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Divorata dalle tasse ed altro.........
Thread poster: Befanetta81

Gabi Ancarol (X)
Italy
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il mestiere rende Nov 26, 2007

Befanetta81 wrote:

Questo è il nocciolo della questione: rende il nostro mestiere?


Quello che non rende è questo mestiere in Italia, basta guardarsi in giro per vedere ciò che versano di tasse e contributi i colleghi di altri paesi.

Forse la soluzione è trasferire la sede di fatturazione (virtuale) se il giro di clienti, la tipologia di lavoro, ecc. lo permettono.

[Edited at 2007-11-26 20:07]


 

Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 17:32
Member (2006)
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Qualche considerazione, probabilmente impopolari Nov 27, 2007

Fabio Scaliti wrote:

Da come hai spiegato la situazione nell'ultimo paragrafo, il commercialista ha seguito il consiglio di Francesca Pesce, ma al contrario: anziché ridurre l'acconto considerando un fatturato 2007 inferiore al fatturato 2006, ti ha adeguato l'acconto, aumentandolo, in base a un fatturato 2007 superiore.

Fiscalmente non sarà sbagliato (il fisco sarà contentissimo di prendere tanti soldi in anticipo), ma contabilmente è stupido, anche perché se l'acconto, basato sul reddito dichiarato l'anno precedente, risultasse insufficiente al momento della dichiarazione a maggio-giugno 2008, verrà normalmente integrato/saldato in sede di dichiarazione. E' così che dovrebbe funzionare il sistema degli acconti e saldi.


Non sono del tutto d'accordo con Fabio: in linea teorica ha ragione, ma a occhio e croce il commercialista ha capito che befanetta non è una grande risparmiatrice e che a giugno si troverà in enormi difficoltà. Quindi, anziché farle pagare una montagna di tasse e contributi fra 6 mesi, glielo sta scaglionando in due volte: un po' ora (sulla base delle fatture dei primi 8 mesi) e un po' a giugno (come saldo).
Io a volte ho scelto personalmente - anche perché fiscalmente mi conveniva - di anticipare all'anno precedente una parte dei pagamenti di contributi INPS (che si scaricano dall'imponibile IRPEF e quindi contribuiscono a ridurlo).

Gabi Ancarola wrote:
Forse la soluzione è trasferire la sede di fatturazione (virtuale) se il giro di clienti, la tipologia di lavoro, ecc. lo permettono.


Su questo ho già detto in precedenza come la pensavo, ma lo ripeto in sintesi.
1) Da un lato è una soluzione estremamente pericolosa, perché gli Stati si sono fatti furbi e quindi controllano se un professionista è effettivamente residente nel paese dove ha "sede legale".

2) Dall'altro, in termini etici non si differenzia in alcun modo dall'evasione totale. In Italia ho l'assistenza sanitaria, mio figlio va a scuola gratis, usufruisco di tutta una serie di servizi pubblici che ritengo corretto pagare attraverso le mie tasse.

3) Altra questione è quella dei contributi INPS: non tanto per il livello delle aliquote, quanto per quello che riceveremo in cambio come pensione. La gestione separata, per noi, come per tutti i professionisti senza cassa e per i precari con contratti co.co.pro, a progetto, etc., è pensata in maniera assurda e su questo varrebbe senz'altro la pena organizzare una battaglia politica per un cambiamento serio del meccanismo di calcolo delle pensioni. Ripeto però, per tutti coloro che sono coinvolti, affinché tutti possiamo ottenere pensioni dignitose.


 

Fabio Scaliti  Identity Verified
Italy
Local time: 17:32
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Vero anche questo Nov 27, 2007

Francesca Pesce wrote:

a occhio e croce il commercialista ha capito che befanetta non è una grande risparmiatrice e che a giugno si troverà in enormi difficoltà. Quindi, anziché farle pagare una montagna di tasse e contributi fra 6 mesi, glielo sta scaglionando in due volte: un po' ora (sulla base delle fatture dei primi 8 mesi) e un po' a giugno (come saldo).


