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Off topic: Una domanda agli italiani all'estero...
Thread poster: Daniele Martoglio

Daniele Martoglio  Identity Verified
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Nov 30, 2007

Che sono insopportabile è certo, ma vorrei capire se posso sentirmi sollevato da almeno un "capo d'accusa", del lungo elenco dei motivi della mia insopportabilità.

In particolare si tratta di questo: sono accusato di "stressare" i baristi polacchi perchè quando chiedo un caffè verifico che la persona sappia farlo, e se necessario glielo spiego.

La domanda è: "Anche altri italiani all'estero fanno lo stesso, per non rischiare di ricevere un secchio di brodo marroncino?"

La situazione in Polonia è veramente FANTOZZIANA.

Fino a pochi anni fa il "caffè" era fatto mettendo in un bicchiere una polvere di pseudocaffe specialmente prodotta per i paesi dell'est e versandoci l'acqua bollente. Bisognava aggiungere subito lo zucchero e mescolare e poi attendere che la melma si depositava per bere il 70% superiore del contenuto del bicchiere. Il 30% inferiore era la melma. I più bravi riuscivano a filtrarla bene con le labbra e la parte "a perdere" scendeva fino al 15%, succhiando un'altro po' di liquido scuro, per ottenere l'agognata caffeina...

Con l'avvento in Polonia della civiltà occidentale sono apparse in molti bar polacchi macchine del caffe a pressione, esattamente le stesse che troviamo nei bar italiani, che permettono - dispondendo della polvere di caffè adatta - di fare un buon caffe.

Purtroppo gli autoctoni hanno pensato bene come utilizzarle: si carica la normale dose di caffè per una persona, si mette sotto il beccuccio di uscita una tazza enorme, da tè, di almeno 300ml, e si riempie rigorosamente fino all'orlo la tazzona gigante con un liquame marroncino...

Avrebbero continuato all'infinito se qualcosa non fosse andato storto. Forse un polacco tornato dall'Italia ha raccontato che bisogna usare tazze più piccole, forse qualche italiano ha sputato il caffe sul pavimento del bar.. non lo sappiamo. Fatto è che a un certo punto, nelle città polacche più grandi è iniziata una differenziazione tra due tipi di prodotti:

Kawa: il brodo marroncino polacco, ossia una dose di caffè + 1 bicchiere d'acqua calda.

Espresso: TEORICAMENTE il caffe come lo berrebbe un italiano.

Perchè TEORICAMENTE? Perchè l'informazione che è passata è che "per fare l'espresso bisogna usare la tazzina più piccola".

E qui ci sono alcuni problemi.

In provincia "più piccola" vuol dire che invece di usare una tazzona da tè da 300ml usano una tazza da cappuccino, circa il doppio di una tazzina da caffe.

Nelle grandi città, nei bar centrali, nei posti chic, usano le tazzine di dimensione regolamentare.. MA:

Ovunque esiste il rischio che la tazzina venga irrimediabilmente riempita fino all'orlo!

Ossia possiamo avere la situazione che il povero italiano ha una voglia matta di un buon caffè, si reca in un bar "civilizzato" con macchina del caffè italiana, caffe italiano, chiede l'espresso e il barista inizia a far colare il prezioso liquido nella tazzina.. il povero italiano osserva la tazzina con desiderio, pregustando il momento in cui annusera e assaggerà il liquido aromatico.. e... ORRORE!!!!

Il liquido nella tazzina raggiunge il livello ottimale di 30-40% del livello del bordo tazza. Il barista osserva impassibile la tazzina e la macchina del caffè, senza dare il minimo segno di allerta. Il liquido raggiunge il livello del 50%! Già sarebbe classificato come un caffè quasi-lungo... Il barista non reagisce. Il povero italiano inizia a reagire, ad attirare l'attenzione del barista sul caffe in via di degenerazione acquosa... Il barista guarda il caffe, torturato da un filino di liquido CHIARISSIMO che lo allunga inesorabilmente.. guarda il cliente e non capisce perchè il cliente si agita... Il povero italiano soffre guardando il povero caffè torturato, cerca di capire il perchè di tanta crudeltà... Infine la tazza è piena fino all'orlo, e il cameriere la prende e tutto soddisfatto la mette sulla piattino davanti al povero italiano esterrefatto...

