Prova di traduzione: quali parametri?
Thread poster: Valentina751
Valentina751  Identity Verified
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Aug 17, 2007

Buongiorno a tutti,

qualche giorno fa mi è accaduto un fatto che mi ha lasciato alquanto perplessa e per il quale sarei curiosa di conoscere la vostra opinione in merito.
Un’agenzia di traduzioni straniera a cui avevo mandato un CV mi ha contattato chiedendomi di fare una prova di traduzione (in realtà mi aveva ancor prima chiesto di firmare un NDA che ho declinato fino al ricevimento del lavoro). Concretamente si trattava di una serie di testi di argomento vario per i quali mi si chiedeva di indicare e tradurre quelli a me più familiari. Ovvio che trattandosi di testi non proprio brevi mi sono limitata a tre per dare un’idea del mio lavoro (altrimenti si ritorna al solito discorso delle prove di traduzione che diventano veri e propri lavori!).
Dopo una settimana mi arriva il feedback del PM il quale mi riporta i commenti del revisore della traduzione (presuppongo italiano)…risultato:
- Ci sono diversi errori nei testi, lo stile è abbastanza buono ma alcuni errori grammaticali (uso della d eufonica, uso delle virgole e della maiuscola) fanno pensare che il traduttore non abbia abbastanza esperienza.
Ora, non vorrei stare qui ad elogiare il mio modo di tradurre (complimenti per l’ottima padronanza dell’italiano e per la resa della lingua di arrivo da parte di altre agenzie e clienti) e la mia professionalità (6 anni di traduzioni, revisioni ecc), ma questa volta sono rimasta davvero “scioccata”…voglio dire “nessuno è perfetto”, ma dopo anni di liceo classico, laurea in lingue, una passione per la lettura e scrittura ecc …sentirmi dire che faccio errori grammaticali mi fa un po’ arrabbiare! Ad ogni modo, conosco bene l’uso della d delle congiunzioni, ma per questione di armonia nella lettura del testo, ne ho sempre fatto uso e nessuno mi ha mai detto che era un errore grammaticale. Chiaro, so bene che è consigliato non metterla quando si tratta di due vocali adiacenti, ma ho sempre saputo che era questione di gusto…insomma non ho scritto a senza la h.
E poi l’uso della maiuscola…se dovete tradurre SME  PMI non scrivete Piccole e Medie Imprese?
Per farla breve, vi chiedo: quali sono secondo voi i parametri “onesti” in base ai quali giudichereste buona una prova di traduzione (e ripeto una prova)? Per finire, io credo che un revisore (ed io ho fatto lavori di revisione) deve si, rendere al meglio la fluidità del testo, ma credo che debba anche valutare oggettivamente la struttura della frase, capire se la persona è inteso il senso delle parole e non correggere punti, virgole e formattare il testo per far vedere che è un revisore attento…

Attendo un vostro sincero ed onesto giudizio!
Saluti e grazie


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gianfranco  Identity Verified
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La lotteria dei test Aug 17, 2007

I test sono una cosa strana, la cosa migliore è prenderli con un pizzico di buon umore.
Ti racconto 3 fatti abbastanza recenti.

Test per una importante agenzia, che poi è diventata un buon cliente: ricevo il risultato, punteggio 9/10. Mi hanno telefonato per farmi i complimenti di persona.
Stesso mese, altra agenzia, altro test, ho pensato, vabbé, facciamo anche questo, ci metto lo stesso impegno e l'esito è stato "il traduttore appare non essere di madrelingua italiana"


Poco tempo fa, altra agenzia, mi ha chiesto di avviare una collaborazione, accetto, ma volevano che eseguissi un breve test, da consegnare urgentemente, mi pare entro un giorno. Io non avevo il tempo e alla fine non sono riuscito a farlo, neppure dopo 3 giorni. Arrivavo a fine giornata talmente stanco che non riuscivo a inserire neppure quel piccolo test.
Hanno incominciato a mandare lavori anche senza il test. Evidentemente non era poi tanto indispensabile.