Vero, giusta considerazione. In tal caso, il commercialista è stato lungimirante e professionale. Se l'avesse spiegato a Befanetta, però (anche se non lo sappiamo), le avrebbe permesso di dormire tranquilla la notte...

Saluti,

Fabio


 

Befanetta81
Italy
Member (2007)
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TOPIC STARTER
Non mi aveva spiegato che........ Nov 27, 2007

esiste la possibilità di posticipare il pagamento! Forse il mio commercialista ha pensato bene a farmi pagare l'anticipo basato sul calcolo dell'anno 2007 per non farmi strappare i capelli al momento della dichiarazione!
Ringrazio Menade per la spiegazione dettagliata di come lei riesce a mettere da parte i soldi.
In fondo il mio commercialista poveretto non ha fatto alcun sbaglio, ho sbagliato io a non lasciare a casa la carta di credito quando esco!!!!!

Befanetta81


 

Cecilia Civetta  Identity Verified
Italy
Local time: 17:32
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Davvero? Nov 27, 2007

In Italia ho l'assistenza sanitaria


io no. Per fare il più semplice esame del sangue devo pagare dei ticket sanitari esagerati (e ogni volta mi chiedo a cosa sono servite le migliaia di euro che mi vanno via in tasse ogni anno). E per farmi un esame specialistico con carattere di *urgente* devo aspettare minimo minimo 6 mesi. Questo almeno a Modena e provincia.
Scusate l'off-topic.


 

Gabi Ancarol (X)
Italy
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etica Nov 27, 2007

Certo, è più etico versare quasi il 70% del mio guadagno (e a volte di più) allo stato o chi per esso.

 

Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
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Non solo a Modena Nov 28, 2007

Cecilia Civetta wrote:

In Italia ho l'assistenza sanitaria


io no. Per fare il più semplice esame del sangue devo pagare dei ticket sanitari esagerati (e ogni volta mi chiedo a cosa sono servite le migliaia di euro che mi vanno via in tasse ogni anno). E per farmi un esame specialistico con carattere di *urgente* devo aspettare minimo minimo 6 mesi. Questo almeno a Modena e provincia.
Scusate l'off-topic.


Lo scorso anno avevo bisogno di un esame urgente, tempo di attesa 4 mesi, dunque mi venne spontaneo chiedere "Se lo faccio a pagamento quanto devo aspettare"? Risposta "Può venire domani". Dunque mi sono pagata 150 Euro.
Poi le analisi con il ticket altri 180 euro.

Beh direi che c'è poco da aggiungere.
A Francesca vorrei dire:

Secondo me tu insisti a difendere una situazione indifendibile.

A Fabio invece: Hai ragione, non spetta al commercialista decidere/giudicare se Annelore (befanetta) risparmia o meno, suo dovere di professionista mi pare sia spiegare con chiarezza le varie opzioni.

Buon lavoro a tutti!

Angio


 

Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 17:32
Member (2006)
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Continuo a credere che il nostro welfare sia un bene prezioso da custodire Nov 28, 2007

angioletta garbarino wrote
(...) A Francesca vorrei dire:

Secondo me tu insisti a difendere una situazione indifendibile.


Io la continuerò a difendere nonostante tutti i suoi difetti, perché - come abbiamo già visto in numerosi forum analoghi - il sistema sanitario pubblico è il sistema migliore - più economico, più efficiente, più giusto - che esista.
Il nostro è lungi dalla perfezione, ma auspicare la sua abolizione - ossia la privatizzazione - significa solo volere un sistema in cui grandi enti privati guadagnano sulla vita delle persone, soprattutto dei poveri, dei poco informati, delle regioni più isolate. Il mercato della salute non ha mai avuto come obiettivo il bene degli "utenti".

angioletta garbarino wrote
A Fabio invece: Hai ragione, non spetta al commercialista decidere/giudicare se Annelore (befanetta) risparmia o meno, suo dovere di professionista mi pare sia spiegare con chiarezza le varie opzioni.


