Come siete entrati nel mondo della traduzione?
Thread poster: Laura Caputo
Laura Caputo  Identity Verified
Local time: 01:12
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Oct 11, 2007

Salve ragazzi,

a novembre mi laureo in Lingue e Culture straniere con curriculum in Teoria e Prassi della traduzione.

Ho seguito alcuni corsi per due anni in due diverse universitá del Regno Unito...

E' da circa un anno che offro i miei servizi di traduzione, ma nessuno sembra prendermi in considerazione.

Eppure pensavo di avere una marcia in piu' rispetto a molti....

Voi come avete fatto? Quanto avete insistito prima di vedervi affidati i primi progetti?

Gradirei tanto il vostro aiuto e i vostri consigli!


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Delphine Brunel  Identity Verified
Italy
Local time: 01:12
Italian to French
Ci vuole pazienza... Oct 11, 2007

Ciao Laura,
Sono traduttrice-interprete da anni, ma devo dire che ho ancora oggi difficoltà nel lavorare regolarmente.
Non ho fatto grandi studi universitari, una laurea breve "Lingua e Civiltà italiane", poche traduzioni e molta letteratura.
L'inizio è stato molto impegnativo. Circa tre anni con poco niente da tradurre...
Poi, man mano, le agenzie si sono fidate, clienti privati anche, ecc.
Secondo me, se sei brava, ci vuole solo tempo.
Impegno, pazienza, tempo.
Che ne pensano gli altri colleghi?


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 01:12
Italian to Spanish
+ ...
Uno stage Oct 11, 2007

Una chance in più può offrirtela uno stage di qualche mese presso lo studio di un traduttore o una agenzia nella tua città.
Ti consiglio vivamente che tu prenda in considerazione questa possibilità prima di lanciarti in solitario come freelance. In genere si impara molto. Direi che si impara soprattutto quello che non ti hanno insegnato all'università: come fare un preventivo, come preparare un ordine di traduzione, come fare una fattura, come trattare con un cliente, come sollecitare un pagamento, che errori non fare nella redazione di un curriculum... tutte cose di cui farai sicuramente tesoro e che saranno preziose per te quando più avanti, con più esperienza, ti dovrai presentare come freelance sia a clienti diretti sia a nuove agenzie.

María José


[Modificato alle 2007-10-12 07:18]


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 22:12
Member (2001)
English to Italian
+ ...
La mia entrata - 6 anni come dipendente Oct 11, 2007

Io ho iniziato con un lavoro a termine presso una agenzia inglese. Si parlava di due mesi, ma poi sono diventati quasi quattro. Ho lavorato al meglio delle mie conoscenze (non sono laureato in lingue ma offrivo le mie conoscenze linguistiche e soprattutto esperienza specifica per quel progetto particolare).
Alla fine dei quattro mesi mi è stata offerta un'assunzione a tempo indeterminato come traduttore in-house, con uno stipendio adeguato alle mie conoscenze del tempo. Ho accettato e ho mantenuto quel lavoro per 3 anni.
Quando ho deciso di andare via ho fatto circa 6 mesi come freelance, lavorando in prevalenza per la stessa ditta, come collaboratore esterno. Avrei continuato come freelance, ma ho ricevuto un'offerta diretta, tramite amici che vi lavoravano, da una software house che traduceva internamente tutti i propri prodotti software e relativa manualistica. Sono stato assunto e vi ho trascorso altri 3 anni, piuttosto ben pagati.

A questo punto, con 6 anni di esperienza in-house, sono passato definitivamente al lavoro autonomo come traduttore freelance.

* * * * *

In generale, nonostante io sia poco adatto al lavoro dipendente, penso di essere stato molto fortunato ad avere avuto 6 anni di esperienza come traduttore interno in due società diverse e piuttosto ben organizzate. Mi hanno insegnato tantissimo e hanno formato la base per il mio attuale lavoro autonomo.

Partire da subito come freelance è difficile e consiglierei a tutti, dopo gli studi, un periodo di lavoro presso qualche società del settore, se possibile all'estero e nel paese in cui si parla la propria lingua sorgente principale.
Forse lo stipendio come dipendente non sarà esaltante, ma almeno è un reddito sicuro, e soprattutto questo periodo iniziale potrebbe essere impagabile dal punto di vista dell'esperienza.


ciao
Gianfranco




[Edited at 2007-10-11 18:07]


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Margherita Zappatore  Identity Verified
Italy
Local time: 01:12
English to Italian
+ ...
molta pazienza Oct 11, 2007

Ciao Laura,

credo che tutti siamo passati dal tuo "stadio" e la situazione non è semplice, è ovvio che bisogna essere tenaci, pazienti e avere molto molto coraggio perchè ora tutti "sappiamo" tradurre....ma bisogna guardare alla qualità della traduzione. sono convinta che solo facendo molta gavetta uno può raggiungere dei buoni risultati e la gavetta si fa partendo dal "basso", come Gianfranco, come me e moltissimi altri.
Bisogna avere la pazienza di imparare per poi quando si è pronti buttarsi nella mischia.

