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Quale formazione per diventare interprete (NL-IT/IT-NL)?
Thread poster: Joris Bogaert

Joris Bogaert  Identity Verified
Italy
Local time: 05:20
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Aug 4, 2006

Salve a tutti,

Sono 4 anni che lavoro come traduttore free-lance. Vivo in Italia da 7 anni, e non possiedo nessuna qualifica come traduttore. Ho due lauree in Storia, una belga ed una italiana. Sono anche insegnante di italiano per stranieri. Mi sento ancora molto 'giovane' nel mestiere, benché devo dire che ci ho preso gusto, anche perché continuo ad imparare ogni giorno.

Vorrei sapere come fare per diventare interprete IT-NL/NL-IT. So che la Scuola più indicata per questa coppia linguistica è l'Università di Trieste - SSLMIT, ma vorrei sapere se ci sono altre vie (o magari qualche Via Crucis da evitare). Forse mi spiego meglio così: "Bisogna fare per forza un corso universitario triennale o quinquennale per poter diventare un buon interprete"?

Diventare interprete mi è sempre sembrato (forse erroneamente) qualcosa di più 'difficile' e 'specifico' rispetto a diventare traduttore. Ovviamente, questa mia affermazione è rivelatrice del pregiudizio che ho nei confronti di questo mestiere, ma ciò è dovuto alla mia ignoranza in questo campo.

Finora ho lavorato soltanto casualmente e una sola volta come interprete (NL-IT - consecutivo), ma è stata una bella esperienza che vorrei ripetere. Potete darmi qualche suggerimento o consiglio? Sono un po' intimorito dal fatto che non ho nessuna formazione specifica. Che alternative esistono alla formazione 'a tempo pieno' della SSLMIT? Infine, quali sono i limiti invalicabili per chi vuole fare l'interprete ma ha un curriculum come il mio?

Grazie!


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Francesco Damiani  Identity Verified
Local time: 05:20
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onestamente non lo so Aug 5, 2006

Ciao, onestamente non saprei........

in primo luogo, ho sempre saputo che per gli interpreti è

NECESSARIO fare una scuola(non necessariamente quella di

Trieste), anche perchè pure io avrei voluto farlo...

Poi, onestamente la tua laurea non mi pare delle più

indicate..........

Potresti valutare( SE hai soldi da spendere) qualche scuola

privata, che non so se dura necessariamente cinque anni,
'
DOVE S'IMPARI IL MESTIERE. PERO......... Poi, se tu vuoi

lavorare con l'olandese, é addirittura ovvio: bisogna trovare

chi lo insegna!

Ciao da Francesco/Ciccio, nella speranza d'esserti stato

d'aiuto!


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Valentina_D  Identity Verified
Local time: 05:20
Member
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sslmit Trieste Aug 5, 2006

Ciao,

io mi sono laureata alla SSLMIT di Trieste qualche anno fa, indirizzo Interpretazione con inglese e tedesco.
Se per interpretazione intendi consecutiva e simultanea, a mio avviso è impossibile lavorare in modo professionale senza avere il giusto addestramento, sono tecniche che non si improvvisano ma richiedono un'impostazione tecnica ben precisa e moltissima pratica.
Se invece ti riferisci solo alla trattativa, l'approccio è diverso, è una modalità meno tecnica e credo che una formazione specifica faccia sempre comodo, ma non sia determinante.
La formazione di Trieste è ottima, come credo anche quella di Forlì (ma solo per sentito dire), non ti so dire delle altre scuole interpreti triennali aperte in varie parti d'Italia negli ultimi anni. Diffiderei invece delle scuole private, dai costi esorbitanti. Non posso parlare della qualità dell'insegnamento, ma considera che i docenti di Trieste sono interpreti di altissimo livello, molti attivi nelle istituzioni europee (Commissione e Parlamento).
Per evitare i 4 anni di corso, potresti tentare l'ingresso al 3° anno, frequentando solo gli anni di specializzazione.
Bada che io parlo in base al vecchio ordinamento pre-riforma, quindi non so come funzioni ora con i crediti e con le lauree di primo e secondo livello. Ai miei tempi, potevi appunto sostenere un esame per 'saltare' i primi due anni comuni ai due indirizzi (traduzione e interpretazione).
A Trieste, infine devi avere almeno due lingue di studio e devi sostenere l'esame di ammissione in inglese, tedesco, francese o sloveno.
Non so però se siano cambiate le cose negli anni.
Dovresti informarti.