In linea teorica, angioletta ha ragione, ma sta a noi informarci sulle regole fiscali. Noi dovremmo sapere che le tasse si pagano sull'anno in corso a giugno e a novembre calcolate sui redditi dell'anno precedente (con saldo finale a giugno dell'anno successivo). Se il commercialista ci dice che ha fatto un conteggio basandosi sulle fatture dell'anno in corso, ci sta già spiegando cosa sta facendo. Potrebbe essere più esplicito, ma il ragionamento è chiaro se si conoscono le leggi.

Se noi non ci informiamo, lasciamo la nostra sorte in mano agli altri.


 

Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
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Opinioni differenti Nov 28, 2007

Francesca Pesce wrote:Io la continuerò a difendere nonostante tutti i suoi difetti, perché - come abbiamo già visto in numerosi forum analoghi - il sistema sanitario pubblico è il sistema migliore - più economico, più efficiente, più giusto - che esista.
Il nostro è lungi dalla perfezione, ma auspicare la sua abolizione - ossia la privatizzazione - significa solo volere un sistema in cui grandi enti privati guadagnano sulla vita delle persone, soprattutto dei poveri, dei poco informati, delle regioni più isolate. Il mercato della salute non ha mai avuto come obiettivo il bene degli "utenti".


Le opinioni sono ovviamente tutte rispettabili e mi piacerebbe controbattere ma temo di sconfinare nella politica, se comprendo bene le regole questa questione è perlomeno "controversa", non credo quindi di poter ribattere.

Se noi non ci informiamo, lasciamo la nostra sorte in mano agli altri


Questo è vero, hai ragione è un errore da non fare, tuttavia un commercialista dovrebbe spiegare al cliente quali sono le varie opzioni, starà poi al cliente scegliere.

Arriciao a tutti!

[Edited at 2007-11-28 15:00]


 

Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 17:32
Member (2004)
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Già Nov 28, 2007

Angioletta Garbarino wrote:

Se noi non ci informiamo, lasciamo la nostra sorte in mano agli altri


Questo è vero, hai ragione è un errore da non fare, tuttavia un commercialista dovrebbe spiegare al cliente quali sono le varie opzioni, starà poi al cliente scegliere.



Giusto, tanto più che è pagato anche per informare.


 

Cecilia Civetta  Identity Verified
Italy
Local time: 17:32
Member (2003)
Italian to Spanish
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Anche se c'è poco da aggiungere... Nov 28, 2007

Angioletta Garbarino wrote:

"Se lo faccio a pagamento quanto devo aspettare"? Risposta "Può venire domani".


Questo dimostra quanto il sistema sia economico, efficiente, giusto e soprattutto equo!


 

Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 17:32
Member (2006)
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Due ore in biblioteca (pubblica) Dec 5, 2007

Tanto per non dimenticare ciò che otteniamo in cambio delle nostre tasse, volevo ammorbarvi di nuovo con i miei pensieri di ieri sera.

Ieri pomeriggio ho portato mio figlio di quasi 5 anni in biblioteca. Era la prima volta. Gli hanno fatto la tessera. Era tutto molto allegro. Tutti molto gentili e premurosi.

Abbiamo trascorso 2 ore leggendo quel che ci pareva. C'erano anche pennarelli (di tutti i colori e tutti funzionanti). Quindi ha anche colorato un disegno di una
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Tanto per non dimenticare ciò che otteniamo in cambio delle nostre tasse, volevo ammorbarvi di nuovo con i miei pensieri di ieri sera.

Ieri pomeriggio ho portato mio figlio di quasi 5 anni in biblioteca. Era la prima volta. Gli hanno fatto la tessera. Era tutto molto allegro. Tutti molto gentili e premurosi.

Abbiamo trascorso 2 ore leggendo quel che ci pareva. C'erano anche pennarelli (di tutti i colori e tutti funzionanti). Quindi ha anche colorato un disegno di una rivista della Pimpa.

Poi siamo usciti portandoci via quattro libri e due film. Tutto senza pagare una lira né un euro.

