Off-Topic Programma di inglese alle elementari
Thread poster: Laura Gentili

Laura Gentili  Identity Verified
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Nov 24, 2007

Cari colleghi,
i miei tre gemelli sono in quarta elementare. Ogni anno hanno cambiato docente di inglese (quella di quest'anno poi è un disastro), non sanno praticamente niente. L'anno scorso li ho iscritti a un corso privato che non è servito a molto.

Fra 21 mesi andranno in prima media. A questo punto ho deciso di prendere in mano la situazione e di usare questi 21 mesi per insegnargli un po' di inglese. Il mio obiettivo minimo è quello di fargli superare le verifiche di ingresso in prima media.

In tutti questi anni e con tutto questo caos di insegnanti non ho assolutamente capito a quale livello dovrebbero arrivare alla fine della quinta elementare. In quarta e quinta fanno 3 ore d'inglese alla settimana, quindi presumo che gli insegnanti delle medie si aspettino che gli studenti sappiano qualcosa.

Che testi, metodologia, programma mi consigliate di seguire?
Grazie mille a tutti.

Laura


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Helen Zinni  Identity Verified
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Piani di studio scuola primaria Nov 24, 2007

Ciao Laura,

per quanto riguarda i programmi da seguire, qui puoi trovare i piani di studio della scuola primaria per tutte le materie. Sono indicate tutte le conoscenze che i bambini dovrebbero avere alla fine del ciclo delle elementari, inglese compreso.

http://www.pubblica.istruzione.it/news/2002/allegati/sperimentazione/indicazioni_primaria_061102.pdf

Spero ti sia utile. Se vuoi, contattami pure in privato.

Auguri per i tuoi bimbi!

Helen


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Annamaria Arlotta  Identity Verified
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Non mi preoccuperei troppo Nov 30, 2007

Se fossi in te, Laura, non mi preoccuperei affatto. La situazione che descrivi è comunissima, lo so perchè ho insegnato inglese alle elementari per tanti anni e avuto modo di sapere cosa e come insegnano le maestre in genere: fino alla quinta elementare si tratta di un certo numero di sostantivi, perlopiù riferiti a oggetti comuni, quattro espressioni imparate a memoria senza nessun tentativo di spiegare la struttura della lingua inglese, e soprattutto messe alle spalle per far posto all'apprendimento di altri vocaboli, così che alla fine dell'anno la maggior parte dei bambini si ricorda benissimo quel "what's your name" che tanto li colpì il primo giorno, e si ricordano i numeri perchè ne fanno sfoggio, ma quasi tutto il resto è avvolto nella nebbia sia perchè non è stato consolidato che perchè gli insegnanti non hanno grandi aspettative. E questo, senza offesa per quegli insegnanti che si impegnano al massimo, è perchè ci sono dei limiti alla loro stessa formazione: per esempio molti docenti insegnano inglese in seguito a dei corsi d'aggiornamento, ma sono partiti come docenti di un'altra materia venuti a colmare i posti creati dalla decisione di insegnare inglese alle elementari. Perciò non credo che i docenti delle medie si aspettino chissà che. Mia figlia ha appena finito le medie e da quello che ho visto la metodologia non è molto diversa. Anni fa coadiuvai la docente d'inglese di un buon liceo in una città del nord Italia, fungendo da madrelingua anche se sono nata in Italia. Beh, questa professoressa faceva molti errori: per esempio, per invitare uno studente a scegliere un compagno al quale porre una domanda, gli diceva "Who will you pick up?" anzichè "pick", e pick up significa raccogliere. Una maestra che ho conosciuto invece aveva una pronuncia che faceva sfalsare il significato delle parole, e una volta, dopo aver chiesto ai bambini se sapevano saltare o correre, disse: "Can you hope?" anzichè "hop". Bella domanda, maestra...bella domanda! Io credo che l'inglese sia estremamente difficile: la semplicità della coniugazione dei verbi e il numero limitato di articoli possono dare l'illusione di poterlo parlare presto, ma la sintassi è talmente distante dalla nostra che se non lo sai bene gli scivoloni sono garantiti. Si vede che molti docenti se ne rendono conto e decidono di andarci cauti. Il programma di francese di mia figlia alle medie è stato molto più esteso che quello d'inglese, si intravedeva un sistema dietro l'apprendimento e c'era un senso di progressione che non è chiaro nell'altro caso, anche se ambedue le docenti di lingua erano entusiaste e appassionate a ciò che facevano.

