with quote
     
  • Giacomo Camaiora  Identity Verified
    Italy
    Local time: 02:25
    English to Italian
    + ...
    Bravo Nov 30, 2005

    Francesco Barbuto wrote:

    Carissimi,

    Il tempo è denaro, no?

    Allora:

    (1) Quante unità di tempo devo dedicare ad un lavoro per
    completarlo nel migliore dei modi? Diciamo: N unità;

    (2) Quanto debbo guadagnare per unità di tempo per poter vivere
    dignitosamente? Diciamo: G Euro.

    (3) Che tariffa T devo chiedere per un dato lavoro?
    Semplice: T = N*G

    Vi sembra troppo semplicistico?

    Ovviamente, se ci chiedono una Tariffa a parola (carattere, cartella, etc.), dobbiamo semplicemente stabilire quante parole (caratteri, cartelle, etc.) riusciamo a tradurre nell'unità di tempo e fare quindi qualche semplice divisione e/o moltiplicazione.


    Cheers,

    DSH (DaSH)



    Bravo, mi piace questo tuo modo di scrivere sintetico; con due parole hai formulato una piccola, ma completa, teoria del Dare/Avere. Mi viene da pensare che, inconsciamente, sei portato per il mondo dell'economia, e, non sapendolo, sei finito a fare per sbaglio il traduttore di manuali puzzolenti.


    Giacomo


    [Edited at 2005-12-01 17:39]


    Direct link Reply with quote
     

    Francesco Barbuto  Identity Verified
    Local time: 02:25
    English to Italian
    + ...
    Economia? Nov 30, 2005

    Giacomo Camaiora wrote:

    Francesco Barbuto wrote:

    Carissimi,

    Il tempo è denaro, no?

    Allora:

    (1) Quante unità di tempo devo dedicare ad un lavoro per
    completarlo nel migliore dei modi? Diciamo: N unità;

    (2) Quanto debbo guadagnare per unità di tempo per poter vivere
    dignitosamente? Diciamo: G Euro.

    (3) Che tariffa T devo chiedere per un dato lavoro?
    Semplice: T = N*G

    Vi sembra troppo semplicistico?

    Ovviamente, se ci chiedono una Tariffa a parola (carattere, cartella, etc.), dobbiamo semplicemente stabilire quante parole (caratteri, cartelle, etc.) riusciamo a tradurre nell'unità di tempo e fare quindi qualche semplice divisione e/o moltiplicazione.


    Cheers,

    DSH (DaSH)



    Bravo, mi piace questo tuo modo di scrivere sintetico; con due parole hai formulato una piccola, ma completa, teoria del Dare/Avere. Mi viene da pensare che, inconsciamente, sei portato per il mondo dell'economia, e, non sapendolo, sei finito a fare per sbaglio il traduttore di manuali puzzolenti.


    Giacomo


    [Edited at 2005-11-30 22:21]


    Caro Giacomo,

    Devo dire la verità: mi piace essere conciso ed essenziale; essenziale: Necessario e Sufficiente: non per questo studio Matematica e mi interesso di strutture formali e linguistiche. A tal proposito, se vuoi, perché non visiti la mia scheda PERSONAL sulla pagina del mio Profilo?

    Tuttavia, come ho mostrato Gianfranco con il suo (al solito) pregevolissimo intervento, la concisione non sempre è una virtù; lo è quando non si rischia di far passare un messaggio diverso da quello che si intendeva trasmettere. Nel caso in questione, direi che la concisione potrebbe essere anche virtuosa, dando una immediata idea di come agire tenendo però presenti gli spunti di Gianfranco che io ho sottinteso sapendo di rivolgermi a professionisti abbastanza smaliziati.

