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Ordine professionale traduttori e interpreti
Thread poster: carlonesler

carlonesler
Local time: 17:26
German to Italian
Oct 24, 2007

ciao a tutti!

ho saputo solo di recente, ma tutti già lo saprete, che è stata fatta una proposta di legge per istituire un ordine professionale dei traduttori e interpreti.
Ho visto alcuni interventi che accennavano all'argomento, ma solo marginalmente, per cui ho deciso di lanciarlo qui.

http://new.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_grafico.asp?pdl=1360

Ma perché un ordine professionale per noi? ha senso limitarci e addossarci altri oneri e burocrazia? Non siamo forse, noi più che mai, oggi inseriti in un mercato globale?

Secondo me la cosa non ha senso, perché molti di noi risiedono all'estero e/o possono tradurre anche senza essere iscritti ad un ordine professionale. Mi sembra un tentativo anacronistico di 'protezionismo inverso': tutelare i traduttori di tutto il mondo a scapito degli italiani!

Ho letto in rete alcun commenti favorevoli a questa proposta e mi sono venuti i brividi. Non riesco veramente a capire secondo quale logica dovremmo farci limitare senza vantaggio. O forse c'è ancora qualcuno che crede che un tariffario minimo possa funzionare (nel mercato globale poi...) o che alla ditta X importi qualcosa se il traduttore è o no iscritto all'ordine?

Ma c'è anche un altro fatto, ci sono molti traduttori che hanno una formazione bilingue, magari specialistica (laureati all'estero, ecc.) che non potrebbero rientrare nella categoria traduttori, mentre potrebbe bastare una laurea triennale! Nulla contro lo studio accademico, ma sappiamo tutti che ha dei limiti e che non basta. Tutti i buoni traduttori con laurea in lingue o traduzione che conosco personalmente hanno trascorso lunghi periodi all'estero, mentre conosco molti laureati che non capiscono un'H.

Scusate se mi infervoro, in realtà non voglio suscitare polemiche, ciascuno ha le proprie capacità e il proprio percorso di formazione e di vita. Giusto.
Ma chi di voi vorrebbe dover andare all'ordine una volta l'anno e pagare e fare carte e dover dimostrare... per poi non averne alcun vantaggio? e chi pensa che ci sarebbero dei vantaggi?

ciao a tutti

carlo


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Agnès Levillayer
Italy
Local time: 17:26
Italian to French
+ ...
Marginale !!! Oct 24, 2007

carlonesler wrote:
i.
Ho visto alcuni interventi che accennavano all'argomento, ma solo marginalmente, per cui ho deciso di lanciarlo qui.

carlo


Ti è sfuggito qualcosa

http://www.proz.com/topic/26470?start=0&float=

Cerca nel forum italiano digitando la parola "albo" e vedrai che è uno dei temi più gettonati con le tariffe basse...

P.S. Condivido il tuo parere sull'inutilità di un tale ordine o albo...


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Laura Fenati  Identity Verified
Italy
Local time: 17:26
English to Italian
+ ...
Ordine professionale traduttori e interpreti Oct 24, 2007

Se vuoi saperne di più, ti consiglio di visitare il sito Altrinit, www.altrinit.org. Si tratta del comitato sorto per promuovere l'istituzione dell'albo e dell'ordine.

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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
English to Italian
+ ...
Oct 24, 2007

Ci piacerebbe tanto saperne di più, nel senso che a noi scettici piacerebbe sapere quali sono i vantaggi, come chiede anche Carlo, di tale istituzione (che non mi sembra, tra l'altro, stia andando molto avanti, per fortuna), visto che non si comprendono né dal sito né dagli interventi degli entusiasti.

Gli svantaggi invece sono chiarissimi, e Carlo li ha nuovamente elencati.