Quante volte mi è successo...

Dopo le prime esperienze traumatiche, ho iniziato a verificare che il concetto di "espresso" del barista e il mio coincidano, e in caso di difformità a spiegargli "come si fa il caffè".

La situazione assurda è che a volte di dicono "lo sapevo già" e ti trattano come un pazzo che spiega le cose ovvie. Ti trattano così una volta, due volte, tre volte... allora il povero italiano smette di spiegare ai baristi come fare il caffè, e PUNTUALMENTE la prima volta che non lo spiega per non fare il "maestrino" becca il barista che fa il brodocaffè fino all'orlo tazzina...

Se posso vado nei posti già conosciuti, ma prima o poi si becca sempre il posto sconosciuto..

Se lo dici dopo: "questa cosa io non la bevo", ti dicono: "perchè non lo hai detto prima come lo volevi?" - Se lo dici prima, spesso il barista di tratta come un marziano, perchè "già lo sapevo" (bugiardo!) e sicuramente la polacca che ti accompagna ti equipara ad un teppista picchiatore, perchè "Come puoi trattare cosi male i baristi!!! Bisogna essere gentili!!!"

Solo io ho questi problemi?

Daniele


[Edited at 2007-11-30 12:46]


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Giulia Fabrizi
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corso "espresso" :) Nov 30, 2007

Ciao Daniele!
Esiste in Polonia un istituto equivalente alla italiana "Uni3" (università della terza età)" ? Se sì, perché non proponi un corso tipo "coffee express: a me, me piace"

Ps: io il "mio" caffè lo bevo la mattina con la MIA moca da 6..così, come i cammelli, ho la riserva per tutta la giornata!!!

bye
giulia78


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Annamaria Arlotta  Identity Verified
Local time: 04:59
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le cose si evolvono Nov 30, 2007

Nel 1990 andai a vivere in Inghilterra. Un giorno mio marito e io entrammo in un locale alle 5 del pomeriggio e vedemmo la strana macchina di forma cilindrica, molto grande, che molti usavano allora per fare il caffè. Insospettiti dal poco afflusso di clienti domandammo se il caffè era fresco. "Certo che è fresco! L'ho fatto stamattina!" rispose la proprietaria. Eh già...Da allora c'è stata la rivoluzione del caffè e quando ho lasciato l'Inghilterra nel 2000 i locali in stile Starbucks non si contavano più e di quelle strane macchine d'alluminio neanche una traccia! Morale: spero che succeda la stessa cosa in Polonia, magari ancora più velocemente!

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Laura Lucardini  Identity Verified
Local time: 03:59
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one shot Nov 30, 2007

Ciao Daniele,
qui in Inghilterra ho ormai imparato che se voglio avere qualche speranza di non vedermi servire una brodaglia, non basta ordinare un espresso, ma bisogna specificare "one shot".
Prova a tradurlo ai polacchi!

Ciao,
Laura


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xxxNicoletta F
Local time: 04:59
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E' vero, è vero Nov 30, 2007

Daniele, mi ha divertito veramente il tuo 'pezzo' sul caffè...
In Australia e Stati Uniti so da vari amici che non è molto diverso, a parte la caccia all'espresso- con-macchina-doc possibilmente in locale gestito da italiani, che la sanno usare.
Il prezzo dell'espresso in questo caso è vicino alla quotazione del platino.
Il mio amico italo-australiano assistente di volo della Quantas definisce 'sciacquatura di caffettiera' sia il caffè di bordo che le 'brocche' dei locali a terra.
Credo siamo in molti a gridare allarmati "basta!" ai baristi all'estero!
Era per consolarti...:-)


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xxxsofiablu
Netherlands
Local time: 04:59
Convertiti! Nov 30, 2007

Non ho mai capito, né tantomeno condiviso, questo grande amore degli italiani per il caffè. Non mi è mai piaciuto, soprattutto al bar, quando ti servono due gocce due di liquido nero, amaro come una medicina, ma a cui basta una puntina di zucchero per diventare nauseante, bollente da provocare ustioni alle papille gustative, ma che si raffredda in un battibaleno, diventando ancor più disgustoso.