    Saluti,

    DaSH



    [Edited at 2005-11-30 23:22]


    Direct link Reply with quote
     

    Aliseo Japan  Identity Verified
    Japan
    Local time: 09:25
    Member
    Italian to Japanese
    + ...
    La trappola delle tariffe Dec 1, 2005

    Gianfranco Manca wrote:
    Penso che se riuscissimo ad uscire dalla mentalitEdel "lavoro a cottimo" e acquisire, anche le agenzie, questo tipo di rapporto piEprofessionale, forse si uscirebbe dalla trappola e dall'errore di valutare il nostro lavoro solo con l'unitEdi misura dei centesimi a parola.


    Questa e', secondo me, la strada che i traduttori dovranno percorrere in futuro qualora intendano sopravvivere come tali e, soprattutto, per evitare di essere sottoposti a banali e diretti confronti tariffari con concorrenti di diversa qualifica. I traduttori di professione devono imparare ad uscire dalla logica merceologica e vendersi in altro modo, cosi' come fanno altre categorie di liberi professionisti.

    Quanto alle agenzie, non credo ci si possa attendere molto al
    momento. Si puo' tuttavia iniziare con quelle con cui si ha un duraturo rapporto di fiducia. E' certamente piu' facile e motivante con i clienti diretti, i quali non sempre si trovano a proprio agio con il concetto di tariffa a parola.


    Se sono carico di lavoro posso fare un prezzo leggermente piEalto e, viceversa, se ho bisogno impellente del lavoro, posso ritoccare verso il basso, ma con moderazione in entrambi i casi.

    Questo approccio mi lascia qualche dubbio: se si e' molto carichi di lavoro quasi certamente non e' possibile impegnarsi con altri: per potere accontentare tutti si potrebbe anche evitare di dormire la notte, ma perche' far pagare questo al cliente? Non lo capirebbe mai.


    Un rapporto di lavoro continuativo potrebbe essere basato su tariffe diverse rispetto a un cliente occasionale

    Oppure su "termini di fornitura" diversi? Maggior coinvolgimento a favore del servizio al cliente, assegnazione di priorita' rispetto ad altri clienti, concessione di pagamenti piu' lunghi, volonta' di accettare lavori a volte scomodi o in perdita e cosi' via.


    Il tempo stimato e la lunghezza del testo sono solo due parametri di aiuto, ma il "servizio fornito" dovrebbe essere in ultima analisi ciEche viene fornito e quindi l'unitEdi misura migliore.

    Senz'altro d'accordo. E con i clienti diretti e' senz'altro piu' facile.

    Mario Cerutti

    [Edited at 2005-12-01 04:25]


    Direct link Reply with quote
     

    Michèle Ménard  Identity Verified
    Italy
    Local time: 02:25
    French to Italian
    + ...
    Chi è agli inizi Dec 1, 2005

    Chi è agli inizi, come me, non può avere certo la disinvoltura di Gianfranco e di molti di voi nel sapere valutare le offerte e nel fare un prezzo. Immagino che sia noioso e ripetitivo veder porre ciclicamente le stesse domande e dover dare le stesse risposte, ma io credo che comunque repetita iuvant e che anche questo contribuisca a far prendere coscienza ai più giovani che il traduttore è un mestiere vero e proprio e non una cosa che si fa nei ritagli di tempo.
    Io non ho una grandissima esperienza alle spalle (diciamo pure che ne ho davvero poca), ma se comincio a muovermi correttamente in questo settore è proprio grazie a queste discussioni forse ripetitive e banali che continuo a seguire se non a sollecitare.
    Proprio grazie ad esse ho appena portato a termine un lavoro chiedendo una tariffa da traduttore professionale e comportandomi di conseguenza. E mi sento di dovervi ringraziare per questo.


    Direct link Reply with quote
     

    Jo Macdonald  Identity Verified
    Spain
    Local time: 02:25
    Member (2005)
    Italian to English
    + ...
    Offerte da valutare Dec 1, 2005

    Non so se questo è off-topic ma vorrei chiedere qualcosa sulle tariffe Ialia-Estero.
    Eccoti Gian, un altro domanda sulle tariffe.