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carlonesler
Local time: 17:26
German to Italian
TOPIC STARTER
Oops Oct 24, 2007

Giustissimo Agnès,
una imperdonabile 'svista' la mia. Ho riletto un po' di vecchi interventi... ma mi pare che la cosa sia di vecchia data e che il discorso si sia arenato.
D'altra parte come potrebbe essere altrimenti?
Mi pare di capire che siamo su due opposte fazioni, entrambe ferme sulle proprie posizioni...
Veramente non capisco! continuo a non capire come possiamo andare avanti in Italia ad attaccarci a dei pezzi di carta, come se fossero dei salvagente...
grazie ancora per la tua indicazione, e forse sarà il caso di chiudere il topic... o forse ancora c'è interesse e spazio... mah!

per Laura:
ho visitato il sito e letto la proposta... e sono rimasto veramente sbalordito dall'antiquatezza della stessa, sembra di leggere una legge dell'ottocento. e anche le lodi della stessa mi sembrano piuttosto 'Bieder'... ma tant'è le opinioni divergono.

reali vantaggi, a parte una spilla da mettere sul colletto?

ciao a tutti

carlo


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Christine C.
Italy
Local time: 17:26
Member (2004)
Italian to French
Inutilità di un ordine professionale per i traduttori Oct 24, 2007

Ciao a tutti,

Credo di condividere il parere di molte persone.
Per me, la creazione di un ordine professionale per i traduttori non può avere un senso se questo è limitato ad un paese o anche a più paesi nel mondo.
Un ordine professionale avrebbe un senso solo se la decisione di tale ordine fosse una decisione mondiale, perché che senso ha avere un ordine professionale in 2 paesi europei, per esempio, e negli altri niente?
E poi, chi può pretendere che ci sia una strada unica per diventare traduttore visto il numero di settori nei quali un professionista può esercitare la sua attività?

Io sono contraria a qualsiasi ordine professionale per i seguenti motivi:
1/ Non credo che il fatto di uscire da una Scuola specializzata o di possedere una laurea specializzata in lingue, per esempio, sia una garanzia più di un'altra (il caso della conoscenza delle lingue e di una terminologia speciallizata non ha niente da vedere, per esempio, con delle conoscenze mediche e la pratica della medicina);

2/ A volte, è meglio rivolgersi ad un ingegnere automobilistico (con conoscenze della lingua di partenza) per lo svolgimento di una traduzione nel settore automobilistico che rivolgersi ad un traduttore diplomato che ha una buona conoscenza della lingua, ma una scarsa padronanza della terminologia automobilistica.
Idem per dei campi come medecina, giurisprudenza, finanza, ecc.
Addirittura conosco delle agenzie che lavorano in settori molto specializzati e prendono in considerazione solo le candidature di medici, ingegneri, ecc., per delle traduzioni che richiedono delle conoscenze molto sicure e non approssimative.
Anche se questo può non piacere, lo posso capire.
Io vengo da un paese, la Francia, dove negli anni in cui andavo al liceo si diceva e si dice sempre che coloro che scelgono di fare degli studi scientifici sono a volte più dotati per le lingue di altri che, teoricamente, dovrebbero essere degli esperti in lingue visto che hanno scelto di studiare le lingue.
Anche questo è in parte vero, secondo me, almeno per il caso della Francia.
Per questi motivi, sostengo che non si può eliminare od escludere delle persone che non hanno seguito il percorso tradizionale di una Scuola Superiore per Traduttori ed Interpreti o quello di una Facoltà di lingue, come nel mio caso.

Concluderei dicendo che volere instaurare un albo professionale per i traduttori ha senso solo per chi vuole eliminare od escludere persone che non sono diplomati di una Scuola per Traduttori ed Interpreti o laureati in lingue in genere per avere meno concorrenza.
Per chi è convinto che un albo del genere risolverebbe il problema delle tariffe basse, per esempio, è una mera illusione, anche questa, perché anche se esistesse una tabella standard chi mi potrebbe garantire che il mio collega non potrebbe offrire una tariffa più bassa per lo stesso lavoro?
Per me, un albo sarebbe il contrario di una democrazia, sarebbe una piccola dittatura.

