Come conciliare vita privata e professione
Thread poster: Angela Monetta

Angela Monetta  Identity Verified
Italy
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May 29, 2007

Cari colleghi,
un mio cliente mi ha chiesto di accompagnarlo all'estero per un paio di giorni, durante i quali dovrei lasciare a casa la mia piccola di quasi due anni... sarebbe la prima volta che mi allontano da casa da quando c'è lei e per me è una scelta molto sofferta.
Se rifiuto perdo il cliente, se vado per me è un gran sacrificio...
voi cosa fareste? o meglio come riuscite a conciliare vita privata e lavoro? mi rivolgo soprattutto alle mamme, o comunque a coloro che vivono una situazione simile alla mia.

Grazie...


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vfouet  Identity Verified
Local time: 12:37
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Non esitare! Vai! May 30, 2007

ciao Angela

Io non esiterei neanche un secondo.
Ho una bambina di 1 anno che adoro. Anch'io passo tanto tempo a casa con lei, però ogni tanto quando ho un'opportunità per andare all'estero o allontanarmi un po', lo faccio(chiaramente non troppo spesso). La prima volta che l'ho lasciata credo che il trauma è stato più duro per me che per lei. Anche se la rima volta che sono andata via per due giorni di seguito, hopreso il tempod spiegarglielo, anche se non ero sicura se lei mi capisse.
Se lasci la tua piccola ad una persona in cui hai piena fiducia, allora non c'è problema. Adesso la mia piccola accetta più facilmente le mie assenze e quando sono dovuto andare in ospedale per qualche giorno, non ha fatto storie. La tua piccola ti mancherà sicuramente ma adesso c'è il cellulare, se ti senti un po' angosciata, basta una chiamata. Adoro mia figlia, ma lei deve capire anche che il mondo non gira intorno a lei. E poi quando torni, è bellissimo perché sei più disponibile e quando passi di nuovo del tempo con lei, sei più attenta. Bisogna cambiare aria ogni tanto per apprezzare ancora di più le persone e le cose che amiamo.
Quindi ...vai!


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Ci vuole equilibrio May 30, 2007

Cara Angela,

il problema per una donna che lavora in Italia è che tutti ti fanno sempre sentire in colpa quando fai qualcosa che in altre nazioni è considerato normale.

Io ho dovuto lottare spesso con i sensi di colpa che mi derivavano dal lavaggio del cervello tipico della cultura "mammista".

Certo, a nessuno fa piacere lasciare i propri figli, ma a volte è il caso di farlo, come ha detto la collega: loro spesso non se ne accorgono neanche (i bambini non hanno una cognizione del tempo adeguata), e se hai una baby-sitter (come l'ho avuta io per anni), è tutto a posto.

Giusto per illustrare la teoria con la pratica: quando il mio secondo figlio aveva circa 8 mesi, un cliente mi ha offerto un viaggio di 15 giorni in Israele e Mar Rosso, in cambio di un interpretariato di cabina di tre giorni.

Secondo te avrei potuto lasciar perdere quest'occasione?
Certamente non mi faceva piacere lasciare mio figlio, ma
ho avuto aiuto dai parenti, e quindi sono andata.

Ovviamente ho fatto bene, l'occasione non si è mai più ripetuta, e mio figlio non si ricorda neanche cosa sia successo.

Ovviamente non ho dato retta ai discorsi mammistici e colpevolistici degli stessi parenti, e ho fatto bene anche in questo caso.

L'unico motivo per cui non sarei d'accordo è nel caso di persone che lavorano per hobby e non per necessità.

In tal caso è giusto che passino il tempo con i figli, che comunque rispetto al lavoro (se appunto non si lavora per sostentarsi) dovrebbero essere messi in posizione di priorità.


Giusi


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Kelly Gill
Italy
Local time: 12:37
Italian to English
non ti preoccupare May 30, 2007

La mia esperenza è chi soffri di piu sono le mamme- i bambini hanno una capacità pazzesco di adattarsi alla situazione.

E' molto difficile la prima volta pero dopo diventa più facile quando ti rendi conto che la bambina sta bene anche senza di te.

Vai - stai tranquilla.


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Laura Gentili  Identity Verified
Italy
Local time: 12:37
Member (2003)
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A chi lasceresti la bambina? May 30, 2007

Ciao Angela,
a chi lasceresti la bambina? se sono persone fidate, e visto che sono solo 2 giorni, la lascerei senza problemi.
Nel 2001, quando i miei tre gemelli avevano 2 anni e mezzo li ho lasciati per andare alla convention di ProZ all'Argentario. Li ho lasciati a mio marito + baby-sitter di lunga data e non ci sono stati problemi.