In bocca al lupo,

Valentina


P.S.: a Trieste comunque l'unica combinazione che potresti studiare è NL-IT, perché l'attiva non si fa, dato che il neerlandese può essere scelto solo come seconda lingua (le combinazioni attive si fanno solo con le prime lingue, che a Trieste sono: inglese, tedesco, francese e sloveno (riguardo a quest'ultimo, mi pare di ricordare che era stato introdotto come prima lingua recentemente).
Spero di non averti confuso le idee.



[Edited at 2006-08-05 09:42]

[Edited at 2006-08-05 10:07]


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lanave  Identity Verified
Italy
Local time: 05:20
French to Italian
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Traduttori vs Interpreti Aug 5, 2006

Ciao Joris,

ci tengo a precisare (scusami, ma son fatta così ), riguardo al tuo messaggio, che un lavoro di qualità richiede sempre una buona preparazione di base e un approccio metodico e professionale. Essere traduttore è tanto difficile quanto essere interprete, ovvio nel momento in cui si decide di fare questo lavoro con serietà.
La differenza sta nelle caratteristiche delle due attività, nell'ambito in cui esse vengono svolte, nelle capacità che vengono chiamate in causa.
Onestamente trovo riduttivo dire che l'interpretazione è un lavoro "più difficile" o "più specifico" della traduzione. Da buon traduttore quale sei senza dubbio, sarai consapevole dell'enorme lavoro che c'è dietro al "semplice" processo traduttivo.
Come ho già detto se si vuol fare un lavoro di qualità, niente è facile.

Comunque, tornando alla tua domanda, se proprio intendi incamminarti nella strada dell'interpretazione, io ti suggerisco di partire dal meglio. Proprio nell'ottica di offrire in futuro un servizio di qualità. E come dicevamo prima, per raggiungere il top non ci sono scorciatoie...

In base alla mia esperienza, consiglio la SSLMIT di Trieste, con questo non intendo screditare altre facoltà o scuole private: essendoci entrata quando ancora venivano ammessi poco più di 50 studenti per lingua ed avendoci trascorso qualche anno col vecchio ordinamento (famosissimo), ho una... diciamo... esperienza diretta di un certo tipo...

A quanto già detto da Valentina, aggiungo solo che con le varie riforme (...) sono cambiate un po' di cosette anche lì. Quindi sarebbe meglio fare un giro sul sito (www.sslmit.univ.trieste.it) oppure meglio fare una gita a Trieste dove, oltre a visitare una bellissima città, potrai parlare direttamente con i docenti.


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Joris Bogaert  Identity Verified
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Italian to Dutch
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Grazie per i vs. contributi Aug 6, 2006


Essere traduttore è tanto difficile quanto essere interprete, ovvio nel momento in cui si decide di fare questo lavoro con serietà.
La differenza sta nelle caratteristiche delle due attività, nell'ambito in cui esse vengono svolte, nelle capacità che vengono chiamate in causa.
Onestamente trovo riduttivo dire che l'interpretazione è un lavoro "più difficile" o "più specifico" della traduzione. Da buon traduttore quale sei senza dubbio, sarai consapevole dell'enorme lavoro che c'è dietro al "semplice" processo traduttivo.