Christine


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Giulia TAPPI  Identity Verified
France
Local time: 17:26
French to Italian
+ ...
Cani e porci Oct 25, 2007

Io invece ne ho abbastanza che tutti, ma proprio tutti, come si dice in italiano "cani e porci", si possano dire traduttori come e quando vogliono.
So benissimo che il titolo di studio non garantisce quel di più che viene dalla personalità di ognuno di noi.
E' vero che uno specialista del settore capisce in modo molto più approfondito il testo, rispetto a un traduttore, sia pure specializzato nel campo.
Ma ciò non toglie che ci vorrebbero delle regole, anche se, come tutte le regole, imperfette.
Io vivo in Francia, e anche qui si parla da anni di uno Statuto del traduttore, senza mai farne niente.
Morale: mi chiamano sovente delle persone, disoccupati, camerieri di ristoranti, ecc. che vogliono sapere "come si diventa traduttori". Sono magari di vaga origine italiana, non hanno nessuna cultura, non sanno neppure le cose più evidenti (uno mi ha chiesto cos'era una cartella), ma...avanti!
Quanto poi alla "dittatura", mi permetto di dire a Christine che secondo me la vera dittatura è quella della scuola francese, dove chi è bravo in matematica è considerato un semidio, mentre tutti gli altri talenti, artistici, letterari, linguistici, ecc. sono tenuti in sommo disprezzo.
E chi ha fatto studi scientifici in Francia non è affatto bravo nelle lingue, altrimenti non lavorerei quasi tutti i giorni con ingegneri che saranno bravi nel loro campo, ma sono incapaci di tirar fuori due parole quando devono parlare una lingua straniera!
Scusata lo sfogo, ma trovo che non bisogna esagerare a dire certe cose!


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lingomania
Local time: 01:26
Italian to English
Grazie Oct 25, 2007

Salve. Grazie per aver sollevato questo delicato argomento. Ricordo di aver partecipato tantissimi anni fa ad una riunione dell'AssiTraduttori (ma del nome non sono 100% sicuro) e già si parlava di "albi" e "ordini" e ricordo il punto chiave: "non ci sono traduttori a sufficienza in Italia per costituire un albo o ordine....". La situazione di sicuro è cambiata oggi, ma questo rimane un argomento 'caldo'.
Vi prego di inviare gli aggiornamenti sul problema qui.

Grazie.
Robnert


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Luisa Fiorini  Identity Verified
Italy
Local time: 17:26
Member
English to Italian
+ ...
Concordo Oct 25, 2007

Giulia TAPPI wrote:

Io invece ne ho abbastanza che tutti, ma proprio tutti, come si dice in italiano "cani e porci", si possano dire traduttori come e quando vogliono.


Ce ne sono troppe di queste persone e bisognerebbe darci un taglio.


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Chiara Santoriello  Identity Verified
Italy
Local time: 17:26
Member (2002)
English to Italian
+ ...
Il mio parere Oct 25, 2007

Giulia TAPPI wrote:

Io invece ne ho abbastanza che tutti, ma proprio tutti, come si dice in italiano "cani e porci", si possano dire traduttori come e quando vogliono.
So benissimo che il titolo di studio non garantisce quel di più che viene dalla personalità di ognuno di noi.
E' vero che uno specialista del settore capisce in modo molto più approfondito il testo, rispetto a un traduttore, sia pure specializzato nel campo.
Ma ciò non toglie che ci vorrebbero delle regole, anche se, come tutte le regole, imperfette.
Io vivo in Francia, e anche qui si parla da anni di uno Statuto del traduttore, senza mai farne niente.
Morale: mi chiamano sovente delle persone, disoccupati, camerieri di ristoranti, ecc. che vogliono sapere "come si diventa traduttori". Sono magari di vaga origine italiana, non hanno nessuna cultura, non sanno neppure le cose più evidenti (uno mi ha chiesto cos'era una cartella), ma...avanti!
Quanto poi alla "dittatura", mi permetto di dire a Christine che secondo me la vera dittatura è quella della scuola francese, dove chi è bravo in matematica è considerato un semidio, mentre tutti gli altri talenti, artistici, letterari, linguistici, ecc. sono tenuti in sommo disprezzo.
E chi ha fatto studi scientifici in Francia non è affatto bravo nelle lingue, altrimenti non lavorerei quasi tutti i giorni con ingegneri che saranno bravi nel loro campo, ma sono incapaci di tirar fuori due parole quando devono parlare una lingua straniera!
Scusata lo sfogo, ma trovo che non bisogna esagerare a dire certe cose!