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Laura Gentili  Identity Verified
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Grazie Nov 30, 2007

Sono sempre più sconcertata dall'attuale insegnante.
Tanto per fare un esempio, un bambino di quinta ha tradotto "intelligente" con "smart" e lei glielo ha segnato come errore correggendo in "intelligent".

Come dicevo i miei non sanno praticamente niente. Ieri è arrivata in classe con la fotocopia del testo integrale di We are the world we are the children, ha distribuito le fotocopie e ha detto ai bambini di cantare leggendo il testo.

Ieri sera abbiamo risentito la canzone su YouTube 20 volte e alla fine avevano memorizzato alcuni pezzetti della canzone, quelli più semplici.

A me non risulta che le insegnanti delle medie si aspettino conoscenze zero dai bambini delle elementari, oltretutto considerando che in IV e V fanno ben tre ore la settimana. So infatti che nella media in cui vanno molti bambini della ns scuola fioccano gli "insufficiente" in inglese in prima media. Quindi devono dare per scontato delle conoscenze.

Laura


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Formazione Nov 30, 2007

Se mi permettete un piccolo fuori tema, qual è la formazione degli insegnanti di inglese alle elementari? È ancora come una volta, che non è richiesta alcuna laurea in nessun ramo, solo un aggiornamento? Mi viene l'ulcera.

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Helen Zinni  Identity Verified
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Formazione insegnanti di inglese Nov 30, 2007

Mariella Bonelli wrote:

Se mi permettete un piccolo fuori tema, qual è la formazione degli insegnanti di inglese alle elementari? È ancora come una volta, che non è richiesta alcuna laurea in nessun ramo, solo un aggiornamento? Mi viene l'ulcera.


Esattamente, Mariella. Molte insegnanti di inglese delle elementari, come dice unadiluna, hanno conseguito l'abilitazione all'insegnamento della lingua straniera dopo aver seguito un corso di poche centinaia di ore. La maestra di mio fratello continua a scrivere sui suoi quaderni "WERY WELL" da 3 anni ormai... qualche mese fa ho tenuto un corso intensivo di inglese ad alcune maestre di una scuola elementare. Io mi occupavo degli aspetti grammaticali e una mia collega madrelingua di pronuncia e conversazione. Il livello di conoscenza della lingua è davvero preoccupante. Ma non condanno loro, anzi, molte di loro fanno del loro meglio... ma la preparazione richiesta per ottenere l'abilitazione, senza tra l'altro corsi di aggiornamento successivi, a mio parere, è davvero inferiore a un livello accettabile. La mia preoccupazione è che i bambini (e io lo vivo in prima persona, vista la fatica che faccio con mio fratello!) imparino e memorizzino cose sbagliate. Sappiamo bene quanto poi sia difficile correggerle...


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Annamaria Arlotta  Identity Verified
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We are the chee-ee-eeldren... Nov 30, 2007