    Se per esempio uno lavora con una tariffa di 0.06€/parola in Italia + 4% rivalsa +20% Iva, è giusto che per avere la stessa entrata in tasca dopo tasse e vari dovrebbe chiedere sui 7,5€/parola all’estero cioè 0.06 +24% visto che non ci sarà né la rivalsa né l’Iva fatturato alla ditta estera, ma comunque il traduttore dovrà pagare sempre i contributi e le tasse allo stato Italiano? Il cliente non verserà il 20% di ritenuta perciò la somma dovuto di tasse sarà a carico del traduttore da versare.
    In questo modo il costo/guadagno del cliente/traduttore è uguale sia in Italia che all’estero?
    Thanks

    Un'altra domanda, secondo voi se si comincia ad usare un Cat tool si dovrebbe aumentare leggermente la tariffa base con i vecchi clienti, visto che i fuzzy e i 100% saranno scontati del 50/60 – 25/30%?
    Thanks again.


    Sulla questione tariffa confuso, secondo me è normale che c’è molta confusione.
    Per esempio, prendi contatto con un agenzie che sul Blue board ha dei numeri, è “ottime tariffe” secondo un freelancer che indica 0.08 €/parola come suo.
    L’agenzia è molto interessato nel tuo CV visto l’esperienza che hai nei campi in cui lavori e propone di cominciare a collaborare a circa 0.05€/parola come tariffa base, con queste percentuali di sconti CAT.
    100% match - non pagati
    1%-99% fuzzy match – meta tariffa base

    0.05 in Italia ne sentiamo tante volte
    100% match non pagati ho sentito un'altra volta solo
    Sconto 50% per un fuzzy match del 1% mai sentito prima.

    Ma scusate se abbiamo un fuzzy match di 1% allora tutto è un po’ fuzzy, no?
    Perciò tutta la traduzione sarà pagato 0.025€/parola?
    Meno i 100%, che sono gratis.

    Ecco, sono più confuso di prima. Già, è tutto un po fuzzy.

    Mac


    Direct link Reply with quote
     

    gianfranco  Identity Verified
    Brazil
    Local time: 22:25
    Member (2001)
    English to Italian
    + ...
    TOPIC STARTER
    Prestazioni accessorie (CAT, DTP, etc.) Dec 1, 2005

    Jo Macdonald wrote:
    Non so se questo è off-topic ma vorrei chiedere qualcosa sulle tariffe Ialia-Estero.
    Eccoti Gian, un altro domanda sulle tariffe.



    Veramente intendevo parlare, in generale, del metodo per stabilire una tariffa.
    Ma tant'è, anche i problemi pratici che citi fanno parte del quotidiano...



    Jo Macdonald wrote:
    Se per esempio uno lavora con una tariffa di 0.06€/parola in Italia + 4% rivalsa +20% Iva, è giusto che per avere la stessa entrata in tasca dopo tasse e vari dovrebbe chiedere sui 7,5€/parola all’estero cioè 0.06 +24% visto che non ci sarà né la rivalsa né l’Iva fatturato alla ditta estera, ma comunque il traduttore dovrà pagare sempre i contributi e le tasse allo stato Italiano? Il cliente non verserà il 20% di ritenuta perciò la somma dovuto di tasse sarà a carico del traduttore da versare.
    In questo modo il costo/guadagno del cliente/traduttore è uguale sia in Italia che all’estero?


    Per un cliente non italiano occorre eventualmente tenere conto solo del 4% di rivalsa INPS, con una tariffa globale opportunamente aumentata.


    L'IVA è ininfluente ai fini della tariffa per un lavoro.
    Si tratta solo una partita di giro, quella che viene pagata dal cliente al fornitore, viene poi versata dal fornitore stesso allo stato. Se si fattura senza IVA per un cliene estero non si deve versare niente e quindi, in entrambi i casi, non influisce sul fatturato netto.