Concordo in pieno con quanto espresso da Giulia e aggiungo:


vi rivolgereste a un medico che non ha studiato da medico?
vi rivolgereste a un avvocato che non ha studiato da avvocato?
vi rivolgereste a un commercialista che non ha studiato da commercialista?
vi rivolgereste a un dentista che non è dentista?

Se rispondete no a tutte queste domande, perché allora rivolgersi a un traduttore che non è traduttore?

L'albo tutelerebbe NOI e i nostri clienti.

Non proseguo oltre perché mi sembra inutile.


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transparx  Identity Verified
United States
Local time: 11:26
English to Italian
+ ...
lo sfogo è <i>scusata</i>... Oct 25, 2007

Giulia TAPPI wrote:

Io invece ne ho abbastanza che tutti, ma proprio tutti, come si dice in italiano "cani e porci", si possano dire traduttori come e quando vogliono.
So benissimo che il titolo di studio non garantisce quel di più che viene dalla personalità di ognuno di noi.
E' vero che uno specialista del settore capisce in modo molto più approfondito il testo, rispetto a un traduttore, sia pure specializzato nel campo.
Ma ciò non toglie che ci vorrebbero delle regole, anche se, come tutte le regole, imperfette.
Io vivo in Francia, e anche qui si parla da anni di uno Statuto del traduttore, senza mai farne niente.
Morale: mi chiamano sovente delle persone, disoccupati, camerieri di ristoranti, ecc. che vogliono sapere "come si diventa traduttori". Sono magari di vaga origine italiana, non hanno nessuna cultura, non sanno neppure le cose più evidenti (uno mi ha chiesto cos'era una cartella), ma...avanti!
Quanto poi alla "dittatura", mi permetto di dire a Christine che secondo me la vera dittatura è quella della scuola francese, dove chi è bravo in matematica è considerato un semidio, mentre tutti gli altri talenti, artistici, letterari, linguistici, ecc. sono tenuti in sommo disprezzo.
E chi ha fatto studi scientifici in Francia non è affatto bravo nelle lingue, altrimenti non lavorerei quasi tutti i giorni con ingegneri che saranno bravi nel loro campo, ma sono incapaci di tirar fuori due parole quando devono parlare una lingua straniera!
Scusata lo sfogo, ma trovo che non bisogna esagerare a dire certe cose!

... ma mi scusi, ma Lei che studi ha fatto?

Io ho lavorato nei ristoranti qui a New York mentre facevo i corsi per il Master's Degree --nonostante avessi già una laurea italiana, da Ca' Foscari-- e devo dire che ho imparato molto, proprio lì nei ristoranti, sulla sociolinguistica, e sull'urban linguistics, nonché sulla vita in generale. Ma qual è il referente di camerieri di non ristoranti?
Poi ho conseguito un Ph.D. in Linguistica. Non contento di tutto ciò, mi sono appena iscritto in un Master's Degree Program in Computer Science.
...ma forse viviamo in pianeti diversi...

[Edited at 2007-10-25 10:37]


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Giulia TAPPI  Identity Verified
France
Local time: 17:26
French to Italian
+ ...
in breve, per non fare inutili polemiche Oct 25, 2007

transparx wrote:

Giulia TAPPI wrote:

Io invece ne ho abbastanza che tutti, ma proprio tutti, come si dice in italiano "cani e porci", si possano dire traduttori come e quando vogliono.
So benissimo che il titolo di studio non garantisce quel di più che viene dalla personalità di ognuno di noi.
E' vero che uno specialista del settore capisce in modo molto più approfondito il testo, rispetto a un traduttore, sia pure specializzato nel campo.
Ma ciò non toglie che ci vorrebbero delle regole, anche se, come tutte le regole, imperfette.
Io vivo in Francia, e anche qui si parla da anni di uno Statuto del traduttore, senza mai farne niente.
Morale: mi chiamano sovente delle persone, disoccupati, camerieri di ristoranti, ecc. che vogliono sapere "come si diventa traduttori". Sono magari di vaga origine italiana, non hanno nessuna cultura, non sanno neppure le cose più evidenti (uno mi ha chiesto cos'era una cartella), ma...avanti!
Quanto poi alla "dittatura", mi permetto di dire a Christine che secondo me la vera dittatura è quella della scuola francese, dove chi è bravo in matematica è considerato un semidio, mentre tutti gli altri talenti, artistici, letterari, linguistici, ecc. sono tenuti in sommo disprezzo.
E chi ha fatto studi scientifici in Francia non è affatto bravo nelle lingue, altrimenti non lavorerei quasi tutti i giorni con ingegneri che saranno bravi nel loro campo, ma sono incapaci di tirar fuori due parole quando devono parlare una lingua straniera!
Scusata lo sfogo, ma trovo che non bisogna esagerare a dire certe cose!

... ma mi scusi, ma Lei che studi ha fatto?

Io ho lavorato nei ristoranti qui a New York mentre facevo i corsi per il Master's Degree --nonostante avessi già una laurea italiana, da Ca' Foscari-- e devo dire che ho imparato molto, proprio lì nei ristoranti, sulla sociolinguistica, e sull'urban linguistics, nonché sulla vita in generale. Ma qual è il referente di camerieri di non ristoranti?
Poi ho conseguito un Ph.D. in Linguistica. Non contento di tutto ciò, mi sono appena iscritto in un Master's Degree Program in Computer Science.
...ma forse viviamo in pianeti diversi...

[Edited at 2007-10-25 10:37]


1) che studi ho fatto, si vede dal mio CV, ossia: Laurea in Giurisprudenza + Diploma dell'ESIT a Parigi + un sacco di altri diplomi che non sto ad enumerare
2) grazie di mettere in evidenza UN errore di battitura nel mio post; io in genere, quando leggo i post degli altri, non correggo tutti gli errori di battitura (e neanche quelli di italiano, che pure ci sono...). Mi sembrava chiaro che volevo dire "scusate"!
3) parlavo di gente che faceva il cameriere di professione, e non di studenti che, parallelamente agli studi, lavorano per mantenersi. Ma forse ho avuto torto, perché almeno sono un po' meno arroganti, e non tirano in ballo certe sottigliezze come il "referente" solo per far valere la loro scienza...


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 13:26
Member (2001)
English to Italian
+ ...
Il problema dei cani e dei porci (come me) Oct 25, 2007

Chiara Santoriello wrote:

Concordo in pieno con quanto espresso da Giulia e aggiungo:

vi rivolgereste a un medico che non ha studiato da medico?
vi rivolgereste a un avvocato che non ha studiato da avvocato?
vi rivolgereste a un commercialista che non ha studiato da commercialista?
vi rivolgereste a un dentista che non è dentista?

Se rispondete no a tutte queste domande, perché allora rivolgersi a un traduttore che non è traduttore?

L'albo tutelerebbe NOI e i nostri clienti.

Non proseguo oltre perché mi sembra inutile.


Chiara,

proseguo io, perché non è inutile, anzi serve a dimostrare la ristrettezza di vedute di chi reclama la necessità di un ordine dei traduttori.

Ti rispondo che no, non mi rivolgerei a un medico, avvocato, commercialista o dentista che non siano qualificati e competenti, ma la questione del confronto con altre professioni è un argomento non decisivo perché il traduttore non fa il medico o l'avvocato.

Dovremo parlare di traduttori, e fare confronti con altri paesi, esaminare la situazione in altre nazioni ed eventualmente prendere esempio o ispirazione dall'organizzazione dei traduttori nei paesi dove sia stato fatto qualcosa di buono, lasciando perdere questi benedetti avvocati e dentisti.
Noi non facciamo il loro lavoro, non abbiamo gli stessi problemi, e quindi tutti i confronti o i tentativi di emulazione con altre professioni sono errati in partenza.

Peraltro, domande simili alle tue e che dimostrano la NON necessità di avere studi specifici per esercitare alcune professioni, o l'esigenza di avere una struttura ordinistica, potrebbero essere altrettanto numerosi:

- vi rivolgereste a uno scrittore che non ha studiato da scrittore?
- vi rivolgereste a un programmatore che non ha studiato da programmatore?
- vi rivolgereste a un pittore che non ha studiato da pittore?

