AITI, ANITI, ATA, FEDERCENTRI...
Thread poster: Giusy Cembalo

Giusy Cembalo
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Jan 10, 2003

Sto valutando l\'adesione a qualche associazione di categoria per farne bella mostra sul mio curriculum e per tenermi aggiornata, cosa scegliere, visto che comunque bisogna pagare per mantenere lo status di membro?

Grazie

Giusy


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Antonella Andreella  Identity Verified
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Ciao Giuseppina Jan 11, 2003

personalmente sceglierei AITI



Auguri



Antonella

[ This Message was edited by:on2003-01-11 14:35]


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gianfranco  Identity Verified
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ITI e IOL, e in generale tutte le associazioni professionali... Jan 11, 2003

Per tutti coloro che desiderano aiutare la collega Giuseppina Cembalo, sarebbe utile fornire i motivi, vantaggi, svantaggi e, certo, anche le preferenze personali ma con qualche informazione aggiuntiva, non vi pare?



Il mio contributo per quanto riguarda le due associazioni professionali che conosco, ITI e IOL, in UK.



ITI (Institute of Translators and Interpreters), come dice il nome, e\' una associazione specifica per traduttori e interpreti, mentre IOL (Institute of Linguists) raccoglie altri tipi di membri, spaziando dalle agenzie agli insegnanti di lingue, ed altri ancora.



Attualmente appartengo all\'IOL ma sto prendendo in considerazione di passare all\'ITI perche\' e\' un\'associazione

piu\' mirata al lavoro che svolgo.



In generale, considero abbastanza utile l\'iscrizione ad una associazione professionale, anche se un soffrono di parecchi difetti (comuni un po\' a tutte):

burocrazia, inefficienza, quote di iscrizione non indifferenti, non molto impegno nel consigliare o aiutare i soci nel caso si trovino in un problema professionale.



La partecipazione serve anche come immagine verso i clienti, ma onestamente a poco altro (punto di vista estremamente personale).



In generale, anche un traduttore italiano, se non opera esclusivamente sul mercato nazionale, puo\' avere benefici dall\'iscrizione ad una associazione professionale all\'estero di buon livello (tipo ITI in UK, ATA in USA e altre)



Sono d\'accordo che una iscrizione e\' sufficiente, scegliendo la piu\' utile per il proprio mercato.



Gianfranco



[ This Message was edited by:on2003-01-11 15:36]


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Antonella Andreella  Identity Verified
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La sintesi Jan 11, 2003

ehmmm... tranne nel mio post su quell\'abuso... sono di solito molto sintetica, può essere un difetto, può essere un pregio...





Antonella



P.S.: Una puntualizzazione un po\' puntigliosa Gianfranco la tua, mi pare...


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gianfranco  Identity Verified
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Non intendevo... Jan 11, 2003

Quote:


On 2003-01-11 15:49, Andreella wrote:

ehmmm... tranne nel mio post su quell\'abuso... sono di solito molto sintetica, può essere un difetto, può essere un pregio...





Antonella



P.S.: Una puntualizzazione un po\' puntigliosa Gianfranco la tua, mi pare...





Certo, la sintesi e\' una bella cosa.

Il mio scopo principare non era quello di criticare te, o nessun altro, non e\' nel mio carattere.

Intendevo soprattutto invitare al dibattito sulle associazioni professionali, ma con uno spessore superiore al semplice \'A me piace X\' o \'A me non piace Y\'.



La sintesi va bene, ma anche il dibattito e le informazioni sono utili, a mio avviso.



ciao

Gianfranco



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Antonella Andreella  Identity Verified
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Ciao Gianfranco Jan 11, 2003

forse non intendevi, ma è quello che hai scritto.

Se volevi approfittare per aprire un dibattito sulle varie associazioni di categoria, era inutile fare un riferimento a me.

Bastava scrivere, approfitto del forum aperto da Giuseppina per aprire un dibattito su... .



Mah, sarà il freddo, ma ho sentito la necessità di puntualizzare io stavolta.





Ciao

Antonella


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gianfranco  Identity Verified
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E' vero Jan 11, 2003

Avrei potuto formulare diversamentee la mia frase di apertura, per esprimere cio\' che era il vero motivo per cui ho scritto: stimolare un dibattito piu\' informativo.



ciao

Gianfranco



[ This Message was edited by:on2003-01-11 21:34]


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Giusy Cembalo
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Il divieto di intermediazione Jan 11, 2003

Un\'altro problema legato alle associazioni di categoria è il diveito di intermediazione fatto ai soci. Mi spiego: io non sono titolare di un\'agenzia, il mio è uno \"studio\" di traduzione in cui io svolgo il lavoro princiaple, diciamo il 90% del lavoro, ma capita, quando mi vengono, sporadicamente, richiesti lavori in lingue che non conosco, di passare il lavoro a qualche traduttore o, quando le scadenze sono troppo vicine, di dividere il lavoro nelle mie lingue con qualche collega. Ovviamente a me resta il lavoro di revisione finale, la responsabilità del lavoro nei confronti del cliente e il rischio rlativo al pagamento, per cui devo anche guadagnarci qualcosa, non la metà, come per molte agenzie che fanno esclusivemente un lavoro di intermediazione, ma comunque qualcosa, un 20%, circa. Ho spiegato il problema alla responsabile locale dell\'ANITI che mi ha detto che loro non sono molto fiscali al riguardo, ma per l\'AITI mi sembrano più rigorosi, mi riservo di chiedere in ogni caso ulteriori notizie. L\'ATA non sembra che si ponga questo problema e la FEDERCentri è un\'associazione di centri di traduzione.

