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Forfettone 2008. Conviene o no?
Thread poster: Alice Bellia

María José Iglesias  Identity Verified
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Forfettone, REA, Camera di Commercio, IVA... Dec 17, 2007

Daniele, rileggendo dall'inizio ho capito dove è stato il frainteso con te:
Menade ha aperto la discussione parlando del nuovo forfettone che io non conosco (conoscevo il forfettino) e del quale mi era sfuggito sin dall'inizio un dettaglio: pare che chi sceglie questo regime non debba assoggettare IVA nelle proprie fatture (anche se mi sembra strano). Quindi probabilmente sono stata io a fare confusione e per questo ti parlavo del “privato” senza Partita IVA.

Per quanto
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Daniele, rileggendo dall'inizio ho capito dove è stato il frainteso con te:
Menade ha aperto la discussione parlando del nuovo forfettone che io non conosco (conoscevo il forfettino) e del quale mi era sfuggito sin dall'inizio un dettaglio: pare che chi sceglie questo regime non debba assoggettare IVA nelle proprie fatture (anche se mi sembra strano). Quindi probabilmente sono stata io a fare confusione e per questo ti parlavo del “privato” senza Partita IVA.

Per quanto riguarda l'iscrizione al REA e alla Camera di Commercio, solo aggiungere per chiarezza che i professionisti non devono iscriversi. Si iscrivono le ditte individuali e tra queste sono obbligate (credo) quelle che esercitano intermediazione, quelle che hanno una sede aperta al pubblico (diversa dal proprio domicilio) (attività commerciale “organizzata”) e quelle che superano, mi sembra, un certo tetto di fatturato che non so esattamente di quanto sia.
In più si scrivono al REA le società.

Per quanto mi riguarda, posso dire che il mio commercialista mi ha detto che sono obbligata. Ma non mi sembra di averne particolari benefici.

Infine consiglierei a Luciano (per il discorso IVA-agenzie) e a Lorenzo (per quanto riguarda l'aspetto "globale" menzionato da Agnès), di dare un'occhiata a questa pagina, che mi è sembrata molto interessante e molto chiara: (in particolare, guardare il primo quadretto rosso):
http://bellquel.bo.cnr.it/attivita/lavoro/html/pagina6.htm

E qui, per altri chiarimenti sul regime ditta individuale-azienda o regime professionista: http://bellquel.bo.cnr.it/attivita/lavoro/html/pagina3.htm

Chiedo scusa a Menade per essere usciti dall’argomento iniziale della discussione, che era il cosìdetto “forfettone”.

Ciao

María Jose


[Modificato alle 2007-12-20 08:04]
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Luciano drusetta
Italy
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Ho avuto la mia rispostina sulla fatturazione Dec 19, 2007

Non ho seguito attentamente l'argomento, che si è sviluppato perdendosi un po' nei meandri della didattica e (mi pare) del malinteso.

Il mio unico dubbio (che forse non avevo solo io) riguardava come dovrebbe fatturare chi sceglie il forfettone.

Oggi il nostro commercialista (che però si è riservato di informarsi meglio e tornare sull'argomento) ci ha detto che chi - in possesso di partita IVA - sceglie il forfettone continua a fatturare con IVA esattamente come ades
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Non ho seguito attentamente l'argomento, che si è sviluppato perdendosi un po' nei meandri della didattica e (mi pare) del malinteso.

Il mio unico dubbio (che forse non avevo solo io) riguardava come dovrebbe fatturare chi sceglie il forfettone.

Oggi il nostro commercialista (che però si è riservato di informarsi meglio e tornare sull'argomento) ci ha detto che chi - in possesso di partita IVA - sceglie il forfettone continua a fatturare con IVA esattamente come adesso.

Luciano

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Angie Garbarino  Identity Verified
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Si in effetti anche a me pare ci sia un po' di confusione Dec 22, 2007

tiny wrote:

Sulla materia mi pare ci sia un po' di confusione.
Anch'io come Claudia, ho partita Iva (regime ordinario) e risulto essere una ditta individuale (in realtà, credo come tutti gli altri traduttori dotati di partita Iva), tuttavia non sono né una Snc, né una Sas o Srl o altro.
Mio fratello ha anche lui partita Iva, è una ditta individuale, non è né una Snc, una Sas, Srl o altro, ma è registrato come società artigiana presso la Camera di Commercio locale.
In fattura io addebito Inps e detraggo la RA, lui non addebita né Inps né detrae la RA.
La differenza fra me e lui?
Io vendo servizi, lui servizi *e merci* (lavora nel campo dell'informatica).