Il tè è invece bevanda molto più grata all'olfatto e al gusto. È raffinata, ma al contempo popolare; riscalda d'inverno, rinfresca d'estate; ce ne sono infinite varietà per ogni stagione, per ogni momento del giorno e della notte, perfino per ogni pasto e spuntino. È eccitante quel tanto che basta a tener desta l'attenzione, ed è però il miglior accompagnamento a un buon riposo. Si sposa con gli agrumi, il latte, la panna, il miele, lo zucchero, cannella e ogni cosa bella, anche se - quando si tratta di un buon cru - è d'uopo berlo "liscio" e puro.

E la cioccolata in tazza? La più grande invenzione dell'umanità dopo la ruota, un tripudio di sensualità e un trionfo di sinestesie: aspetto vellutato, aroma scuro, gusto allegro con brio.
Che c'è di meglio di una tazza di cioccolata fumante con la panna, più le numerose variazioni sul tema: scorza d'arancia, cannella, cardamomo, zenzero? Addirittura l'odioso caffè si riabilita e nobilita, se unito alla cioccolata, creando il Bicerin.

Perciò, panie Daniele, ti esorto a convertirti al tè e alla cioccolata. Sicuramente troverai chi sa come prepararli.

Quando vivevo a Varsavia, giusto vent'anni fa, la carne era razionata (avevamo le tessere mensili) e anche il resto non è che abbondasse. Il caffè si presentava in due modi: duża kawa e mała kawa, il primo servito in un'enorme tazza, quasi una scodella, l'altro in una tazza più piccola, ma sempre molto capiente. Sapevano entrambi di poco, ma era quel che passava il convento.
Adesso potrei dirti che sei spoilt for choice;-)

Convertiti, figliolo. Salva, se non la tua anima, almeno il tuo palato.


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 20:59
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Starbucks = Orrore Nov 30, 2007

unadiluna wrote:

i locali in stile Starbucks non si contavano più


Scusa, ma non mi vorrai dire che secondo te a Starbucks sanno fare il caffè? La cosa che questi disgraziati servono è peggio del beverone di Daniele: è un liquido marrone nero bruciato amaro totalmente imbevibile. A questo punto, il fatto che la quantità sia o meno quella giusta c'entra più poco.
Qui a Denver, un paio di posti che il caffè lo fanno bene li trovi... uno m'ha attirato subito con la dicitura di un cartello pubblicitario "Capuccino comes from Italy, not Seattle".


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 20:59
Member (2003)
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Certo Nov 30, 2007

Daniele Martoglio wrote:

"Anche altri italiani all'estero fanno lo stesso, per non rischiare di ricevere un secchio di brodo marroncino?"


No, qui bisogna farlo per non ricevere una tazzina ormai fredda: l'espresso gli americani ormai lo fanno rigorosamente in macchine da bar italiane, e la quantità è di solito più o meno giusta (la qualità è invece spesso infima perché il caffè lo fanno bruciare), ma di solito lo fanno colare non direttamente nella tazzina, debitamente preriscaldata dall'apposita piattaforma sulla macchina stessa, ma in un bricchetto di metallo (freddo), dal quale lo versano poi nella tazzina (se non in un bicchiere di polistirolo). Se lo versano nella tazzina è peggio, visto che la tazzina NON viene tenuta calda: uno rischia di sorbirsi un caffè rigorosamente tiepido, per la combinazione di bricchetto di metallo freddo+versamento+tazzina fredda.

Quindi, quando vedo che attaccano con il loro bricchetto, gli dico subito che me lo facciano direttamente in tazza, e mi guardano strano.

P.S. Mia moglie (messicana) mi dice che noi italiani siamo ossessionati da cibo e caffè, e soprattutto dal grado di cottura della pasta... però quando la faccio la mangia volentieri.