    La ritenuta d'acconto è ininfluente al fine della tariffa per un lavoro.
    Se viene inizialmente trattenuta dal cliente italiano viene poi versata dal cliene stesso allo stato per conto del traduttore. Insomma, equivale (con tempi diversi) a non applicare la ritenuta e pagare direttamente le proprie tasse. Non cambia nulla in termini di ricavi e tariffe.



    Jo Macdonald wrote:
    Un'altra domanda, secondo voi se si comincia ad usare un Cat tool si dovrebbe aumentare leggermente la tariffa base con i vecchi clienti, visto che i fuzzy e i 100% saranno scontati del 50/60 – 25/30%?


    Se si lavora con un CAT tool, e il cliente chiede l'applicazione di uno sconto per i 100% match, occorre comunque vedere le condizioni globali concordate per il lavoro.
    Se i 100% match non richiedono alcun intervento di traduzione, e il ritardo di tempo dalla loro presenza è minore, ci si può accordare per non pagarli.
    Spesso accade, in pratica, che il cliente chieda di dare loro comunque un rapido sguardo, proprio perché possono contenere errori di vario tipo.
    In genere viene riconosciuto un 15-20-25% della tariffa normale proprio per tenere conto di questi piccoli interventi.
    Lo stesso discorso vale per le ripetizioni all'interno del testo.



    Jo Macdonald wrote:
    Sulla questione tariffa confuso, secondo me è normale che c’è molta confusione.
    Per esempio, prendi contatto con un agenzie che sul Blue board ha dei numeri, è “ottime tariffe” secondo un freelancer che indica 0.08 €/parola come suo.
    L’agenzia è molto interessato nel tuo CV visto l’esperienza che hai nei campi in cui lavori e propone di cominciare a collaborare a circa 0.05€/parola come tariffa base, con queste percentuali di sconti CAT.
    100% match - non pagati
    1%-99% fuzzy match – meta tariffa base

    0.05 in Italia ne sentiamo tante volte
    100% match non pagati ho sentito un'altra volta solo
    Sconto 50% per un fuzzy match del 1% mai sentito prima.


    In genere un fuzzy match inferiore a 80% non è affidabile e uno sconto per un ipotetico risparmio di tempo non ha molto senso.
    Ha senso per la fascia 95-99% fuzzy, in minor misura ha ancora un po' di senso per la fascia 80-95%, ma sotto l'80% non scenderei.
    Sbaglia chi lo pretende, e sbaglia il traduttore che accetta sconti per bassi livelli di fuzzy matches. Provare per credere...


    * * * *

    Spero di avere contribuito a chiarire un paio di punti, ma a parte questi problemi pratici, vorrei che si discutesse dei concetti generali della determinazione di una tariffa.

    Ad esempio, l'uso di uno strumento software, che sia un CAT, un DTP, un OCR, un tool PDF o altro ancora, sono prestazioni specializzate e devono essere riconosciute come tali, anche se fornite insieme alle conoscenze linguistiche.
    Il denaro investito nel loro acquisto e il tempo investito nell'imparare a usare questi struemnti sono uno dei fattori da computare nella tariffa.


    ciao
    Gianfranco


    [Edited at 2005-12-02 22:41]


    Direct link Reply with quote
     

    Jo Macdonald  Identity Verified
    Spain
    Local time: 02:25
    Member (2005)
    Italian to English
    + ...
    OK, grazie delle delucidazioni Gianfranco. Dec 1, 2005

    Giusto, l’Iva non è un guadagno e il 20% di ritenuta d’acconto viene detratto dalla fattura in Italia perciò prezzo all’estero +4% della tariffa Italiana.