Io, per il nostro commercialista, sono inquadrata come libera professionista, lui come artigiano.
Quindi la differenza più che altro riguarda il settore di attività


Stessa identica cosa a casa mia, due partite iva, uno vende servizi, l'atro servizi e beni, di qui la differenza di fatturazione e iscrizione alla camera di commercio e inquadramento. Situazione esattamente identica.

Per il forfettone anch'io attendo maggiori delucidazioni dal commercialista, per il momento mi sembra ottimo, vedremo...

Ciao!


 

capisicura
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Fatturato o incasso? Dec 22, 2007

Il tetto di 30.000 euro per il 2007 è relativo al fatturato o all'incasso?
In sostanza, se un autonomo ha fatturato per 31.000 euro ed incassato effettivamente 29.000 euro, rientra fra i possibili beneficiari del forfettone?
Grazie.


 

Alice Bellia  Identity Verified
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relativo all'incasso Dec 23, 2007

capisicura wrote:

Il tetto di 30.000 euro per il 2007 è relativo al fatturato o all'incasso?
In sostanza, se un autonomo ha fatturato per 31.000 euro ed incassato effettivamente 29.000 euro, rientra fra i possibili beneficiari del forfettone?
Grazie.


Credo sia relativo all'incasso, quindi alle fatture incassate nell'anno e non a quelle emesse.

Auguri!

Alice


 

Francesca Pesce  Identity Verified
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Vantaggi per un'agenzia nel rivolgersi a professionisti Dec 27, 2007

Sottolineo che per una agenzia il costo della fattura di un professionista con partita IVA (che paghi o meno l'IVA) si scarica dall'imponibile ai fini IRAP (che mi pare sia al 4,5%).

Al contrario, le parcelle occasionali non si scaricano, quindi se sono superiori a un certo tetto minimo esente (mi pare attorno ai 7.000 euro), in realtà costano un 4,5% in più delle altre.

Un motivo in più, in linea teorica, per preferirli.... A parte il fatto che molti professionis
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Sottolineo che per una agenzia il costo della fattura di un professionista con partita IVA (che paghi o meno l'IVA) si scarica dall'imponibile ai fini IRAP (che mi pare sia al 4,5%).

Al contrario, le parcelle occasionali non si scaricano, quindi se sono superiori a un certo tetto minimo esente (mi pare attorno ai 7.000 euro), in realtà costano un 4,5% in più delle altre.

Un motivo in più, in linea teorica, per preferirli.... A parte il fatto che molti professionisti (ma non tutti) caricano il 4% di rivalsa di contributi previdenziali, quasi annullando quindi il vantaggio. Resta quello 0,5% di differenza....

Poco, quindi. Ma per quelle agenzie che offrono già 0,04 euro a parola, uno 0,5% fa sempre gola!!!
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Laura Gentili  Identity Verified
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Figli a carico Jan 8, 2008

Ho chiesto alla mia commercialista e mi ha detto che se adottassi il nuovo regime verrei a pagare di più. Questo vale nel mio caso perché ho 3 figli a carico.
Scrive la commercialista:
"Con il regime ordinario, potendo usufruire di una serie di detrazioni di imposta sia per progressività dell'imposizione, per oneri e deduzioni di famiglia, l'imposta globale è di circa 2000 euro inferiore."
Resta il problema degli studi di settore (problema che si evita optando per il forfet
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Ho chiesto alla mia commercialista e mi ha detto che se adottassi il nuovo regime verrei a pagare di più. Questo vale nel mio caso perché ho 3 figli a carico.
Scrive la commercialista:
"Con il regime ordinario, potendo usufruire di una serie di detrazioni di imposta sia per progressività dell'imposizione, per oneri e deduzioni di famiglia, l'imposta globale è di circa 2000 euro inferiore."
Resta il problema degli studi di settore (problema che si evita optando per il forfettone e che costituisce indubbiamente un grosso vantaggio). L'anno scorso ero risultata non congrua e la commercialista aveva messo nelle note che lo studio di settore è parametrato alle agenzie di traduzione e non ai traduttori free lance. Infatti la tariffa minima a cartella, secondo lo studio di settore, è di 32 euro.
Resta sempre il rischio di un eventuale accertamento a causa della mancata congruità. Ho ritenuto comunque opportuno riportare queste informazioni.