Più di una volta ho sentito cantare questa canzone dai bambini e sempre con quel "children" italianizzato, e pure la "o" in world. La nota più dolente dell'insegnamento dell'inglese è proprio la pronuncia. E’ come se un maestro d’italiano all’estero dicesse “Il cilo è bleu ee le nuuvoli corono". Ho trovato molte resistenze quando faccio notare a qualcuno questo fatto perchè gli italiani sono italiano-centrici e credono che "tanto si capisce lo stesso", e invece le nostre regole di pronuncia, in primo luogo il dividere in ordinate sillabe, sono ancora più lontane dall'inglese di quanto la sia la sintassi. Una mia amica si meravigliava che in America nessuno la capiva quando ordinava una "ot chocoleit" e mia figlia, che quando ha iniziato la scuola si era appena trasferita dall'Inghilterra, tornò a casa un giorno dicendo, divertita, che la maestra diceva "ello!". Beh, non è vero che si capisce lo stesso, infatti anche delle piccole variazioni portano alla comprensione di qualcosa di diverso. La cioccolata della mia amica era probabilmente compresa come "choco-late", in ritardo, tardi o simili. La lunghezza delle vocali è un altro fattore: in italiano la differenza della lunghezza delle vocali è relativa, mentre per es. tra “nag” , bello allungato e “net” è notevole, e nell’ambito di una frase l’andamento della stessa cambia se si pronunciano le parole allungando o accorciando vocali, e pronunciandole o sbagliate o tutte della stessa lunghezza la comprensione ne risente.
“Smart” in America è sinonimo di intelligente, in Inghilterra però è inteso come “elegante”, come in “you look smart today! E intelligente si dice spesso “bright”. Perciò in questo caso la maestra di tuo figlio è andata sul sicuro. Ma l’inglese è sempre “tricky”, io ho creduto a lungo che “nervous” significasse nervoso, ma se devi dire che sei nervoso in vista di un esame dirai invece “I am anxious, I am agitated, I am tense, I am apprehensive” , mentre puoi usare “nervous” se hai paura del buio, perché implica uno stato d’animo generale e non riferito a un evento. Così mi è parso finalmente di capire.
Bene, non mi resta che cambiare il mio nick in “saputella”, il fatto è che credo che le ore riservate all’insegnamento dell’inglese alle elementari siano male utilizzate e mi dispiace che i bambini ci rmettano. Riguardo alle insegnanti delle medie, non sono in grado di dirti cosa si aspettano ma so da mia figlia che a parte l’identificazione di alcune nozioni grammaticali e un maggior numero di vocaboli insegnati il metodo si basa, come alle elementari, sull’apprendimento a memoria di frasi o vocaboli non collegati tra loro da un sostrato logico e ben spiegato che permetta allo studente di utilizzare un sistema per creare autonomamente e correttamente frasi nuove.


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Annamaria Arlotta  Identity Verified
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p.s. Nov 30, 2007

Qualche altro esempio e poi sto zitta, prometto! Please diventa pliss, bad diventa bed, dawn diventa don, two che avrebbe la vocale finale allungata diventa tu e lo stesso vale per three quando non si trasforma direttamente in un albero. Eheheheheheh.

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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Pronuncia e cadenza Nov 30, 2007

unadiluna wrote:
Bene, non mi resta che cambiare il mio nick in “saputella”, il fatto è che credo che le ore riservate all’insegnamento dell’inglese alle elementari siano male utilizzate e mi dispiace che i bambini ci rmettano.


È esattamente questo che mi dispiace, perché vedo quanto sono avidi di sapere i bambini.

Non solo la pronuncia, ma anche la cadenza è molto importante e può compromettere la capicità degli altri di comprenderci (sto pensando a cantilene varie, tipo accento piemontese inglesizzato o inglese piemontesizzato )

Mi sono molto piaciuti i tuoi interventi, molto densi di informazioni interessanti e verissime.

[Edited at 2007-11-30 21:35]


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Annamaria Arlotta  Identity Verified
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drinchete drenchete dranchete Dec 2, 2007

Grazie Mariella, sei gentile a dirmelo. Un mio professore napoletano ci insegnò a coniugare "to drink" - vedi titolo della mia risposta!
Hai ragione, la cadenza può compromettere la comprensione, e come ho detto ho trovato spesso resistenza a pronunciare all'inglese, dettata dal timore che suoni ridicolo, ma a ben pensarci alle orecchie di un inglese ridicolo è il contrario, come i "drinchete". Molto dipende secondo me dalla difficoltà di abbandonare la cadenza dettata dal sillabare. Parole cortissime, che dovrebbero dirsi in un soffio, come “If” o “But” o “Bar” subiscono un’allungamento diventando “Iif” “Batttt” e “Barrr” perché sulle sillabe ci appoggiamo, per così dire, e quella consonante lì in aria è insopportabile! Mio marito si chiama Edward, detto Ned, pronunciato da tutti, logicamente, "Ned-dd”. La frase “Ned arrived yesterday from the station” diventa, applicando la divisione in sillabe, qualcosa come “Ned/da/rai/vedd/ies/ter/dei/from/de/stei/scion, bello lineare insomma, ma solo per le nostre orecchie!