Una lotteria...

ciao
Gianfranco


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Questione di revisori? Aug 17, 2007

Siccome di commenti sulle varie modalità usate per i test di traduzione in questo forum ce ne sono a sufficienza, vorrei limitarmi a dirti che secondo me non tutti i revisori sono all'altezza del lavoro e, come dici tu, probabilmente qualcuno si limita a concentrarsi su "miglioramenti" seguendo il gusto personale, piuttosto che sulla resa generale del testo. Quando sono io a fare delle revisioni, per onestà nei casi in cui correggo di più aggiungo un breve commento, specificando magari che talune correzioni sono puramente stilistiche, ma che in generale il testo è stato tradotto bene, o simili. Sarebbe interessante sapere ad esempio cosa ha fatto pensare al revisore di Gianfranco che non fosse di madrelingua italiana. Se fosse successo a me avrei chiesto senz'altro dei chiarimenti e la stessa cosa per te, Valentina. Hai assoluto diritto di replica e di far conoscere all'agenzia la tua opinione sulle correzioni apportate.

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Giuliana Buscaglione  Identity Verified
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La revisione per le prove dovrebbe avere (alcuni) parametri "elastici"... Aug 17, 2007

Ciao Valentina,

fondamentalmente dipende dalla destinazione dei testi... e dal cliente a cui vanno, molto spesso dal dipartimento specifico all'interno della stessa organizzazione del cliente finale. Ovviamente in questo caso, le revisoni vengono affidate a traduttori interni o a esterni con notevole familiarità sia con i testi che con le style guide del cliente (sono addirittura in grado di riconoscere il cliente dai testi, anche se senza nomi riportati esplicitamente nel testo). Se si tratta dei testi che ho in mente, l'uso di derminati termini piuttosto che altri, maiuscole o minuscole, forme, avverbi e costruzioni di frase, fornisce effettivamente il grado di familiarità e "routine" del traduttore con tali testi.

Ciò non significa tuttavia automaticamente che il/la traduttore/trice in questione non sia bravo/a o che non possa acquisire la necessaria dimestichezza, quasi "automazione" nella traduzione di tali forme, costruzioni ecc.

Per farti un esempio semplicissimo, i traduttori interni o esterni che conoscono bene i clienti sostituiscono per es. con ad es. o p.es. a seconda del cliente. Sono sinonimi, questione di gusto, ma ci sono clienti che hanno regole precise anche per queste cosucce, proprio perché si tratta di tantissimi testi per i quali vogliono un'assoluta uniformità.

Detto questo, io non mi sognerei mai di segnalare l'esempio di cui sopra come "errore" in una prova di traduzione da parte di un traduttore "nuovo" (che non significa assolutamente inesperto, solo nuovo al lavoro con l'agenzia X piuttosto che Y), ma mi seccherei dover effettuare queste correzioni sul testo di un(a) traduttore/trice abbastanza regolare che non si è preso/a la briga di leggere le style guide fornite o di confondere le style guide di un cliente piuttosto che un altro e vedermele corrette dal revisore per distrazione mia.

Non entro nel merito degli "errori di grammatica" o dell'interpunzione, perché nella maggior parte dei casi si tratta di effetti di correzioni a traduzione finita.... un *qualora* sostituito con un *se* con il tempo del verbo non modificato oppure l'aggettivo o il participio passato non adeguato al femminile o maschile dopo la sostituzione del sostantivo per distrazione o stanchezza o perché è suonato il telefono. Certo, chi legge può solo giudicare da ciò che vede nero su bianco, ma se per il resto la traduzione è buona sotto tutti i punti di vista, mi sembra che un richiamo alla maggiore attenzione sia più che sufficiente.

È chiaro che in una prova di traduzione non si può pretendere da chi la esegue di immaginarsi delle istruzioni che non le/gli sono state fornite. Personalmente ritengo che i parametri da usare nella revisione di una traduzione di prova siano fondamentalmente la terminologia usata (corretta, ma non tanto usata nella pratica; corretta; non tanto buona; errata), il saper fornire un testo che non sa di traduzione e curato, indipendentemente da regole specifiche o preferenze del cliente X piuttosto che Y, la conoscenza e comprensione della lingua di partenza nelle sue forme più tipiche. A essere pignoli, anche il layout, perché il saper riprodurre o fornire lo stesso layout è in certi casi necessario (e a volte difficile o impegnativo a livello di tempo) nel lavoro poi effettivo. Per questo motivo parlavo di "parametri elastici"... valutazione elastica da parte del revisore, ovviamente terminologia completamente errata e tutto quanto non è elastico in una lingua esclusi.