Qualche informazione al riguardo?

Un\'altro aspetto della questione: l\'utilità, di cui parlava Gianfranco. Non mi sembra, a colpo d\'occhio, che queste associazioni facciano molto, ad esempio, per sollecitare le autorità sulla regolamentazione della nostra attività, una nota dolente per noi traduttori. Conoscete iniziative serie al riguardo? Io sono una traduttrice giurata, nel senso che faccio traduzioni giurate, ed è vergognoso che il nostro ordinamento non preveda una figura ufficiale di traduttore giurato per un\'attività così seria, io mi sono vista scalzare qui nella mia provincia da una \"traduttrice\" dotata di terza media svizzera. Ma forse questo è un altro argomento.

Ciao Giusy


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Antonella Andreella  Identity Verified
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Qualche consiglio in più Jan 12, 2003

Ciao Giuseppina,



ho letto il tuo ultimo intervento e ho visto il tuo profilo e il link al tuo sito.

Volevo rassicurarti sul fatto che essere un\'agenzia non è un peccato mortale, ma fornire informazioni contrastanti può essere controproducente.

Tu hai scritto che non sei un\'agenzia, ma se ti capitano altre combinazioni linguistiche o un sovraccarico di lavoro ti rivolgi ad altri colleghi. Nel profilo in Proz inserisci già un buon numero di lingue, e nel link al tuo sito, ti proponi come azienda di servizi, traduzioni in questo caso, ma anche scuola di lingue e insegnanti.

Concludendo dipende un po\' da quale veste vuoi privilegiare, la Federcentri, come dici giustamente, è un\'associazione di aziende, AITI e ANITI di traduttori e interpreti professionisti.

In fondo la risposta te la sei data da sola nel tuo primo intervento, fare bella mostra nel CV e tenersi aggiornati.... ecco non mi aspetterei molto di più da queste associazioni, ma come si dice, è meglio che niente, AITI è senz\'altro più attiva e più dinamica, esiste da più tempo e le ammissioni sono più selezionate... quindi è probabile che goda di maggiore prestigio e risonanza.



Buona domenica





Antonella





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Loredana Calo
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Associazione traduttori giurati Jan 12, 2003

Ciao Giusy e benvenuta in ProZ.



So che l\'AITI ha una sezione dedicata agli interpreti giurati. Qualche tempo fa ho chiesto aiuto ai responsabili AITI per una questione riguardante un incarico presso il tribunale, in cui un giudice pretendeva innanzitutto che fossi da sola ad espletare la rogatoria per la deposizione dei testi (senza autorizzare un ausiliario) e che potevo tranquillamente accollarmi l\'incarico anche fino a 12 ore al giorno. La responsabile dell\'AITI mi ha risposto con un tono rassegnato da far paura. Siccome sono audace e sfido anche il brutto tempo l\'ho spuntata io per quella volta, imponendo anche ai miei superiori quelle che erano le necessità del caso per ottenere una buona performance e non intaccare la mia professionalità, pena la mia rinuncia all\'incarico.



Tutte queste associazioni non hanno fatto molto per ottenere il riconoscimento della professione. Mi chiedo anche come mai i nostri predecessori non abbiano fatto nulla per elevare al giusto livello questa professione. Diciamo a partire dal processo di Norimberga, cosa hanno fatto, cosa hanno seminato gli anziani, i \"guri\" della traduzione, se oggi noi giovani di buona volontà (ho 35 anni) raccogliamo sberleffe da clienti e non. Io sono nata come traduttrice giurata e sono diventata il \"soldato\" dei giudici. Domine, usque quo?



Forse è il caso di fondare un\'Associazione mirata, che riunisca i traduttori e gli interpreti giurati e cominci a lavorare seriamente in questo senso, che faccia delle pubblicazioni, e soprattutto che faccia nuove proposte di legge.



Auguri, Loredana.


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Giusy Cembalo
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il mio status Jan 13, 2003

Cara Antonella, ho apprezzato il tuo commento ed effettivamente devo un po\' mettere ordine nel mio profilo. E\' molto utile vedere le cose attraverso gli occhi di un altro. Vorrei precisare, comunque, per chiarire a quelli che dovessero leggere i commenti in questo forum, che il lavoro cui tengo di più in assoluto è quello di traduzione, per cui mi ritengo soprattutto una traduttrice professionista infatti, come ho già indicato nel mio precedente intervento, l\'intermediazione è solo il 10% circa del mio lavoro. Vorrei anche precisare che, anche se indico nella descrizione della mia attività tutte le lingue che il mio studio traduce quando se ne presenta l\'opportunità, tra le lingue di lavoro (per cui ricevo notifica delle offerte di lavoro da parte di questo sito) ho indicato solo le mie lingue (russo, inglese e francese)perché è questo che mi interessa fare, tradurre. Quanto al mio sito, mi hai fatto ricordare che devo aggiornarlo, perché i corsi di ligue sono stati un\'idea di un paio di anni fà e ora non ne faccio più, perché mi manca il tempo. Il problema è che con pagine gialle tutto è più complicato...

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