Laura


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sabina moscatelli  Identity Verified
Italy
Local time: 12:37
Member (2004)
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Anch'io a marzo May 30, 2007

ho lasciato la mia bambina di quasi 2 anni per una settimana di full-immersion in Inghilterra. Lei è stata a casa con babbo, nonni e baby-sitter. Quando mio figlio aveva 8 mesi sono partita per un interpretariato in Germania, tanto per farti un altro esempio.

Come ti ha detto Giusi, la loro cognizione del tempo è inesistente e quindi sentono la mancanza della mamma, ma non sanno quantificarne l'assenza.

Io andrei... anche solo per la gioia di riabbracciarla quando torni.


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 12:37
Member (2004)
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Meditando... May 30, 2007

È strano, ma mi rendo conto che si tratta di un problema tutto femminile (che peraltro capisco al 100%). Non credo che un papà si farebbe tanti sensi di colpa a lasciare i bambini piccoli per una trasferta. A me non è ancora capitato, ma sono solidale con quando detto da tutte fino ad ora. Quando c'è l'occasione bisogna avere il coraggio di coglierla. In fondo sono solo un paio di giorni.
In bocca al lupo.


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xxxGabi Ancarol
Italy
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Anch'io May 30, 2007

Ciao Angela! (it's been a long time!)

Anch'io ho dovuto lasciare mio bimbo a dicembre (non aveva ancora un'anno) per una settimana, ho sofferto più io di lui, e ho pianto durante tutto il volo, ma una volta arrivata in Argentina mi sono rilassata e mi sono goduta una settimana senza biberon e pannolini.

E' stato salutare per tutti quanti, io mi sono riposata, il papà ed il bimbo hanno vissuto una settimana tutta al maschile e sono certa che mio marito ha imparato un bel po' di cose in più sul suo bimbo.
Lui è stato di grande supporto, e mi ha rassicurato molto, era chiaro che per me non sarebbe stato semplice, ma questo viaggio dovevo farlo. Tutto è andato davvero per il meglio.

E io non ho nessun aiuto -mamma, suocera, zie, sorelle- ma solo mio marito (se non mi sbaglio tu avevi tua suocera che era abbastanza disponibile, vero?)

Rilassati e stai tranquilla, ce la puoi fare!

Scrivimi che ne parliamo ancora.
Un bacio a te e un'altro alla piccola Antonia.
Gabi

edito per confermare ciò detto da altre mamme (e anche sottolineato dalla mia pediatra) per i bimbi queste situazioni non sono come per noi, percepiscono il tutto in un modo molto diverso. Io non ho viaggiato per motivi specificamente lavorativi, ma di certo non è stato una vacanza. Se fosse stato un viaggio innecessario sarei rimasta a casa più che volentieri. Ma ciò non vuol dire che non abbia colto l'occasione per rilassarmi anch'io, e tornare più carica a fare la mamma!


[Edited at 2007-05-30 10:39]


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italia  Identity Verified
Germany
Local time: 12:37
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Mi posso solo associare a voi May 30, 2007

Cara Angela, anch'io sono una mamma di una bimba stupenda di 7 mesi e una settimana. A maggio mi sono allontanata per 4 gg per una trattativa. Cmq come Maria Gabriela posso far affidamento solo su mio marito: per fortuna lavora come autonomo come me e pertanto è + flessibile nella gestione del suo tempo. Se lui non avesse potuto rimanere con lei, avrei declinato il lavoro e fortunatamente la mia cliente avrebbe capito:)))
È stata una scelta molto sofferta, ma ne è valsa la pena in quanto mi ha fatto crescere ancora di+ nel mio nuovo ruolo e come già detto dalle altre colleghe, sono tornata da lei + carica.
Se mi capita un'altra occasione lei sarà già + grandicella e grazie al sostegno del mio favoloso marito:))) non mi si porranno problemi di nessuna sorta, .
Il mio consiglio allora: vai e goditi il tuo incarico!!!
Un caro saluto a tutte mamme colleghe e un forte abbraccio ai vostri piccoli!!!


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 12:37
Member (2006)
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serve anche per imparare a distaccarci May 30, 2007

Anche io ribadisco che dovresti andare.