Noi spendiamo - perché con il mio lavoro me lo posso permettere - anche 30-40 euro al mese in libri per bambini. Ce n'è una quantità enorme di bellissimi. E non sappiamo quasi più dove metterli. Finalmente c'è una soluzione. La biblioteca. Dove hanno libri per bambini anche appena stampati, come quelli che compriamo noi. E non solo il libro Cuore o Salgari.

Con la biblioteca, noi abbiamo trovato una soluzione alla carenza di spazio, ma mio figlio impara anche il valore del "prendere in prestito" e "restituire in ottime condizioni". Ma altri che non se lo possono permettere possono leggere tutto ciò che vogliono, anche se non hanno soldi per comprarsi i libri.

Tutto scontato? Per molti di voi forse sì. Per me non lo era.

Come non è scontato avere il pediatra gratuito, il medico di base gratuito, la scuola gratuita (con relativi laboratori di informatica, di lingua, di ceramica, di cucina, di musica, biblioteca interna), etc. e a tempo pieno.

I miei genitori, ormai quasi anziani, soffrono di due patologie riconosciute dal nostro SSN come valevoli di esenzione ticket (pressione alta l'uno, ex tumore al seno l'altra). E per tutto quel che riguarda farmaci ed analisi relativi a queste patologie non pagano assolutamente nulla. Anche se se lo potrebbero permettere.

Non è perfetto. Certamente. Aspettare due mesi - o sei persino - per una visita specialistica è assurdo. Avere la spazzatura per strada, come avviene in molti comuni campani, è disumano. Non avere l'acqua corrente, come avviene in molte aree del Sud è assurdo.

Pagare meno tasse non è però la soluzione. Noi nel Lazio - come in alcune altre regioni - paghiamo più tasse, per ripianare il deficit accumulato nella sanità della regione negli anni passati. Se quegli amministratori avessero amministrato meglio non dovremmo pagare oggi di più. E quindi - insisto - pretendere di più dai nostri amministratori è la strada. Rendere i servizi più efficienti e più rispondenti alle reali esigenze della popolazione è fondamentale.

L'alternativa è lasciare che chi ha i mezzi faccia quel che riesce e gli altri ... forse neanche se lo meritano se non sono riusciti ad avere un reddito decente.
Collapse


 

Laura Gentili  Identity Verified
Italy
Local time: 17:32
Member (2003)
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Hmmm Dec 5, 2007

Francesca Pesce wrote:

Come non è scontato avere il pediatra gratuito, il medico di base gratuito, la scuola gratuita (con relativi laboratori di informatica, di lingua, di ceramica, di cucina, di musica, biblioteca interna), etc. e a tempo pieno.


Hmmm... La mia esperienza di madre di figli in IV elementare non corrisponde alla tua. La pediatra fa tutto per telefono, cosa che ha provocato ricoveri e complicazioni. Non è solo lei a fare così, tutti i pediatri di base ti ricevono solo dopo 3 gg di febbre, quindi ormai le madri sono costrette a mentire per farsi ricevere. Oppure sei costretto ad andare dal pediatra a pagamento o dallo specialista a pagamento.

La scuola elementare funziona, ma l'informatica non sanno neanche cosa sia, l'inglese neppure. Se un bambino picchia e i genitori negano l'evidenza, le maestre non hanno nessuno strumento a disposizione (psicologo, pedagogista, ecc.), quindi il bambino continua impunito. A scuola dobbiamo portare tutto noi genitori: carta igienica, sapone, scottex ecc. La scuola è infestata dai pidocchi, ogni trattamento contro i pidocchi costa circa 120 euro per una famiglia di quattro persone (considerano 3 cicli), quindi molti genitori non fanno nessun trattamento. I miei hanno preso i pidocchi a maggio, a luglio al centro estivo e a fine novembre. Totale: 360 euro. Nessun controllo da parte della ASL, ai genitori viene semplicemente inviato un foglietto di istruzioni.

