Dubbio di etica: pubblicità vs. concorrenza sleale/segretezza dei lavori precedentemente svolti
Thread poster: halifax
halifax
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Oct 4, 2007

Salve a tutti, ho un dubbio d'etica riguardante la pubblicizzazione della nostra attività.
Ho acquisito molta esperienza in un certo settore soprattutto traducendo moltissimo per la sua associazione di categoria tramite agenzia.
Ora vorrei procacciarmi dei clienti diretti, non l'associazione di categoria ovviamente, ma le aziende del settore per proporre i miei servizi e chiaramente se lo faccio dovrò far presente che ho esperienza nel campo. Il mio dubbio è: dire "ho tradotto per la vosta associazione di categoria XXX tramite un'agenzia" sarebbe molto positivo per me, però se l'azienda volesse conferma della cosa e chiedesse all'associazione o a me per essere certa della veridicità di quel che dico?? L'associazione ovviamente non sa che sono io che ho curato la loro traduzione quindi direbbe che non mi conosce, ma se in questo modo l'associazione venisse a sapere che sono io che ho tradotto mi troverei in una pessima posizione perché farei concorrenza all'agenzia, cosa che non voglio! Dal canto mio, io non posso dire all'azienda di preciso cosa ho tradotto per l'associazione per dimostrarle che non dico bubbole, violerei il segreto!
Insomma, spero di aver spiegato chiaramente qual è il problema, volevo sapere se avete dei consigli su come comportarmi per salvare capre e cavoli!


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 09:21
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Ti rivolgi solo ai potenziali clienti Oct 4, 2007

Da quello che ho capito, tu sei perfettamente corretto se ti rivolgi ai potenziali clienti, supponiamo, che so, orologiai, dicendo che dal 200x sei traduttore della loro associazione di categoria. Puoi senz'altro elencare gli argomenti nei quali sei forte, senza ovviamente andare nei dettagli. Ad esempio, testi tecnici sul funzionamento, parti di ricambio, contratti, marketing, ecc. Non hai assolutamente bisogno di citare l'agenzia, non mi azzarderei a far sapere che l'agenzia x traduce per l'associazione di categoria, è comunque un'informazione superflua (e oltretutto fai venire in mente ai potenziali clienti che forse possono anche rivolgersi direttamente all'agenzia!!! ). Se un'azienda chiedesse informazioni all'associazione, quest'ultima direbbe di non conoscerti, ma sa benissimo che rivolgendosi a un'agenzia non può conoscere chi traduce i suoi testi, altrimenti si sarebbe rivolta a un libero professionista. E tu non fai affatto concorrenza sleale all'agenzia, basta che tu non traduca mai per l'associazione di categoria. Questo è un comportamento corretto da tutti i punti di vista ed è anche giusto che tu possa sfruttare la tua esperienza.

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Agnès Levillayer
Italy
Local time: 09:21
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Etica? non si può - Convenienza? dubbia Oct 4, 2007

Questo argomento è già stato affrontato: http://www.proz.com/topic/81245

Personalmente non farei pubblicità del fatto che ho tradotto il materiale di un qualche ente quando esso non è un mio cliente diretto (si può rimanere sul vago parlando di Associazioni di categoria non meglio precisate e poi, se si stabilisce un contatto e un rapporto personale magari la cosa viene fuori nella conversazione... si tratta allora di vantare un'esperienza che si è pronto a dimostrare nei fatti, in un rapporto al tu per tu).
Comunque, c'è anche un altro dato da prendere in considerazione: ogni ente o ditta di una certa importanza spesso si rivolge a vari fornitori, compreso per le traduzioni (la stessa agenzia dà lavoro nella stessa combinazione a più traduttori o l'ente stesso appalta a più agenzie). Facendo l'ipotesi che usi il nome dell'associazione in questione... gira forse del materiale arrivato alle aziende sulle quali vuoi puntare che non è di qualità eccellente, cosa puoi dire allora, "no, questo non è farina del mio sacco" ?
Io, ho anche rinunciato a volte a citare certi miei clienti diretti perché ogni tanto fanno pasticci e mettono nelle loro pubblicazioni o nel loro sito per esempio materiale ricuperato chissa dove e di qualità scadente... Sono rarissimi i casi dove si sa dove comincia e dove finisce quello che di cui siamo responsabili a tutti gli effetti.