Io ho lasciato mio figlio per 5 giorni ai miei genitori quando aveva 9 mesi. Gli ho lasciato il mio latte (santi tiralatte!!) in freezer sufficiente per 5 sere.

E non sono partita per lavoro, ma per passione politica e ludica. E ho fatto benissimo. Mi sono riposata, divertita e svagata, ricordandomi che c'è una grande fetta di vita anche oltre la maternità e il lavoro. E così ho fatto il primo passo verso distacchi più significativi, tipo nido, etc.

Secondo me, tutte le mamme dovrebbero impegnarsi a prendere tempo per sé nei primi mesi e anni di vita dei figli, a prescindere che lo facciano per lavoro o meno. Anche chi lavora per il gusto di farlo deve partire ogni tanto.
E anche chi sceglie di non lavorare.

Prendersi un weekend ogni tanto fa bene a sé, ai figli, al partner, ai nonni (se si hanno).


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francesca_dt
Germany
Local time: 12:37
German to Italian
sono d'accordo con Francesca May 30, 2007

Ho una bimba di 2 anni e 3 mesi e ho scelto di lavorare poco per poter stare il più possibile con lei, ma mi rendo conto che dei piccoli distacchi fanno bene al nostro rapporto.
Nei giorni in cui la porto al nido (2) mi rendo conto di sfruttare al meglio le ore che ci rimangono da passare insieme. Invece le lunghe giornate più o meno solitarie (anche noi non abbiamo parenti di sorta nelle vicinanze) risultano a volte pesanti.
un paio di volte l'abbiamo lasciata ai miei suoceri per una notte e siamo andati a fare un fine settimana da fidanzatini... è stato bellissimo sia riscoprire la vita a due che il ritorno e l'incontro con la bambina.
Ogni tanto un breve distacco fa veramente bene.

un affettuoso saluto a tutte le mamme e alle pargolette!


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Angela Monetta  Identity Verified
Italy
Local time: 12:37
Member (2006)
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TOPIC STARTER
Grazie! Jun 1, 2007

Care colleghe,

vi ringrazio tutte per aver condiviso la vostra esperienza e per il sostegno che mi avete dimostrato.
É confortante pensare di non essere l'unica a dover affrontare una situazione del genere...
Purtroppo però, quando avevo finalmente deciso di partire, il cliente mi ha comunicato che non aveva più bisogno di me, poiché sarebbe stato il cliente che deve incontrare a cercare qualcuno che potesse fare da interprete...
Pazienza, sarà per la prossima volta.

Sarò sicuramente più forte e capace di affrontare al meglio la situazione.

Grazie di nuovo e buon lavoro!

Angela


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 12:37
Member (2006)
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Mi dispiace che sia saltato, ma non tutto il male viene per nuocere... Jun 1, 2007

Cara Angela,

mi dispiace che sia saltata l'occasione, ma - visto che sono in vena di consigli - se puoi, perché non ti cerchi un'occasione per farti un bel weekend di relax senza figli in un bel posto, con il tuo partner o con un'amica: tipo un centro termale, una città d'arte o simili...

Ti riposi, stacchi un po', e così la prossima volta che dovrai partire "per forza" starai più tranquilla perché non si tratterà più della prima volta. E giugno è il mese ideale per farlo.

un abbraccio!


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Luca Ruella  Identity Verified
United States
Member (2005)
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Concordo con Mariella Jun 6, 2007

Io personalmente (uomo) non mi farei il minimo problema. La mia opinione è che sia necessario separare *categoricamente* la vita privata da quella professionale.

Mi permetto una divagazione...

Ovviamente tutti hanno una famiglia e degli affetti a cui pensare, ma per contribuire a combattere l'immagine del traduttore come "uno che sa l'inglese e lavora a casa in pantofole" e conferirgli la dignità del "professionista", cosa di cui spesso tutti abbiamo sentito la mancanza, penso che questo sia un punto fondamentale.

Quando ero PJM e lavoravo in un ambiente di tipo corporate, sorridevo a sentire il freelance di turno che, valutando la scadenza di una proposta di progetto, mi parlava di pannolini, biberon, asili nido o altre faccende personali.

Ho divagato un po'... e non voglio assolutamente che nessuno si senta offeso o criticato. Volevo solo far emergere un punto di riflessione che trovo interessante.

La mia morale della favola è: alla prossima occasione vai senza pensarci!


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