Tornando all’insegnamento dell’inglese, se chiedi a un bambino di dire “Come si chiamano” anziché “Come ti chiami”, non sarà in grado di farlo perché ha imparato la frase come un tutt’uno, non solo non ha appreso i pronomi personali ma non neanche compreso come la domanda è strutturata per essere in grado di apportare delle variazioni alla stessa. Questo esempio credo che valga per la maggior parte delle nozioni insegnate, che rimangono appunto tali. Alle medie si studia un po’ la grammatica, ma mi racconta mia figlia che, come alle elementari, si tende a passare rapidamente all'argomento successivo senza applicare gli strumenti acquisiti in maniera sistematica quanto basta a farne comprendere l'uso.

Un dato positivo c’è a mio avviso: nella maggior parte dei casi ai bambini le ore di inglese piacciono e secondo me ai fini dell’avvicinamento allo studio della lingua questo è un fattore importante. Come facevo anch’io io, molte maestre integrano l’insegnamento vero e proprio con canzoni mimate, giochi, filastrocche e recite. Quando proponevo questo tipo di attività non davo spiegazioni ma lasciavo che i bambini si divertissero mentre usavano una lingua straniera nel modo più spontaneo possibile, intuendo magari qualche link tra le parole a livello…subliminale diciamo?
Io credo che il numero di ore d’inglese sia sufficiente a fare due operazioni diverse: impostare la conoscenza dell’inglese in maniera sistematica anziché nozionistica ed erratica, soprattutto a partire dalla terza elementare, e rendere l’avvicinamento alla stessa piacevole con l’integrazione di attività di tipo ludico.


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Viva Dora l'Esploratrice! Dec 2, 2007

unadiluna wrote:

Hai ragione, la cadenza può compromettere la comprensione, e come ho detto ho trovato spesso resistenza a pronunciare all'inglese, dettata dal timore che suoni ridicolo, ma a ben pensarci alle orecchie di un inglese ridicolo è il contrario, come i "drinchete".


Mi fai venire in mente il cartone animato di Dora l'Esploratrice. Qualcuno di voi lo conosce? Dora e la sua famiglia ogni tanto parlano in inglese, allo scopo di insegnare qualcosa ai piccoli telespettatori. Il problema è che le voci italiane del cartone non fanno alcuno sforzo per avvicinarsi al tipo di pronuncia di cui tu parli. E ogni tanto la mamma di Dora esordisce ad esempio con un fantastico "UOTS DE MATTER?". Che tristezza.


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whitepetals
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Programmi Feb 6, 2008

Laura Gentili wrote:

Cari colleghi,
i miei tre gemelli sono in quarta elementare. Ogni anno hanno cambiato docente di inglese (quella di quest'anno poi è un disastro), non sanno praticamente niente. L'anno scorso li ho iscritti a un corso privato che non è servito a molto.

Laura


Ciao Laura,

Ho letto solo ora il tuo post ma spero di poterti dare un'indicazione.

Prima di tutto...sappi che i maestri elementari non sono insegnanti di inglese. Il che vuol dire che sono maestri (hanno fatto le magistrali o una laurea simile) ma l'inglese non lo hanno studiato fino a quando non hanno deciso di fare un test che certificasse la loro competenza in materia e permettesse loro di insegnare inglese alle elementari. (Non me ne vogliano i maestri, detta così è molto cruda, lo so. Ma per una persona che ama una lingua e la studia da tutta la vita sentire certe cose fa davvero male!)

Alle elementari di solito insegnano: numeri, colori, nomi di oggetti 'scolastici' (penna, matita) e, se sei fortunato, nomi di oggetti legati a abbigliamento/casa/famiglia.
Quindi, se vuoi veramente insegnare qualcosa ai tuoi piccoli prendi un programma delle medie e vedi cosa serve. Di solito in prima fanno solo simple present, continuous e, alcuni, il simple past.

Utilissimi i libri con gli adesivi o le figure per l'italiano (eg la casa: disegni delle varie stanze/mobili etc) in italiano che tu potresti tradurre e far disegnare ai tuoi bimbi.

Ciao


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