    Il metodo che ho usato per stabilire la mia tariffa attuale e questo:
    Per anni ho lavorato a pieno con agenzie Italiane a tariffe considerato “da fame” secondo il tariffometro, 10-11€/cartella, questo perché mi dicevano che il mercato era quello. Poi ho visto che su ProZ molti traduttori considerano queste tariffe troppo basse, e sembra che prendono di più.
    Allora mi adeguo alle tariffe e indico da 0.06-0.08€/parola, cerco di aumentare un po’ le tariffe con le agenzie con cui lavoro già e contatto altri proponendo le tariffe nuove. Vengo contattato anche da nuove agenzie che mi propongono sempre sui 0.05€/parola.

    Allora o voi sapete qualcosa che io non so o qualcuno indica una tariffa alta, ma lavora per una parecchio più bassa.
    Magari il mercato Italiano è cosi, ma devo dire che mi sento piuttosto deluso.
    Ho visto i metodi scientifici che avete indicato per calcolare un entrato in base allo stile di vita ecc e sono tutte cose valide ma se non si trova chi paga un ottimo traduttore un prezzo decente allora indicare una tariffa onesto che non trova riscontro con il mercato che senso ha?

    Mi piace molto questo lavoro e in 6 anni non ho mai mancato una consegna, ho avuto pochissime contestazioni per lo più da Italiani che sanno l’Inglese, ho lavorato anche per clienti di fama internazionale e la miglior offerta per un traduttore cosi è la stessa tariffa di 5 anni fa con sconti di 50%, anche se il costo della vita è andato alle stelle, dopo che ho investito parecchio di tempo è denaro in conoscenza, esperienza, strumenti e programmi?

    Una volta mi hai detto magari pretendo troppo.
    Magari vado a fare il camionista, e prendo di più.



    [Edited at 2005-12-01 12:39]


    Direct link Reply with quote
     

    gianfranco  Identity Verified
    Brazil
    Local time: 22:25
    Member (2001)
    English to Italian
    + ...
    TOPIC STARTER
    Camionisti e traduttori Dec 2, 2005

    Jo Macdonald wrote:
    Una volta mi hai detto magari pretendo troppo.


    Apro una parentesi su questa tua dichiarazione, che non corrisponde a quanto intendevo dire.

    Ora non trovo la discussione specifica (non ho tempo di cercarla), ma ricordo di avere detto qualcosa in senso ipotetico, non rivolta a te o nessuno in particolare. Era qualcosa de tipo (citando a senso) "... non è detto che una tariffa bassa sia giusta, potrebbe anche essere troppo alta..."

    Come vedi tutto in modo ipotetico, visto che non ti conosco per niente non potevo riferirmi a te. Intendevo dire che ci sono traduttori che lavorano a tariffe basse, ma non è detto che valgano neppure tale tariffa. Chiudo la parentesi.

    Jo Macdonald wrote:
    Magari vado a fare il camionista, e prendo di più.



    Se il camionista è un lavoratore dipendente sicuramente non guadagna molto più di altri lavori simili.

    Se invece si tratta di un piccolo imprenditore, un cosidetto "padroncino", ovvero possiede il mezzo con cui effettua i servizi di trasporto, potrà anche applicare tariffe elevate ma, se non sbaglio, deve ammotizzare l'acquisto di un veicolo che costa centinaia di migliaia di euro.

    Per un traduttore medio, con un'attività che puè essere avviata spendendo al massimo 3-4000 euto (tutto compreso, tra computer, fax, telefoni, dizionari e un po' di software), e che sviene al pensiero di spendere 800 eur per un software specializzato, il pensiero di acquistare un camion o un TIR da 50-100-250 mila euro è pura "fantascienza". Senza contare le spese di manutenzione. Hai idea di quanto costa un cambio di gomme? e non ci sono solo le gomme...
    Sei proprio sicuro di voler fare il camionista?

    Ricollegandomi ora al tema centrale, ovvero la formazione delle nostre tariffe, dico che guardare alle tariffe, o ai "guadagni" senza prendere in considerazione questi fattori, mi sembra abbastanza errato.

    Scusa lo sfogo, sai, ovviamene non ce l'ho con te o con nessuno, ho solo il vizio di rimarcare, quando capita, l'evidente mancanza generale di imprenditorialità che noto nel settore dei traduttori, e lo noto perché prima di questo lavoro ho fatto per 10 anni un altro mestiere.

