les intérêts postérieurs dont la Loi conserve le rang

Italian translation: interessi posteriori di cui la Legge conserva il rango

14:24 Jul 8, 2018
French to Italian translations [PRO]
Law/Patents - Law (general) / Exécution Immobilière
French term or phrase: les intérêts postérieurs dont la Loi conserve le rang
Procedura di esecuzione immobiliare.
La frase indicata mi mette un po' in difficoltà soprattutto la parte "conserve le rang".

Grazie in anticipo per qualsiasi suggerimento
Gabriella Tindiglia
Italy
Local time: 16:56
Italian translation:interessi posteriori di cui la Legge conserva il rango
Explanation:
les intérêts postérieurs dont la Loi conserve le rang = interessi ( ipotecari / moratori ) posteriori di cui la Legge conserva il rango ( privilegiato o no )

gli interessi moratori sono regolati per legge o per volontà delle parti

p. 10 - 11
In particolare, fermo restando il principio che gli **interessi ipotecari** ex art. 2855 comma secondo c.c. sono solo quelli che possono considerarsi espressione del generale principio di fecondità del danaro, nel caso di interessi moratori deve operarsi una distinzione separando all’interno del complessivo importo di tali interessi, quelli che siano espressione della semplice perpetuazione, dopo la scadenza del termine, del regime degli interessi corrispettivi prima vigente e quelli, invece, che rivelino carattere sanzionatorio, per essere calcolati in eccedenza - per tasso, somma capitale o modalità di calcolo - rispetto a quelli corrispettivi prima dovuti.
Possono cioè verificarsi due fattispecie.
La prima di esse si verifica allorché gli **interessi moratori**, **per legge o per volontà delle parti**, siano regolati in maniera tale da generare un flusso di danaro superiore a quello che, in un medesimo lasso di tempo, sarebbe stato generato, prima della mora, a titolo di interessi corrispettivi. È il caso
in cui si preveda un tasso di mora maggiore di quello stabilito per gli interessi corrispettivi (oppure si preveda che gli interessi moratori siano calcolati su somme maggiori e che cioè maturano sull’intera rata del mutuo scaduta).
La seconda fattispecie è quella di un mutuo fruttifero in cui parti non abbiano previsto alcuna esplicita regolamentazione degli interessi moratori: in tal caso, gli **interessi moratori** saranno dovuti nella medesima misura degli interessi corrispettivi (art. 1224 cod. civ.). Orbene in questo ultimo caso, gli interessi moratori si limitano a estendere al periodo successivo alla scadenza della obbligazione, la medesima regolamentazione prima vigente per gli interessi corrispettivi. Si limitano cioè ad assicurare l’attuazione del principio della naturale fecondità del danaro anche per il periodo successivo alla scadenza del termine. Anche prima dell’inadempimento, infatti, il capitale generava interessi; verificatasi la mora, il capitale continua a produrre interessi nella stessa misura e con le stesse modalità di prima. Sotto tale profilo ed in tali limiti, dunque, gli interessi moratori, quanto a natura e funzione, non presentano apprezzabili differenze, ai fini che interessano, rispetto agli interessi ante mora e tale sostanziale identità, del resto, si palesa e si esprime in identiche modalità di quantificazione degli stessi: come tali questi interessi ****possono assumere il rango privilegiato***.
Diverso discorso deve, invece, farsi in relazione agli interessi moratori per la quota di essi che ecceda la misura degli interessi dovuti anteriormente alla mora. Per tale maggior quota, essi traggono infatti la loro origine non già dalla naturale fecondità del danaro come prevista per legge o come regolata dalle parti, bensì dalla volontà di sanzionare l’inadempimento: dunque essi, per tale quot, non possono considerarsi naturale e fisiologica derivazione del capitale mutuato e ****non possono assumere rango privilegiato****.
https://www.tribunale.rieti.giustizia.it/doc/modulistica/mod...
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Cristina intern
Austria
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Cristina intern


  

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interessi posteriori di cui la Legge conserva il rango


Explanation:
les intérêts postérieurs dont la Loi conserve le rang = interessi ( ipotecari / moratori ) posteriori di cui la Legge conserva il rango ( privilegiato o no )

gli interessi moratori sono regolati per legge o per volontà delle parti

p. 10 - 11
In particolare, fermo restando il principio che gli **interessi ipotecari** ex art. 2855 comma secondo c.c. sono solo quelli che possono considerarsi espressione del generale principio di fecondità del danaro, nel caso di interessi moratori deve operarsi una distinzione separando all’interno del complessivo importo di tali interessi, quelli che siano espressione della semplice perpetuazione, dopo la scadenza del termine, del regime degli interessi corrispettivi prima vigente e quelli, invece, che rivelino carattere sanzionatorio, per essere calcolati in eccedenza - per tasso, somma capitale o modalità di calcolo - rispetto a quelli corrispettivi prima dovuti.
Possono cioè verificarsi due fattispecie.
La prima di esse si verifica allorché gli **interessi moratori**, **per legge o per volontà delle parti**, siano regolati in maniera tale da generare un flusso di danaro superiore a quello che, in un medesimo lasso di tempo, sarebbe stato generato, prima della mora, a titolo di interessi corrispettivi. È il caso
in cui si preveda un tasso di mora maggiore di quello stabilito per gli interessi corrispettivi (oppure si preveda che gli interessi moratori siano calcolati su somme maggiori e che cioè maturano sull’intera rata del mutuo scaduta).
La seconda fattispecie è quella di un mutuo fruttifero in cui parti non abbiano previsto alcuna esplicita regolamentazione degli interessi moratori: in tal caso, gli **interessi moratori** saranno dovuti nella medesima misura degli interessi corrispettivi (art. 1224 cod. civ.). Orbene in questo ultimo caso, gli interessi moratori si limitano a estendere al periodo successivo alla scadenza della obbligazione, la medesima regolamentazione prima vigente per gli interessi corrispettivi. Si limitano cioè ad assicurare l’attuazione del principio della naturale fecondità del danaro anche per il periodo successivo alla scadenza del termine. Anche prima dell’inadempimento, infatti, il capitale generava interessi; verificatasi la mora, il capitale continua a produrre interessi nella stessa misura e con le stesse modalità di prima. Sotto tale profilo ed in tali limiti, dunque, gli interessi moratori, quanto a natura e funzione, non presentano apprezzabili differenze, ai fini che interessano, rispetto agli interessi ante mora e tale sostanziale identità, del resto, si palesa e si esprime in identiche modalità di quantificazione degli stessi: come tali questi interessi ****possono assumere il rango privilegiato***.
Diverso discorso deve, invece, farsi in relazione agli interessi moratori per la quota di essi che ecceda la misura degli interessi dovuti anteriormente alla mora. Per tale maggior quota, essi traggono infatti la loro origine non già dalla naturale fecondità del danaro come prevista per legge o come regolata dalle parti, bensì dalla volontà di sanzionare l’inadempimento: dunque essi, per tale quot, non possono considerarsi naturale e fisiologica derivazione del capitale mutuato e ****non possono assumere rango privilegiato****.
https://www.tribunale.rieti.giustizia.it/doc/modulistica/mod...

Cristina intern
Austria
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