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Lorenzo Lilli  Identity Verified
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i miei 2 cent Nov 30, 2007

Quando vado all'estero solo per pochi giorni ne approfitto per disintossicarmi dal caffè, visto che in Italia ne bevo troppo e che comunque sarebbe molto difficile trovarne uno all'altezza (dopo la fase dell'indignazione sono passato a quella della rassegnazione serena o quasi ). Ma nei periodi in cui ho vissuto all'estero mi ero portato la moka e qualche pacco di caffè dall'Italia: almeno per iniziare la giornata ero a posto Mi sa che almeno per ora questa è l'unica soluzione, a meno di continuare a cercare finché non troverai il bar giusto, con il caffè giusto e la macchina giusta

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lanave  Identity Verified
Italy
Local time: 04:59
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Né a Londra né a Parigi... Nov 30, 2007

...all'estero non bevo caffè. A parte quello che esce dalla mia fantastica macchinetta moka casalinga fatto con "polvere" rigorosamente italiana.

Ci sono cose su cui non si può transigere...



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lanave  Identity Verified
Italy
Local time: 04:59
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Infatti... Nov 30, 2007

sofiablu wrote:

Non ho mai capito, né tantomeno condiviso, questo grande amore degli italiani per il caffè. Non mi è mai piaciuto, soprattutto al bar, quando ti servono due gocce due di liquido nero, amaro come una medicina, ma a cui basta una puntina di zucchero per diventare nauseante, bollente da provocare ustioni alle papille gustative, ma che si raffredda in un battibaleno, diventando ancor più disgustoso.

Il tè è invece bevanda molto più grata all'olfatto e al gusto. È raffinata, ma al contempo popolare; riscalda d'inverno, rinfresca d'estate; ce ne sono infinite varietà per ogni stagione, per ogni momento del giorno e della notte, perfino per ogni pasto e spuntino. È eccitante quel tanto che basta a tener desta l'attenzione, ed è però il miglior accompagnamento a un buon riposo. Si sposa con gli agrumi, il latte, la panna, il miele, lo zucchero, cannella e ogni cosa bella, anche se - quando si tratta di un buon cru - è d'uopo berlo "liscio" e puro.

E la cioccolata in tazza? La più grande invenzione dell'umanità dopo la ruota, un tripudio di sensualità e un trionfo di sinestesie: aspetto vellutato, aroma scuro, gusto allegro con brio.
Che c'è di meglio di una tazza di cioccolata fumante con la panna, più le numerose variazioni sul tema: scorza d'arancia, cannella, cardamomo, zenzero? Addirittura l'odioso caffè si riabilita e nobilita, se unito alla cioccolata, creando il Bicerin.

Perciò, panie Daniele, ti esorto a convertirti al tè e alla cioccolata. Sicuramente troverai chi sa come prepararli.

Quando vivevo a Varsavia, giusto vent'anni fa, la carne era razionata (avevamo le tessere mensili) e anche il resto non è che abbondasse. Il caffè si presentava in due modi: duża kawa e mała kawa, il primo servito in un'enorme tazza, quasi una scodella, l'altro in una tazza più piccola, ma sempre molto capiente. Sapevano entrambi di poco, ma era quel che passava il convento.
Adesso potrei dirti che sei spoilt for choice;-)

Convertiti, figliolo. Salva, se non la tua anima, almeno il tuo palato.


Il caffè bevuto all'estero non è altro che un thè al gusto di caffè.

Bevuto con questo spirito passa la paura.



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Daniele Martoglio  Identity Verified
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TOPIC STARTER
Il problema della temperatura... Nov 30, 2007

Il problema della temperatura del caffè è un esempio affascinante di stupidità umana.

Riccardo Schiaffino wrote:

...qui bisogna farlo per non ricevere una tazzina ormai fredda: l'espresso gli americani ormai lo fanno rigorosamente in macchine da bar italiane, e la quantità è di solito più o meno giusta (la qualità è invece spesso infima perché il caffè lo fanno bruciare), ma di solito lo fanno colare non direttamente nella tazzina, debitamente preriscaldata dall'apposita piattaforma sulla macchina stessa, ma in un bricchetto di metallo (freddo), dal quale lo versano poi nella tazzina (se non in un bicchiere di polistirolo). Se lo versano nella tazzina è peggio, visto che la tazzina NON viene tenuta calda: uno rischia di sorbirsi un caffè rigorosamente tiepido, per la combinazione di bricchetto di metallo freddo+versamento+tazzina fredda.


