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Rote-Bete-Saftkonzentrat

Italian translation: succo di barbabietola concentrato

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GLOSSARY ENTRY (DERIVED FROM QUESTION BELOW)
German term or phrase:Rote-Bete-Saftkonzentrat
Italian translation:succo di barbabietola concentrato
Entered by: Raffaella Cornacchini
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14:26 Jan 23, 2004
German to Italian translations [PRO]
German term or phrase: Rote-Bete-Saftkonzentrat
Voce di una lista di ingredienti di un gelato alla fragola.
babi
Local time: 12:15
succo di barbabietola concentrato
Explanation:
mi spiace sottoporti tutto questo papiro, ma pare che concentrando il succo di barbabietola
si ha uno sciroppo zuccherino (per un gelato può andare)
Barbabietola da zucchero : (Beta vulgaris, var. saccharifera) è una chenopodiacea...
Molta importanza ha anche il coefficiente di purezza dello zucchero di barbabietola, che è il rapporto fra il saccarosio presente e tutta la sostanza secca solubile ; il coefficiente di purezza oscilla intorno all’ 85%, ma può anche scendere al di sotto dell’80%, ciò che nuoce all’industria sono le sostanze estranee che rendono più difficile la cristallizzazione dello zucchero presente. Le barbabietole devono essere lavate per liberarle dal terriccio che le ricopre e questo si ottiene facendole trasportare dal silo al pozzetto di raccolta per mezzo di una corrente d’acqua. Le bietole vengono poi sollevate ai piani superiori dello zuccherificio, dove vengono scollettate, cioè private del colletto (che è la zona povera di zucchero e ricca di sostanze dannose su cui si impiantano le foglie) : vengono poi passate alle macchine affettatrici, le quali le trasformano in sottili fettucce o tagliatelle, che vengono fatte entrare nei diffusori, grandi cilindri verticali della capacità di 40 - 100 ettolitri, disposti in batterie di 8 - 12, su 2 file parallele. Nei diffusori viene fatta entrare acqua calda, che circola attraverso tutta la batteria , dove incontra nel primo cilindro le fettucce quasi esaurite così da esaurirle completamente, e successivamente attraversa gli altri diffusori con fettucce sempre più fresche ottenendo alla fine una soluzione piuttosto concentrata. L’estrazione avviene per osmosi attraverso le membrane cellulari delle radici, ma insieme allo zucchero passano in soluzione tutti gli altri componenti solubili delle cellule, che dovranno essere per la maggior parte eliminati se si vuole ottenere la cristallizzazione dello zucchero. Le fettucce esaurite (dette polpe) serviranno come pregiato foraggio, sia allo stato fresco, sia fermentate od essicate. Il succo viene sottoposto alla defecazione con calce, che neutralizza gli acidi organici liberi e coagula le sostanze proteiche e coloranti ; si procede poi alla carbonatazione, cioè al trattamento con anidride carbonica che precipita l’eccesso di calce, e alla filtrazione per mezzo di filtri a pressa, che separano tutte le sostanze sospese. Il succo depurato è sottoposto alla solfitazione, cioè all’azione dell’anidride solforosa, che lo decolora, riducendolo ad uno sciroppo giallognolo contenente il 10 - 12 % di saccarosio. Il liquido viene immesso in concentratori multipli, a pressione ridotta, a doppia parete, nella cui intercapedine passa il vapore che lo riscalda. Si ha così un sugo denso, che viene ulteriormente concentrato in bolle a vuoto, in cui l’evaporazione avviene a pressione ridottissima, ottenendo così la massa cotta. Questa viene lasciata raffreddare e lo zucchero che vi è contenuto si rapprende in una massa cristallina che viene sottoposta a centrifugazione in speciali centrifughe (idroestrattori), le quali separono lo zucchero greggio di 1° dal liquido, che, sottoposto al ulteriore concentrazione , da lo zucchero greggio di 2° e uno sciroppo denso e più scuro, da cui si può ancora far cristallizzare altro zucchero ; il residuo liquido di quest’ultima estrazione, molto scuro e vischioso, contenente ancora circa il 40 - 50 % di zucchero, viene detto melassa. La raccolta delle bietole è limitata al periodo che va da fine luglio ai primi di ottobre la lavorazione segue da vicino il raccolto, poiché col passare del tempo la percentuale di zucchero nella bietola diminuisce e ciò costringe a concentrare il periodo di attività dell’industria saccarifera in 3 o 4 mesi al massimo (campagna saccarifera ), con una limitata utilizzazione degli impianti nel corso dell’anno. Anche lo zucchero di barbabietola viene raffinato ridisciogliendolo in acqua, filtrando le soluzioni attraverso carbone animale o carboraffine, decolorando ulteriormente con idrosolfito e procedendo alla concentrazione nel vuoto e alla ricristallizzazione, centrifugando poi la massa cristallina. Si ottiene così una nuova qualità di melassa. Talvolta, la raffinazione può essere fatta in modo sommario, lavando i cristalli di zucchero greggio con sciroppi puri, in modo da asportare il residuo di melassa ricoprente i cristalli, che diventano così meno scuri e spesso si immergono in soluzioni di oltremare, che col loro colore azzurro mascherano il giallo, di cui è complementare. La purezza degli zuccheri viene di solito misurata con uno speciale saccarimetro, che è un polarimetro graduato in modo tale che una soluzione di 100 cmc contenente 26 gr. di saccarosio purissimo, esaminata attraverso un tubo della lunghezza di 20 cm., determini una rotazione di 100°. Il valore della rotazione dei campioni in esame ci dice allora direttamente il grado di purezza. La conservazione dello zucchero greggio richiede ambienti asciutti e ventilati oltre ad una perfetta essicazione dello zucchero stesso prima di insaccarlo, per evitare l’ammuffamento o l’inversione ; con queste precauzioni, lo zucchero greggio si può conservare indefinitamente
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Raffaella Cornacchini
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4 +3rape rossefrancesca romana onofri
4succo di barbabietola concentratoRaffaella Cornacchini