Saluti,
Marghe


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Elena Woontner
United States
Local time: 16:12
Member (2002)
English to Italian
+ ...
Molto tempo fa... Oct 11, 2007

Ciao! Non voglio illuderti, non è semplice, però nemmeno scoraggiarti, come hanno sempre fatto con me oltre 25 anni fa dopo la laurea in lingue e letterature straniere. La prima cosa da fare: qualificarsi e imparare a tradurre. Mi sono iscritta a un corso biennale postlaurea di traduzione e interpretariato, diplomandomi con un ottimo punteggio.
Il difficile è iniziato qui. Prima mi sono offerta volontariamente di aiutare amici o parenti a tradurre testi e tesi di laurea, ma ho anche dato la mia disponibilità a una cooperativa di traduttori allora operante nella mia città. Ho iniziato così a lavorare da professionista, con partita IVA e pagamento della ritenuta d'acconto. Fino a quando sono rimasta in Italia, ho sempre lavorato part-time come traduttrice. Infatti non ritenevo possibile sbarcare il lunario con le tariffe che le agenzie offrivano allora.
Mi sono trasferita negli Stati Uniti e qui è stato molto utile iscriversi all'associazione professionale locale per contatti e iniziare a lavorare in proprio. Da allora tutto è stato relativamente semplice e ora sono una professionista affermata ed esperta.

Ti auguro tanta fortuna. Se hai le doti che servono, ti mantieni aggiornata, impari ad usare software per professionisti e NON traduci in lingue diverse dalla tua, vedrai che prima o poi (come nel mio caso, poi) riuscirai ad avere il meritato successo nella professione.

[Edited at 2007-10-11 22:10]

[Edited at 2007-10-11 22:11]


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 17:12
Member (2003)
English to Italian
+ ...
22 anni fa Oct 11, 2007

Dopo la laurea da Trieste ho dovuto regalare un anno allo stato (servizio militare).

Appena finito ho iniziato a mandare il mio cv alle agenzie della mia città. Una delle primissime mi chiamò, mi fece fare una (breve) prova di traduzione (che feci con la macchina da scrivere e ricerca in biblioteca: altri tempi!), la trovò di soddisfacente, e mi iniziò a dare lavoro.

Seguirono, abbastanza rapidamente, altri clienti, e, nel giro di un paio d'anni, avevo più lavoro di quanto ne potessi materialmente fare.


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Evelyne Antinoro  Identity Verified
Italy
Local time: 01:12
German to Italian
+ ...
tanti anni fa con una mamma interprete/traduttrice Oct 12, 2007

Devo dire che sono stata fortunata perchè anche mia madre è perfettamente bilingue tedesco-italiano e ha sempre lavorato come interprete e traduttrice presso varie aziende di Milano. Così, ancora prima di finire la scuola superiore (di lingue ovviamente) ho cominciato a lavorare sotto la sua supervisione. Mi ha insegnato molto in fatto di precisione, revisione, ecc. (allora la consideravo pignola, poi ho capito...)
Allora, negli anni settanta, non ho fatto fatica a trovare lavoro. Era quasi il lavoro a cercare me più che io il lavoro.
Ho lavorato come interprete presso varie fiere di Milano. Con tre lingue più l'italiano (inglese, francese e tedesco madrelingua) era facile trovare. E anche le agenzie, dopo una breve traduzione di prova mi assegnavano un flusso continuo di lavoro. (Allora traducevo con macchina da scrivere elettrica, e prendevo il tram per andare a consegnare e ritirare i plichi di carta di persona!)
Poi ho lavorato come dipendente presso il rappresentante italiano di un'azienda metalmeccanica tedesca, ed ho imparato tantissimo sul campo.
Ora lavoro di nuovo come freelance, e mi sono accorta che è tutto cambiato. Non è facile rientrare nel giro, e non è più il lavoro a cercare me. Sono io che lo devo trovare, e costa fatica. Però è una "sfida" interessante, in un mondo molto diverso, e comincio a vedere i primi risultati.
In bocca al lupo! E insisti, senza stancarti... Ricordati che la qualità alla fine paga sempre.
Evelyne


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xxxwordsworldwi
Italy
Local time: 01:12
English to Italian
+ ...
Molti anni fa…. Oct 12, 2007