Laura
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Maria Immacolata Coppola  Identity Verified
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Confermo: incasso Jan 8, 2008

Menade wrote:

capisicura wrote:

Il tetto di 30.000 euro per il 2007 è relativo al fatturato o all'incasso?
In sostanza, se un autonomo ha fatturato per 31.000 euro ed incassato effettivamente 29.000 euro, rientra fra i possibili beneficiari del forfettone?
Grazie.


Credo sia relativo all'incasso, quindi alle fatture incassate nell'anno e non a quelle emesse.

Auguri!

Alice


Sono stata proprio ieri dal commercialista e mi ha chiarito alcuni punti tra cui questo: le fatture emesse a fine 2007 ma non incassate entro il 31 dicembre 2007 non rientrano nel computo per definire il requisito economico di base.
Secondo lui a me conviene il nuovo regime agevolato, poichè avendo pochissime spese non scarico mai IVA. Inoltre divento più competitiva per i clienti privati che dell'IVA non sanno che farsene. Ma soprattutto: addio studi di settore che mi hanno sempre fatta penare negli ultimi anni!
In conclusione dalla prossima fattura dovrò fatturare senza IVA, e ovviamente senza RA, aggiungendo soltanto la rivalsa INPS del 4%.
Cosa importante cui fare attenzione è che, non pagando più l'IVA ogni 3 mesi e dovendo riunire tutti i pagamenti in un'imposta sostitutiva unica del 20% sugli utili, al momento del saldo l'importo sarà una sommetta non da poco a cui va ad aggiungersi l'INPS.
Quindi è il caso di preparare un bel salvadanaio e mettere da parte un po' di soldini per volta in modo da non avere brutti colpi!

Mimma


 

Francesca Pesce  Identity Verified
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Attenzione: la ritenuta d'acconto va precisata Jan 9, 2008

Mimma Coppola wrote:
In conclusione dalla prossima fattura dovrò fatturare senza IVA, e ovviamente senza RA, aggiungendo soltanto la rivalsa INPS del 4%.
Cosa importante cui fare attenzione è che, non pagando più l'IVA ogni 3 mesi e dovendo riunire tutti i pagamenti in un'imposta sostitutiva unica del 20% sugli utili, al momento del saldo l'importo sarà una sommetta non da poco a cui va ad aggiungersi l'INPS.
Quindi è il caso di preparare un bel salvadanaio e mettere da parte un po' di soldini per volta in modo da non avere brutti colpi!
Mimma


Non credo tu abbia ragione Mimma: attenzione. Il nostro commercialista che ha deciso di aderire al regime dei minimi, ci ha emesso fattura nel 2008 e ha precisato e quindi tolto la ritenuta d'acconto.
Quindi deduco che il 20% va calcolato sulle fatture. Questo significa che in linea di massima alla fine uno non paga niente, anzi va pure in credito perché qualche spesa ce l'avrà pure.


 

Francesca Pesce  Identity Verified
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Studi di settore: poca chiarezza Jan 9, 2008

Laura Gentili wrote
Infatti la tariffa minima a cartella, secondo lo studio di settore, è di 32 euro.


Secondo me questa storia degli studi di settore andrebbe approfondita, perché più commenti leggo e più mi convinco che ci siano molte interpretazioni libere sugli studi di settore.

Io non ho mai avuto problemi di coerenza o congruità, neanche lontanamente. Non è previsto affatto un costo a cartella (Laura, la tua commercialista dove l'ha visto questo parametro dei 32 euro?). Il meccanismo è un mix tra ore e settimane lavorate da un lato, e fatture emesse e costi sostenuti dall'altro. Ad esempio, l'indice di coerenza dello studio di settore si basa sulla resa oraria.
Per la nostra professione, credo che problemi di incongruità li possano avere solamente coloro che hanno moltissime spese e che in proporzione dichiarano di fatturare poco.

Quindi, Mimma, ad esempio, se dici di avere pochissime spese, per avere difficoltà con lo studio di settore devi fatturare veramente pochissimo e dichiarare di lavorare 48 settimane l'anno 8 ore al giorno.

Faccio un esempio di una mia collega che traduce part-time.