Se la risposta a tutte queste domande è sì, perché non rivolgersi a un traduttore che possegga la cultura e la competenza necessari per tradurre? Il nostro lavoro non è altro, in fondo, che la capacità di comunicare in modo efficace, corretto e rispettando il significato di un testo, e questo non è altro che cultura linguistica. Ora, mi spiegate, come legislare sulla cultura, su chi possegga o meno un certo livello di competenza linguistica, o ingabbiare coloro che sono autorizzati a tradurre in un ordine e un albo?

Chi ha studiato da traduttore o interprete ha il vantaggio (potenziale, da dimostrare sul campo e da integrare con altre conoscenze) di una cultura accademica specifica, che senza dubbio può essere utile e dà un vantaggio rispetto a chi ha compiuto altri studi, costruendo la propria cultura generale e linguistica in altro modo.
Ma cultura generale e conoscenzxe linguistiche non si acquisiscono solo alla scuola traduttori e interpreti. Questo è un fatto dimostrato e dimostrabile senza problemi, nonché la realtà.

Come noto, e come vediamo tutti i giorni sul lavoro, davanti al lavoro dei laureati traduttori, e anche in questo forum, chi esce da una scuola linguistica ha spesso gravi lacune, in tanti sensi, e sappiamo tutti che occorre lavorare a lungo per diventare un traduttore. Nessuno garantisce che i laureati in traduzione lo facciano, o che abbiano la stoffa per diventare bravi traduttori, quindi in questo lavoro, gli studi compiuti non dimostrano e non garantiscono niente. Mi spiace.

Inoltre, la proposta di legge per la costituzione di un ordine, orrida in moltissimi aspetti, ammette che esistono traduttori qualificati anche senza laurea in traduzione, e in verità, anche per coloro senza alcuna laurea esiste la possibilità di essere accettati nell'ordine a pieno titolo semplicemente dimostrando di possedere la necessaria esperienza, o tramite un esame.

I problemi sono ben altri, e nonostante vi siano stati illustrati continuate a non vedere, o fingete di non capire. Gli argomenti demagogici che offrite non aiutano la causa dell'ordine e non contengono molta logica.


ciao
Gianfranco




[Edited at 2007-10-25 11:41]


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Vania Dionisi  Identity Verified
Italy
Local time: 17:26
French to Italian
+ ...
Ho conosciuto... Oct 25, 2007

laureati usciti da scuola interpreti 1 lingua inglese che non sapevano pronunciare "sincerely",
laureati usciti da scuola interpreti 1 lingua francese che non solo non sapevano il francese ma neanche sapevano parlare italiano,
laureati in scienze forestali che raccoglievano i frutti degli ippocastani prendendoli per castagne,
laureati in lingue 1 lingua inglese che non sapevano chi era Chaucer,
laureati francesi in italiano che sapevano chi Petrarca era un poeta ma da lì a sapere dove-come-quando, è un altro paio di maniche,

senza contare che ho avuto il sommo piacere di fare per un po' il tutor alla Cepu...

potrei continuare ma smetto.

Il diploma formale può valere quanto il due di picche, l'albo, oltre a essere un'idiozia per le ragioni già citate e di impossibile realizzazione, varrebbe ancora meno di un diploma, ho la massima sfiducia nel sistema dei concorsi italiano.


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Chiara Santoriello  Identity Verified
Italy
Local time: 17:26
Member (2002)
English to Italian
+ ...
La mia risposta Oct 25, 2007

[quote]gianfranco wrote:

Chiara Santoriello wrote:

Concordo in pieno con quanto espresso da Giulia e aggiungo:

vi rivolgereste a un medico che non ha studiato da medico?
vi rivolgereste a un avvocato che non ha studiato da avvocato?
vi rivolgereste a un commercialista che non ha studiato da commercialista?
vi rivolgereste a un dentista che non è dentista?

Se rispondete no a tutte queste domande, perché allora rivolgersi a un traduttore che non è traduttore?