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Marie-Hélène Hayles  Identity Verified
Local time: 09:21
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Io mi limito a citare il tipo di documento tradotto Oct 4, 2007

Una volta mettevo nel CV anche i nomi dei miei clienti diretti (con il loro permesso), ma dopo alcuni thread recenti qui su proz.com sul "poaching" ho deciso di toglierli. Ora il mio curriculum dice solo che lavoro con alcune agenzie italiane ed internazionali e dei clienti diretti comprese case farmaceutiche ed università. Poi c'è un elenco dei tipi di documenti che traduco (pareri etici, ICF, PIS, cartelle cliniche, studi clinici, studi di ricerca ecc.) ed i miei settori di specializzazione. Secondo me basta così per mostrare la propria conoscenza del campo.

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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 09:21
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Condivido Oct 4, 2007

Marie-Hélène Hayles wrote:

Una volta mettevo nel CV anche i nomi dei miei clienti diretti (con il loro permesso), ma dopo alcuni thread recenti qui su proz.com sul "poaching" ho deciso di toglierli. Ora il mio curriculum dice solo che lavoro con alcune agenzie italiane ed internazionali e dei clienti diretti comprese case farmaceutiche ed università. Poi c'è un elenco dei tipi di documenti che traduco (pareri etici, ICF, PIS, cartelle cliniche, studi clinici, studi di ricerca ecc.) ed i miei settori di specializzazione. Secondo me basta così per mostrare la propria conoscenza del campo.


In effetti è vero, anch'io alla fine nel curriculum cito solo i settori di specializzazione e le aziende che nomino sono di grandi dimensioni. In questo modo l'indicazione resta più "anonima", ma io do o stesso un'idea della terminologia che so usare. Nel caso di halifax può essere superfluo citare l'associazione di categoria (è vero che è un'indicazione molto specifica) e possono bastare gli ambiti di specializzazione. Per decidere come comportarmi io ne farei anche una questione di dimensione, di specificità dell'indicazione.

[Edited at 2007-10-04 13:43]


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halifax
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TOPIC STARTER
Grazie a tutte Oct 4, 2007

Mariella, hai capito alla perfezione!
Agnès, il link l'avevo già visto ma il mio caso è diverso perché specificherei comunque che ho lavorato tramite agenzia (senza farne il nome chiaramente), non si tratta di far passare l'associazione di categoria come mio cliente diretto. È chiaro anche che non ho tradotto tutto ciò che l'associazione può aver messo in circolazione; nel mio caso, ho la certezza che quel che ho tradotto non è stato poi "manomesso". Sui clienti pasticcioni, grazie, è una cosa a cui non avevo pensato (l'associazione del caso specifico però non manda in giro traduzioni demenziali, anzi, tutto il sito in inglese con tanto di documentazione tencica è tradotto molto ma molto bene).
Marie-Hélène, saresti così gentile da mettermi qualche link delle discussioni che hai menzionato così le consulto anch'io e magari aiutano anche me a decidere il da farsi?


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Marie-Hélène Hayles  Identity Verified
Local time: 09:21
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ecco i link: Oct 4, 2007

halifax wrote:

Marie-Hélène, saresti così gentile da mettermi qualche link delle discussioni che hai menzionato così le consulto anch'io e magari aiutano anche me a decidere il da farsi?


http://www.proz.com/topic/78905

http://www.proz.com/topic/84941

Comunque si trattava delle agenzie che chiedono le referenze e poi cercano a rubarti i clienti, che non è la tua situazione. (Devo aggiungere che non fanno tutte così - lavoro da due anni con una agenzia a quale avevo dato delle referenze.)

[Edited at 2007-10-04 15:26]


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