Me ne rendo conto. Personalmente ho avuto due 'supervisori' nella mia formazione: mio fratello e mia madre. Mia madre è scrittrice, giornalista e poeta; difficile trovare una persone più esigente, pignola e severa quanto lei, almeno sul piano linguistico. Nonostante le sue spietate critiche all'inizio della mia 'carriera', mi è stato di grande aiuto nel ritrovare -e mantenere- una buona sintonia con la mia propria lingua (chiunque vive all'estero sa cosa intendo dire). L'altro 'supervisore' è stato mio fratello maggiore, traduttore (RU-NL & DE-NL) qualificato. Non nascondo che -almeno nei primi tempi- mi sono dovuto rivolgere al lui per quanto riguarda la metodologia e le tecniche di traduzione; è stato davvero di grande aiuto. Mi ha rassicurato parecchio, quando mi ha detto che -nel mio caso- per diventare un buon traduttore non occorreva per forza una formazione quinquennale ad hoc, anche se qualche corso specialistico (ancora meglio se indirizzato a qualche settore specifico) era più che auspicabile. Infine, mi ha fornito una breve bibliografia sulla materia stessa (metodologie, tecniche per le traduzioni...). In ogni caso, non mi considero affatto un traduttore 'compiuto' (permettetemi di usare quest'espressione per indicare un traduttore esperto), e perciò vorrei precisare che la mia domanda è più 'esplorativa' che 'intenzionale'. Per quanto riguarda l'interpretariato, infatti, mio fratello non mi ha saputo dire niente, visto che lui è un traduttore 'puro sangue'. L'unica cosa che mi ha saputo dire è proprio ciò che mi avete detto voi, quindi adesso sono sicuro. Grazie a tutti/e!


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Gisella Germani Mazzi
Switzerland
Local time: 05:20
German to Italian
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confermo quanto dice tiny Aug 7, 2006

Ciao Joris,

anche io mi sono laureata in Interpretazione alla SSLMIT di Trieste (vecchissimo ordinamento - tedesco e olandese) e quoto tutto quanto detto da tiny: gli insegnanti di interpretazione olandese erano generalmente molto ben preparati.


P.S.: lascia perdere le scuole private!

P.S.2: in questo mestiere nessuno è "compiuto"! C'è sempre qualcosa di nuova da imparare e forse è proprio questo il bello della nostra professione!




Joris Bogaert wrote:

Me ne rendo conto. Personalmente ho avuto due 'supervisori' nella mia formazione: mio fratello e mia madre. Mia madre è scrittrice, giornalista e poeta; difficile trovare una persone più esigente, pignola e severa quanto lei, almeno sul piano linguistico. Nonostante le sue spietate critiche all'inizio della mia 'carriera', mi è stato di grande aiuto nel ritrovare -e mantenere- una buona sintonia con la mia propria lingua (chiunque vive all'estero sa cosa intendo dire). L'altro 'supervisore' è stato mio fratello maggiore, traduttore (RU-NL & DE-NL) qualificato. Non nascondo che -almeno nei primi tempi- mi sono dovuto rivolgere al lui per quanto riguarda la metodologia e le tecniche di traduzione; è stato davvero di grande aiuto. Mi ha rassicurato parecchio, quando mi ha detto che -nel mio caso- per diventare un buon traduttore non occorreva per forza una formazione quinquennale ad hoc, anche se qualche corso specialistico (ancora meglio se indirizzato a qualche settore specifico) era più che auspicabile. Infine, mi ha fornito una breve bibliografia sulla materia stessa (metodologie, tecniche per le traduzioni...). In ogni caso, non mi considero affatto un traduttore 'compiuto' (permettetemi di usare quest'espressione per indicare un traduttore esperto), e perciò vorrei precisare che la mia domanda è più 'esplorativa' che 'intenzionale'. Per quanto riguarda l'interpretariato, infatti, mio fratello non mi ha saputo dire niente, visto che lui è un traduttore 'puro sangue'. L'unica cosa che mi ha saputo dire è proprio ciò che mi avete detto voi, quindi adesso sono sicuro. Grazie a tutti/e!