Parametri inseriti:
48 settimane di lavoro l'anno
20 ore settimanali di attività
compensi dichiarati: EUR 21.485,00
valore dei beni strumentali mobili: EUR 2.930,00
Consumi e altre spese: EUR 1.081,00
Ammortamento beni mobili strumentali: EUR 685,00

Risultato: congruo e coerente.
Resa oraria: EUR 23,47 (minimo previsto EUR 9,63 massimo previsto EUR 35,98)

Questa fascia di coerenza tra 9,63 e 35,98 permette quasi a chiunque di rientrarci. Chi di noi ha una resa oraria inferiore a EUR 9,63 lordi?

Quindi, vi chiedo: ma chi ha difficoltà a rientrare negli studi di settore che spese dichiara? OK il computer nuovo tutti gli anni, il software, la cancelleria, la benzina (?), i dizionari (tutti gli anni?), le spese per l'uso promiscuo dell'abitazione (max. 50% utenze, etc) e poi?


 

Laura Gentili  Identity Verified
Italy
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Ore lavorate e cartelle Jan 9, 2008

Francesca

quello che scrivi è molto interessante. Io ricordo anni fa che la commercialista mi chiese di dirle il numero di cartelle da me tradotte in un anno e non il numero di ore lavorate alla settimana. In base al numero di cartelle da me dichiarato risulto non congrua. Non è un problema di costi, io ne ho pochi e ne dichiaro pochi. Quindi forse l'errore è stato farle fare i calcoli in base alle cartelle e non alle ore?

Aggiungo che il problema della congruità si
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Francesca

quello che scrivi è molto interessante. Io ricordo anni fa che la commercialista mi chiese di dirle il numero di cartelle da me tradotte in un anno e non il numero di ore lavorate alla settimana. In base al numero di cartelle da me dichiarato risulto non congrua. Non è un problema di costi, io ne ho pochi e ne dichiaro pochi. Quindi forse l'errore è stato farle fare i calcoli in base alle cartelle e non alle ore?

Aggiungo che il problema della congruità si è presentato solo nel 2007 (nuovo studio di settore?).

Laura
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Maria Immacolata Coppola  Identity Verified
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Hai ragione Francesca Jan 9, 2008

Francesca Pesce wrote:

Mimma Coppola wrote:
In conclusione dalla prossima fattura dovrò fatturare senza IVA, e ovviamente senza RA, aggiungendo soltanto la rivalsa INPS del 4%.
Cosa importante cui fare attenzione è che, non pagando più l'IVA ogni 3 mesi e dovendo riunire tutti i pagamenti in un'imposta sostitutiva unica del 20% sugli utili, al momento del saldo l'importo sarà una sommetta non da poco a cui va ad aggiungersi l'INPS.
Quindi è il caso di preparare un bel salvadanaio e mettere da parte un po' di soldini per volta in modo da non avere brutti colpi!
Mimma


Non credo tu abbia ragione Mimma: attenzione. Il nostro commercialista che ha deciso di aderire al regime dei minimi, ci ha emesso fattura nel 2008 e ha precisato e quindi tolto la ritenuta d'acconto.
Quindi deduco che il 20% va calcolato sulle fatture. Questo significa che in linea di massima alla fine uno non paga niente, anzi va pure in credito perché qualche spesa ce l'avrà pure.


Proprio questa mattina il commercialista mi ha scritto:
"a seguito ultima circolare agenzia delle Entrate è stato chiarito che la ritenuta di acconto continua ad applicarsi"

Mimma


 

Maria Immacolata Coppola  Identity Verified
Italy
Local time: 19:16
Member (2008)
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Studi di settore: sono d'accordo sulla poca chiarezza Jan 9, 2008

Francesca Pesce wrote:

Laura Gentili wrote
Infatti la tariffa minima a cartella, secondo lo studio di settore, è di 32 euro.


Secondo me questa storia degli studi di settore andrebbe approfondita, perché più commenti leggo e più mi convinco che ci siano molte interpretazioni libere sugli studi di settore.

Io non ho mai avuto problemi di coerenza o congruità, neanche lontanamente. Non è previsto affatto un costo a cartella (Laura, la tua commercialista dove l'ha visto questo parametro dei 32 euro?). Il meccanismo è un mix tra ore e settimane lavorate da un lato, e fatture emesse e costi sostenuti dall'altro. Ad esempio, l'indice di coerenza dello studio di settore si basa sulla resa oraria.
Per la nostra professione, credo che problemi di incongruità li possano avere solamente coloro che hanno moltissime spese e che in proporzione dichiarano di fatturare poco.