  

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rape rosse


Explanation:
io metterei
'succo di rape rosse concentrato'


francesca romana onofri
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succo di barbabietola concentrato


Explanation:
mi spiace sottoporti tutto questo papiro, ma pare che concentrando il succo di barbabietola
si ha uno sciroppo zuccherino (per un gelato può andare)
Barbabietola da zucchero : (Beta vulgaris, var. saccharifera) è una chenopodiacea...
Molta importanza ha anche il coefficiente di purezza dello zucchero di barbabietola, che è il rapporto fra il saccarosio presente e tutta la sostanza secca solubile ; il coefficiente di purezza oscilla intorno all’ 85%, ma può anche scendere al di sotto dell’80%, ciò che nuoce all’industria sono le sostanze estranee che rendono più difficile la cristallizzazione dello zucchero presente. Le barbabietole devono essere lavate per liberarle dal terriccio che le ricopre e questo si ottiene facendole trasportare dal silo al pozzetto di raccolta per mezzo di una corrente d’acqua. Le bietole vengono poi sollevate ai piani superiori dello zuccherificio, dove vengono scollettate, cioè private del colletto (che è la zona povera di zucchero e ricca di sostanze dannose su cui si impiantano le foglie) : vengono poi passate alle macchine affettatrici, le quali le trasformano in sottili fettucce o tagliatelle, che vengono fatte entrare nei diffusori, grandi cilindri verticali della capacità di 40 - 100 ettolitri, disposti in batterie di 8 - 12, su 2 file parallele. Nei diffusori viene fatta entrare acqua calda, che circola attraverso tutta la batteria , dove incontra nel primo cilindro le fettucce quasi esaurite così da esaurirle completamente, e successivamente attraversa gli altri diffusori con fettucce sempre più fresche ottenendo alla fine una soluzione piuttosto concentrata. L’estrazione avviene per osmosi attraverso le membrane cellulari delle radici, ma insieme allo zucchero passano in soluzione tutti gli altri componenti solubili delle cellule, che dovranno essere per la maggior parte eliminati se si vuole ottenere la cristallizzazione dello zucchero. Le fettucce esaurite (dette polpe) serviranno come pregiato foraggio, sia allo stato fresco, sia fermentate od essicate. Il succo viene sottoposto alla defecazione con calce, che neutralizza gli acidi organici liberi e coagula le sostanze proteiche e coloranti ; si procede poi alla carbonatazione, cioè al trattamento con anidride carbonica che precipita l’eccesso di calce, e alla filtrazione per mezzo di filtri a pressa, che separano tutte le sostanze sospese. Il succo depurato è sottoposto alla solfitazione, cioè all’azione dell’anidride solforosa, che lo decolora, riducendolo ad uno sciroppo giallognolo contenente il 10 - 12 % di saccarosio. Il liquido viene immesso in concentratori multipli, a pressione ridotta, a doppia parete, nella cui intercapedine passa il vapore che lo riscalda. Si ha così un sugo denso, che viene ulteriormente concentrato in bolle a vuoto, in cui l’evaporazione avviene a pressione ridottissima, ottenendo così la massa cotta. Questa viene lasciata raffreddare e lo zucchero che vi è contenuto si rapprende in una massa cristallina che viene sottoposta a centrifugazione in speciali centrifughe (idroestrattori), le quali separono lo zucchero greggio di 1° dal liquido, che, sottoposto al ulteriore concentrazione , da lo zucchero greggio di 2° e uno sciroppo denso e più scuro, da cui si può ancora far cristallizzare altro zucchero ; il residuo liquido di quest’ultima estrazione, molto scuro e vischioso, contenente ancora circa il 40 - 50 % di zucchero, viene detto melassa. La raccolta delle bietole è limitata al periodo che va da fine luglio ai primi di ottobre la lavorazione segue da vicino il raccolto, poiché col passare del tempo la percentuale di zucchero nella bietola diminuisce e ciò costringe a concentrare il periodo di attività dell’industria saccarifera in 3 o 4 mesi al massimo (campagna saccarifera ), con una limitata utilizzazione degli impianti nel corso dell’anno. Anche lo zucchero di barbabietola viene raffinato ridisciogliendolo in acqua, filtrando le soluzioni attraverso carbone animale o carboraffine, decolorando ulteriormente con idrosolfito e procedendo alla concentrazione nel vuoto e alla ricristallizzazione, centrifugando poi la massa cristallina. Si ottiene così una nuova qualità di melassa. Talvolta, la raffinazione può essere fatta in modo sommario, lavando i cristalli di zucchero greggio con sciroppi puri, in modo da asportare il residuo di melassa ricoprente i cristalli, che diventano così meno scuri e spesso si immergono in soluzioni di oltremare, che col loro colore azzurro mascherano il giallo, di cui è complementare. La purezza degli zuccheri viene di solito misurata con uno speciale saccarimetro, che è un polarimetro graduato in modo tale che una soluzione di 100 cmc contenente 26 gr. di saccarosio purissimo, esaminata attraverso un tubo della lunghezza di 20 cm., determini una rotazione di 100°. Il valore della rotazione dei campioni in esame ci dice allora direttamente il grado di purezza. La conservazione dello zucchero greggio richiede ambienti asciutti e ventilati oltre ad una perfetta essicazione dello zucchero stesso prima di insaccarlo, per evitare l’ammuffamento o l’inversione ; con queste precauzioni, lo zucchero greggio si può conservare indefinitamente

Raffaella Cornacchini
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