Buona giornata,

Giuliana


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Valentina751  Identity Verified
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Questa volta non ho resistito ed ho inviato i "miei" commenti al revisore.... Aug 17, 2007

Grazie ragazzi...devo dire che mi avete fatto persino sorridere..Gianfranco...ti chiamerai mica John Frank...:-)
Ovviamente non volevo sollevare un polverone con questo post...ma ci sono diciamo rimasta male perchè credo che ognuno sia in grado, alla fine, di giudicare il risultato della propria traduzione (per quanto mi riguarda mi rendo conto quando una mia traduzione, anche se accurata, non mi soddisfa a pieno) e per la prima volta ho sentito la necessità di dover replicare a questa agenzia, spiegando i miei commenti in merito...eh si, perchè anche a me è capitato di lavorare per clienti/agenzie senza dover fare la prova di traduzione e il risultato è stato positivo, ma questa volta, prima mi chiedono di firmare il NDA poi mi mandano un portfolio di prove che a farle tutte (per far vedere quanto si è bravi...) ci avrei fatto un pò di soldini e poi mi dicono che è fallita per i motivi che vi ho spiegato sopra.
Ed (ora entro in paranoia con la storia della d "eufonica"!)hai ragione Giuliana quando parli della formattazione..ma la cosa bella è che non mi hanno chiesto di rispettarla o di porre particolare attenzione al layout tanto è vero che io ho riprodotto con maiuscole le parole che in inglese erano maiuscole!!!
Ad ogni modo, a seguito dei miei commenti al PM, costui mi ha risposto che si occuperà della cosa....bah!

Comunque vi ringrazio ragazzi!!!


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Laura Gentili  Identity Verified
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Uso delle maiuscole Aug 17, 2007

Valentina751 wrote:

tanto è vero che io ho riprodotto con maiuscole le parole che in inglese erano maiuscole!!!

Comunque vi ringrazio ragazzi!!!


Ciao Valentina,
premetto che anch'io ho avuto esperienze negative con revisori vari.
Detto questo, però, non ritengo corretto riprodurre con le maiuscole le parole che in inglese sono maiuscole. Gli anglofoni usano spesso le maiuscole a sproposito, a volte le usano addirittura per enfatizzare certi termini, mentre in italiano si tende a minuscolizzare il più possibile.
Ho appena tradotto un testo con "piccole e medie imprese" e l'ho messo minuscolo.
Non mi sembra certo un buon motivo per rifiutare un nuovo collaboratore, ma ci tenevo a sottolineare che le maiuscole dell'inglese non vanno clonate nel testo d'arrivo.

Laura


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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D eufonica Aug 17, 2007

Valentina751 wrote:

Ed (ora entro in paranoia con la storia della d "eufonica"!)


E' capitato anche a me...

http://www.proz.com/topic/62752?start=45&float=


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Rita D'Ettorre  Identity Verified
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Maiuscole e "d" eufonica Aug 17, 2007

Valentina751 wrote:

Ed (ora entro in paranoia con la storia della d "eufonica"!)hai ragione Giuliana quando parli della formattazione..ma la cosa bella è che non mi hanno chiesto di rispettarla o di porre particolare attenzione al layout tanto è vero che io ho riprodotto con maiuscole le parole che in inglese erano maiuscole!!!


Rispettare il layout non significa rispettare le maiuscole/minuscole del testo di partenza. Rispettare il layout significa consegnare una traduzione che ha un "aspetto" identico a quello del testo originale, in termini di tipo e dimensione dei caratteri, colori, formattazione del testo ecc.

Anzi, come ha detto giustamente Laura, l'uso che si fa in inglese delle maiuscole non è assolutamente da ricalcare nel testo in italiano, perché l'italiano prevede un uso assolutamente diverso delle maiuscole.

Inoltre, tornando su un tema tanto dibattuto, in determinati tipi di testo l'uso della "d" eufonica non è una "questione di gusto". Ad esempio, nella localizzazione di software, leggere una cosa come "ed ancora" farebbe inorridire un qualsiasi revisore con esperienza nel campo e l'uso improprio della "d" eufonica è grave ed è un chiaro indicatore della non conoscenza da parte del traduttore delle regole di base del settore. Qundi direi che la gravità della cosa dipende anche molto dal tipo di testo che si traduce.