Quindi, Mimma, ad esempio, se dici di avere pochissime spese, per avere difficoltà con lo studio di settore devi fatturare veramente pochissimo e dichiarare di lavorare 48 settimane l'anno 8 ore al giorno.

Faccio un esempio di una mia collega che traduce part-time.

Parametri inseriti:
48 settimane di lavoro l'anno
20 ore settimanali di attività
compensi dichiarati: EUR 21.485,00
valore dei beni strumentali mobili: EUR 2.930,00
Consumi e altre spese: EUR 1.081,00
Ammortamento beni mobili strumentali: EUR 685,00

Risultato: congruo e coerente.
Resa oraria: EUR 23,47 (minimo previsto EUR 9,63 massimo previsto EUR 35,98)

Questa fascia di coerenza tra 9,63 e 35,98 permette quasi a chiunque di rientrarci. Chi di noi ha una resa oraria inferiore a EUR 9,63 lordi?

Quindi, vi chiedo: ma chi ha difficoltà a rientrare negli studi di settore che spese dichiara? OK il computer nuovo tutti gli anni, il software, la cancelleria, la benzina (?), i dizionari (tutti gli anni?), le spese per l'uso promiscuo dell'abitazione (max. 50% utenze, etc) e poi?


Quando dicevo di avere poche spese, intendevo quelle di beni di consumo su cui si scarica l'IVA trimestralmente (cancelleria, ecc...), altro discorso per i costi. Oltre a quelli da te indicati, che non sono poca cosa, ci sono ad esempio i biglietti aerei o, nello specifico, l'auto nuova caricata al 50%.
Non so dirti altro, se non che ho avuto problemi con gli studi di settore negli ultimi due anni. Probabilmente se avessi capito meglio come funzionano fin dall'inizio, avrei saputo fornire dei parametri più corretti e meno approssimativi.
Cercherò di informarmi con più accuratezza d'ora in poi.
Grazie mille per le indicazioni.

Mimma


 

Alice Bellia  Identity Verified
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Nuove aliquote irpef/conclusioni personali forfettone Jan 9, 2008

Ciao a tutti,

a inizio topic avevo postato gli scaglioni IRPEF ma erano vecchi e mi scuso

Vi posto il link con quelli di quest'anno, per chi può essere utile:

http://www.agraria.org/estimo%20economia/irpef.htm

Per il resto, oggi sono stata dal tutor per lumi sul regime
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Ciao a tutti,

a inizio topic avevo postato gli scaglioni IRPEF ma erano vecchi e mi scuso

Vi posto il link con quelli di quest'anno, per chi può essere utile:

http://www.agraria.org/estimo%20economia/irpef.htm

Per il resto, oggi sono stata dal tutor per lumi sul regime dei minimi: lui me l'ha consigliato anche subito, ma io preferisco farmi l'ultimo anno di regime agevolato e passarci il prossimo.

Però ho scoperto un vantaggio del regime dei minimi che non sapevo:

"Dal reddito si possono dedurre per intero i contributi previdenziali, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell'impresa familiare fiscalmente a carico e quelli versati per i collaboratori non a carico ma per i quali il titolare non ha esercitato il diritto di rivalsa."

Ad esempio nel regime agevolato articolo 13 questo non accadeva, e lo trovo un incentivo interessante per passarci.

E a proposito: l'articolo 13 del regime agevolato per le nuove iniziative è soggetto a studio di settore da quest'anno, meno male che per me è l'ultimo! Ma il tutor mi ha consolato dicendo che la mia posizione risulterà sicuramente congrua, come dice Francesca Pesce le mie spese sono poche, e la macchina a questo punto la compro l'anno prossimo: non ne scaricherò l'iva ma comprandola adesso rischierei di sforare i 15.000 euro di beni strumentali..e non è il caso

Buon lavoro a tutti!

Alice
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Laura Gentili  Identity Verified
Italy
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Auto Jan 9, 2008

Menade wrote:
la macchina a questo punto la compro l'anno prossimo: non ne scaricherò l'iva ma comprandola adesso rischierei di sforare i 15.000 euro di beni strumentali..e non è il caso


Alice
in ogni caso un acquisto come il costo della macchina viene ripartito su più anni (credo 5).

Laura


 
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