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Off topic: All'insegna del non politically correct
Thread poster: Laura Gentili

Laura Gentili  Identity Verified
Italy
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Feb 8, 2006

Cari colleghi,
Ecco in cosa mi sono imbattuta mentre cercavo delle informazioni sulle ragazze alla pari:

Insomma il panorama delle organizzazioni romane che offrono questi servizi è vario. Non resta che dare qualche consiglio sui posti dove andare e quelli da evitare: "Io consiglierei innanzitutto di non andare a Londra –avverte Paolo Cialella, Holidays Empire- che è il mercato peggiore in assoluto. Il motivo è che in quella città ci sono molte famiglie che, pur avendo il passaporto inglese, provengono da tutte le ex colonie britanniche: pakistani, indiani, iracheni, ebrei osservanti... In questi casi è possibile che la loro vecchia origine e cultura crei degli attriti con i ragazzi: lei si immagini una ragazzotta a diciotto vent’anni, magari di buona famiglia, che finisce a lavorare in una casa dove camminano scalzi, mangiano radici e altre cose del genere. Il consiglio che posso dare è di andare anche nei paesi di lingua inglese, ma non a Londra: ad esempio nel nord dell’Inghilterra, in Scozia o addirittura in Irlanda, dove le persone sono molto simili a noi. I francesi sono più o meno come noi, come i tedeschi: diciamo che, tranne Londra che è l’estremo negativo e Dublino che è quello positivo, più o meno il mercato è buono e stabile".



[Edited at 2006-02-08 12:31]

[Subject edited by staff or moderator 2006-02-09 09:53]


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dieter haake  Identity Verified
Austria
Local time: 04:11
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non che manca qualcosa? Feb 8, 2006

))

didi


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sabina moscatelli  Identity Verified
Italy
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Direi che loro sanno suggerire Feb 8, 2006

la ragazza giusta per fare crescere i nostri figli in uno spirito di vera libertà, tolleranza e rispetto dell'altro. Quasi quasi ti chiedo l'indirizzo.

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John Walsh  Identity Verified
Italy
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senza scarpe Feb 8, 2006

Laura Gentili wrote:

in una casa dove camminano scalzi

un'abitudine che ho perso quando sono arrivato in Italia però è cosi bello camminare senza scarpe.
riguarda il resto...no comment


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Garaemma  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 03:11
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Che bella pubblicita per il Turismo di Londra Feb 8, 2006

No Comment!

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Rossella Cascone
Spain
Local time: 04:11
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a questo punto... Feb 8, 2006

... credo che sconsiglino anche la spagna: c'è gente ke skerza sul papa ed ammazza i tori... ke brutto esempio sarebbe per le ragazzotte 18-20enni

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Claudia Boday  Identity Verified
Italy
Local time: 04:11
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L'ignoranza regna sovrano... Feb 10, 2006

"Più o meno simili a noi"?!..ah sì, due gambe, due braccia e una testa..
nulla da aggiungere.


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Angela Arnone  Identity Verified
Local time: 04:11
Member (2004)
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La brutta figura non la fa Londra ... Feb 10, 2006

La fa Paolo Cialella della Holidays Empire ... sarà della stessa razza di quelli che qui in paese non invitano alle feste di compleanno dei figli i compagni di estrazione albanese o altre etnie considerate "inadeguate" ... devo aggiungere altro?
Angela


Garaemma wrote:


No Comment!


[Edited at 2006-02-10 14:32]


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c45italcraft
Italian
forse non voleva essere cattivo.. Nov 23, 2006

..due anni fa mia figlia di 20 anni è stata a londra a studiare ed ha alloggiato presso una famiglia di diversa formazione e cultura della nostra.
Il risultato è stato negativo.. in casa parlavano la loro lingua madre e non l'inglese e le loro abitudini erano così diverse che sopo 3 settimane è andata via... sottolineo che la famiglia era composta da bravissime persone..
quello che probabilmente voleva dire quel signore dell agenzia è proprio questo..
vivere in un ambiente molto diverso, a volte puo creare disagio..

ciao


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 04:11
Member (2004)
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Ciao Italcraft Nov 23, 2006

c45italcraft wrote:

..due anni fa mia figlia di 20 anni è stata a londra a studiare ed ha alloggiato presso una famiglia di diversa formazione e cultura della nostra.
Il risultato è stato negativo.. in casa parlavano la loro lingua madre e non l'inglese e le loro abitudini erano così diverse che sopo 3 settimane è andata via... sottolineo che la famiglia era composta da bravissime persone..
quello che probabilmente voleva dire quel signore dell agenzia è proprio questo..
vivere in un ambiente molto diverso, a volte puo creare disagio..

ciao


Certo, parlare la lingua madre in casa non è stato carino, ma cos'è esattamente che ha fatto andare via tua figlia da quella famiglia? Sto solo pensando che molto spesso non si tratta di un problema di "certe" culture, ma piuttosto della sfortuna di trovarsi in difficoltà con una famiglia turca come con una inglese o italiana. A conferma di ciò, di storie da raccontare ne avrei parecchie, ma non per questo mi viene in mente di fare delle classifiche. Ho vissuto spesso in famiglie straniere, credimi. Le poche esperienze (dirette o indirette)che hanno avuto sfumature negative sono state con famiglie autoctone. Sarà che la differenza culturale mi ha sempre affascinato tanto. Io adoro le diversità.


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Famiglie Nov 23, 2006

Non vedo proprio cosa c'entri la differenza di lingua e di cultura.
Io mi troverei malissimo se dovessi vivere con la MIA famiglia di origine, con cui condivido (soltanto) "razza", lingua, "nazionalità" e persino geni e cromosomi (almeno credo)...


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Luca Ruella  Identity Verified
United States
Member (2005)
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per me non c'è nulla di male Nov 26, 2006

Giuseppina Gatta wrote:

Non vedo proprio cosa c'entri la differenza di lingua e di cultura.
Io mi troverei malissimo se dovessi vivere con la MIA famiglia di origine, con cui condivido (soltanto) "razza", lingua, "nazionalità" e persino geni e cromosomi (almeno credo)...



secondo me non c'è niente di male nel sentirsi a proprio agio con culture più simili alla propria. magari è espresso in maniera ambigua ma il concetto non mi sembra così delittuoso. Io personalmente sarei più contento di andare in una famiglia svedese piuttosto che in una araba. Sono da biasimare?

Non mi sembra inoltre carino fare nei confronti di Cialella, (che tra l'altro non legge il forum e non può replicare) accuse di ignoranza, razzismo ecc.

[Edited at 2006-11-26 15:34]


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Elisa Comito  Identity Verified
Local time: 04:11
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L'ottusità è nel disprezzo Nov 26, 2006

Mi meraviglia che qualcuno non noti niente di male nell'affermare:

" lei si immagini una ragazzotta a diciotto vent’anni, magari di buona famiglia, che finisce a lavorare in una casa dove camminano scalzi, mangiano radici e altre cose del genere."

Come se il fatto di "camminare scalzi", "mangiare radici" e avere altre abitudini diverse da quelle dell'italiano medio (liquidate come "altre cose di questo genere") debbano necessariamente essere negative per "una ragazzotta a diciotto vent'anni". Una ragazza a quell'età può sentirsi attratta da una cultura o da un'altra, rassicurata da una più simile alla sua o interessata da una più diversa. Dipende dal carattere e dagli interessi personali.
Io a quell'età sono stata due volte all'estero, una volta in un paesino vicino Dublino e una volta a Londra. Sono state entrambe esperienze positive anche se le famiglie erano molto diverse tra loro. Per mia indole personale Londra mi è piaciuta di più proprio per il fatto che è veramente una citta cosmopolita dov puoi incontrare persone di tutte le provenienze.
Ho conosciuto studenti che stavano in famiglie inglesi tradizionali e si trovavano bene, altri male. C'era una ragazza che stava in una famgilia indiana e si trovava bene.

Chiaramente un'organizzazione che non si preoccupa di mandare i ragazzi che vanno a studiare l'inglese in famiglie dove si parla in inglese è folle, ma questo è un altro discorso e non dipende dalle origini della famiglia. Inoltre quando sei ospite in una famiglia "estranea" (almeno all'inizio) c'è sempre un punto interrogativo perchè il gradimento dipende molto anche dalla simpatia reciproca. A parità di famiglia una persona può trovarsi bene e un'altra male.