Le scuole medie poi sono un disastro. La scuola sotto casa fa pena, devi attraversare la città per trovare una media statale decente che gli dia una preparazione adeguata alle superiori.

A me sembra proprio che si stia affermando il modello: se non hai soldi ricevi un servizio di serie B o C, con tutto quello che ne consegue (ne riparliamo quando tuo figlio sarà alle elementari/medie). Almeno, questa è la realtà di Milano.

Laura


 

Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 17:32
Member (2006)
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+ ...
Non tutto è perfetto, ma ... Dec 5, 2007

Laura Gentili wrote:
Hmmm... La mia esperienza di madre di figli in IV elementare non corrisponde alla tua. La pediatra fa tutto per telefono, cosa che ha provocato ricoveri e complicazioni. Non è solo lei a fare così, tutti i pediatri di base ti ricevono solo dopo 3 gg di febbre, quindi ormai le madri sono costrette a mentire per farsi ricevere. Oppure sei costretto ad andare dal pediatra a pagamento o dallo specialista a pagamento.


Per il controllo semestrale la mia pediatra mi ha dato appuntamento dopo 2 mesi, perché non volevo andare di mattina, però se mio figlio sta male posso andare in qualsiasi momento senza appuntamento.
Per eventuali emergenze notturne, ho il pronto soccorso del Bambin Gesù a 5 minuti di macchina che è sempre disponibile (e gratuito: è "privato religioso" ma è finanziato con le nostre tasse).

Laura Gentili wrote:
La scuola elementare funziona, ma l'informatica non sanno neanche cosa sia, l'inglese neppure. Se un bambino picchia e i genitori negano l'evidenza, le maestre non hanno nessuno strumento a disposizione (psicologo, pedagogista, ecc.), quindi il bambino continua impunito. A scuola dobbiamo portare tutto noi genitori: carta igienica, sapone, scottex ecc. La scuola è infestata dai pidocchi, ogni trattamento contro i pidocchi costa circa 120 euro per una famiglia di quattro persone (considerano 3 cicli), quindi molti genitori non fanno nessun trattamento. I miei hanno preso i pidocchi a maggio, a luglio al centro estivo e a fine novembre. Totale: 360 euro. Nessun controllo da parte della ASL, ai genitori viene semplicemente inviato un foglietto di istruzioni.

Le scuole medie poi sono un disastro. La scuola sotto casa fa pena, devi attraversare la città per trovare una media statale decente che gli dia una preparazione adeguata alle superiori.

A me sembra proprio che si stia affermando il modello: se non hai soldi ricevi un servizio di serie B o C, con tutto quello che ne consegue (ne riparliamo quando tuo figlio sarà alle elementari/medie). Almeno, questa è la realtà di Milano.


La scuola pubblica di mio figlio è un istituto comprensivo: va dalla materna alle medie, quindi so cosa mi attende.
Noi non portiamo nulla di materiale per la scuola. Abbiamo solo un fondo cassa per esigenze eventuali di circa 15 euro per tutto l'anno.
Per i pidocchi, la storia la conosco bene. Da noi molti genitori non lo fanno proprio il trattamento - e non perché non se lo possono permettere -. Il problema si è risolto quando le maestre hanno affisso un comunicato annunciando la visita dell'ufficio d'igiene (ASL). Visita che non c'è mai stata, ma la minaccia è bastata. Si vede che i pidocchi sono poco coraggiosi !!
Per quanto riguarda invece il bullismo, quello sì sta diventando un problema grave, che stiamo cercando di affrontare con la preside nuova - giovane ma determinata - che si trova anche lei a parlare con genitori che negano o sminuiscono. Per il momento stiamo studiando insieme - genitori, insegnanti e preside - le soluzioni migliori.
Certo la mia esperienza è circoscritta. Tuttavia, per quel che sento da quelli che fruiscono di scuole private, i problemi non sono molto diversi. Certamente a Roma il servizio scolastico di serie A si trova nel settore pubblico e non nel privato. E questo per la materna, le elementari, le medie e le superiori.


 
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