    Secondo me l'invidia per il camionista, o per il dentista, o altri imprenditori, che spendono cifre notevoli per attrezzarsi (e poi, ovviamente, fatturano cifre elevate), se analizziamo bene i dati economici delle varie attività, non ha motivo di esistere.


    ciao
    Gianfranco




    [Edited at 2005-12-02 13:07]


    Direct link Reply with quote
     

    lanave  Identity Verified
    Italy
    Local time: 02:25
    French to Italian
    + ...
    Criteri per il calcolo del prezzo Dec 2, 2005

    Questa discussione, che ho trovato del tutto casualmente durante una ricerca su un altro argomento, è davvero molto interessante. Mi piace molto anche il modo in cui è stata impostata: un modo per intendersi sul metodo, appunto, e non sul centesimo.

    Sembra banale ma non lo è affatto. Gli altri liberi professionisti, medici, avvocati ecc., stabiliscono tariffe fisse per la prestazione: indipendentemente dalla durata o dal contenuto della prestazione o dalla gravità del problema il medico specialista ti chiede 150€ a visita (nel migliore dei casi), l'avvocato 50€ a lettera, e così via.

    Per non so quale motivo al traduttore viene chiesto di attuare una diversificazione della prestazione, che a mio parere, oltre che ingiusto, è anche un sistema per sminuire la qualità di tale prestazione.
    Se io sono un traduttore professionista, tradurrò un documento legale o uno economico con pari professionalità. Non capisco perché io/traduttore devo effettuare sconti se conosco l'argomento. Forse chiedo allo specialsta di farmi uno sconto se ho un brufolo mentre accetto la sua tariffa se ho una frattura?

    Io ritengo sia importante come dice Gianfranco smettere di pensare che lavoriamo a cottimo. Perché devo fornire un tariffario dettagliato per ogni prestazione al mio cliente e non aspettarmi invece che egli accetti la mia tariffa

    0,07 € a parola
    20 € all'ora

    senza ulteriori trattative?

    Detto questo mi rendo conto che il mio discorso si fonda su un concetto, se non utopico, lontano dalla realtà attuale dei traduttori. Il mercato impone la variazione delle tariffe in base a una miriade di variabili:
    -al mercato
    -alla mole di lavoro
    -all'argomento
    -alla dimestichezza del traduttore con l'argomento
    -alle esigenze del cliente (impossibili da quantificare... ogni giorno se ne scopre una nuova)
    -alle ripetizioni
    -alla specificità del testo
    ....

    E' una giungla, anzi un labirinto, soprattutto per un giovane traduttore agli inizi, come fa notare Michèle. E spesso capita che per inesperienza si perdano tante occasioni pur avendo le competenze.

    Quindi, per quanto sia fondamentale definire il metodo da parte del traduttore, gioco forza si viene portati dal cliente a definire il centesimo.
    E' inevitabile. Rimanere fermi sulla propria posizione porta nella maggioranza dei casi a perdere il lavoro. E consolarsi con l'idea che la rinuncia costituisce l'affermazione della propria professionalità non serve a far quadrare i conti alla fine del mese.

    Penso che sia fondamentale lo sforzo comune affinché "il mondo" inizi a guardare al traduttore come a un professionista. Ma la strada è purtroppo molto lunga.



    [Edited at 2005-12-03 18:19]


    Direct link Reply with quote
     

    Jo Macdonald  Identity Verified
    Spain
    Local time: 02:25
    Member (2005)
    Italian to English
    + ...
    Quanto vale un traduttore? Dec 2, 2005

    Grazie della risposta Gian.

    La mia “vado a fare il camionista” era un piccolo sfogo, tutto qui. Non da prendere in senso letterale.