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veronica drugas  Identity Verified
Italy
Local time: 05:20
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certificato di lingua italiana Aug 8, 2006

Joris Bogaert wrote:

Salve a tutti,

Sono 4 anni che lavoro come traduttore free-lance. Vivo in Italia da 7 anni, e non possiedo nessuna qualifica come traduttore. Ho due lauree in Storia, una belga ed una italiana. Sono anche insegnante di italiano per stranieri. Mi sento ancora molto 'giovane' nel mestiere, benché devo dire che ci ho preso gusto, anche perché continuo ad imparare ogni giorno.

Vorrei sapere come fare per diventare interprete IT-NL/NL-IT. So che la Scuola più indicata per questa coppia linguistica è l'Università di Trieste - SSLMIT, ma vorrei sapere se ci sono altre vie (o magari qualche Via Crucis da evitare). Forse mi spiego meglio così: "Bisogna fare per forza un corso universitario triennale o quinquennale per poter diventare un buon interprete"?



Grazie!


Buongiorno a tutti, salve Joris !

Sono Veronica Drugas, straniera anch'io ( Romena per precisione ) , Laureata in Lettere ( ma non indirizzo italiano ) e ti so dire che, nel caso in cui hai bisogno di una qualsiasi qualifica che attesti le tue conoscenze di italiano, ti puoi presentare all'UNIVERSITA' PER STRANIERI DI PERUGIA ( o presso qualsiasi altro centro autorizzato )per sostenere un esame linguistico, nel tuo caso specifico: CELI 5 - che, pur non essendo un diploma/laurea per far l'interprete/traduttore autorizzato/non-autorizzato - certifica la padronanza di questa meravigliosa lingua!
Ecco qua' qualche informazione utile:

" Guida al CELI 5

Che cosa è il CELI 5?

Il CELI 5 rappresenta il quinto gradino nella serie di esami di italiano generale della Certificazione dell’Università per Stranieri di Perugia.

Gli esami CELI valutano l'abilità dei candidati nell'italiano generale, vale a dire l'italiano in uso nell'interazione sociale anche in ambienti di studio e/o lavoro. Gli esami CELI prevedono 5 livelli dall'elementare all'avanzato, l'utente del livello 5 (CELI 5) corrisponde al profilo del parlante eccellente.

Al livello 5 (CELI 5) il candidato deve aver sviluppato abilità linguistiche tali da potersi inserire con successo in qualsiasi contesto italiano anche di studio e/o di lavoro. Il candidato è in grado di interagire efficacemente in qualsiasi situazione anche di lavoro, comprendendo ed usando in modo appropriato significati mataforici, ironici, modi di dire.

Le capacità richieste ad un candidato del CELI 5, si basano sulle capacità tipiche del livello C2 del Common European Framework, indicato come livello ‘mastery’ vale a dire ‘padronanza’.

Il livello C1 fa parte delle competenze ‘avanzate’, fascia C nella scala di proficiency del Common European Framework.

Così come gli altri esami CELI, anche il CELI 5 copre le quattro principali abilità linguistiche: leggere, scrivere, ascoltare, parlare. Fa parte dell’esame anche una prova specifica per valutare la padronanza di strutture grammaticali e del lessico richiesti a questo livello. L’esame simula situazioni di vita reale per valutare la capacità del candidato di comunicare al loro interno."

Fonte: www.cvcl.it


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Joris Bogaert  Identity Verified
Italy
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CILS 4 + DITALS Aug 8, 2006

Salve Veronica,

Conosco questo certificato, molto valido peraltro. Infatti possiedo già il CILS livello 4 (pari al CELI 5, ma dell'Università per Stranieri di Siena - livello C2 dell' dell'European Common Framework). Inoltre, come ho già detto, sono anche insegnante di italiano qualificato (DITALS). La mia domanda riguarda più specificamente la formazione dell'interprete IT-NL.

Grazie lo stesso!

Joris

[/quote]

Buongiorno a tutti, salve Joris !