Io, in uno dei miei primi lavori di traduzione, ho perso un cliente che avevo già acquisito e che era soddisfatto dei lavori consegnati fino a quel momento per un feedback negativo che riportava, tra i problemi principali, proprio l'uso improprio della "d" eufonica.

Da allora vi giuro che quella malefica "d" non mi scappa più per caso tra una parola e l'altra!!

Ciao a tutti e buon weekend


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Michele Treves
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È giusto replicare al revisore Aug 18, 2007

Cara Valentina,

poichè l'agenzia si avvale di un revisore così valido, comunica tranquillamente che sia lui ad occuparsi direttamente anche delle traduzioni senza importunare coloro che lavorano veramente.
Svolgo spesso revisioni: a volte mi trovo di fronte a disastri, altre volte a dei buoni testi dove si tratta semplicemente di migliorare qualche piccolo problema stilistico.
La congiunzione eufonica personalmente mi piace ma non condanno chi non ne fa uso. Per quanto riguarda l'uso delle maiuscole e delle minuscole, delle abbrevazioni e della punteggiatura bisogna, invece, fare riferimento alle regole della lingua nella quale il testo viene tradotto e non semplicemente copiare l'originale. Nella mia situazione (lavoro con la lingua croata), ad esempio, rispetto la punteggiatura di questa lingua che è molto più ricca di virgole rispetto all'italiano (sono obbligatorie dinnanzi a determinate congiunzioni e particelle), fa generalmente uso di frasi più brevi, richiede le maiuscole in alcuni casi non previsti dall'italiano ...
Ad ogni modo hai ragione a replicare. Mi piacerebbe sapere quali sono i loro commenti.
Non scoraggiarti e procedi orgogliosamente nel lavoro!
Michele Treves

[Subject edited by staff or moderator 2007-08-18 08:05]


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Valentina751  Identity Verified
Italy
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TOPIC STARTER
Bisogna essere "ragionevoli"... Aug 18, 2007

Svolgo spesso revisioni: a volte mi trovo di fronte a disastri, altre volte a dei buoni testi dove si tratta semplicemente di migliorare qualche piccolo problema stilistico.
La congiunzione eufonica personalmente mi piace ma non condanno chi non ne fa uso. Per quanto riguarda l'uso delle maiuscole e delle minuscole, delle abbrevazioni e della punteggiatura bisogna, invece, fare riferimento alle regole della lingua nella quale il testo viene tradotto e non semplicemente copiare l'originale. Nella mia situazione (lavoro con la lingua croata), ad esempio, rispetto la punteggiatura di questa lingua che è molto più ricca di virgole rispetto all'italiano (sono obbligatorie dinnanzi a determinate congiunzioni e particelle), fa generalmente uso di frasi più brevi, richiede le maiuscole in alcuni casi non previsti dall'italiano ...
Ad ogni modo hai ragione a replicare. Mi piacerebbe sapere quali sono i loro commenti.
Non scoraggiarti e procedi orgogliosamente nel lavoro!
Michele Treves

[Subject edited by staff or moderator 2007-08-18 08:05] [/quote]

Caro Michele..ti ringrazio per il commento!

Quello che intendevo capire e sottolineare in questo post è che trattandosi di una prova di traduzione, fossi stato il revisore, avrei cercato di capire e valutare altre cose...
Insomma, sicuramente c'è chi fa questo lavoro da più anni di me e fa bene a sottolineare determinate cose/requisiti...ma io credo che a volte il revisore si senta investito del ruolo di "salvatore del testo"...della serie...oddio sono stati lasciati due spazi tra le parole...insomma a me sembra esagerato per una prova di traduzione. E comunque, come sottolinei tu, il traduttore deve fare del suo meglio così come deve fare il revisore...
Ho già mandato i miei commenti al PM il quale mi ha seccamente risposto che si occuperà della cosa...sarà vero?
Salutoni


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smarinella  Identity Verified
Italy
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una piccola esperienza Aug 18, 2007

Una volta soltanto ho avuto una cattiva esperienza con un revisore: non era neanche una prova di traduzione perché un'agenzia (di un Paese molto lontano dall'Italia) mi aveva affidato un lavoro senza prova preliminare.