    Anch’io ho fatto l’imprenditore per 10 anni, e sia l’imprenditore che il cliente stabiliscono il prezzo. L’imprenditore può calcolare suo prezzo, ma se non trova chi vuole quello che offre a quel prezzo, il suo calcolo non ha una base nella realtà del mercato è lui/lei sarà tagliata fuori della concorrenza che gioca al ribasso offrendo cose di meno valore. E se il cliente vuole cosi, che ci vuoi fare?

    Perciò il calcolo di un prezzo dovrebbe tener conto di quello che puoi offrire, e della richiesta per quel servizio/prodotto. Ovviamente chi offre qualcosa di raro, d’alta qualità, o particolare può chiedere di più, se il cliente lo vuole e non ha il coltello dalla parte del manico.

    Prendiamo l’esempio di Lanave del dottore. Perché prende 150€ per una visita breve? Non ha nessun Tir da 100.000€ ma ha conoscenza, esperienza, e certificazione. Cosa più importante ha un consolidato sistema culturale/sociale che riconosce suo valore, è cosa ancora più importante un cliente che ci sta perché vuole quello che offre a quel prezzo. Il dottore ha investito in studi, esperienza, ed è riconosciuto come una persona di valore.

    Non parliamo dell’invidia del professionista, parliamo di perché il dottore stabilisce il prezzo è il traduttore no.

    Secondo me un prezzo calcolato ha un valore solo se lo stabiliamo noi, e impariamo a farci pagare quanto valiamo.

    Magari non è facile, ma magari neanche difficile.
    Se vuoi un Cartier vai nel negozio della Cartier e tiri fuori il libretto degli assegni, se vuoi una patacca tiri fuori 30€ sul lettino al vu compra di torno. Sopra c’è scritto Cartier ma vale sempre poco.

    Sicuramente ci sono traduttori che valgono poco, ma ci sono anche traduttori che valgono di più di quello che gli viene offerta, perché è più il cliente che stabilisce il prezzo e il traduttore ci sta.
    Buoni clienti e buoni traduttori sono tutte due rare. E le cose rare valgono.

    Allora quanto vale una traduzione? Chi è il traduttore? Più dottore libero professionista, o più vu compra ambulante?

    Ciao, hai del lavoro per me alla tariffa che vuoi tu? Vu compra?
    Nope, sorry. Nun funzia.

    Ma si che funzia, il lavoro lo trovi cosi. 5 centesimi li trovi all’angolo di tutte le strade in Italia, 5 centesimi per una parola, “pietà.” Basta star seduti con l’espressione triste e la mano tesa, cominciamo a farci rispettare.

    Se arriva una standardizzazione, una qualità dell’offerta certificato nel settore al livello internazionale, un valore riconosciuto……

    L’unità di una categoria è il suo forte.

    Che ognuno calcola la sua tariffa e cerca chi gliela da (o quasi), ma alle loro condizioni, e da solo.

    O calcoliamo quanto vale un traduttore, quanto vale la categoria. E facciamo che è il cliente che deve venire da noi, e pagarci quanto valiamo, senza storie. Perché noi prendiamo cosi.




    [Edited at 2005-12-02 21:47]


    Direct link Reply with quote
     


    To report site rules violations or get help, contact a site moderator:


    You can also contact site staff by submitting a support request »

    Come stabilire un prezzo

    Advanced search






    Déjà Vu X3
    Try it, Love it

    Find out why Déjà Vu is today the most flexible, customizable and user-friendly tool on the market. See the brand new features in action: *Completely redesigned user interface *Live Preview *Inline spell checking *Inline

    More info »
    Wordfast Pro
    Translation Memory Software for Any Platform

    Exclusive discount for ProZ.com users! Save over 13% when purchasing Wordfast Pro through ProZ.com. Wordfast is the world's #1 provider of platform-independent Translation Memory software. Consistently ranked the most user-friendly and highest value

    More info »



    Forums
    • All of ProZ.com
    • Term search
    • Jobs
    • Forums
    • Multiple search