Sono Veronica Drugas, straniera anch'io ( Romena per precisione ) , Laureata in Lettere ( ma non indirizzo italiano ) e ti so dire che, nel caso in cui hai bisogno di una qualsiasi qualifica che attesti le tue conoscenze di italiano, ti puoi presentare all'UNIVERSITA' PER STRANIERI DI PERUGIA ( o presso qualsiasi altro centro autorizzato )per sostenere un esame linguistico, nel tuo caso specifico: CELI 5 - che, pur non essendo un diploma/laurea per far l'interprete/traduttore autorizzato/non-autorizzato - certifica la padronanza di questa meravigliosa lingua!
Ecco qua' qualche informazione utile:

" Guida al CELI 5

Che cosa è il CELI 5?

Il CELI 5 rappresenta il quinto gradino nella serie di esami di italiano generale della Certificazione dell’Università per Stranieri di Perugia.

Gli esami CELI valutano l'abilità dei candidati nell'italiano generale, vale a dire l'italiano in uso nell'interazione sociale anche in ambienti di studio e/o lavoro. Gli esami CELI prevedono 5 livelli dall'elementare all'avanzato, l'utente del livello 5 (CELI 5) corrisponde al profilo del parlante eccellente.

Al livello 5 (CELI 5) il candidato deve aver sviluppato abilità linguistiche tali da potersi inserire con successo in qualsiasi contesto italiano anche di studio e/o di lavoro. Il candidato è in grado di interagire efficacemente in qualsiasi situazione anche di lavoro, comprendendo ed usando in modo appropriato significati mataforici, ironici, modi di dire.

Le capacità richieste ad un candidato del CELI 5, si basano sulle capacità tipiche del livello C2 del Common European Framework, indicato come livello ‘mastery’ vale a dire ‘padronanza’.

Il livello C1 fa parte delle competenze ‘avanzate’, fascia C nella scala di proficiency del Common European Framework.

Così come gli altri esami CELI, anche il CELI 5 copre le quattro principali abilità linguistiche: leggere, scrivere, ascoltare, parlare. Fa parte dell’esame anche una prova specifica per valutare la padronanza di strutture grammaticali e del lessico richiesti a questo livello. L’esame simula situazioni di vita reale per valutare la capacità del candidato di comunicare al loro interno."

Fonte: www.cvcl.it
[/quote]


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Valentina_D  Identity Verified
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Member
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esami di ammissione Aug 9, 2006

Ciao Joris,

nel frattempo potresti dare un'occhiata (..sempre che tu non l'abbia già fatto) alle prove di ammissione al 1° anno e alla laurea specialistica in Interpretazione della SSLMIT di Forlì. Ti potrebbero aiutare a farti un'idea del livello e delle abilità iniziali richieste (mi riferisco soprattutto all'indirizzo Interpretazione): esercizi quali sintesi e parafrasi di testi orali sono quelli tipici propedeutici all'interpretazione vera e propria.

http://home.sslmit.unibo.it/localpages/ammissione/index.php

Spero ti sia d'aiuto.

ciao

Valentina


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Joris Bogaert  Identity Verified
Italy
Local time: 05:20
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Grazie! Aug 9, 2006

Ciao Valentina,

Grazie per il link.
Ho visto però che nelle prove di ammissione non appare la lingua olandese, e con il francese (almeno come lingua di arrivo) non me la cavo proprio lo stesso. Anche nel curriculum offerto non appare l'olandese: http://www.ssit.unibo.it/SSLMiT/Didattica/Lauree%20specialistiche/ElencoInsegnamentiXP.htm?Codice=0428&pagenum=0&FindType=KeyCorso&Anno=2006

Ti ringrazio comunue per il tuo contributo.