Beh, mi si dice che il revisore ha giudicato il mio testo scadente e ha fatto molte correzioni. Ho chiesto conto delle osservazioni e mi sono arrabbiata da morire: con grande puntigliosità e un'intera notte al pc ho contestato punto per punto quanto contestatomi, spiegando al traduttore (e al cliente...) che in italiano qual è si scrive VERAMENTE senza apostrofo, che le virgolette sono « » e non ' ' oppure " ", che le maiuscole del revisore erano assurde, che un paio di congiuntivi segnati in rosso erano invece esattissimi , come si mette o non si mette la 'd' con la e o con la 'a', che alcuni sinonimi da lui inseriti era o poco eleganti o non congruenti ecc. ecc. ecc.

La cosa è finita bene e non mi sembrava nemmeno, ad esser sincera, che il cliente l'avesse fatto per pagarmi di meno...

Che dire? Anche i revisori sono di qualità diversissima - come del resto i traduttori; immagino che le grandi agenzie è più facile che dispongano di bravi revisori - s'intende per le lingue maggiori, per che so io thai o dari chi si può permettere un revisore? - e conosco alcuni colleghi che, per presentarsi nella luce migliore, scrivono di 'disporre di un revisore personale' (non tutti dicono la verità, certo, ma magari farà effetto...).

Per principio, io chiedo sempre conto di quanto contestato, devo però dire che una certa umiltà paga sempre - io stessa ho imparato tantissimo dai miei clienti (spesso giornalisti) sulle regole che valgono nel mondo della carta stampata. Perché non si finisce mai di imparare....


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Livello dei revisori Aug 19, 2007

smarinella wrote:
(...) che le virgolette sono « » e non ' ' oppure " "


Mi permetto solo di avere qualche dubbio su questa affermazione, perché anche sulla carta stampata l'uso di " " è ampiamente diffuso. In generale le virgolette caporali (« ») e gli apici doppi (" ") vengono usati per indicare cose diverse.


io stessa ho imparato tantissimo dai miei clienti (spesso giornalisti) sulle regole che valgono nel mondo della carta stampata. Perché non si finisce mai di imparare....


Anche a me le revisioni hanno fatto imparare e continuano, anche perché a volte i miei testi sono rivisti da revisori di livello molto alto e questo lo apprezzo tanto.

[Edited at 2007-08-19 07:05]


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Luca Tutino  Identity Verified
Italy
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I committenti contano su di noi per individuare i correttori ignoranti Aug 30, 2007

A quanto pare oggi c'è chi inventa regole "grammaticali" a più non posso. Purtroppo la nefanda moda è stata lanciata dal correttore di MS Word.

L'uso della d eufonica non può essere quasi mai considerato un errore. L'uso delle maiuscole per sciogliere una sigla o un acronimo nemmeno. Non parliamo della preferenza tra caporali e apici di varia forma (66, 99, ecc.) Lo stesso vale per il punto prima o dopo la parentesi e così via...

Chi crede che queste possano essere regole grammaticali dimostra una più o meno profonda ignoranza, non ha mai avuto per le mani un libro pubblicato da più di vent'anni, e sicuramente non ha mai letto niente di serio a proposito di linguistica.

Chi desidera uniformare i testi nei suddetti e in altri dettagli non ha che da stilare un bella serie di norme redazionali e consegnarla ai collaboratori. Oppure può sobbarcarsi per conto proprio il lavoro di eseguire le modifiche necessarie senza lamentarsi.

Se ricevete "correzioni" di questo tipo non esitate a fare sentire la vostra voce, argomentando con cura le vostre ragioni. Spesso i poveri PM delle agenzie straniere non hanno altre risorse per riconoscere i correttori ignoranti, e contano proprio su di noi per questa evenienza.

(Per la punteggiatura italiana invece vale un altro discorso: è molto libera, ma è possibile commettere errori più o meno gravi, spesso di difficile spiegazione per chi non conosce l'italiano.)

Voglio aggiungere che mi è capitato anche il contrario. Ossia che alcune mie precise correzioni siano state stizzosamente contestate con argomentazioni errate. In questo caso ho dovuto citare con precisione qualche fonte autorevole in appoggio alle mie ragioni - cosa che sarebbe comunque buona regola in ogni occasione - mettendo così il cliente in condizioni di capire e di scegliere correttamente a chi dare credito.

[Edited at 2007-08-30 19:31]


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