… a Nairobi, dove abitavo, è stata invitata dal quotidiano nazionale (Nation) una famosa interprete/traduttrice che si è resa disponibile ad incontrare gli studenti delle scuole superiori per rispondere alle loro domande.
Se già avevo qualche idea sul mio futuro, quell'incontro è stato determinante e al termine del ciclo di studi sono rientrata in Italia e mi sono iscritta alla Scuola Interpreti di Milano, allora era in Galleria.
Ho scelto di iniziare lavorando presso le aziende selezionando quelle che mi permettevano di costruire un percorso di crescita sempre nell’ottica della libera professione, prima o poi. Tre anni fa mi sono messa in proprio, e adesso queste ditte sono i miei migliori clienti.
Il mio bagaglio di esperienza come dipendente è stato utilissimo e non solo come bigliettino da visita. Al tuo posto opterei per uno stage o per un lavoro in-house, ti fai le ossa e capisci in quale settore vuoi specializzarti e fra qualche anno inizi a lavorare come freelancer.
Credo sia un grande privilegio poter fare un lavoro che ti piace e se lo fai con passione superi anche i momenti più difficili.
In bocca al lupo!

Maria Grazia


[Edited at 2007-10-12 11:32]


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Marie-Hélène Hayles  Identity Verified
Local time: 01:12
Italian to English
+ ...
In modo del tutto diverso Oct 12, 2007

Mi chiedo infatti se i problemi che alcuni hanno avuto ad entrare nel mondo di traduzione e trovare lavoro regolare è dovuto alla mancanza di specializzazione. E' vero che io traduco dall'IT all'EN e quindi c'è più lavoro (o meno traduttori) in generale, ma io sono riuscita stabilirmi entro un'anno (il primo anno era davvero duro) e credo che il motivo sia che sono specialista.
Non ho nessun titolo di traduzione - sono chimica - e ho lavorato ca. 10 anni nell'industria chimica in Inghilterra prima di venire in Italia. Poi qui, come tanti, ho cominciato ad insegnare l'inglese, e fra i miei primi clienti c'era un gruppo di andrologi che prima hanno voluto solo la "conversation", poi mi hanno chiesto di correggere qualche lavoro e dopo, man mano che il mio Italiano migliorava, hanno cominciato a darmi dei testi da tradurre direttamente in italiano. E così ho capito che mi piaceva tradurre molto più che insegnare, che ero piuttosto brava, e quindi qualche anno dopo ho deciso di lanciarmi come libera professionista. Certo all'inizio ho accettato qualsiasi testo che arrivava, ma ormai sono in grado di accettare solo i testi che voglio fare, a tariffe ragionevoli.

Il vantaggio della specializzazione - come già discusso più volte qui su Proz - è che puoi chiedere una tariffa più alto per fare le traduzioni che trovi più facili perché sei esperto. Quindi guardagni di più non solo perché chiedi di più ma anche perché ci vuole meno tempo per tradurre il testo. E anche se sembra paradossale, ti viene offerto più lavoro - non meno - sia perché cominci ad essere conosciuto come "l'esperto", sia perché c'è meno concorrenza.



[Edited at 2007-10-12 10:26]


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Luca Ruella  Identity Verified
United States
Member (2005)
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Praticantato Oct 12, 2007

Laura Caputo wrote:

Salve ragazzi,

a novembre mi laureo in Lingue e Culture straniere con curriculum in Teoria e Prassi della traduzione.

Ho seguito alcuni corsi per due anni in due diverse universitá del Regno Unito...

E' da circa un anno che offro i miei servizi di traduzione, ma nessuno sembra prendermi in considerazione.

Eppure pensavo di avere una marcia in piu' rispetto a molti....

Voi come avete fatto? Quanto avete insistito prima di vedervi affidati i primi progetti?

Gradirei tanto il vostro aiuto e i vostri consigli!



Secondo me è indispensabile lavorare in-house o presso un traduttore più esperto. Così come un medico o un avvocato che pur avendo frequentato le scuole più prestigiose ha bisogno di seguire un periodo di praticantato, allo stesso modo un traduttore che voglia seriamente far parte dell'industria della traduzione deve necessariamente apprendere da persone più esperte le basi del mestiere "reale", magari all'estero. Fai le valigie e vai a lavorare inhouse in qualche grande agenzia con uffici in USA o UK, ci sono spesso posizioni aperte per traduttori anche junior.

[Edited at 2007-10-12 13:14]


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Chiara Foppa Pedretti  Identity Verified
Italy
Local time: 01:12
English to Italian
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Confermo tutto Oct 14, 2007

Cara Laura, ti rispondo anche io, che sono più vicina alla tua situazione che non a quella dei colleghi che mi hanno preceduta: l'anno prossimo mi laureerò in Lingue, Culture e Comunicazione Internazionale. In questi mesi, tramite l'università, sto seguendo uno stage in un'agenzia di traduzione. Sto imparando veramente tantissimo, molto più di quanto immaginassi!

Capisco, però, come ti senti tu: anch'io mi chiedo "E se poi anche questo non servirà a lanciarmi nel mondo del lavoro?"...ma la speranza è l'ultima a morire, dicono...


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