Una delle cose che mi ero dimenticato di dire prima è che oltre al problema "allungamento" il secondo problema è il problema temperatura.

Il polacco sin dall'eta della pietra ha fatto secchi di roba brodosa calda a motivo del freddo. Nel corso dei secoli ha usato diversi solidi in infusione (galline, lievito acido, barbabietole, tè, caffè) ma il criterio è rimasto lo stesso: la "cosa" deve essere tanta e CALDA.

Poichè l'acqua che è alla base degli intrugli ha un elevato calore specifico (per chi non lo sapesse, è la quantità di calore che può essere immagazzinata nell'unità di massa di un dato materiale) e poichè la brodaglia aveva sempre una discreta massa rispetto alla massa del recipiente, nessun polacco nei corso dei secoli si è mai preoccupato di RISCALDARE IL RECIPIENTE.

In effetti era inutile, finchè non è arrivato.. il caffè NORMALE (all'italiana).

I 200-400ml di roba calda polacca nel recipiente freddo provocavano un abbassamento di 5°C della temperatura della roba e un'innalzamento di 60°Ci della temperatura del recipiente.. Tutto ok. Il liquido restava caldo, anche troppo e bisognava aspettare per berlo (intanto ci si poteva riscaldare le mani).

Invece i 30-40ml del caffe italiano (quando azzeccavano con la quantità dell'acqua) messi nella tazzina FREDDA provocavano la notevole risalita della temperatura della ceramica della tazzina a spese dell'energia dei miseri 30-40ml di caffè! Quindi la temperatura risultante era miseramente bassa!

La tazzina fredda "vince" sul caffè italiano, perchè è poco.

I polacchi non ci hanno pensato (e a sentire Riccardo anche gli americani) perchè il problema non si presentava con il loro metodo: la tazzina fredda "perde" con il brodocaffè polacco, perchè la quantità di liquido è tanta...

Ricordo quante volte il polacco mi ha preso la quarta tazzina (la più in alti di tutte) della pila di tazzine posta sulla macchina del caffè italiana, e io ho gridato "STOP!"... per spiegargli che va presa la tazzina più in basso, la più calda...

Daniele



[Edited at 2007-11-30 17:55]


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lanave  Identity Verified
Italy
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Tazzina calda tazzina fredda Nov 30, 2007

Ricordo che tra le tante opzioni quando si entra in un bar c'è la richiesta di "espresso in tazzina calda".

Come siamo fissati,noi italiani....


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Arturo Mannino  Identity Verified
Spain
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Member (2003)
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Il mistero spagnolo Nov 30, 2007

Qui in Spagna, tutti i baristi hanno dimestichezza con la macchina da caffè di tipo italiano, usano una miscela di tipo italiano e, se opportunamente addestrati, sono in grado di fare un "café solo" corto, di aspetto simile a quello di un normale espresso italiano. Ma l'apparenza inganna e qui comincia il mistero: il sapore ricorda solo vagamente quello del caffè italiano e dopotutto non si capisce il perché, visto che la combinazione di macchina, qualità e quantità del caffè è corretta. Nella comunità italiana di Barcellona circola la teoria secondo cui il mediocre risultato di cotanta combinazione sia in realtà da addebitarsi alla temperatura dell'acqua: l'acqua uscirebbe dalla macchina ad una temperatura inadeguatamente bassa, rovinando tutto.

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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Caffè alle Hawaii Nov 30, 2007

Premetto che la penso esattamente come Sofiablu, io bevo solo tè e cioccolata. Il caffè lo prendo quando ho mal di testa e non ho altro a portata di mano, quindi solo come medicina.

Qui a Las Vegas non ho neanche provato ad andare in un bar, visto che comunque ho la macchinetta, ma quando ero alle Hawaii, afflitta dal mal di testa, sono andata in un bar e ho chiesto un espresso.

Non essendo esperta di caffè e dintorni, sono rimasta malissimo nel dover deglutire un caffè decente per qualità, ma inesorabilmente tiepido...


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