A presto,

Joris


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Franco Rigoni  Identity Verified
Italy
Member (2006)
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Ciao Aug 9, 2006

Ciao, prova a dare un'occhiata a questo sito http://www.emcinterpreting.net . Per alcune sedi è previsto anche l'olandese. Ricordo che la mia ex prof di simultanea francese diceva che sul mercato sono presenti interpreti che non hanno una laurea in interpretazione (anche se lei si era laureata a Trieste e fa tutt'ora parte di assointerpreti). So che aveva citato l'esempio di un interprete che lavorava spesso per la commissione europea che non era in possesso di una laurea in interpretazione (aveva però delle lingue di lavoro un po' particolari per l'epoca, ossia il greco e lo svedese).
Saluti


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Valentina_D  Identity Verified
Local time: 05:20
Member
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precisazione Aug 9, 2006

Le lingue dell'esame di ammissione non prevedono l'olandese perché, come anche a Trieste, non è possibile sostenere l'esame con questa lingua.
Mi spiego meglio: per accedere al primo anno di corso a Trieste, devi sostenere l'esame di ammissione, ma sei obbligato a scegliere come lingua per l'esame fra: inglese, tedesco, francese, sloveno e italiano (per gli stranieri).
Quindi non puoi scegliere l'olandese.
Una volta superato l'esame, la lingua che hai portato all'esame di ammissione, diventa la tua prima lingua straniera di studio, a cui devi aggiungere obbligatoriamente un'altra. Quindi non puoi studiare solo olandese e italiano.
Nel tuo caso, la situazione è un po'più strana perché l'olandese (oops.. il neerlandese) è la tua lingua madre, ma, per poter averla come lingua di studio, dovresti, paradossalmente, sceglierla come lingua straniera.
Il problema è questo: se hai italiano come prima lingua straniera (facendo l'esame di ammissione in italiano) e olandese come seconda, non potrai mai fare i corsi di olandese-italiano (italiano-olandese invece non lo puoi proprio studiare come combinazione alla sslmit, perché l'attiva in olandese non è prevista), perché per lo studente sono entrambe due lingue straniere.
La soluzione può essere usare il francese come lingua per l'esame di ammissione e scegliere italiano come 'lingua madre' (in realtà viene definita 'lingua base'). In questo caso, avrai francese come prima lingua straniera e potrai scegliere l'olandese come seconda lingua straniera. Farai interpretazione in: francese-italiano, italiano-francese, olandese-italiano.
E' un po' complicato e temo di averti confuso ancora di più..se hai dubbi, ti conviene provare ad informarti alla segreteria della scuola (ammesso che in agosto tu riesca a trovare qualcuno!!), anche perché, come dice giustamente Anna, negli anni le cose possono essere cambiate rispetto ai miei tempi...
Il sito della Sslmit di Trieste oggi non va (almeno a me) e comunque non è così ben fatto come quello di Forlì, in ogni caso i testi d'esame di interpretazione di Forlì per l'accesso al 4°anno ti possono forse essere utili comunque a scopo indicativo (ci sono anche file audio dei testi di interpretazione, che però non ho aperto).

In bocca al lupo e facci sapere cosa decidi!

ciao,
V.


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Francesca Sfondrini  Identity Verified
Netherlands
Local time: 05:20
Member (2005)
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Sarà difficile... Aug 9, 2006

Ciao Joris!

Ho provato a pensare un po' alle soluzioni da proporti, ma credo che l'unica in Italia sia davvero Trieste, magari non dal primo anno ma direttamente all'anno di specializzazione (alla SSLMIT di Forlì, dove ho studiato, non offrono nessun insegnamento di olandese).

Comunque, come già detto da altri, si tratterebbe solo di un corso verso l'italiano (per te più difficile, immagino) e non viceversa.

Perché non dai un'occhiata all'estero? Per te, in particolare, pensavo ad Anversa:

http://www.hivt.be/emci/doelstellingen.htm

oppure

http://www.lessius-ho.be/vt/bama/ma_tolken/index.htm

Sono certa che conosci queste scuole, sono molto accreditate ed offrono entrambre un master di 1 anno (2 semestri) in interpretazione.

Temo che le iscrizioni per quest'anno siano già chiuse, ma magari puoi informarti per l'anno prossimo. So che sarebbe un sacrificio lasciare la famiglia e l'Italia e di certo anche un grosso onere dal punto di vista economico ma se non ci fossero alternative...

In bocca al lupo!

Francesca


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