Il problema non è che una persona sia più contenta di andare in una famiglia svedese piuttosto che in una famiglia "araba" (virgoletto perchè tra le famiglie arabe ci sono differenze enormi) o viceversa, il problema è presumere che una famiglia di origine svedese o araba o di qualsiasi altra provenienza non sia in grado di offrire un'esperienza formativa e un arricchimento cultiurale a un/a giovane.

A mio avviso, coloro che organizzano le esperienze alla pari o i corsi di lingua con ospitalità in famiglia dovrebbero chiedere ai candidati quali sono le loro preferenze, poi dirgli cosa possono offrire e nel limite del possibile cercare di accontentarli. Ma senza pregiudiziali.


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Andrea Re  Identity Verified
United Kingdom
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Ma non direi che sia un fatto di disprezzo.... Nov 26, 2006

.... ma un dato di fatto.

Credo che per "ragazzetta di buona famiglia" intenda dire una che è tutta casa e chiesa (e non lo dico in modo dispregiativo, dato che io ero/sono un ragazzetto/adulto tutta casa e chiesa:)) e che magari ha vissuto in provincia in un qualche paesino. C'è da dire che non credo che farebbe tanta differenza se questa persona venisse da Roma, da Milano, da Ficulle o Canicattì. Le differenze culturali tra il Regno Unito e l'Italia sono forti abbastanza, senza dover andare a scomodare la famiglia araba o svedese. Due esempi per tutti che sconcertavano tutti gli europei (parola usata nel senso di European come lo usano nel Regno Unito, ovvero l'Europa Continentale): la moquette in bagno e il non sciacquare i piatti quando si "lavano". Io sono qui da diversi anni, ma ancora non mi capacito di come si possano fare certe cose.
Ho avuto la fortuna di lavorare in India per in mese e l'esperienza è stata fantastica, ma (e c'è sempre un "ma") non so se ce l'avrei fatta a stare un mese se stavo in casa con qualcuno locale (veramente full immersion) invece che in albergo. Vivevo a contatto con gli "indigeni" praticamente tutto il giorno essendo l'unico europeo in vista, per cui credo che avessi bisogno di un momento di riposo solo per me. Voglio dire, in albergo almeno avevo la carta igenica (anche se con il contagoccie).
Insomma, essere emancipati e aperti va bene, ma bisogna stare attenti, specialmente perché non tutti hanno lo stesso livello di tolleranza. Se io organizzassi il soggiorno in famiglia per degli italiani non mi sognerei di non farli stare in posti che possano essere il più simili possibile a quello cui sono abituati. La lingua e il paese straniero dovrebbero sufficienti come esperienza arricchente senza dover diventare a tutti i costi travolgente:)

Andrea

[Edited at 2006-11-26 20:07]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 04:11
Member (2004)
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Il problema Nov 26, 2006

secondo me, più che culturale, sta nel modo di vivere di una famiglia, in cui c'entra sicuramente anche il tenore. Per quanto uno possa adattarsi, secondo me è dovere di chi offre un soggiorno verificare che ci siano gli elementi fondamentali, ovvero che si parli l'inglese come madrelingua (mi sembra il minimo!), ci sia sufficiente igiene e che i bisogni vengano adeguatamente soddisfatti (cibo, spazio a disposizione per studiare, tranquillità, rispetto, libertà di movimento). Questo a prescindere dalla nazionalità. Ho sintatizzato molto, ma intendo dire che se fossi io ad offrire questi soggiorni, vorrei scegliere famiglie che garantiscano alcuni elementi fondamentali, indipendentemente dalla provenienza. Vorrei insistere sul fatto che secondo me occorre essere selettivi. Non si possono mandare i ragazzi in case che non sono state adeguatamente verificate. E poi ovviamente è importante che le aspettative di ognuno, comunque rispettabili, incontrino l'offerta. È ovvio che molto dipende da questo.

[Edited at 2006-11-26 21:15]


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