L'albo tutelerebbe NOI e i nostri clienti.

Non proseguo oltre perché mi sembra inutile.


Chiara,

proseguo io, perché non é inutile, anzi serve a dimostrare la ristrettezza di vedute di chi reclama la necessità di un ordine dei traduttori.

Ti rispondo che no, non mi rivolgerei a un medico, avvocato, commercialista o dentista che non siano qualificati e competenti, ma la questione del confronto con altre professioni è un argomento non decisivo perché il traduttore non fa il medico o l'avvocato.

Dovremo parlare di traduttori, e fare confronti con altri paesi, esaminare la situazione in altre nazioni ed eventualmente prendere esempio o ispirazione dall'organizzazione dei traduttori nei paesi dove sia stato fatto qualcosa di buono, lasciando perdere questi benedetti avvocati e dentisti.
Noi non facciamo il loro lavoro, non abbiamo gli stessi problemi, e quindi tutti i confronti o i tentativi di emulazione con altre professioni sono errati in partenza.

Peraltro, domande simili alle tue e che dimostrano la NON necessità di avere studi specifici per esercitare una professione, o l'esigenza di avere una struttura ordinistica, potrebbero essere altrettanto numerosi:

- vi rivolgereste a uno scrittore che non ha studiato da scrittore?
- vi rivolgereste a un programmatore che non ha studiato da programmatore?
- vi rivolgereste a un pittore che non ha studiato da pittore?

Se la risposta a tutte queste domande è sì, perché non rivolgersi a un traduttore che possegga la cultura e la competenza necessari per tradurre? Il nostro lavoro non è altro, in fondo, che la capacità di comunicare in modo efficace, corretto e rispettando il significato di un testo, e questo non è altro che cultura linguistica. Ora, mi spiegate, come legislare sulla cultura o su questo tipo di servizi ingabbiandola in un ordine e un albo?

Chi ha studiato da traduttore, o da interprete ha il vantaggio (potenziale, da dimostrare sul campo e da integrare con altre conoscenze) di una cultura accademica, che senza dubbio può essere utile e dare vantaggi rispetto a chi ha compiuto altri studi e ha costruito la propria cultura generale e linguistica in altro modo.
Ma cultura generale e conoscenzxe linguistiche non si acquisiscono solo alla scuola traduttori e interpreti. Questo è un fatto dimostrato e dimostrabile senza problemi, nonché la realtà.

Come noto, e come vediamo tutti i giorni sul lavoro, davanti al lavoro dei laureati traduttori, e anche in questo forum, chi esce da una scuola linguistica ha spesso gravi lacune, in tanti sensi, e sappiamo tutti che occorre lavorare a lungo per diventare un traduttore. Nessuno garantisce che i laureati in traduzione lo facciano, o che abbiano la stoffa per diventare bravi traduttori, quindi in questo lavoro, gli studi compiuti non dimostrano e non garantiscono niente. Mi spiace.

Inoltre, la proposta di legge per la costituzione di un ordine, orrida in moltissimi aspetti, ammette che esistono traduttori qualificati anche senza laurea in traduzione, e in verità, anche per coloro senza alcuna laurea, con la possibilità di essere accettati nell'ordine a pieno titolo semplicemente dimostrando di possedere la necessaria esperienza, o tramite un esame.

I problemi sono ben altri, e nonostante vi siano stati illustrati continuate a non vedere, o fingere di non capire. Gli argomenti demagogici che offrite non aiutano la causa dell'ordine e non contengono molta logica.


ciao
Gianfranco

Rispondo che è inutile continuare perché non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, che tu sia contrario e stracontrario all'albo lo sappiamo tutti visti i tuoi interventi anche in altri forum.
Comunque non vedo perché a questa professione debbano poter accedere tutti (e non dico cani e porci perché mi sembra poco elegante) mentre NON tutti possono fare i medici, gli ingegneri, i traduttori, gli avvocati, i giornalisti. Mi dispiace comunque informarti che i consulenti informatici hanno richiesto l'albo e che i pittori e gli scrittori sono considerate attività artistiche che rientrano in altri ambiti anche fiscali. Mi meraviglio che tu non lo sappia.


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